Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni.(CIT) Eleanoor Roosvelt...

...E i miei sono fottutamente belli (CIT) Paolo Scotti

domenica 5 luglio 2015

Lavaredo Ultra Trail 2015: 119km 5870d+ Balotelli, la cubista e l'UltraGrill.




I “Summano Cobras” avevano calcolato più o meno tutto per rendere la nona edizione della” Lavaredo Ultra Trail” un' edizione memorabile, è stato quel "meno" che ce l’ha giocata sporca, molto sporca, troppo sporca, eppure, la prima ondata Cobras alla consegna pettorali era stata accolta dalla Cris con un “Non ho parole, guardate, non ho parole”, spallucce tra me e Taglia… e si va.

Alle 20:05, al Palaghiaccio di Cortina, sede del Pasta Party e quartier generale #LUT2015, bisogna “mettersi in fila” per “accedere alla fila” di chi è già in fila per un piatto di pasta… tempo d’attesa stimato per sedersi ad un tavolo, 46 minuti, misteriosamente però, alle 20:11 i “Summano Cobras”, sono già seduti al tavolo e hanno già in pancia almeno mezzo piatto di pasta… com’è possibile tutto ciò? Non lo sappiamo bene nemmeno noi, ci hanno tirato dentro con qualche magheggio, misteri dell’ultra trail, di amici portoghesi di Fulmine e altri strani inspiegabili accadimenti.

“Ho visto gente sparire” dirà Fulmine durante la cena e solo questo momento di condivisione Cobras, vorrebbe un post dedicato per spiegarvelo.

Ore 22:59, in un Corso Italia strabordante all’inverosimile,  1200 papabili Ultratrailer scalpitano in attesa del via, la tattica “Cobras” è semplice, gruppo compatto dall’inizio alla fine e arrivo Hollywoodiano… perché noi ad umiltà ce la giochiamo con Balotelli…


3-2-1, si parte, “millemila” spettatori aldilà delle transenne applaudono ed incitano l’urlante spedizione dolomitica, 119km, 5870 D+, una notte e mezza giornata di corsa per i TOP runner, una 20ina di ore per gli umanoidi, fino a 30 ore (tempo Max) per gli indomabili sognatori che rimarranno appesi con le unghie per due notti all’aspirazione di fregiarsi dell’ennesimo antivento TNF riservato ai finisher di sua altezza la “LAVAREDO ULTRA TRAIL”.
Pelle d’oca da vendere, sudiamo adrenalina, il serpentone delle frontali si allunga sul Corso aizzato dalla folla, lasciamo il centro e puntiamo verso  i ”Ciadini”, ci controlliamo a vista, Franky in dubbio dalla vigilia ha un ginocchio malconcio, Fulmine tenta il suicidio inciampando sul marciapiede  ipnotizzato dalle frontali dei primi che saltellano 500m davanti a noi, sembra fare caldo ma appena lasciamo il centro in direzione delle cime, l’aria si fa fresca e sottile, il respiro rapido, cala il silenzio e rimane il ticchettio dei bastoncini sul sentiero che ci accompagnerà per i prossimi 5 km di salita fino ai 1720m di passo Posporcora…
Con Fulmine conveniamo sull’idea che l’ultratrail sulle donzelle provoca un effetto “pushup”  megarassodante sui fondoschiena, “Ma pensa te, una volta si andava in discoteca a quest’ora in cerca di queste curve ed oggi le puoi trovare qua, a 1800m di altezza, ti ci potresti piantare dietro, ipnotizzato dall’andaura ondulatoria per kilometri, arrivare ai ristori, bere l’inverosimile senza nessuno che ti chieda di forarti la drink card… che spettacolo, come cambiano i tempi…”
Discesa lunga e serpeggiante nel bosco, (brutti ricordi) occhi apertissimi, massima attenzione, in discesa ci sorpassa una bionda da urlo, per i motivi di cui sopra pensiamo sia la cubista del primo ristoro in evidente ritardo, fate largoooooooo!!!
200m dopo la fine della discesa in cui 3 o 4 pazzi scendono a rotta di collo inseguendo chissà chi o chissà cosa, scorgiamo la luce di una frontale dietro ad una panchina sulla destra e credetemi, trovare uno che all’una e mezza di notte si mette a fare piegamenti sulle braccia pompando come un ossesso, mi fa pensare che anche qui, tra gli amatori, probabilmente iniziano a girare strane sostanze… c’è molto da ridere, ma ancor più da piangere…
Al 15esimo km mi affianca “il tipo”, il solito lettore “tipo” che esordisce con un “Eih ma tu sei Alvin?” “Sai mi sono iscritto perché ho letto il tuo racconto dell’anno scorso” lo tranquillizzo sul fatto  che conosco un sacco di persone che hanno fatto lo stesso errore e che da lì alla fine con ogni probabilità, rientrerò prepotente nei suoi pensieri accomunandomi ai peggiori aggettivi, una pacca sulle spalle, un in bocca al lupo e via… come si chiamava? Boh, non me lo dicono mai… è un Blog di lettori seri e riservati questo, dove credete di essere capitati?
Al Ristoro di Ospitale, i volontari sono molto ospitali, d’altra parte, non poteva essere diversamente immagino, arrivo con Fulmine, col quale negli ultimi 10 minuti abbiamo provato diverse volte ad urlare il nome di Franky  senza ottenere mai una risposta, Davide arriva veloce e Taglia? Già ma dove minchia è Taglia? Mangiamo, beviamo, aspettiamo altri 5 minuti, Taglia, assente. Ripartiamo, mi saluta Giulio, altro lettore e nella salita verso Forcella Sonforca sento dal buio gridare l’ennesimo “Alviiiin” rispondo senza voltarmi con un “Eeeeiiiiihh” poi il buio aggiunge un “E Fulmine? dov’è Fulmine?” alchè riconosco il Taglia, lo accusiamo di aver tentato di seminarci passando sfuggente al ristoro mentre  lui invano millanta falsissime scuse del tipo “ero controsole non vi ho visto”, oppure  “io mi son fermato al ristoro vegano del prato di fronte”e ancora  “quando sono passato io era pieno di gnocca e basta”.
Di BigFranky ,Taglia conferma: nessuna notizia, il ginocchio gli ha detto basta, gli irriducibili Cobras attaccano compatti i 2215m di “Forcella Sonforca” durante i quali, inebriato dai contenuti sovraeccitanti di una REDBULL, abbandonerò più o meno bastardamente il trenino dell’amore Cobras per testare un po’ la gamba tra salita e discesa della successiva asperità.(leggasi BA-STAR-DO)
30° Km, dopo averla passata al primo ristoro, la cubista bionda mi risorpassa tra i prati in discesa sopra Federavecchia, tira di brutto, mancano oltre 80km, c’è tempo per ribeccarla, arrivo al ristoro con 45 minuti di vantaggio rispetto allo scorso anno, mangio, bevo e aspetto i compagni, 8-9-10 minuti, rischio di prender freddo e così decido di ripartire, tanto con la mega pausa prevista all’ Auronzo, ci ribecchiamo di sicuro penso.
I primi km di salita nel bosco dopo l’Hotel Cristallo sono di una tristezza infinita ma li conoscevo già, Claudio aveva usato l’epiteto “Merda” per descrivermeli brevemente un anno fa, spengo il cervello e li lascio correre sotto i miei piedi ma fortunatamente, il sentiero, a 4-5km da Misurina diventa un morbido saliscendi in single track, il mondo si colora, albeggia, si spengono le frontali e giungiamo al lago “omonimo”.


Mi fermo ai piedi della funivia “Col de Varda”per fare un paio di foto, davanti a me si ferma e armeggia nello zaino una figura”famigliare” un altro caso di  omonimia, il MIO omonimo, mi avvicino, indicandogli il mio pettorale e chiedendogli sul perché abbia il mio cognome scritto sul suo pettorale, in effetti abbiamo lo stesso cognome mentre il suo nome  è anche quello di uno che vola sui sentieri e sui laghi…”Germano” si chiama, “beccarlo” a Misurina alle 5:40 del mattino tra altre 1200 persone mi fa un pò sorridere dopo averlo scorto in classifica in almeno altre 20 gare tra trail e Maratone corse “assieme” senza mai sfiorarci di striscio.
Prendo di corsa il lungolago, al termine del quale un auto parcheggiata a porte spalancate impreziosisce l’aria con la colonna sonora di “Momenti di Gloria” fantastica atmosfera, ottima carica prima di intraprendere la prima, vera asperità a colori di questa LUT, la salita alle Tre Cime di Lavaredo, fino alla base vita di Rifugio Auronzo.
La salita è come la ricordavo, ne più, ne meno, cazzuta al punto giusto, prendo il mio passo, noncurante di quei soliti 4-5 sorpassi che subisco, approdo all’Auronzo 65minuti prima dello scorso anno…


 Ritiro la sacca e mi cambio da cima a fondo, scarpe comprese (un cambio al contrario,Salomon S-Lab XT6 con  Salomon S-Lab Sense Ultra 4, grandissime scarpe) il Rifugio Auronzo ha un grande difetto, ha il ristoro interno e là dentro a sorseggiar brodino caldo si sta da Dio… c’è gente che mangia o che è stata colta da qualche strano colpo di sonno che li ha bloccati in posizioni irripetibili sui tavoli, distesa sotto un tavolo dormiente c’è anche la cubista, ha il fisico perfetto da bambola gonfiabile, ha i lineamenti del Nord ma secondo me non è Russa perché non russa e nemmeno Ceka… da come l’ho vista scendere in discesa, sul pettorale sotto un nome illeggibile ha scritto POL…. Io penso pol pol…. Pol  anche esser POL-INESIANA???

Esco dall’Ultragrill e mentre rabbocco le borracce arriva Fulmine, seguito da Davide, mi dice che ha avuto problemi di stomaco, gli dico di non ringraziarmi troppo per tutta la compagnia che gli ho riservato finora :D e che di sicuro ci ribeccheremo più avanti… tanto mancano solo 70km… (I ringraziamenti di Fulmine non sono trascrivibili).


Parto, ai piedi delle Tre Cime, tanta tantissimissima roba, tento più volte di metter via il telefono ma ogni 50 m lo ricaccio fuori per far foto ricordo, ora ricordo solo quelle (pirla), Forcella Lavaredo arriva in un lampo:

Vista 360° da Forcella Lavaredo

La discesa verso il Rifugio Locatelli la corro praticamente in retrorunning per ammirare la famosa parete Nord delle Drei Zinnen (quella la ricordo benissimo).


Val Rienza, giù a cannone fino al lago di Landro, piacevole modifica sul  percorso, meno ciclabile e più sentiero, mi illudo di correrla tutta quest’anno, questa fottuta ciclabile, ma niente, devo avere un istinto di conservazione troppo elevato perché non c’è verso di andare, massimo 6-700m e cammino, sarà così fino a Cimabanche, un pò corsa e un pò camminata, camminando con un Mercuryus amico di AlbertoZan, al quale darò il mio nastro telato per evitare le vesciche.

 Cimabanche, 66°km #UnOraeTrentunodivantaggio sulla scorsa edizione, ristoro, ennesima RedBull, cioccolata, fette biscottate con la marmellata e via, direzione: Forcella Lerosa, tutto sotto controllo, è salita che non molla mai, la ricordo bene ma, ma, ma, noooooooooooo mi son scordato di fare il video come Rory Bosio lo scorso anno scendendo dalle Tre Cime gridando “HI MOM”… scusate, mi è venuto a mente adesso, mannaggia, cazzo, va bene, dicevamo, Forcella Lerosa, 2020m:


 Scenderò fortissimo come l’anno scorso me lo sento, me lo sento, me lo sento, 10 passi e oddio, oddio ma come fa la scarpa destra a farmi contatto col fegato? Ad ogni appoggio è una stilettata dolorosa, corro sghembo e malissimo, rallenterò camminando almeno 6-7 volte, devo aver abusato coi sali, (pirla) plano singhiozzando al ristoro di Malga Ra Stua del 75°km scombussolatissimo, voglio la minestra, voglio il brodino caldo dei miracoli. Panchina, amarezza da vendere, trovo Danilo (Miticojane)  col quale scambio qualche parola, da qui in avanti abolisco la Red Bull, cerco qualcuno per attaccarmi dietro e ripartire, ritrovo il Mercuryus di prima e un tipo simpatico di Padova barbuto, la discesa nel bosco dev’esser stata progettata da un architetto ubriaco ma mi shakera quel tanto che basta da rimettermi apparentemente in sesto, settimo, ottavo… scusate.

Quota 1350m,  mi ripiglia anche colui che ho ribattezzato “Mio cugino Germano”, corriamo aqquattrati (in fila di quattro) con altri due, facciamo paura, Val Travenanzes, stiamo arrivando!!!!
Primi km attraversando il Boite su ponti tra orridi profondissimi, Germano si ferma a far foto, io avanzo, la strada sale, mi passa poco, pochissimo, inizio a zigzagare a destra e a sinistra, alle mie spalle sento che qualcuno fa la mia stessa manovra ma in maniera opposta, mi volto e,e, e, carissima, mi si para davanti agli occhi una graziosa fanciulla castana, mi scuso per il mio incedere stile “Alberto Tomba in rewind” tentando di dare un idea di persona tutto sommato stanca ma normale ma lei mi fa: “Tu sei Alvin quello che scrive nel Blog?” (#ArcaMadonna me ga sgamà subito anca questa) “Ho letto il tuo nome sul pettorale a Ra Stua, ho letto il tuo racconto sulla LUT dello scorso anno, penso “spero solo quello” rido, ride, ed io penso: “probabilmente non solo quello”.
Fortuna vuole che la gentil signorina (Linda) è anche simpatica e alla mano, così ce la raccontiamo per svariati km dove noto che conosce tutti i passanti che incrociamo, poi mi dice che è di Cortina e allora capisco sia il passo che la sua notorietà e così, vista la provenienza, la interrogo sulla quota di Col dei Bos…. Scena muta, male, la redarguisco, così lei mi piazza un allungo al passo che mi da 10m in 50 passi, ma la riprendo per dirle che anch’io alla sua età andavo forte come lei in salita, mi guarda strano, mi chiede quanti anni ho, rispondo “36 scarsi” e si mette a ridere, gliene do bleffando 26 pur pensandone 32 ma lei mi dice che ne ha 38, un marito, due bambini e un solo lungo da 35km come preparazione specifica per la LUT, no, non può portare così bene quei 38 anni, ho un capogiro, mio Dio muoro, #SonoUnaMerdaccia.

La Val Travenanzes e il Padovano Barbuto.

A qualche km di distanza rientro nel gruppo del padovano Barbuto, parliamo del più e del meno e di quanto non veda l’ora di buttarmi a bomba nei guadi, un km e il guado arriva, lui passa sui sassi per non bagnarsi, io attraverso e mi fermo godendo con l’acqua fino al ginocchio… “GODO DURO”…. Esco dall’acqua, raggiungo il barbuto e gli dico,” Ma dai su, quante volte da piccolo hai sognato di farlo e tua madre non te lo concedeva un salto a piè pari in una pozzanghera con scarpe e calzini? Ma dai, su, cazzo!!!!” Guado successivo, altro pediluvio, (barbuto idem e apprezzante) nel mentre, alle spalle, mi arriva un personaggio, sono straconvinto di averlo sentito parlare con accento romano 5 km prima, così in perfetto accento veneto gli dico “Oh, xe come na ciavada ” vedo che mi guarda strano, penso, ok, magari non tutti i romani conoscono la declinazione del verbo “Ciavare”, ho esagerato, ma dalla sua bocca esce un inglese londinese da paura  “I'm sorry, but I don’t understand what you say”,il mio sguardo ebete e fisso verso la sua bocca, dura secondi infiniti, poi leggo il suo pettorale, vedo che si chiama come uno scaffale ikea e sotto il nome sta scritto SWE, così, col mio Inglese da seconda Asilo, me ne esco con un “For the feet, this fresh water is like a sex machine” l’uomo del Nord sghignazza, la lezione d’inglese termina qui, il sentiero sale deciso, io santifico tutti i guadi ma a 3 km da Col dei Bos mi si spegne la luce, c’è un caldo fotonico, cerco un po’ d’ombra, mi fermo, mi sfilo lo zaino e spinto da un non so cosa, mi metto a cambiare la disposizione di tutto, giacca, cibo, telefono, mi ripassa Linda, gli biascico qualcosa, la saluto, sale elegantemente, sembra teleguidata, riparto, la bomba sembra passata, ad un km dal colle mi attacco dietro ad un tipo di Reggio Emilia, un simpaticone che tra due settimane si sparerà il CroMagnon e a settembre sarà al “Tor des Geants” invidia a grappoli.

Ci salutiamo sulla discesa verso Col Gallina, non lo rivedrò mai più,
 arrivo al ristoro rinato e carichissimo,
 #100minutiPrimaDell’annoScorso #MaChiCazzoSono?
 
 Ritrovo il Mercuryus di Cimabanche e AlbertoZan che sta passando
 un brutto momento, brodino, cioccolato, fettazza di limone,
 borracce e via, attacco deciso  la salita dell’Averau, quest’anno
 niente zigzagamenti sulla pista da sci, si va su, sparati  dritti,
 via il dente e via il dolore, stappo una borraccia in onore dei 100km
 appena passati, discesa verso passo Giau e bastarda risalita verso 
lo stesso, nubi minacciose oscurano le cime sopra la forcella, 
e qualche tuono riecheggia nell'immensità del cielo.

A 50m dal ristoro inizia a piovere, ho solo il tempo di infilare il kway,
 riempire la stiva attentamente in modalità “pene di Segugio” 
e ripartire verso il cielo nero prima che il vento rinforzi e il tutto 
si incazzi in maniera monsonica.
Sul traverso ai piedi di forcella Giau inizia a piovere in modalità #castigoDivino ,
fa un freddo cane e come se non bastasse cade qualche fulmine 
  da qualche parte 3-400m sopra di noi, saremo circa in 20,
 c’è pure Germano e una trentina di bastoncini metallici per rendere
 più elettrizzante l’atmosfera… per ammazzare il tempo e non
 pensare a ciò che potrebbe accadere se qualcuno si slogasse una
 caviglia, qui, adesso, mi metto a fare il calcolo delle probabilità di
 ricevere una saetta in testa…. basso, molto basso, è più facile 
slogarsi una caviglia, poi penso “ho le scarpe di gomma, tengo i
 bastoncini sollevati da terra” sono quasi isolato… se non fosse che
 sgrondo acqua come un pluviale…
 
A 100m dalla forcella, guardo il traverso proveniente dal Giau,
 penso abbiano interrotto la gara, non si vede nessuno per centinai 
di metri, la tendina dei volontari fissata in forcella è legata a dei 
massi grandi come comodini, il vento ci travolge dalle spalle, ci sono
 raffiche che ti fanno letteralmente correre in salita… e parlo della
 salita di forcella Giau  che non è certo un cavalcavia…
 
Scolliniamo, discesa gelida, le mani anche se con i guanti, non le 
sento più, la parte destra del corpo è pressochè insensibile, devo correre
 in maniera impegnata per scaldarmi, nelle borracce ho solo cose
 gelide, non berrò più nulla fino alla fine, il sentiero è sfangatissimo
 ma mi piace, a forcella Ambrizzola, guardando verso il Giau si 
capisce che il disastro d’acqua, adesso, si sta abbattendo su
 Col Gallina, penso ai compagni Cobras, non ho idea di dove siano, 
smette di piovere, Rifugio Croda da Lago è ai nostri piedi, corro, 
corro, corro, riacquisto sensibilità un po’ alla volta, a 2000m senza
 pioggia e vento, sembra un'altra stagione rispetto a un’ora prima, 
lago a sinistra, ristoro sulla destra, non ho tempo, uno sguardo al
 Gps, 11 km all’arrivo, 750m d- e appena un ora per stare sotto
 le 21 ore, nel mezzo, la famosa discesa del “Boscodemmerda” 
sopra Mortisa, un toboga di radici e fango temutissimo ma 
divertentissimo, appena arrivo sulla strada sterrata mi raggiunge
 Andrea, ci siamo sorpassati varie volte da Cimabanche a qua, gli
 chiedo,” ci stiamo sotto le 21 ore?” 5km alla fine e 26 minuti per 
correrli, quasi tutta discesa, fatta eccezione per circa 500m di 
morbida salitella incorribile più per la nostra testa che per le nostre
 gambe…
 
Corriamo, corriamo più forte che possiamo, quando finisce sto bosco?, 
quando finisce sto bosco? incrociamo una coppietta, ci incitano,
 ci dicono che mancano solo 2 km.... abbiamo 13 minuti per correrli… 50m e
 cammino, quasi crollo di testa, mi dico “Caspita 13 minuti?
 Da sano anche in retrorunning potrei farli” ho praticamente un
 piede in corso italia ma voglio stare sotto le 21 ore, riprendo a 
correre, c’è una lieve salita su di un prato, non ce la faccio a correrla,
 la mia testa si rifiuta,bacchetto furioso, ci calcolo due minuti per
 percorrerla, se faccio i due km mancanti anche a 5 è fatta, intravedo
 l’asfalto, saluto le ristoratrici abusive di Mortisa con tanto di doccia
 a bordo strada e mi lancio in discesa, curvone a destra, ponte sul
 fiume boite, uranio impoverito nel sangue, un clacson impazzito
 mi saluta, sono Aldo (compagno Cobras)  e Sabrina in macchina 
che passavano di lì forse per caso, mi gridano,” Vai vai che in piazza
 c’è Ale” (altro Cobras) lieve salita per imboccarmi su Corso Italia, 
uno sguardo al cielo di ringraziamento, tanta gente fuori dai bar, 
applausi, cinque ai bambini, qualcuno che non conosco grida il mio
 nome, droga pura, Ale è  al di là delle transenne, gli grido è fatta 
cazzo, è fatta, “SOTTO LE 21 ORE”, poi, 50m davanti a me appare la
 mia vittima sacrificale, sembra correre da fermo sopra un tapis 
roullant, (Fulmine cit.) gli sono addosso in 60m, lo passo col pugno
 alzato a 10m dall’arrivo che quasi lo faccio cadere per lo 
spostamento d’aria stile “TOP GUN passaggio radente non 
autorizzato sulla torre di controllo” , 20h54’38”, “a matematica
 faccio i conti da cani” ma il conto con la LUT è chiuso.
 55minuti si possono togliere ancora facilmente ma come potrei 
accorciare il tempo dedicato a rifocillarmi ai ristori e a fare foto in 
questo parco giochi a 2000 metri tra le dolomiti?
 263° assoluto,quando l’anno scorso impiegando 1h41 in più fui 
265° tanta qualità quest’anno alla LUT, lo dicono i numeri, tanto
 mondo, il 63% dei partecipanti di 58 nazioni diverse… 
Pubblico e volontari ogni anno più SUPER, percorso sempre 
fantastico e organizzazione a livello logistico praticamente 
impeccabile…
 Idea mia: con la storia dei sorteggi 7 mesi prima, questa gara sta
 perdendo molto della sua magia, sembra stia diventando prima di
 tutto una fantastica macchina da soldi… indizio ne è lo striminzito
 pacco gara, quanto di più magro visto sul mercato paragonato ad 
altre gare con rapporto € di iscr.\km simile (senza contare l’iscrizione
 versata da 7 mesi)  premio finisher?  il SOLITO antivento TNF che
 ormai anche a regalarlo in giro, qualcuno inizia a risponderti “No, è
 il premio finisher della LUT\Cortina Trail ce l’ho già grazie” Con Buff
 tra gli Sponsor, costava tanto un Buff loggato LUT nel pacco gara 
piuttosto che farlo pagare 20€ al ritiro pettorali? 
Misteri dell’economia.
 
Comunque sia, la LUT è sempre la LUT e se non l’avete mai corsa, 
almeno 1\2\3 volte nella vita. Bisogna correrla!!!
 
 

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martedì 12 maggio 2015

Salomon Schio City Trail 2015, i Cobras, la Gloria e Ritorno al Futuro...


6:04, l’autostrada scivola veloce verso Schio, un sole stupefacente sta per incendiare il cielo di una giornata fantastica, le prealpi Vicentine spazzate da un leggera brezza sono in formato Full HD, aria tersa, zero nuvole… e’ il grande giorno, dopo mesi di pompaggio estremo il “Salomon Schio City Trail” First Edition, is coming…



 10 mesi fa sembrava una delle pazze boutade di Paolo MTS Franco (Emme per gli amici), ma il ragazzaccio ci ha creduto, l’idea, ha infervorato Matteo Fulmine della Notte Tizian,è stata coccolata dai ragazzi di Puro Sport Culture, benedetta da SALOMON, armata dai SUMMANO COBRAS e suffragata da 520 iscritti!!!

Roba da numeri 1 Io,Rigodanza,Rigo


Tutto è pronto in Start line, lo speaker Bress aizza “El Pueblo” del  Salomon Citytrail Schio, mani al cielo, 10 secondi al via e… fermi tutti, c’è da spostare una cazzo di macchina a 107m dal via, ferma a centro strada nel bel mezzo della via principale, attimi di delirio, qualche minuto di attesa e sbeng si parte, primo km abbomba, in petto ho spillato il numero 1, regalone di Emme, in quanto unico rappresentante dei “Summano Cobras” partecipante in corsa (Ricordo che il sorteggio sul chi dovesse correrlo è stato eseguito correttamente, a porte chiuse, a casa mia e c’ero solo io… nessuna obiezione è stata posta, onde per cui…).
Il primo km se ne va in 4’25”, i primi sono partiti #ComeNonCiFosseUnDomani , la seconda e la terza donna mi passano con l’espressione avida di due che si stanno facendo una vasca in centro il sabato pomeriggio, io shifto in modalità “Al gancio mode”.

 Al 2° km, a Poleo, inizia la “Via Crucis” nessuno prega attorno a me, corrono, corrono tutti, eiiiii ,  oooooooo piano ragazzi, questo non è il mio posto, mi faccio passare da 4 o 5 mentre genuflesso sgrano il rosario pronunciando due o tre "Ave o Maria" dinnazi alla seconda stazione, in realtà sentivo distintamente il cuore che picchettava la cassa toracica per uscire fuori e dirmi “Che cazzo stai facendo Willy???” mi calmo un attimo e tento di abbassare un po’ i Bpm con un "Padre Nostrooo che sei nei cieliiiiii" , funziona, non sono abituato a gare dai ritmi troppo intensi, il massimo dei bpm sono abitutato ad averlo in vista della Finishline o dietro ad Anna Zilio in salita ;) (Perché corre fortissimo).

 Tra il 3° e il 4° km nel fresco del bosco si sta da Dio, anche le gambe  rispondono discretamente, l’andatura rimane da pura eutanasia,  so che al 6°km si scollina e il più è fatto, quindi, mi metto sotto per i successivi due km, mi faccio un anestesia locale al cervello, penso alla pace nel mondo e me la corro.

Km 5.  Formalaita, primo ristoro Cobras, Carlitos mi fa una foto,


 mi bevo di gusto un bicchiere d’acqua e mi sciroppo in scioltezza i due km di dolce salita e guadi che mi separano da “Contrà Quartiero” , sarà il punto più alto di giornata, incontro e saluto un super “Cave”che mi incita salutandomi e porgendomi un bicchiere di sali (me l’ha ricordato lui 10 minuti fa… per la mia memoria a Quartiero non c’era nessuno!!!).

Modalità "ScappaDaiCaniConLaMaria inserita in discesa, 6 o 7 li metto dietro subito, alle spalle ho uno svogliato Elia Vanzo, oggi in giornata no (scusate se sabato è andato a podio di categoria nella 100km) un km e siamo a zigzagare per “Contrà Acquasaliente” breve tratto di asfalto in cui provo a svoltare convinto sul primo sentiero sulla destra (Cotto come un pero) mentre una voce megafonica mi richiama all’ordine “OUUUU, NO DE LAAAAA’, DE QUAAAAAAAA”!!! E’ la voce di Heinz altro baluardo Cobras impegnato a far traffico sul percorso, puntualissimo, gli dico che era una prova per testare la sua attenzione, mi risponde con un fraterno “MA VA IN MONA” il suo krapfen alle 7:10 del mattino allestendo la zona partenza è stata la mia “colazione del campione” , grazie fratello… (PANIFICIO CAZZOLA, MARANO VICENTINO…. IL PANE DI UNA VOLTA PROIETTATO NEL FUTURO)

 Heinz modalità PinkBlok

 Si torna nel bosco, sbaglio traiettoria sul tornantino nel guado e salto da un sasso all’altro tra le rocce (dentro al torrente) le mie Salomon XSCREAM 3D devono avere la suola a ventosa per non scivolare qui… precisissime, risalgo nella “Foresta della disperazione” tra bambole in altalena ed altre impiccate agli alberi, scorgo “l’Anna” una 50ina di metri davanti a me, il sentiero torna a scendere subito ma fatico a forzare il ritmo come vorrei in discesa,  un dolorino forse al fegato che pulsa ad ogni appoggio con il piede destro mi fa tirare qualche cane, A i A.

Intorno al 10° km passiamo accanto alla caratteristica fontana di “Contrà Reghellini” , appena fuori dal borghetto sento urlare dal bosco…. ne sono certo, è Fulmine col megafono, provo ad accelerare un po’, il vocione è sempre più forte finchè non leggo il cartello “Cunnilingus Gratis a 30m” oltre il cartello c’è sua maestà “Richard Beer”  “Taglia” bro, è sua la voce che per due ore cannoneggerà di incitamenti i runner di passaggio..MEDAGLIA AL VALORE, SUBITO!!!!

Foto di Stefano Rizzi

7 km all’arrivo, le buone sensazioni devo averle dimenticate da Taglia, ci sarebbe una morbida discesa da tirare a 3:30 ma mi trascino appena sopra i 4/km, quel che basta però per sorpassare “l’Anna” che con la discesa va d’accordo come Mayweather con Pacquiao.

 Dopo 11,5 km torniamo per una decina di metri sulla strada, altro Cobras di vedetta, un saluto al volo con “Aldo” che con un “Vaiiiiiiiiiii Alvinnnnn” mi lancia a 3:40 al km sulla discesa verso “Piane” dove si ritorna sull’asfalto, sono un origami di me stesso, incartatissimo, gambe quasi andate, so che c’è un'altra discesa per massacrarle del tutto un po’ più avanti, così mi fiondo al ristoro dove il “Dem” (Altro sfortunato Cobras non sorteggiato per correrla) fortunatamente non mi attende ne con un estintore a polvere ne con patatine e Ketchup  “Gnam Gnam” e giù a ridere (io e lui sappiamo) apre a canna il rubinetto dell’acqua pizzicando il flusso (Dem restando in tema no?) col palmo della mano e direzionandolo verso di me a 2 metri di distanza, dissetandomi con circa 4 litri d’acqua dei quali un quarto di bicchiere in bocca  e il resto a sbombarmi testa, maglia, pantaloni e scarpe…. Goduria,TOP!!!!




 Sbilanciatissimo in avanti e grondando fluidi, riparto tra i verdi prati, il caro Summano protegge i suoi Cobras qualche limpido km più in là, breve discesa e breve salita dove mi pianto stile trenino delle montagne russe sulla salita a cremagliera di Gardaland, “l’Anna” mi passa con spensieratezza, io apprezzo il suo incedere, prima della discesa sul sentiero natura c’è Marta e Viola, donna e principessina di Fulmine che incitano i  "citytrailers", mi viene in mente la storia della bambina monodente raccontatami da Fulmine,rido come un pirla…

Ultima discesa utile per spolparsisi del tutto le gambe,vuoi non prendere al balzo l’occasione? mi dico “pensa di correre sulla moquette e schiaccia giù duro #FinoAllaFineDelMondo ” corro talmente forte che ripasso “L’Anna” e arrivo sull’asfalto ancor prima di rendermi conto di esserci arrivato, poi mi volto, vedo la Delorean di Doc in “Ritorno al Futuro”  e capisco tutto, 88 miglia orarie dice il GPS… tutto mi è chiaro, sbeng, lo stargate si chiude dietro di me, mi ritrovo sull’odiato asfalto svuotato di ogni cosa, Marcello mi da la spinta emozionale per fare almeno altri 500m sotto i 4:30 poi allo scoccare del 15°km il patatrac, brividi di freddo pervadono la mia cute… cazzo, ci saranno 28° al sole ed ho i brividi?

Ziiiiiiiiiiiiiiiiioooooooooooooooooooooonnn proprio nel mentre “L’Anna” mi risorpassa con freschezza, guardo il mio splendido Suunto Run verde Lime in cerca di un riferimento, leggo 5:01\km (in caduta libera) più corro e più la mia falcata si accorcia, un giovanotto mi fa, "dai su che ormai arriviamo insieme", mi esce sincero un “Cazzo, se mi aspetti volentieri”  poi, poco più in lak c’è il caro Lek che mi da coraggio, dentro di me penso di avergli detto “So morto” ma probabilmente lui ha sentito solamente un biascicato “astfr mdrtc” altri 50m e un magrissimo e abbronzatissimo Lipstik mi indica la retta via, attraverso la strada, prima scalinata leggera… rido per il dopo… il giro nel “Parco della Valletta” è la mia Via Crucis, alterno la corsa al passo, l’andatura spazia da 10m a 4:30 a 40m a 12:10… mi passano in 2-3… mi autoconvinco che siano fantasmi e non rispondo alla provocazione.

 Sul discesone con risalita scorgo Silvia in alto che scatta foto… Comincio a minacciarla dal basso dicendole che se riesce a farmi una foto mossa con l’andatura che ho, la tolgo dalle amicizie di Feisbuc ;) provo a correre, guardo il Suunto, il mio Virtual partner impostato per concludere in 1:29:59 mi coglioneggia bevendosi una birra al traguardo, voglio piangere,” Scalette dell’Arco”
per fortuna in discesa,  cartello


 Il "DEM"

  (se non muoio prima) il cartello è bugiardissimo, lo abbiamo messo li apposta al mattino io e il Dem, in realtà mancano solo 920m… #cheffigata, arriva la scalinata, anzi “LA SCALINATA”


   il tipo davanti a me, GI U RO, la fa tutta di corsa… si, è un allucinazione, fidati, non si può fare, io mi dico, beh dai, gli scalini a due a due però, quelli si li posso fare tranquillamente… (nei sogni) ne faccio esattamente 8, (4 balzi) e decido che è troppo rischioso per la mia incolumità continuare così quindi desisto e li scalo in modalità #OttantenneConBorseDellaSpesaConCagnettoDaLeccoAlGuinzaglioCheTiraDallaParteOpposta… con calma arrivo su in quei due minuti di gioia e bestemmie, attraverso la strada e c’è, e c’è, c’è… c’è… provo dolore solo al pensiero, portate pazienza, mi arrampico letteralmente al corrimano in legno per superare gli ultimi 24 scalini sbagliati per arrivare in zona “Castello”… il Virtual Partner  del Suunto è alla seconda Birra (Muori Bastardo) sento un vociare lontano sempre più vicino… oddio, gli angeli, stanno venendo a prendermi, noooo, Castello, si scende, incrocio Rigodanza in gonnella, (altra allucinazione)  vedo la fidanzata di Aldo incastratissima in un angolo che fa agguati fotografici spettacolari, noooo cazzo, devo correre per la stampa.. 



Curva a sinistra, curva a destra, scalette in discesa, 151m di rettilineo, duomo a sinistra, striscioni Suunto, Salomon, Polidoro come se piovesse, curva a destra, gonfiabile, Bress saluta il mio arrivo e salto letteralmente al collo dei due Pilastri Cobras ideatori di tutto, Paolo Mts Franco e Matteo Fulmine della Notte Tizian… 
GRAZIE Paolo per aver partorito l’allora pazza idea “Schio CityTrail” mi cospargo il capo di cenere, la sera che me la proponesti non avrei scommesso un solo euro sulla riuscita, sei l’essenza del “ChiLhaDuraLaVince”  e del “SeVuoiFarloPuoiFarlo”

 GRAZIE  Fulmine per aver buttato tutta la tua esperienza,il tuo entusiasmo, la tua passione e gran parte del tuo tempo libero degli ultimi 6 mesi per la  riuscita dell’Emme Progetto, grazie ai compagni Cobras, stakanovisti puntuali, sempre a disposizione, grazie per avermela fatta correre fratelli, grazie a Salomon, a Puro Sport a tutti gli sponsor che hanno creduto nel progetto “Schio City Trail” e a tutti i piccoli grandi volontari, grandi persone, grandi uomini.

Sul “Terzo Tempo”... Troverete un ampio reportage sui libri di storia dei vostri figli e i figli dei vostri figli… se ve lo siete perso… tranquilli, 365giorni e ci trovate là… in “Fabbrica Alta” a bere il prosecco a canna, ritirando il premio “NOI SIAMO IL FUTURO”… umili, come sempre… “ELEVATE YOUR RUN, GO FAST, GO COBRAS!!!!”


Emme e Fulmine, dopo 3 giorni a sonno zero, potete andare a dormire…. GRAZIE Fratelli


  Io Andrea + Andrea
 Altre foto in arrivo!!!







martedì 28 aprile 2015

Manca pochissimo al "SALOMON City Trail Schio" ed all'improvviso...#VieneAtrovarciUnCampioneDelMondo



Giovedì pomeriggio, Fulmine riceve il seguente messaggio:

 Ciao Fulmine come stai? Stavo pensando.. Cosa dici se domani prima del test scarpe SCOTT in collaborazione col negozio PURO SPORT che faremo al Pian Delle Fugazze con ritrovo alle 17:30 davanti al MANGIA&BEVI, andiamo a sgranchirci le gambe provando il tracciato del CITYTRAILSCHIO!! Mi incuriosisce! Fammi sapere ora e ritrovo! A presto e salutami i COBRAS! Firmato Marco De Gasperi.



Detto fatto, capitan Fulmine, diffonde il verbo tra i suoi adepti ed in 6 in un modo o nell’atro riusciamo ad essere in Piazza Duomo col Dega World Champion il giorno seguente. Pacche sulle spalle, foto di rito, scongiuri verso il meteo che sembra promettere baldoria e via, lasciamo blandi il centro di Schio in direzione Poleo, all’attacco della Via Crucis vediamo il Dega un po’ tirato a fiato e decidiamo di salire blandi a 4/km… cioè, dai, su, è un ospite mica possiamo tirargli il collo subito no?



Ok, ok, torniamo seri, in verità Marco per tutta la prima salita ci racconta in scioltezza del suo riuscitissimo Valtellina Vertical Tube Race, gara di 1 km, 2700 scalini e 500m D+, un’ interminabile scalinata che corre a fianco delle condotte Enel… ottima per il rassodamento dei glutei femminili e ottima scorciatoia verso la Gloria eterna (se presa troppo di petto).

Al 5°Km dove la prima salita del City Trail tende un po’ a sbollire, ci fermiamo per compattare il gruppo, Marco è un compagnone e ce la racconta di gusto, tra una salita e l’altra giungiamo a Quartiero, noi abbastanza sull’impiccato, lui sembra essere privo di ghiadole sudorifere… il gruppetto si è allungato un sacco così il Dega torna sui suoi passi per buttar su qualche km in più e per recuperare gli ultimi… siamo tentati di metterlo a capo del servizio scopa viste le ottime qualità ma è un ospite e desistiamo, gli ospiti si trattano bene.



Ripartiamo, il più della salita è alle spalle, da Contrà Acquasaliente, il percorso si fa divertente e per chi è un po’ spericolato diventa anche velocissimo, a Contrà Reghellini altro ricompattamento, ci abbeveriamo nella bellissima fontana mentre Marco si dice davvero entusiasta della corribilità e della varietà del percorso, mai monotono e ricco di passaggi intriganti.

Da Reghellini in giù il percorso è una sala giochi da correre a tutta, quando si torna nel centro di Schio provo perfino a fargli sbagliar strada per stancarlo un minimo ma sembra  ed è, come un Ferrari Modena in passeggiata con una manciata di 500 Abarth.


Parco della Valletta, scalinate, rapidi su e giù, altra manciata di foto e 5 minuti dopo siamo seduti a fare finalmente ciò che ci riesce meglio, reidratare gli ospiti al Bar… altre foto e ancora tanti complimenti dal Dega Nazionale per la scelta intrigante del percorso…



Un grazie di cuore al grandissimo e gentilissimo Marco De Gasperi, campione tra i sentieri e fuori,  alto esempio sportivo per i giovani, fucina di umiltà. Peccato solo per quella sua pazza amicizia con i Summano Cobras di Schio che fanno di tutto per Luppolizzargli il sangue… ma d’altra parte, nessuno è perfetto no? Nemmeno un campione del mondo!!!!
Marco De Gasperi World Champion ci ha dato la sua benedizione, il 10 Maggio a Schio, se ne vedranno delle belle in gara e ancora di più nella location post industriale da urlo del dopo gara… Esserci è un dovere,  correrlo #ComeNonCiFosseUnDomani, è l’unica modalità consentita…

I Summano Cobras non vi deluderanno, fidatevi!!! 


https://www.youtube.com/watch?v=n6CufaFr1jAVideo Promo Schio City Trail






mercoledì 15 aprile 2015

Traversata colli Euganei 2015 La madonna i crampi el bocia e i Summano Cobras.



                                                              
Ci sono giorni in cui in "Start line" ti balenano idee strane e dopo un mercoledì da leoni (oppure ho scritto co#li#ni?...) in cui mi sono sparato un Diecimila a cannone così, urlando contro il cielo lo slogan della pubblicità:  "Perchèèèèè io Vaaaaalgoooo" oggi ancora gasatissimo dall'unica uscita infrasettimanale, decido di mettere in scena il prologo: "Perchèèèè io Valgoooo, the revenge".

Lo scopo di cotanta irrequietezza podistica è testare la condizione... già, ma come si può capire a che punto si è in una preparazione quando in preparazione decidi l'allenamento settimanale in base alla direzione del vento o delle rotture di palle che ti inseguono durante la settimana lavorativa?
 La risposta è semplice, ti riempi d'aria i polmoni, ti attacchi un pettorale, ti assicuri di avere al tuo fianco i "Summano Cobras" e ti spari i 42km e 2000 D+ della "Traversata dei Colli Euganei" come se fossi in fuga dai pastori tedeschi della finanza con il CamelBack pieno di Marijuana.


In "Start line" grandi foto tra Cobras e discussione di strategia di gara con i Top Runner, Francesco Rigodanza (5°classificato) mi spiega che oggi correrà in "Tonto Style" partirà nelle retrovie perchè dopo il riscaldamento di 4km a piedi dalla stazione dei treni alla partenza, ha un 'altra convinzione: mi dice:"Vuoi mettere sorpassare 595 persone da qui alla fine che carica ti da"? Se nelle ultime 5 gare è arrivato sempre entro i primi 5 un motivo ci sarò no? Grandi risate, Fulmine mi chiede: "Alvin, come ce la corriamo oggi?" Lo guardo con gli occhi  di Totò Schillaci a Italia 90, occhi che non lasciano adito a compromessi, il gelo cade sulla terra, arriva la brina, guardo negli occhi il mio capitano ed esclamo "A cannone fratello, oggi si va a cannone" Fulmine rimane basito della mia volontà ma apprezza lo spirito suicida Cobras in tutte le sue sfumature, pacca sulle spalle, 3-2-1 e via.


Lo "start" più scialbo della mia (((GRANDISSIMA))) carriera podistica, da il via alla trentunesima edizione della TCE, primi km con Fulmine, inseguendo l'uomo SlowMotion che riesce a correre con caviglie, ginocchia e anche bloccate a varie angolazioni diverse, un concentrato di paradigmi della fisica, prime salite, corribili, freccia fuori e via, al 5°km inizia la discesa dal "Monte Pirio" , fortunatamente, è benedetta dalla siccità e protetta da una lunga fune alla quale non mi attaccherò mai visto che chi mi precede pesa 95 chili ed ogni volta che si appende alla corda mi da una controspinta che mi proietta dalla parte opposta di dove sono diretto.

Poca discesa e si riprende dolci a salire verso la seconda """cima""" di oggi "Baiamonte" 550m dalla quale parte una lunga e rapida discesa dapprima su sentiero e poi su asfalto verso il ristoro del 14° km dove raggiungo Luca, amico di Mina, all'Ultrabericus me li ritrovai entrambi  "salutanti" al ristoro del 45°km... di due non ne riconobbi nemmeno uno "rincoglionimento da ultratrail" sentenziai, io e le mie solite figure di merda mi ripetei per i successivi 20 km ma oggi no, sono ancora fresco, saluto Luca, proseguo tranquillo ad un buon passo,cerco di  correre anche in salita, dove riesco, senza andare troppo in affanno.

                                                                          Uvetta Time

Brevi saliscendi con predominanza di quest'ultimi ci portano alla mezza, dove passo in 2:06:30
 molto bene, mi sorpassa e risorpasso più volte un tipo con una canotta con su scritto "Seguimi se puoi" in effetti sui tratti di piano mi paglia di brutto e vorrei anche, ma in salita si pianta, lo passo facile, in discesa per riprendermi prova andature un pò troppo allegre che gli fanno fare due dritti paurosi in meno di 5km, nel primo caso è dietro di me, sento il rumore di un camion che tira dritto ad un tornante e si lancia nel bosco, penso "Qualsiasi cosa fosse, è morta!!" Rallento e mi sincero delle  condizioni del presunto camion ma la sua voce sganasciante tra le fresche frasche  mi tranquillizza  dicendomi "vai vai tranquillo" la seconda volta, dopo avermi dato una cinquantina di metri in un falsopiano, mi cade davanti agli occhi, anche sto giro si rialza da solo e mi fa   "Non so che cosa ho oggi" io penso:"Si vabbè figlio mio ma se è vero che non c'è due senza tre... o sei fatto come la pallina rimbalzina o da piccolo qualche volta devi essere caduto anche dal ciuccio col "CAREGOTTO" in bocca".

Della salita al Monte Venda non mi ricordo nulla, mi piace pensare che si chiami "trance agonistica" e non "demenza senile" non so perchè, ma mi suona meglio.
In luogo situato ipoteticamente attorno al 28°km odo un "tichetitacchete tichetitacchete tichetitacchete" breve falso piano e alla prima rampa un giovinazzo mi sorpassa, vedo che tentenna, mi si ferma a fianco e mi fa: "Ma tu sei Alvin? io "Eh si, caro mio, io esisto" "Ti ho riconosciuto dalle  Salomon Xt6 SoftGround e dalle foto dell'Ultrabericus" aggiunge.... e leggo il tuo blog.... apposto, altre disgrazie? n'altro de sano... penso io.
In discesa e sul piano lo reggo bene ma in salita si vede che è di almeno due lustri e mezzo più giovane, così, al secondo sorpasso, gli dico "eh gli allenamenti cazzo e la vecchiai si fanno sentire"
 lui: "la mia?"
io: tu? ma dai, quanti anni hai? 
lui: 22...
io: pensando a un porcazzo, gli dico:" Ma dai che quando sei nato tu impennavo già col ciao..."
Risate e poi mi esce sincero un "Orca troia davvero, avevo 13 anni quando sei natooooo oddiooooo"

Si chiama Mattia ma per me sarà "El Bocia", mi prende una cinquantina di metri al ristoro del 30°km così in mezzo al bosco decido di mettergli pressione urlandogli a squarciagola un "Mattiaaaa Scappaaaaaa" un altro povero runner che mi precede di pochi metri si volta un po' interdetto ma lo tranquillizzo dicendogli: "Eh scusa, mi è andato in circolo l'ultimo gel, mi succede sempre così"

 Lievemente più in là oltre il ventordicesimo ristoro, acciuffo un tipo in maglia Blu, passato e ripassato varie volte fino a qui,  il quale tenta di convincermi che la finiremo in meno di 5 ore, mi volto per capire se parli davvero con me, mancano 12km e 700d+ al termine, voglio crederci, mancano 1h50min all'ora X, non finirà come all'Ultrabericus cazzo!!!

Al 33° km inizia la salita al "Monte della Madonna" nome proprio ed in questo caso anche aggettivo proprio di cosa o persona... era descritta come terribile, lunga, incorribile, ma dopo la Maistrack e una serata all'On The Road di Santorso con i Cobras, nulla ti impressiona più, con calma, non sorpasso e non mi sorpassa nessuno, breve discesa e si risale in un odiosissima salitella sterrata in cui l'unica nota positiva è stata trovare Maurizio B. con moglie e bimbo di un mese che se la dorme beato mentre io, con un bicchiere pieno fino all'orlo, aspetto si sciolga una pastiglia di sali dopo che nell'ultima discesa i crampi sono venuti a farmi visita...
Lo sterrato non è ripido è semplicemente odioso, ed a me, che adoro le direttissime, mi ferisce nello spirito, stringo i denti, arriviamo alle antenne, c'è talmente tanto inquinamento elettromagnetico che pronuncio perfettamente frasi di senso compiuto enunciandole al contrario, la cosa più bella è che le simpaticissime signore urlanti addette al ristoro mi capiscono benissimo, le saluto mandando baci al vento, discesina tra il bosco, 150m di asfalto, due tornanti, dietro di me giunge uno della mezza, ho l'idea di merda di farmi da parte e farlo passare all'imbocco del  sentiero... come travestirsi da braciola e correre attraverso una gabbia di tigri a digiuno da una settimana.
I Crampi mi avvolgono le gambe in un istante dalle ginocchia in su... scopro muscoli dei quali ne ignoravo perfino l'esistenza... provo a correre 50m in discesa, ma sono costretto a fermarmi, al tatto al posto del vasto laterale posteriore della coscia ho una palla da tennis... smadonno un attimo in onore della cima  conquistata e agognata e mi accorgo che se respiro a fondo e mi calmo il crampo tende a sciogliersi da solo.... ah la testa!!!



Bastano 100m di Training autogeno e a parte un leggero indolenzimento, riparto spedito, è discesa, è casa mia... non trovo traccia della "terribile discesa" annunciata dai rotocalchi alla vigilia, raggiungo "el bocia" e il tipo in maglia Blu,   arriva l'asfalto... 2km all'arrivo, ne sono certo, è questa la terribile discesa, sono a 20m da Mattia che mi parla ma non riesco a colmare il gap, sono piantato per terra, 200m all'arrivo, mi dico dai, prova a prenderli ma non è l'arrivo della LUT, Mattia ha la freschezza del 22enne mentre un altro crampo sta per arrivarmi come un missile teleguidato in un punto non definito della mia gamba destra, distolgo l'attenzione dalle mie prede e respiro a fondo cercando di rilassarmi il più possibile correndo... come tentare di centrare un coriandolo rosso in una nuvola di coriandoli arancioni controsole con una cerbottana a dieci metri di distanza...ma oggi ho CULO, lo centro, il crampo se ne va come le mie due prede, 30m avanti a me...

Fucking Coriander Style

 Taglio il traguardo, un'ora spaccata dietro il TONTO più veloce del NordEst.... #TerzoTempoCobrasStyle, amici, birra, birra e qualche altra birra. Voto 9 alla TCE...
Villa di Teolo è un paesino piccolissimo  ma pieno di birra, un grazie ai volontari e al sole che oltre ad averci spaccato la testa in gara ci ha fatto assaggiare un pezzetto di estate che verrà.

Summano Cobras in carburazione

 LUNGA VITA ALLA TCE E AI SUMMANO COBRAS.





MEMENTO AUDERE SEMPER... RICORDA DI OSARE SEMPRE

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