Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni.(CIT) Eleanoor Roosvelt...

...E i miei sono fottutamente belli (CIT) Paolo Scotti

martedì 30 luglio 2013

TRANS D’HAVET 2013, 80km 5500D+ IL FULMINE, LA SPAGNOLA, L’INFERNO E IL PARADISO ALL’IMPROVVISO:

397 Skyrunner al via, 284 FINISHER 113 Ritirati....


Dedicato a Matteo B. compare di vita, amico d’infanzia e collega di lavoro… l’inattesa pacca sulle spalle all’una di notte alla partenza di Piovene Rocchette e l’inimmaginabile ciliegina sulla torta a 100m dall’arrivo, hanno reso indimenticabili le mie 16h26m di Trans d'Havet , non ci sono parole, GRAZIE!

Chiariamo subito, per gli amici amanti del genere "Spagnola"… La "Spagnola" in questione, si tratta di: Individuo di sesso femminile, residente nella penisola iberica, nel territorio comunemente identificato come "Regno di Spagna".

Perché la Trans d’Havet? L’anno scorso, tradito da problemi esterni alla corsa e con solo la Cortina Trail di allenamento, mi iscrissi a malincuore solo alla mezza (40km 2500m D+), tagliato il traguardo di Valdagno dopo 6 ore e 2 minuti, giurai a me stesso che l’avrei rifatta solo ed esclusivamente per fare l’edizione lunga, perchè?







365 giorni, durante i quali almeno 5 o 6 volte al giorno mi compare davanti agli occhi sta "Roba"...le "Piccole Dolomiti" (35km, il punto più lontano in linea d’aria da casa mia) orizzonte, che con un solo colpo d’occhio, ti fa vedere partenza sviluppo e fine di questi INEBRIANTI 80km e 5500mD+ sulle “Mie”montagne.
Quanto l’ho atteso questo via??? Solo io e chi ho stressato per 12 interminabili mesi di monotematici discorsi lo sanno… 

Venerdì 26 Luglio 2013, si va!!!
Ore 20, un bacio ai piccoli e alla mia bella, direzione: Valdagno, l’avventura TDH ha inizio!
Dò pieno incarico per la fornitura di integratori salini isotonici e bevande energetiche a sua maestà “Fulmine della Notte”, compagno di squadra, di allenamento e di corsa, in questa memorabile Trans d’Havet, quando svuota la borsa delle provviste, gli chiedo se posso pagare con bonifico a 60gg o se preferisce la carta di credito… mi tranquillizza e mi dice, “tranquillo, quello che non usiamo, lo rivendiamo col banchetto a metà del Boale dei Fondi, con quel che ci facciamo, possiamo riiscriverci per l’edizione 2014” il Fulmine è lungimirante…

Entriamo al Palalido di Valdagno, decidiamo di espletare per primo, l’impegno preso con l’Università di Padova, per alcuni Test su uno studio di “fisiologia estrema”, test che riguardano, soglia del dolore, capacità di attenzione ed equilibrio, prima e dopo la gara…
All’entrata nella prima saletta di prova la prima sorpresa, il dottore mi chiede se sono io quello del Blog "Alvin e la Maratona"… annuisco, mi sorride, gli dico che non ha delle letture molto acculturate nel suo tempo libero, ride, rido…

Ore 21:30: al ritiro pettorale nessuno controlla il materiale obbligatorio… “ vabbè penso io, almeno far finta, non mi pareva brutto no?” Vado sugli spalti con Fulmine a cambiarmi, ci saranno 35°, siamo felici e spensierati, dobbiamo correre una ultratrail e ci fanno fare pure la sauna gratis! Cazzo vuoi di più?

Prepariamo tutto, ho uno zaino che pesa come quello dei primi 14 classificati messi assieme ma non me ne preoccupo, l’organizzazione  si è dimenticata di farmi partire davanti e probabilmente Kilian, per paura che lo raggiunga già a Cima Summano, partirà forte da subito… come dargli torto del resto… e poi ah si, mia madre, i suoceri, i cognati, già mi danno del pazzo per quel che devo fare… se mi faccio del male, diventerei lo zimbello della famiglia…in caso di infortunio in alta quota, devo assolutamente sopravvivere, grazie al Fulmine, ho riserve alimentari per sfamare un orfanotrofio di bimbi africani... non c'è un cazzo da ridere, noi zaino pieno e loro a cercare cibo tra i rifiuti... già con questo il paradiso me lo giocherei quindi, andiamoci cauti!

5 gel, 5 barrette, 4 buste di Sali per bevande isotoniche, 4 boccettine di Pappareale mista a Uranio impoverito e C4...
Comincio a spiegarmi perché i cani che incrociavamo sulla strada verso il Palalido ce l’avessero tanto con noi…

22:30: Briefing,  alle 23 usciamo dalla Palestra, tutti hanno caldo, io e Fulmine stiamo da Dio, dopo la sauna, qui fuori si sta da Papa, arrivano i Pullman, saliamo, dentro il clima va a palla, nevica, prendiamo posto negli ultimi sedili infondo, come ai tempi delle medie, durante il “Viaggio “ verso la partenza di Piovene Rocchette, ripassiamo la tattica di gara:
 io: “Passiamo in 8 ore a Pian delle Fugazze” 
Fulmine:”mmm no, per star sulle 15 ore dobbiamo passare un filino più allegri”
 io: “7:58 fatta?” 
Fulmine,(rivoltando gli occhi) “Ti, ricordi quando dobbiamo prendere gel e barrette?" Niente, come ai tempi delle medie, faccio scena muta, gli dico:”Prof, ehm no, Fulmine, no non ricordo ma ti so dire a memoria tutti i ristori se vuoi?” bla bla bla, niente, già dal secondo siamo divergenti, uno dice: “no questo è solo liquido, no questo è anche solido, no là non c’è niente”… un delirio, andremo a braccio!

"Cicsssssss", si aprono le porte del pullman, dopo l’effetto windchill, con temperature percepite prossime agli 0°, appena scendiamo in piazza, siamo presi a mattoni in faccia dall’ afa… Pisciatina, foto sugli autoscontri come i veri bimbi minkia e via in griglia, carichi come missili, certi della missione da svolgere, sguardo fiero e petto in fuori, siamo Fulminei per Dio!


Sulla startline conosco Ronnie e rivedo Ivan, conosciuto poco prima a Valdagno, mi ingurgito una barretta, bevo e sono felice (l’ho già sentita questa!) dopodiché, mi affianca uno che mi fa: “Ma tu sei Alvin?”  e io”Eh si..” Lui: “Mi sono iscritto alla TDH perché ho letto il tuo racconto dell’anno scorso” gli dico con voce belata: “ah si…” in realtà penso “Domani ancor prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai 3 volte”…(anche questa devo averla sentita da qualche parte).

Ricevo una pacca sulla spalla ed un in bocca al lupo dai vari compagni Fulminei accorsi (grazie compagni, voi si, sapete caricare la gente) e da Matteo B, ex Fulmineo… iniziai a correre con lui 8 anni or sono, qualche mese dopo, grazie a lui, iniziai perfino a lavorare con lui, ecco, magari quella di farci da rispettivi “compari” di nozze, potevamo risparmiarcela ma vabbè dato che c’eravamo… Grazie ragazzo, dopo 13 ore di lavoro farsi mezzora di strada all’una di notte per un saluto… è da fuoriclasse.


Fulmine,Marty,Andrea e Me
Bando alle ciance, SBEN, si parte!
I primi 2 km sono un susseguirsi di cavolate e battute che non fanno ridere ma da ubriachi di endorfine da corsa quali siamo, ridiamo a crepapelle, giro d’onore tra le contrà di Piovene, la strada si fa sentiero, erta sulla sinistra, le luci vanno giù e non si scherza più, a metà della salita sorpasso per la prima volta Lei... Esther… come chi è Esther?  La spagnola!


 1h32m e siamo in vetta al Summano (1296m) il primo millino D+ è volato in un lampo tra l’afa del sottobosco e il Fulmine che ogni tanto mi richiamava come il cacciatore richiama il cane quando si perde tra i cespugli….”Aaaalviiin!!!” e io: “So qua so qua” .
A 150 metri dalla vetta, si passa dentro ad un pascolo, le mucche sono incazzatissime, si sentono circondate da Alieni puzzolenti con una strana luce in fronte, muggiti di disapprovazione invadono la spettrale e tetra atmosfera di Cima Summano con la sua crociona illuminata solo dai led delle frontali, pelle d'oca, Muuuuuuuuuuuu!!!


200m, inizia il temuto, Sentiero delle Creste, ingurgito il primo gel (penso che alla prossima indigestione, lo potrei utilizzare per indurmi il vomito…beautifull) , qui il balisaggio e la Crew  TDH hanno fatto un gran buon lavoro, i punti più esposti sono oltre che ben segnalati, anche presidiati dagli Alpini… fantastici, che gente. 


C’è molto traffico, a meno che non si voglia rischiare un volo di 3-400m il sorpasso è sconsigliato, 40 minuti e siamo al primo 
ristoro, al Colletto grande di Velo (885m), 
                   Foto tratta dal profilo Facebook Trans d'havet

Mi bevo una Coca, riempio con metà acqua e metà Coca la borraccia, tappo tutto, faccio 76m esatti dal banchetto del ristoro e sbum, il tappo della borraccia salta in aria spinto dal gas della frizzante bevanda… almeno il premio “coLLione” penso sia mio di diritto!!!

Si corricchia per un km fino all’attacco del sentiero che sale al Monte Novegno , bevo un sorso ogni 5 minuti dal camel back, salendo ai 1600m, mi volto spesso a scrutare il sentiero delle creste illuminato dalle frontali, poesia, sono immagini suggestive che terrò sempre con me.


Prima del passo del gatto, mi sparo un'altra barretta, faccio presente al Fulmine che era l’unica cosa che mi ricordavo della tabella di marcia “Barretta energetica prima del passo del gatto” il Fulmine fa spallucce, dice di avere qualche problema di stomaco, sorpassiamo 4-5 persone, saliamo tranquilli con andatura regolare.


 3 ore e 51 di gara e siamo al secondo ristoro, 1691m, Forte Rione. Qui c'è anche da mangiare ma non ho fame, mi sparo una fialetta di Bioton, è come avere 3 frontali accese in testa, sono vigile più di un vigile urbano, scendiamo sempre incolonnati ma un po’ più sgranati, sorpasso Esther… si ancora lei, poi giù fino al Colletto di Posina (1057m)…

Albeggia, io e il Fulmine siamo precisini, è l’alba e vogliam fare le cose fatte bene, prendiamo al galoppo la salita del monte omonimo…”Sai, vedremo l’Alba al monte Alba” dissi a mia moglie qualche giorno prima della TDH…”Amo tu l’alba l’hai già persa da un pezzo” mi rispose… che tesoro quanto amore!

La salita al Monte Alba (1232m) non è così infida, è carina ma bastarda, un sottobosco di faggi fatto di ex trincee della prima guerra mondiale e dossi che a 50 m dalla vetta ti fanno dire…”ecco dai, su su, è fatta, scollliniamo e si scende”…macchè, subito dopo ce n’era sempre un altro più bastardo del precedente.

In salita, perdo qualche metro da Fulmine che nel frattempo si è ripreso…ho qualche crampo alla pancia… penso sia colpa dei gel e dei Sali presi, bevo acqua per diluire il più possibile, sembra funzionare.

Arriviamo a Colle Xomo (1058m) dopo 5 ore e 1 minuto di gara, si mangia, si beve, altro gel, altro Bioton, in un attimo siamo a Bocchetta Campiglia(1216m), inizia la favolosa “Strada delle 52 Gallerie” (per chi non le conosce, cercate su Wikipedia e pensate che era il 1916 quando hanno fatto quel miracolo di ingegneria militare) il sentiero lo conosco a menadito, Fulmine avanza leggiadro, lo seguo a 30m di distanza, a metà salita sorpasso lei… si lei, ancora lei… Esther….con la luce del sole posso controllare bene e... NO, non ha un filo di cellulite su quelle  cosce… non lo noto solo io, lo notano anche i 3 del soccorso alpino prima della 43esima galleria che mi dicono “segui il panorama eh” complimenti ragazza, ma levati dalle balle che ormai sei un incubo!



1h33’ di camminata, rapida e decisa in un posto da cartolina, se ne va la 52esima galleria, siamo al Rifugio Papa(1929m) e sto come lui...da Papa!
Al primo taglio della “Strada degli Eroi” sento pizzicare sotto il piede destro, lascio passare avanti il Fulmine in discesa perchè  so quanto odioso sia aver davanti qualcuno che fa da tappo.
Ad un km da Pian delle Fugazze, sempre in discesa, risorpasso Lei, Esther, 
"Si è sicuramente paracadutata dal Pasubio" penso tra me e me… ma come cazz è possibile penso, non capisco dove mi abbia sorpassato, poi faccio mente locale e ricordo che al rifugio abbiamo perso un minuto a fissar i bastoncini allo zaino di Fulmine e l’inarrestabile spagnola ci ha sverniciato di gran classe.



Con eleganza in discesa a Pian delle Fugazze... Marika's foto.

In 31 minuti dal Rifugio Papa planiamo ai 1162m di "Pian delle Fugazze", da lontano scorgo mio padre e mia madre che si sbracciano per salutarmi, gli rispondo alzando i bastoncini, gli passo a 3 metri e mi fiondo al ristoro per far provviste e tornare a salutarli… sento chiaramente mia madre dire a mio padre: “Va che desgrasià de un fioeo orbo, nol me ga mia visto setto” tradotto: “Ma guarda che figlio distratto, non ci ha nemmeno notato"




 La realtà è un altra, quando fatico e trovo gente lungo il percorso alla quale son legato con un legame più stretto della semplice amicizia, mi sale sempre un groppo alla gola e mi vien da piangere…(cheommemmerda... lo so) così mi defilo quei 3 secondi per deglutire, poggiare i bastoncini al tavolo del ristoro e fare strike abbattendo 4 bottiglie d’acqua e due di coca cola… il tutto tra gli amici fulminei giunti lì in pullman per spararsi la 40km e mia madre che viene a sincerarsi delle mie condizione psicofisiche mentre provo a millantare scuse del tipo, “mamma scusa, ma avevo la vista un po’ annebbiata dopo 3000m d+ e 40km” …(il cronometro segna 7h29’ di gara, tempo inimmaginabile alla vigilia)



Passato l’esame autoptico, su prescrizione del Drugo mando mia madre a raccattarmi un piatto di minestra  e una fetta di crostata, nel mentre, mi levo scarpa, calzetto destro e inizio ad attaccare cerotti sotto al piede, mangio tutto, riempio le borracie e ripartiamo 15 minuti esatti prima del via della 40km.   



Selletta Nord Ovest (1670m) è percorsa da 2km di sottobosco rabbioso che non mollano mai, con Fulmine li saliamo di buona lena tanto da scollinare ed arrivare a circa un km dal Rifugio Campogrosso(1464m), prima che i primi 3 Alieni della 40km ci svernicino di gran classe...
 47,5 km, nemmeno 9 ore di gara, troviamo il Drugo che ci accompagnerà fino al Rifugio Fraccaroli (2238m).






 Fulmine e Alvin, Campogrosso's square Foto by Drugo

Il tempo di rifocillarsi alla svelta, tirare 4 "sbeki" di incitamento alla nostra compagna Sabrina, impegnata sulla 40 km (dove terminerà seconda) e partiamo, il solo nominare il prossimo bersaglio di giornata ci fa smadonnare un po’, ci attende



il "Boale dei Fondi", un cavatappi verso il cielo, na roba alta e ripida.



Guardandolo dal basso si notavano tante macchiette colorate…”oh guarda quanti turisti seduti sulle rocce che incitano i trailers si poteva pensare” ...da lassù purtroppo il presente era un altro, gente piantata in ogni dove sotto un sole bastardo che ti smartella la testa, è crisi nera, qualche “perbacco” ci sfugge di bocca…



Su su dai, non va poi nemmeno così male, in 2-3 fermate di 42 secondi, giusto per sentire se le rocce erano comode o no per un aperitivo isotonico,  siamo su a Bocchetta Fondi (2050m), ribatezzata per l'occasione “Bocchetta Zombie”, all’attacco del Fraccaroli faccio i capricci, dico al Drugo che io lassù non ci voglio andare, Fulmine filosofeggia e se ne esce con na roba che passerà ai libri di storia, guarda l'orizzante si schiarisce il petto ed impostatissimo esclama:
“La sofferenza è l’ago che tesse la tela della gloria” 
Scrosciare di applausi, poesia, sto correndo un ultratrail con il nuovo poeta maledetto del terzo millennio penso… 
a 10 m di distanza scorgo un alpino, tento di corromperlo, gli chiedo se per 10 euro avesse voglia di salire al Fraccaroli per farmi bippare il pettorale, niente, ha due belle guance rosse da uno che non ha preso solo un sacco di sole, mi stampa un sorriso 16:9 e mi fa: “No no caro, sito matto?” 



Fulmine rompe gli indugi e riparte, direzione: "tetto del mondo", io temporeggio, il Drugo si "smarona" e mi da uno spintone per ripartire, a metà salita mi scuso ripetutamente con lui per il fatto di puzzare come un cadavere in avanzato stato di decomposizione, gli chiedo se mi vuole bene lo stesso? Mi dice "certo, se muovi anche il culo e ti scanti, magari faccio in tempo ad arrivare al Fraccaroli, tornare a casa e fare la “Montefalcone Downhill” domattina..." Per fortuna con lui c’è Rowdy, il suo fantastico Setter Irlandese, tra cani ci capiamo da Dio, tra noi son solo sorrisi complici ;)



Non so con che magia, ma al Rifugio Mario Fraccaroli, "attraversando un tunnel di aghi che tessono le tele della gloria", Arrivo!
Al tavolo “acqua”a 20m dal Rifugio… badando bene a non colmare quei 20m, che vuoi, si sa mai si nascondano delle insidie no? prendo 4 bicchieri d’acqua, mi scuso con le volontarie per lo spreco e me le vuoto in testa…. la balla passa in un lampo, Fulmine mi dice che c'è na tipa fighissima che ci serve l'acqua, io annuisco ma non la vedo... sono annebbiato dai km e dai D+... saluto Drugo, lo ringrazio del “passaggio”, scendiamo il più allegri possibile verso il "Rifugio Scalorbi”(1767m) a Fulmine avevo detto “dai 10 minuti e siamo giù…”  dobbiamo aver avuto molto vento contro, siamo rotolati giù in 30 minuti buoni, dico a Fulmine che è colpa dei fluidi termodinamici di risalita dal fondovalle  mi dice "non ho capito cos'hai detto", gli dico “non importa, nemmeno io so cosa ho detto” .
Il Taglia (Andrea) me e Fulmine Foto by Drugo

Allo Scalorbi, ci togliamo perfino lo zaino, a pochi metri dal ristoro, scorgo i pomodori San Marzano tagliati in quarti, mi commuovo di nuovo, eppure qui, Fulmine a parte, non ho ne amici ne parenti… come sono sensibile in certi momenti ai pomodori San Marzano… 
30 secondi, ci raggiunge un altro Fulmineo impegnato nei 40km è Andrea, mi dice che ha i crampi, mi mostra i suoi polpacci che sembrano godere di vita propria mentre si muovono da soli sotto ai tubolari compressivi… mi dice che da qui in avanti cambierà idratazione, “tenterò di annegarli con la birra!” mi dice sicuro, penso ci sia pure riuscito dato che arriverà ben prima di noi in piazza del municipio… Saggio Andrea d'altra parte lo stinco con la Birra in Alto Adige va alla grandissima!!!

Mangio un sacco, fanculo la fame nel mondo, tutto buono, buonissimo, a parte i Sali, che son proprio brutti, anche da vedere, qualcuno che ci ha preceduto sul prato dirimpetto al ristoro sta “copando l’oceto” , al momento di ripartire, Fulmine mi fa “oh, cosa dici li svegliamo?” io… "no no,non esiste, che ne sai che non siano già nel sonno eterno? Non si disturbano i morti”

Via, si riparte, i successivi 2 passi Zevola e Lora sono delle cazzabubolette a confronto di quello che ci siamo pippati finora, sono talmente semplici che: primo, ci par brutto attaccarli con un azione di corsa e secondo, ci accorgiamo di aver lasciato la nostra azione di corsa sul tavolo dell’acqua su al “Rifugio Fraccaroli”, i piedi cominciano a darci molto fastidio, di gambe staremo anche bene ma santo cielo, ogni passo diventa un ago della sofferenza, una guerra, Fulmine mi ricorda che mancano 24km all’arrivo confrontiamo le distanze rilevate dai nostri Garmin, siamo fuori di 1 km e mezzo,tra un Garmin Phoenix e un 310xt… robe da matti, pure la tecnologia sembra tentennare ma non ce ne frega più di tanto, proviamo solo a pensare a qualche frase motivante di Aldo Rock ma niente... solo la "Perseveranza" ci salva dalla disfatta.

(La perseveranza... il duro lavoro che si fa dopo aver fatto del duro lavoro)

Passano i m, solo quelli, perché i km non passano mai, subiamo i primi sorpassi, i piedi peggiorano di km in km,quando arriviamo al ristoro di Malga Campo Davanti sono in crisi nera, negli ultimi 10km avremo corso si e no 2km, una tragedia, ci raggiunge anche Ronnie, Fulmine chiama a casa e spiega che siccome ci stiamo divertendo un sacco, non vogliamo porre fine in fretta ad una giornata così spensierata e pensiamo di tirarla un po’ più lunga, Ronnie rincara la dose, dice, “dai, è una bellissima giornata, è fresco e non fa nemmeno caldo” (mentre calpesta un cadavere) io decido di togliermi le scarpe, negli ultimi 4 km ho ripetuto 16 volte a Fulmine di non saper più come poggiare i piedi per terra, il Fulmine per solidarietà si è fatto venire anche lui le piaghe alla pianta di entrambi i piedi, compagni fino in fondo, gambe da Dio piedi fusi, "It's merda for us".

Siamo all’inferno, 14 km alla fine e non aver la minima idea di come iniziarli, mi incerotto alla bene e meglio le piante dei piedi, Ronnie ha fretta di ripartire, Fulmine anche, li rincorro il più rapidamente possibile, ad un km da Cima Marana mi sparo l’ultimo Bioton, un po’ di sollievo me lo da, Ronnie guadagna metri, chiedo a Fulmine se ha voglia di correre un po’, mi dice che vorrebbe il Mojito che aveva sua figlia in mano nella foto la sera prima…annamo bene, risorpassiamo Lei, si Lei Esther !!!

Cima Marana, si salvi chi può, con noi si unisce il Turra, altro fulmineo, impegnato nella 40km, ci dice che odia la discesa, partiamo svogliatisssimi, ci accordiamo per aspettarci tutti alla prima fontana per tagliare insieme il traguardo, il Turra parte timoroso ma coraggioso, trasuda Fulmineità, lo proporrò al Bress per  insignirlo di medaglia al valore fulmineo con la seguente  causale :“Al Turra, che si gettava ardito nella discesa di Cima Marana, come se non ci fosse un domani, per arrivare al traguardo di Valdagno con i compagni Fulminei”MITICO.

Guadagno qualche centinaio di metri in discesa sul gruppo, il Bioton fa miracoli, ma non fa gruppo, come mi aveva aspettato il Fulmine qualche km prima, io aspetto lui qualche km dopo, mi passa perfino Esther (Giuro mi fa venire l'Ansia la sua apparizione) concordo con lui sul fatto di esser stanco morto ma gli ricordo che più la tiriamo lunga e più arriveremo stanchi morti… morto più, morto meno, a Fulmine non frega un cazzo, sembriamo due vecchi, zoppi e rincogliniti, a ripeter le stesse cose," oi che male i piedi, oi qua, che due palle là, no basta, l'anno prossimo no ecc ecc…"

 Ronnie decide di andare avanti fino al traguardo, forse per organizzarci il funerale (lui si è un amico) riparto di corsa a caccia della fontana, Valdagno è vicina, un valdagnese è fuori dall’uscio di casa che fa docce a richiesta, mi fermo io, si ferma Esther…ah, l’acqua fresca, 300m, affianco l’iberica, è più stanca e scontrosa di noi, aggiungo un po’ di s sui finali di parola per instaurare un dialogo con la signorina, scopro che è spagnola ed è di Murçia…oh, nulla è più soave di come possa pronunciare la S (che poi si scrive con la C) una spagnola di Mursia anche dopo 80km, mi chiede se c’è ancora dell’acqua da qui alla fine, la precedo di un po’, appare una fontana ma aihmè è chiusa, glielo faccio presente e lì le esce l’animo caliente della catalunia, tira giù 4 parolacce senza s finale ma di chiara matrice spagnola, la vedo partire furiosa in direzione dei campanelli delle case vicine agitando la sua bottiglietta d’acqua….  Ciao Spagna! 

2500m all’arrivo, c’è “LA” fontana, colei che ha risollevato le mie sorti lo scorso anno e di sicuro non mancherà di farlo pure questo, chiedo alla signora di vedetta se posso darmi una rinfrescata, mi dice, "Maria Vergine, de sicuro!!!" , mi spoglio a torso nudo e mi immergo di testa il più a fondo possibile, goduria, na bella rinfrescata, arriva anche Turra, si narra che in discesa abbia combattuto e che abbia vinto, io, lui e Fulmine  indossiamo gli abiti da gran cerimonia Fulminea, canotta gialla col fulmine, zaino in spalla, la prossima fermata è l’arrivo, prepariamo tutto nei minimi particolari: Capitano Fulmine al centro, mozzi Turra a sinistra e Alvin a dritta, saremo magnifici, tutto pronto ma aihmè, non avevo fatto i conti con mio compare Matteo, che all’ultima curva prima del traguardo, mi fa trovare moglie e bambini, li vedo a 100m di distanza, mi sale un groppo alla gola che devo masticare per buttare giù, con un filo di voce dico al Fulmine “cazzo, ho i bambini al traguardo” apriti cielo, è il paradiso all’improvviso,saltano tutti i piani di arrivo in parata, ogni dolore lascia il posto alla gioia, lascio a loro l’arrivo, mi fiondo dai miei pupi, mi vien da piangere tipo irrigatore a spruzzo da giardino ma mi trattengo, lancio i bastoncini ai piedi di mia moglie, mi prendo in braccio i miei tesori e corro gli ultimi 100m tra due ali di gente festante, non corro… volo, l'arrivo in lontananza, adesso vorrei mancasse almeno un km, il sorriso dei miei bimbi, il tutto, condito dalle urla di amici e sconosciuti che urlano festanti, taglio il traguardo, vorrei spappolarmeli al petto da quanto vorrei stringerli a me  i miei tesori, mi limito a sbaciuccchiarmeli,  mi complimento con i miei galattici compagni di avventura, ringrazio mia moglie e Matteo per l’insperata sorpresa…

 Fulmine mi dice: “Vecio… 80 km” mi viene in mente la sua frase dell’anno scorso alla fine del video:
“Ragazzi siamo arrivati a sta cazzo di Trans d’havet” 
e come ha aggiunto il Drugo…. Ho pensato, 
“Si, ci siamo arrivati per davvero…”




4 Unghie andate, 2 vesciche sotto la pianta dei piedi e due sotto l'osso esterno della caviglia.... non me ne fotte na cippa!!!!
 
 2014 Trans d’havet  i’ll be there!

Alvin e Fulmine della Notte 16:26… La Spagnola 16:29…. 



80km e non sentirli, GOOD RUN AMICI!!!!!!!!!

martedì 31 luglio 2012

Trans d'Havet 2012 La corta, Chantal e la cintura sadomaso... un racconto per tutti ma non per il Bress...

Alvin e Zanze a caccia del Drugo...

Bang, un fragoroso colpo di pistola coglie di sorpresa la “GANG DEL BOSCO” ossia, 65 rilassatissimi runner (gli iscritti alla corta di 40 km) confinati nella “gabbia” di partenza al Magna e Bevi di pian delle Fugazze… intenti, fino a qualche secondo prima, a scambiarsi saluti e a rimembrare di post corsa alcolici, più duri della corsa, passati in codesto luogo dopo la famosa “Staro-Campogrosso”… mai, vidi lo Zanze (mio compagno di squadra e d’avventura)così coinvolto e commosso nel raccontare un postgara…

E quindi Via! Si parte, un po’ alla volta si entra in clima gara (il bello del Trail) i primi 3-400m son tutti un urlo, un grido, dei soliti burloni, all’indirizzo dei primi, partiti come missili terra aria alla conquista delle vette “Fermi! a sinistra! No! a destra!!!” e giù a ridere, un km in leggera discesa, poi, si esce dal cono d’ombra del “Cornetto” , il sole ci indica la via verso la prima asperità di giornata “Selletta Nord Ovest” gli ululanti pazzi si chietano subito, il fiatone prende il posto della loro voce, dal secondo km, in un sottobosco diviso tra il verde delle fresche chiome e il marrone delle foglie della scorsa stagione, capiamo subito che con l’umidità odierna, in salita, ci sarà da lottare su ogni metro, si prosegue in fila indiana, sorpassiamo qualche Ultra degli 80km, ci dicono che la notte è stata dura e l’alba ancora peggio… mi passa perfino Chantal, chi è Chantal? Boh, so che è Olandese, so che si chiama Chantal perché ce l’ha scritto nella maglia sopra il culo e che non spiaccica una parola di italiano a parte dire “no friZante” quando cheide l’acqua ai ristori.

In 2km saliamo di 450m è un bel salire, il ritmo è altino e a dispetto dell’altezza c’è afa e se “Sudo ma godo” era il nome della più nota geisha Giapponese” Sudo e patisso” è il mio nome Oggi!

32minuti di corsa e conquistiamo i 1600m di Selletta NordOvest (ai piedi del”Cornetto”), si aprirebbe pure un fantastico panorama sulla “Vallarsa e sul Carega” ma nuvole basse e foschia, celano il nostro orizzonte, bella discesa, all’inizio un po’ tecnica ma poi corribilissima, sul prato, ai piedi del “Baffelan”, dei “Tre Apostoli” e della “Sisilla”, un fantastico sperone di roccia affacciato su passo “Campo Grosso” della quale allego meritata foto:

"La Sisilla" baciata dal sole

54minuti dalla partenza e i primi 5,6km sembrano esser volati, c’è da santificare il primo ristoro, bevo, bevo bevo, sento uno che mi chiama è “IL FULMINE” gli dico, “cavolo, speravo di non trovarti così presto” “anch’io” mi risponde lui, impegnato nella lunga,mi dice “sono un po’ stanchino e non ho più voglia di correre” “Ah benon” penso io… mancano solo 35km… un in bocca al lupo e riparto con Zanze, chippatura e via verso “la grande salita” 2,5km e 200m di dislivello per rifiatare, dopodiché “Bocchetta Fondi” in concomitanza dell’ottavo km di gara, ci fa vedere subito di che pasta è fatta, nel mentre, una Sciura affannata chiede allo Zanze “Scusa ma, quanto manca da qui al Fraccaroli” lo Zanze ridacchia e le fa “un bel po’ signora” il Po’ dello Zanze significa 1km e 450m con 450m di dislivello come antipasto, 2km mangia e bevi su un sentiero panoramico a strapiombo sul “catino” del “Carega” di primo e di secondo un altro km e 300m con 200m D+….dopodichè signora, il caffè lo può bere al rifugio guardando il panorama (se ci arriva viva)!

Bocchetta Fondi dall'alto

Bocchetta Fondi dal basso

Bocchetta Fondi mi fa sputare l’anima, bisogna stare attenti a dove si poggiano i piedi e per buona metà della salita anche le mani da quanto è ripida,passo Chantal, i molti turisti si fanno da parte e ci fanno passare incitandoci (grandissimi) lo Zanze mi chiede come mai non abbia portato con me i bastoncini… gli rispondo che ero combattuto sul loro effettivo aiuto in salita… (ma come li avrei voluti in quel momento, Dio solo lo sa)… sudo, sudo, sudo, da quando son partito che sia in discesa, o che sia in salita ogni 5 minuti mi sono imposto tassativamente di bere almeno una sorsata dal camelbag, so che l’avevo letto da qualche parte e faceva bene, non posso che confermarlo!

Lascio passare lo Zanze, in salita ne ha di più, svalichiamo a 2039m una folata di aria gelida ci avvolge, Chantal esclama “oh my god it’s beautiful” (riferita al panorama) io le rispondo in italiano (tanto è olandese e non capisce na mazza) “dovresti vedermi con la barba fatta, sono un figurino sai” mi sorride, tanto so che non ha capito niente,via via via, se stiam qui a guardare il panorama muoriamo congelati, si rifiata un po’, Zanze sembra aver preso metri preziosi, seguo solo il mio fiato e Chantal con la sua maglia Orange, poco prima della salita finale al Rifugio Fraccaroli, tento di metterla definitivamente dietro ma niente da fare non molla un cm la signorina, continuerà a ripresentarsi da qui a fine corsa come una peperonata durante la mattinata mangiata alle 7 del mattino.

Verso il Fraccaroli Following Chantal

Ultimo strappo prima del punto più alto di oggi Rif.Fraccaroli, sorpasso una mamma sulla 40ina che sul porta bimbo,dietro le spalle sta portando un bimbo di almeno 13kg, a repirare aria buona in altura, le faccio i complimenti mentre un pensiero per il “Fulmine”mi esce spontaneo “ragazzo se arrivi fin qui è quasi fatta”.

Rifugio Fraccaroli

Via, discesa, dapprima un po’ tirata, sorpasso 2 o 3 della corta e almeno 4 o 5 della lunga con un bel po’ di staccate alla Rossi dei tempi d’oro, riacciuffo lo Zanze, dopo 13 km 2h e 32m di “goduria alpina” siamo al ristoro di Rifugio Scalorbi, lo Zanze si lamenta di un fastidio al tibiale destro, penso che nulla in quel momento sia peggio di “un fastidio al tibiale destro” con altri 27km da correre dei quali 23 in discesa… Zanze mi chiede se ho un Aulin… figurati, non ho nemmeno un gel gli dico… per fortuna lo trova da un altro trailer, lo prende, non gli farà praticamente nulla ma siccome è un Fulmineo non mollera di un mm.

Ripartiamo dopo aver chiesto alla signora del ristoro se non abbiano mai pensato di organizzare banchetti nuziali in alta quota, da quanto il buffet era fornito e delizioso, ho ingurgitato una quantità indefinita di Speck, formaggio grana, acqua e dulcis infundo un bel pomodoro con un pizzico di sale….DI-VI-NO!!!

Sben, verso le ultime due cazzabubbole di giornata, con la pancia piena e lo spirito rinfrancato, andiamo spediti, la salita ai 1700m del “Passo della Lora” è facile facile, in discesa comincia a piovere, le radici dei pini mughi e i sassi, sono delle ottime piste da pattinaggio, non ho la minima intenzione di fermarmi a indossare il kway, sfilo il copri zaino per riparare almeno quello, in discesa incrocio due signore sulla sessantina col poncho, vedendomi scendere a canna si fanno da parte, le grido “grazie grazie, sto tornando in macchina a prendermi l’ombrello” le pensionate ridono allegramente e mi incitano con un “bravo bravo”, la discesa è breve, si risale per l’ultima volta, 100m d+ e siamo a Passo della Zevola 1800m ho perso Zanze, che in discesa a causa del tibiale scende più accorto, 2 km, un gregge di pecore fa ostruzionismo ma scendiamo ai 1550m di Passo Ristele, da qui inizia un pezzo salvavita e salvagambe 7-8km di falsopiano spettacolare, tra nuvole dense che ti avvolgono nei vagli più stretti e sole cocente che par di essere in sicilia da quanto scalda… dopo questo ripetuto processo termico caldo\freddo\secco\umido siamo perfettamente temprati e ronti a tutto, la coppia Zanze e Sudo e patisso è ricomposta, a Sella del Campetto distiamo solo qualche centinaio di metri ma al ristoro di “Malga Campo Davanti” facciamo squadra anche perché il vecchio detto dice “Chi non magna e beve in compagnia o lo ga curto o non lo ga mia” vi risparmio la traduzione, comunque sia, rimirando a fondo il banchetto presieduto dalla protezione civile, faccio notare ai volontari che manca lo spek… la ragazza del ristoro mi tranquillizza subito e mi dice, “No no, c’è.. sei il primo che me lo chiede stamattina”mmm bene, e giù di spek, giù di grana e giù di pomodoro, lo Zanze chiede un po’ di ghiaccio spray agli Alpini ma gli rispondono che l’unico ghiaccio che hanno è in cubetti e gli serve per tenere in fresca il vino… Via, un gruppo di turisti fermi a sbevacchiare in malga ci applaude e ci indica, con il gesto del calice alzato usando la borracia gli grido “alla salute” nel frattempo Chantal ci riprende, maremma assassina è un incubo, corricchiamo un po’ gli ultimi 3-4km di falsopiano, breve salita, un’ultimo controllo, 3 giovani della Crew della trans d’Havet sono stravaccati su un enorme cippo,prendono nota dei pettorali di chi passa, li guardo e gli dico “Uè ma non era qui che doveva esserci la stazione della funivia?” Ridono e mi indicano l’arrivo (nel monte a fianco) della vera funivia, li salutiamo e ripartiamo, breve discesa, riprendiamo Chantal e arriviamo sull’ultimo terrazzo di giornata “Cima Marana” 1545 di panorama quasi a 360° sulle prealpi, le valli e la pianura Vicentina, Chantal riesclama “Ohhh beautiful” penso sia troppo abituata alla nebbia delle sue terre d’origine per definire beautifull un panorama purtroppo offuscato da una dannata foschia… un peccato, non sprechiamo altro tempo qui e giù per l’ultima inesauribile discesa,dapprima infima tra il bosco (complimenti a chi a Balisato questo tratto) via via più morbidosa mano a mano che si scende verso valle, l’arrivo è 1300m e 12km sotto di noi, risorpasso Chantal (certo che sia l’ultima volta) dopo 7-8km usciamo dal bosco tra le malghe, c’è un punto di partenza per parapendio con 4-5 paraglider in attesa del vento buono per partire, gli grido “Oh, avete posto???” mi rispondono “ si, si, vieni” grandissimi, un giorno o l’altro devo provare anche quello.

Rientriamo tra le fresche frasche, la calura si fa sentire, sorpassiamo diversi ultratrailer dell’80km abbastanza cotti, entriamo in un pascolo attraverso un piccolo cancello in ferro, una 50ina di metri dietro di me c’è un runner con il quale mi sarò sorpassato almeno 6 o 7 volte negli ultimi 20km lo aspetto, faccio finta di armeggiare sul cancello e faccio il gesto di gettar le chiavi tra i rovi e guardandolo esclamo “Noooo, le chiavi, mi son scivolate” il tipo si fa una risata, lo saluto, lo rivedrò (almeno lui) solo dopo l’arrivo.

A 4km dalla fine mi perdo in chiacchere con un ultratrailer il quale mi dice di avere le ginocchia a pezzi, gli dico che ormai è fatta, che è stato un grande e che se anche ha le gambe a pezzi si farà gli ultimi 200m volando, mi ringrazia, lo saluto, mi squilla il telefono, è lo Zanze, a suo dire si è perso, gli chiedo come diavolo sia riuscito a farlo con un balisaggio a prova di cieco… (giungerà al traguardo con una fantastica Birra media Fulminea in mano, non prima di aver seminato il panico vestito da marziano in un camposcuola di pischelli, facendo orienteering in un bosco valdagnese segnato solamente dai solchi lasciati da qualcuno in moto da cross con un solo pensiero in testa “Oddio, morirò fuori dal percorso, sarò squalificato e i miei cari non avranno mai una tomba su cui deporre un fiore e venire a piangere la mia prematura dipartita” nel frattempo alle mie spalle si materializza con uno sgranocchiare di ghiano, il mio incubo “LEI”, Chantal…. L’olandese stavolta è decisa a darmi la stoccata finale ma non ci sto, soffre molto le discese ripide, io invece faccio finta di no e la distacco abbastanza da dimenticarmela…2km alla fine, una fontana, di quelle che usavano le massaie 50 anni fa per fare il bucato, non so se hanno dipinto il fondo della stessa di azzurro o sia l’effetto dell’acqua cristallina, appena la vedo,per 10 secondi ci immergo la testa con cappello, occhiali e tutto fino al mento, un fiotto di acqua gelida mi entra a testa capovolta dal naso, esco con un principio di annegamento in corso, con l’acqua che mi esce da ogni pertugio, fresco freschissimo, ho bbassato la mia temperatura corporea di almeno 8° mi volto, a fianco a me,c’è LEI, Chantal, ha un sorriso da orecchio ad orecchio, mi dice “Is too hot today”… i successivi 200 incolmabili metri che si instaureranno tra noi, rimarranno tali sino all’arrivo, non ne avevo davvero più, Olanda 1 Italia 0… come prendere un gol al 93° in contropiede dopo aver tenuto le redini del gioco per tutta la partita, che coglione!

All’arrivo trovo il comitato di accoglienza della Fulminea running Team il Bress, Giò Busin, Doctor House Peo el Roverso e Drugo che ha già brillantemente terminato la sua prova da 2 ore buInserisci linkone con un tempo stratosferico e un piazzamento ancora migliore, 32° assoluto e 7° di categoria… COMPLIMENTI COMPLIMENTI COMPLIMENTI, nel mio piccolo nonostante lo scarso allenamento colgo il miglior piazzamento in classifica di sempre 20° assoluto sui 40km e udite udite 3° di categoria… non accadrà mai più ne sono certo, peccato aver centrato il podio in una delle poche gare in cui premiano solo i primi di categoria!!!

Un cenno all’organizzazione, quanto a Buona volontà, Ristori, Volontari, Percorso e Balisaggio secondo me siamo al Top, unica pecca il ristoro finale un po’ scarsino, senza Spek (hua hua hua) e una maglia da finisher Montura non all’altezza del logo che la orna, inutile dire che grida vendetta…. (per quanto riguarda il pacco gara, a parte le bellissime mutande, qualcuno mi spiega come si usa la cintura sadomaso compressport in esso contenuta???)

P.S. Al pasta party ritrovo Lei, Chantal, si avvicina al tavolo del ristoro e l’alpino gli fa “Dimme bea cosa vutto na caressa?” lo guardo e gli dico “lascia stare non è “nostra” non capisce niente”… sorrido a Chantal vorrei dirle: “You can eat anything so I'm paying, you win today” ma non mi fido del mio inglese, soprattutto dopo 40 km… mi sorride, 5 minuti dopo dall’altro lato del tavolo mi fa il pollice verso e mi dice “pasta is good” stavolta le sorrido io, le rispondo anch’io col pollice verso pensando…pff.. che ne capirà un’olandese di pasta poi…

Sulla strada verso casa in macchina guardo ripetutamente lo specchietto, di Chantal fortunatamente, nemmeno l’ombra!

Io e Sua Maestà il Drugo

martedì 10 luglio 2012

Cortina Trail 2012 tanta roba… almeno il doppio di quanto avrei potuto reggerne…


Foto By Cris
Già Già, circa 6 mesi fa, la Cris, con un messaggino su FB mi aveva inoculato senza che me ne accorgessi il virus della LUT… essendo scarso di mio e in un periodo della vita tutt’altro che incline a buttarmi in imprese faticose, abbassai subito l’asticella e “scelsi” la sorella minore… non della Cris che mi pare che sia pure figlia unica ma la sorella minore della Signora “Lavaredo Ultra Trail” (120km 5500m D+) la “Cortina Trail” solo 46km e solo 2500m di dislivello…. Il passo successivo, fu di buttare mezza parola a quel farfallone del Drugo e il resto, è storia di ieri l’altro…. Na roba infinita, per bellezza e per me anche di fatica.
Stasera ho scorso per caso il diario degli allenamenti svolti per preparare questo trail ed ho scoperto che dalla maratona di Milano, sono andato a correre 6 volte…. Ma non sto parlando di 6 allenamenti specifici in salita… sto parlando di 6 volte in tutto, per un totale di 60,8km…. l’avessi scorso 2 settimane fa… probabilmente non sarei nemmeno partito ma col senno di poi, devo dire che alla luce degli allenamenti svolti, sabato tra le montagne che il mondo ci invidia ho fatto oltre che una cazzata pazzesca, anche un’impresa probabilmente irripetibile…
Se volete sapere il pregara, leggetelo da Drugo, io so solo che a 10 minuti dal via dopo aver conosciuto gabydicorsa di running forum, fatto un po’ di foto con gli amici, Drugo, AlbertoZan e Andrea Bolz, mi alzo da una panchina e mi accorgo di aver il fondo dello zaino completamente fradicio e gocciolante… la guarnizione pizzicata sul tappo del mio camelback ha fatto si che lo stesso mi si svuotasse completamente sul vestiario obbligatorio presente nello zaino…5km, 400m D+ e le mie scorte idriche iperglicidiche e ipersaline, a fronte di 2 bicchieri bevuti, sono già terminate… bel colpo al morale, vista la giornata irta e caliete che mi si prospettava… da li in avanti, ogni torrente sarà mio, inutile dire che la borracia obbligatoria mi ha letteralmente salvato la giornata, il road book, sciolto, nella tasca esterna dello zaino, inondata dal camelback.
Dopo 7km siamo 600m sopra Cortina e stiamo correndo in un sentiero fantastico, largo, liscio e come lo definisce drugo, Mangia e Bevi, ossia pieno di saliscendi, sono ancora fresco, raggiungo Andrea Bolz, gli dico che ho bucato (il camelback) e lui mi guarda come se avessi bestemmiato in chiesa, io lo guardo e faccio spallucce, ho la borracia tranquillo…c’è acqua ovunque!!!
Dopo 2,5km di su e giù a 9,5km dalla partenza si scende, e si scende decisi (purtroppo), in un km e mezzo perdiamo circa 200m di dislivello si curva ai piedi delle “Tofane” e all’11°km imbocchiamo l’incanto, è la val Travenanzes, che ci condurrà 8km dopo e 700m D+ al col dei Bos a 2330m, che luoghi incantati, vallata fantastica, dalle pareti a strapiombo scendono cascatelle le cui acque non toccheranno mai terra, tanto sono alte, poesia pura, io intanto gioco a Jojo con Andrea Bolz, prima lo sorpasso io, poi mi sorpassa lui, e così e cosà, si scende di nuovo (purtroppo) siamo ad un tiro di schioppo dal passo Falzarego, 1,5km in linea d’aria ad esser precisi, m’è venuta na fame pazzesca, l’organizzazione ha spalmato qui un ristoro fantasmagorico, io voglio assolutamente qualcosa di salato e così dopo 6 fette di salame (si si avete letto bene… sembravo in preda a fame chimica) una manciata di grana (lì per lì il più buon grana mai assaggiato), una manciata di cioccolata (che neanche in svizzera la fanno così) crostata, coca cola, ruttazzo stile fantozzi e via, inseguento Andrea Bolz…200m e passiamo a fianco alla torcida Mercuryus, che ragazzi gli amici di Andrea e Alberto Zan, una ragazza mi riconosce pure e mi saluta(penso sia il Dobermann) per girarmi a momenti sbaglio un ponticello in legno… avere chi ti incita in questi frangenti ha del miracoloso…
Con la pancia piena sono inarrestabile… ci penseranno i successivi 2,7km con ben 400m di dislivello che ci porteranno ai 2314m di Rifugio Averau… a dare la stilettata finale alla mia corsa, durante la salita scherzo con una runner, chiedendole se anche lei avesse prenotato la discesa in seggiovia un volta giunti al rifugio... la tipa mi sorride e stando allo scherzo mi fa: "Oh no, mi son scordata di fare la prenotazione" io restando sulla corda le dico: "Beh dai tranquilla,se non ti dispiace, ci stringiamo un po' e ci stiamo lo stesso" dopo questa pillola che allevia un po' la fatica, arrivo lassù dopo soli 25,5km a pezzi e con crampi da vendere, prima agli adduttori, poi, un po' ovunque dall'ombelico in giù. Arriva persino la grande idea: “dai corricchio sciolto in discesa, vedrai che si sciolgono da soli i crampi” basta un piede messo male e quello dopo messo peggio, mi par di aver pestato un cavo dell’alta tensione, sembro pinocchio, anche i polpacci sono andati, cammino mesto, tentando di sciogliere i muscoli inturgiditi, sorpasso uno degli alieni che stanno correndo la Lut di 120km, è fermo su di un masso, sembra sconsolato e con un paio di continental ai piedi (incollato all’asfalto) fingo una corsa balzata leggera, mi fermo accanto a lui, gli poggio una mano sulla spalla indicandogli il suo pettorale e gli dico: “Non sai quanto ti stimo già solo per esser arrivato fino a qua” mi sorride, riparto, i crampi sembrano definitivamente andati, dopo 200m mi giro, il tipo sul sasso è ripartito, comincia l’inesorabile conto dei km mancanti, i 3km e mezzo per arrivare a passo Giau non sono troppo impegnativi, sono io che sono morto, altro ristoro, ci sono un sacco di turisti che guardano e chiedono furiosi, mi si avvicinano 3 tedeschi ed in perfetto inglese mi chiedono qualcosa, io che non so manco come mi chiamo gli rispondo, Be quiet, wait a moment…. Si guardano strani, poggio lo zaino sulla panca e mi preparo una miracolosa borracia con i Sali, infinite domande, perché, per come, dove abbiano dormito i trail runner stanotte ecc ecc ecc tiro fuori un inglese da quinta elementare ma convincente, mi fanno un in bocca al lupo e via.
L’ultimo ostacolo di giornata oramai è andato, peccato non aver fatto i conti con la vera ultima cannonata di giornata, la salita a forcella Giau… sono ancora ai piedi della salita quando passa l'elicottero del soccorso Alpino, mi sbraccio gli urlo "Zia fermati, Zia, sono qui, dove vai???" un momentaneo compagno di corsa mi guarda, scrolla il capo ridendo e mi fa "mi sa che aveva l'eliradio troppo alta e non t'ha sentito"risate, giusto per sollevare il morale di fronte a quel muro, guardiamo la salita, è ripida, talmente ripida che per guardarla tutta si deve guardare in due volte tanto è irta, si e no 500m nei quali mi sarò fermato almeno 3 o 4 volte, ma più probabilmente 5 o 6, ho davvero raschiato il barile, 2364m, 31,5km corsi! è andata, ora si scende, almeno di un po’, un centinaio di metri per poi risalire “morbidi” sull’ultimo gradino, forcella Ambrizzola, trovo un gruppetto di (3) turisti della domenica, hanno giusto appunto il mio passo, si lamentano del caldo, della salita ecc ecc, gli chiedo perchè con una così bella giornata non avessero deciso di andare al mare invece che venire a far fatica lì, mi rispondono che al mare han mandato mogli e figli, li guardo e aggiungo "non dovete aggiungere altro, ho già capito tutto, massimo rispetto" una volta "sforcellati", da qui alla fine è discesa, per gran parte corribilissima e chi ne ha, può letteralmente volare, dopo 10 minuti di slalom corricchiato mi chiama Drugo, dicendomi che dopo 6 ore e 17 minuti i suoi 46km tra la terra e il cielo sono conclusi, gli do del farabutto pensando “avrà tagliato sicuramente” ma il ragazzo gode di forma straordinaria ultimamente, gli dico," mettiti comodo, mi mancano 11 km", “beh dai" fa lui, "un oretta e un quarto e sei qua”….
Rifugio Croda da Lago, altra opera d’arte, un lago spennellato ai piedi di pareti che esistono solo nei qui e nei sogni, fantastico, ultimo ristoro, un gruppo che suona… tutto molto bello, un peccato esser troppo cotti per poterselo godere appieno ma va bene, andiamo avanti, vi dico solo che gli ultimi 10 corribilissimi km li ho “””corsi””” in 2 ore buone, a 5km dalla fine dico basta, non corro più, dietro di me ad una ragazza suona il cellulare, mi volto e le dico: "ecco ecco, il fidanzato...e dove sei, con chi sei ecc ecc" la ragazza (Silvia) si mette a ridere e arrossisce come un lampone, camminerò gli ultimi 4 interminabili km con lei, raccontandocela del più e del meno, arriviamo quasi insieme, lei mi precede di circa 60m..tanto riesce a darmi nelle ultime tre rampe di scale che ti immettono nel salotto bene di Cortina, Corso Italia, termino divelto come non mai, faccio i miei complimenti a Silvia, ringrazio Drugo che mi ha portato la borsa al traguardo e le mie gambe che mi hanno portato in doccia, giuro ad Andrea Bolz che da qui a fine anno farò solo ed esclusivamente il papà e invece, 2 settimane dopo mi ritrovo iscritto alla “corta” della Transd’Havet, 40km 2500m D+, giuro che mi è perfino balenata in testa l’idea di far la lunga di 80km, ma il forfait per buoni motivi di fratello Fat, mi ha fatto sanamente desistere e propendere per una ragionata 40km…ma si, che vuoi che siano 40 km, a due passi da casa mia poi, potevo rinunciarci?

Ah, correre in montagna, che vita!

MEMENTO AUDERE SEMPER... RICORDA DI OSARE SEMPRE

Altri Post

LinkWithin Related Stories Widget for Blogs

RESPONSABILITA'

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica e non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001. L'amministratore del blog, pur mantenendo costante azione preventiva, non ha alcuna responsabilità per gli articoli, siti e blog segnalati e per i loro contenuti. Ogni commento inserito nei post viene lasciato dall'autore dello stesso accettandone ogni eventuale responsabilità civile e penale. Le foto ed i video contenuti in questo blog sono da intendersi a puro carattere rappresentativo, divulgativo e senza alcun fine di lucro. Sono copyright dei rispettivi autori/agenzie/editori.