Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni.(CIT) Eleanoor Roosvelt...

...E i miei sono fottutamente belli (CIT) Paolo Scotti

domenica 18 settembre 2016

DOLOMITI EXTREME TRAIL 2016 "DECESSUS DOCET"

... fino al decessus...

Tre mesi per imparare a scrivere un titolo in latino e per metabolizzare un ritiro possono bastare? Io dico di si.

Dolomiti Extreme Trail 2016, 103 km (che poi erano 107) con 7150D+. Una scampagnata.

La immaginavo dura ma non più dura della mia testa e della voglia di terminarla, almeno, fino alla vigilia.

Questo racconto è tutta colpa di Ileana, oramai il DXT 2016 era quasi digerito del tutto, ma venne il Dolomiti di Brenta Trail e…

25 esimo km, accendo la Gopro, ipnotizzato da oltre un km dal logo (o il culo?) della ragazza che zampetta dinnanzi a me, perché diciamocelo, voi correte davvero le ultratrail per guardare le montagne? Ma per favore!!! Mi accorgo che ha un bellissimo paio di pantaloncini kalenji, (allora vedete che guardavo il logo?)  “Tommy, ti procuro io una gigantografia da appendere in negozio” sussurro al mio compagno di avventura, fu così, che tra le varie foto venute male, ne feci una quasi meritevole e poi vabbè… associ il pettorale ad un nome, la cerchi sui social (si, confesso è roba da maniaci), gliela invii, vede che hai un blog in cui scrivi cazzate, ti ringrazia e ti messaggia la fatidica domanda: “Ma eri al Dxt anche tu quest’anno?” Risposta mia: “Si cazzo, primo ritiro della storia” E mi parte l’embolo.


Zoldo, Venerdì 10 Agosto 2016.

Lavoro fino alle 13, vado a casa, mangio, parto,e in due ore e 15 sono a Zoldo, ritiro il pettorale, preparo lo zaino, foto con uno dei TANTISSIMI fan scarsi di passaggio:

SCUSA MARCO OLMO, STAVO SCHERZANDO

Non riesco a dormire, vado a cena con Adriano ed Enrico. Provo a distendermi 20 minuti in macchina ma nulla, #AGITESCION. 



Abbraccio Larry in Start line e conosco Michele, 330 frontali si accendono, 3-2-1, si va.


La partenza è di quelle che adoro, 2 km e mezzo di discesa su asfalto, l’ideale per andare in temperatura con zero impegno fisico, galleria, svolta a destra, ponte, single track, salita fotonica, bosco, radici, sassi come saponette, umidità tropicale. Benvenuti al Dolomiti Extreme Trail.

Si sale facendo una mezzaluna attorno ad un monte invisibile, fluttuo in un nero interrotto solo dai fasci luminosi delle frontali bianche  e dagli illuminatori rossi che ciondolano dagli zaini, le nubi si addormentano poggiate sulle cime, ovattando  tutto ciò che supera quota 1900m, non c’è luna, non ci sono stelle, il buio più buio che c’è, silenzio, rumore di passi,  fiatone e salita vera, “Antò fa caldo” diceva una pubblicità anni fa, passo un  AlbertoZan che par dis-orientato ma in realtà è dis-idratato. Arriviamo fino ai 1940m di forcella piccola,  ah che fresco, finalmente, scendiamo veloci fino al Rifugio Sommariva al Pramper,(15°km)  super, mega, iper tavolata con qualsiasi cosa sopra… mi fiondo ignorante sul pane e nutella… una fetta, due fette, tre fette, quattro fette, cinque fette… non mangerò più nulla da qui allo Staulanza.

Riparto, l’altimetria del percorso dice che tra 500m sarà discesa, lo sarà, ma sarà discesa cattiva, 30 minuti per fare 4km con 300m d- in un sottobosco di radici coperto di foglie (bagnate), io, usando la tattica Lut 2015 ho fottutamente sbagliato scarpe, una mina, due mine tre mine, sta roba è incorribile e mi fa uscire di testa, inizio a pensare di aver problemi di labirintite, non sto in piedi, poi, dalle parti di Malga Pramper, 4km su di una stradina sterrata mi illudono di riprendermi un po’, ma po’, molto po-co.

Ricadiamo nel bosco afoso e inizia un lungo tratto molto caratteristico, si, caratteristico, perché se si chiama Dolomiti Extreme, lo capisci proprio adesso, salite e discese brevissime con dei corti tratti attrezzati, destra su, sinistra giù, corda qua, cordino di là, è davvero un peccato che sia buio pesto ma forse per chi soffre di vertigini è pure meglio così…

Mi viene spesso da ridere ascoltando i porcazzi che scaglia al cielo il toscano che mi precede, deve avere un Dio Egiziano da come li nomina…

E’ la peggior notte podistica della mia vita, o almeno me lo auguro, gli ultimi 10km li ho corsi in due ore e passa, il cielo è nuvoloso e pare non albeggiare mai, Passo Duran devono averlo spostato nella valle al di là, per Dio, non arriva più, è al 30°km a 6 ore e 16 minuti dalla mia partenza , robe da matti, non sono stanco, ma sudo pessimismo, poi, finalmente, il cielo rischiara e ho l’illuminazione: “mi ritiro al Duran…” 

Al ristoro, siamo in pochi, zero appetito, brutto, bruttissimo segno, guardo una navetta terribilmente vuota, non c’ho fame, bevo e basta, penso di essere ancora sazio dal pane e nutella di 3 ore prima, mi dicono che siamo passati solo in 80 con il cancello che chiude tra 2 ore… ma dov’è finita la gente? MISTERI, roba da Vojager. No scherzavo, non mi ritiro.

Al 32esimo km inizia la salita al Bivacco Grisetti, salita, non è l’aggettivo esatto, è un vertical di 1700m e 450d+ tra i mughi e le nuvole basse, vado talmente piano che mi si chiuduno gli occhi, vorrei salire a gatto miao ma potrei addormentarmi in quella posizione, sonno, tanto sonno, arrivo al Bivacco con qualche nube che pare dissolversi, per la prima volta lo sguardo può spaziare un po’, un po’ è cmq esagerato, le nuvole coprono il cielo “Sono tra le dolomiti e non si vede quasi un cacchio” #tristevolezza, se ci aggiungiamo stanchezza e sonno, si capisce perché, con sguardo disperso, chiesi ai due volontari del bivacco “Eilah, si può fare una dormitina in Bivacco?” si guardano e mi guardano, uno mi fa “ma son le 7:30, vuoi dormire adesso?” “Giuro, so drio rabaltarme dal sonno” gli rispondo…. Clappete clappete, clappete clappete, da dietro arriva un runner, (mai visto prima) i volontari  si guardano, mi guardano, il runner guarda tutti, i volontari mi dicono “certo, vai pure”, mezzo cervello  cade tra le braccia di Morfeo all’istante, come una trota che dorme in corrente in un torrente, ma arriva il runner che come un bimbo minkia, vede la trota, prende il sasso più grosso che c’è e lo lancia in acqua. Il suo sasso è un  “Noooo” che mi coglie alle spalle,  “Non puoi fermarti a dormire, vieni via con me, dai, è discesa e ci divertiremo un sacco, vedrai che ti passa il sonno” sono sul rincoglionito andante, annuisco, sono caratterialmente MOLLO, alla mercè degli eventi.

Partiamo, ci raccontiamo della notte passata, mi dice che si è divertito un sacco, mi sento incompreso, taccio, mi limito a seguirlo, forse si droga.

 6e40, la sveglia sul cellulare del bimbo minkia inizia a suonare, ha la stessa suoneria della mia radiosveglia, armeggia per spegnerla…  suona talmente tanto che ad un certo punto mi sto quasi per auto convincere di essere davvero nel mio letto, potrei aprire gli occhi, alzarmi ed andare a lavorare… e invece no, più li apro e più vedo foschia, discesa maledetta e radici bastarde che zigzagano sotto i miei piedi, ah, come cambiano le cose a seconda delle situazioni. 400 d- in 1500m con questo fondo, sono davvero un brutto sogno.

36 esimo km, arriviamo a Malga Grava, nel frattempo, dopo l’ennesimo scivolone mi passano in 3 oltre il bimbo minkia, incedo ad intermittenza, 2km di voglia e 4 di agonia, non penso a quanti km mancano, provo a mangiare un paio di fette biscottate con la marmellata ma niente, non vanno giù, bevo the e riparto con Enrico, l’amico di Adriano, vecchia conoscenza del Summano Gimmy Five, lui sta da Dio, infilo “2km di voglia” e gli sto dietro ma rimango fedele all’interval trail di prima e così, nei successivi 4km che ci devieranno dal “Sentiero Tivan” fino allo scollinamento ai piedi del Civetta, lo perderò di vista, per sempre.

Si scende, ultimo tratto sulla pista da sci fino all’abitato di Pecol, 42 esimo km, ai tempi d’oro sul piano impiegavo massimo 3 ore e 3 minuti per correrli… da ieri sera ne son passate 8e40, (#Maccheccazzomivieneinmenteincertimomenti?) 

Sono sfattissimo, a parte i tre volontari, non c’è un cane,  mi distendo sulla panca del ristoro, provo a mangiucchiare qualcosa ma non va giù niente, guardo il ragazzino 18enne che mi guarda come dire “Poveretto non stai troppo bene, ma chi te lo fa fare?” e gli dico… e ieri sera? discoteca? Annuisce, gli dico ridendo “ha ha ha, averlo saputo,ci venivo anch’io” la gentilissima sciura addetta al ristoro mi sorride, gli dico,  basta, allo Staulanza “e gli faccio il gesto dello sgozzato” si fa seria e mi dice, dallo Staulanza si fa più buona, guardo l’altimetria “Oh Jesus” e mi vien da vomitare.



Da lontano scorgo Larry, lo saluto, “ci vediamo in salita” gli grido, si sale, tengo un andatura nemmeno malvagia, a metà dell’erta mi passa (a velocità doppia) risaltiamo sulla pista da sci sotto “Pian dei Sec” mi passa il primo della 53km… pare avanzare sullo skate di ritorno al futuro, io penso solo allo “Staulanza”, sarà il mio arrivo e nulla potrà farmi avanzare oltre lo “Staulanza” , così è deciso, l’udienza è tolta.

La modifica al percorso per evitare il  Tivan innevato mi ha probabilmente salvato la vita ma ha incasinato i km, siamo sbagliati di 2, così quando dopo 47 km scollino ai 1900m di Col dei Baldi scopro di avere anche problemi di matematica, 47 + 2  fa 49, ma se era al 52esimo lo staulanza ne mancan 3 ma laggiù non c’è! È troppo un casino, il sole fa capolino dalle nubi, a tratti è un afa opprimente, lungo il percorso, coppie di anziani a passeggio probabilmente paracadutati dall’organizzazione applaudono il nostro passaggio, l’elicottero del DXT sorvola a bassa quota il tracciato, tutto si fa corribile ah… la meteopatia, caspita ma sai che quasi quasi, non mi fermo allo Staulanza???



Scendiamo e risaliamo, scendiamo e risaliamo, mi passano il secondo e il terzo della 53, il primo ha un vantaggio incredibile, 52esimo km, siamo accanto all’anticima sud del Monte Crot, laggiù in fondo c’è davvero Passo Staulanza, guardo bene l’altimetria, e il profilo della salita del 70esimo pone fine ai miei sogni di avanzata, parte la discesa, la corro tutta, sorpasso un bel po’ di gente, i turisti a passeggio ti incitano e ti danno una carica incredibile, facendomi appannare gli occhi dall’emozione, sapendo che oggi, questa, sarà la mia ultima discesa…



1780m, finisce la discesa e finisco io, tendone, speaker, ristoro, 11 ore e 50 minuti, 2 ore e 10 sulla chiusura del cancello, ci sarebbe tutto il tempo di provare a ragionare e pensare a cosa fare, mi siedo con Larry, 6 piatti di minestra scendono come l’acqua, non mangiavo seriamente dal 14°km, Larry è fresco che pare appena partito, gli dico che abbandono, che non è stata nottata e che non sarà giornata, voglio riconsegnare subito il chip ma gentilmente i volontari mi dicono “no dai aspetta, magari ti torna la voglia”, vado a cambiarmi, rimango li a bighellonare tra la consegna sacche e il ristoro, poi decido, ciao DXT.

Ad un’ora dalla chiusura sono passati 95 concorrenti… mi chiedo se i cancelli li abbiano calcolati sul passo di chi?lian, Jornet Burgada o di chi… com’è possibile che a metà gara, la metà dei concorrenti rimanga fuori tempo massimo al cancello?

Bah, salgo sul pulmino con altri 4, un km e dormiamo tutti, sfiniti, come i bambini dopo una giornata sul bob in montagna.

Allungheranno il cancello di un’ora, passeranno in 140 e finiranno solamente in 129. EROI…

Il DXT non è uno scherzo, i primi 40km sono di una durezza e crudezza incredibile, 56km e 4200 D+ con discese a tratti davvero incorribili, corde, tratti attrezzati,radici e foglie sono state davvero una mazzata… correre sempre contratto in discesa per paura di scivolare per aver sbagliato scarpe poi è stata la cosa peggiore.

A 4 ore dal ritiro con AlbertoZan al pasta party però, abbiamo già deciso, nel 2017 si torna e si fa giustizia, non esiste lasciare le cose  metà, il DXT lungo è roba che se lo finisci lo puoi raccontare orgoglione agli amici ed ogni volta che lo racconti, ci puoi aggiunger dislivello, km e tratti attrezzati… tanto, in pochi sapranno mai di cosa stai parlando.

Pensieri in libertà:
Il primo ritiro non si scorda mai… che novità no?
La gara è figlia dell’allenamento… ah però… continua continua…
L’alimentazione in gara è importantissima…. Ma dai?
Non uscite nelle ore più calde… (ok questa non è mia ma di Studio Aperto)
Di notte è anche bello dormire... ma anche al Grisetti, avrebbe avuto il suo perchè.
Le gare definite Extreme… a volte lo sono davvero.
Nulla è più forte di una persona motivita ed io allo Staulanza, non lo ero affatto.

Ed infine, grazie ad Ileana che mi ha ridato il là per mettere agli atti e sistemare i pensieri rimasti di questa ennesima avventura che rischiava di perdersi ingiustamente nel tempo… e poi si sa, dagli errori, si impara molto di più che dai successi.

#DXT2017
#OBIETTIVOFINISHER

#NONSIMOLLAUNCAZZO

martedì 13 settembre 2016

Dolomiti di Brenta Trail, 64 meno 3Km di pazzie DOLO-Mitiche.





5:45, Briefing prepartenza,  guardo in cielo, c’è una stellata da paura, preludio di una giornata super, il direttore di corsa secondo me, se non parla di meteo, non può di certo dire cose importanti in una gara di ultratrail, lo ascolto solo con “la coda dell’occhio” perché la coda dell’orecchio non l’ho mai sentito come modo di dire… ricordo giusto qualche flash del tipo: “Abbiamo attrezzato il ghiaione che sale a Bocca di Brenta per evitare il tratto attrezzato”  “E’ stato spostato il bivio di 100m rispetto a dove si trovava lo scorso anno, al bivio si gira a destra e bla bla bla…” e chi c’era l’anno scorso? Io ho visto solo il video di presentazione, seguo la massa, mica sarò solo ai bivi, ma dai su, fischia che partiamo!!!!


5:59 Così, senza un countdown, una musica di sottofondo, quando meno te lo aspetti, si parte.

Cobras in tour composti da: me,  Ale a caccia di punti UTMB, Emme che corre forte solo in Val di Fieno,( in discesa), Tommy, el bocia, in miglioramento perenne e Matteo che come dice Sara, a 13 mesi dalla sua prima 10km a causa delle sue nuove brutte amicizie, si è ritrovato iscritto a questi bellissimi e disintegranti 64km.

Per quanto mi riguarda, dalla TDH  in avanti, a parte aver sistemato un paio di segmenti Strava ai quali tenevo particolarmente, il registro delle attività “Trail Running” dice che non ho più fatto una beata mazza… Un po’ le ferie, un po’ il fisiologico recupero della caviglia, un po’ un improvvisa infiammazione al tendine d’achille, un po’ perché non avevo tempo, un po’ perché non posso millantare scuse incredibili del calibro di: “Io non ci volevo venire, è colpa di mia moglie, mi ha iscritto lei” alla fine, mi ritrovo qua, assieme ad altri 299 pronti a scendere in battaglia come i più famosi  300, di Sparta ma puntando a finirla meglio.

Primi km di trasferimento verso Andalo, temperatura splendida, si attraversa il centro e si inizia a salire, dopo la schifosissima colazione fatta di due barrette al gusto (e solo quello) di banana e una sciacquata di bocca con la brodaglia descritta come “caffè” del pacco gara, al ristoro dell’ottavo  km , mi sparo subito un gel, oramai il cielo è di un azzurro accecante,intorno ai 1700m il sentiero svolta a destra, sbuca dal bosco e imbocca sinuoso la “Val dei Cavai” spruzzandoci in faccia le fantasmagoriche pareti rocciose che ci accompagneranno per i successivi 50 km.

Il gruppo cobras si ricompatta ai 2329m di “Sella del Montoz”, primi  13,5km e 1500 D+ andati, sono già in stato confusionale, non capisco come possa essere così  vicino a Graziano che di solito mi da un ora al traguardo( ma poi lo capisco, ha la bronchite e va come una macchina che va a due pistoni invece che a 4) alle mie spalle non c’è più Christian che vedevo pimpante fino a pochi km prima ma soprattutto non riesco a capacitarmi di come Emme sia riuscito nell’ordine a comprare e ad indossare quell’orrendo costume da bagno con Hot-dog e hamburger serigrafati.


Si ridiscende tra i boschi e i veloci sentieri sopra la “Val di Non” fino al 18° km dove arriva un minivertical tra i mughi di un centinaio di metri giusto giusto per imbalsamarmi le gambe, ormai corro fisso con Tommy, avanza leggero con  talmente tanta facilità e spensieratezza che per almeno una dozzina di volte da qui al trentesimo km mette i piedi a caso tra sassi,radici e baratri solo per farmi esclamare ogni volta un “EEEEEEEcccolooooo” oppure un “Occccccccccciiiiiioooo” (#StiggiovaniSenzaRispetto)



Proseguiamo aggirando bassi tra i boschi la Loverdina, ammirando laggiù in basso la macchia blu del lago di Tovel che risalta nel fondovalle ricoperto di abeti.

Malga Termoncello, ristoro,fettazza di crostata, bicchiere di succo di mela e via, salutiamo gli altri Cobras e ripartiamo.


Intorno al 25 esimo km con l’aumentare della quota usciamo definitivamente dai bassi strati boscosi,




Siamo in una vallata immensa, verde e stupenda, Tommaso, dà i nomi alle montagne, “quella è la torta” “quello è il condominio” inciampando qua e la tra gli ultimi mughi… è talmente ammaliato dal panorama che si disfa del bradipo che l’ha inseguito finora (IO) e parte sparato all'insù fino al trentesimo km, dove la corta e la lunga (i due percorsi) si fondono insieme per scollinare ai 2442m del passò del Grostè al quale giungo spento nelle gambe, nella testa e nel GPS… fu proprio lì, mentre “angagnavo” ed inveivo contro il Suunto che vidi una silhouette familiare “Cazzo ma quella è  Kristel”esclamai!

In carica il Suunto, start e via, un centinaio di metri di discesa sulla pista da sci senza sci e la raggiungo, una breve chiacchierata mi risveglia dal rincoglionimento  e siamo giù in un lampo al Rifugio Graffer, dove saluto Kristel e mi lancio sul ristoro.

Zero sali, mannaggia, altra fetta di crostata… lì per lì, l’unica cosa che mi faccia un minimo di voglia, riempio le borracce, Tommy mi saluta, Kristel idem, arriva “La Fra” le dico, ci vediamo dopo, mi giro, vedo un gruppetto di persone tra le quali un bel fondoschiena e parto convinto, noncurante di nulla.

Si sale… ma, caspita, siamo appena scesi da quì, vuoi dirmi che ci fanno risalire ancora un pò per poi discendere come si vede nell’altimetria del percorso sul pettorale??? Mi volto, vedo in lontananza altri 3 che pare abbiano il pettorale rosso della lunga come il mio… “si dai, son giusto”penso, “vedrai che si scende adesso” dopo circa un km  il percorso effettivamente inizia a scendere ma poco convinto, tra sassoni e curve che  nascondono il proseguire del percorso, mi passano 4 o 5 della corta poi sento uno che da lontano mi fa “Eih ma… questo è il percorso della corta??? A me vien da ridere e gli rigiro la domanda: “Penso proprio di si, ma quindi non è quello della lunga?” Ma si si, lo è… ne ho passati 5-6 poco fa” mi dice.

Per me c’è qualcosa di strano, faccio altri 300m e decido di fermarmi finchè non vedo un altro pettorale rosso…10 secondi e fortuna vuoe che ne arriva 1 subito, gli chiedo “Siam giusti di qua?” mi guarda come se gli avessi chiesto se l’acqua calda è davvero calda e mi dice “certo, non vedi le balise?” bah… altri 500m di su e giù e appena aggiriamo il Torrione di Vallesinella si scorge un Rifugio, chiedo ad un turista proveniente dal senso opposto una domanda con una risposta scontatissima… “Scusi ma è il Tuckett quello?” mi dice “certo, dai che c’è il ristoro”


Lammmmmmmerdaaaaaa… si, è ufficiale, ho tagliato 3 fottuti km e almeno 400 d+.
Di fare retromarcia per 2 km e 200 d+ fino al Graffer  per tornare di nuovo qui dopo 5 km non se ne parla nemmeno… di gambe potrebbe essere fattibile, di testa è assolutamente impensabile, mi dirigo al Rifugio ripetendomi “No col cazzo che torno indietro” “No col cazzo che torno indietro”… arrivo al ristoro, 10 secondi e arriva Eros… uno che quando gli va male, su un kilometraggio del genere mi da minimo minimo un ora e mezza… lo vedo decisamente sorpreso di trovarmi lì… lui ha una faccia sconvolta, gli dico “Scusa ma tu, da dove caspita sei arrivato da lì? Indicandogli la mia provenienza, “No da là” indicandomi il baratro di una discesa infinita percorsa in senso inverso… e aggiunge “Guarda, na roba terribile” gli spiego lo sbaglio, mi vergogno come un ladro beccato con le mani in pappa e mi sale na paranoia infinita. Eros per tirarmi su il morale mi fa… “no beh, assa stare, non te poi tornare indrio desso sito matto? Go ancora le gambe che me trema” una secchiata di benzina sull’inferno della squalifica… Ma sì, cazzo mi frega ormai è l’anno delle corse cannate… proseguiamo nel disastro.
Da lì in poi è un lento peggiorare fisico e mentale, ho anche mal di pancia, da qui alla fine, 2 bicchieri di the caldo ad ogni ristoro e basta, vedere del cibo mi fa venire il voltastomaco, arrivo al Rifugio Brentei, mi aspetto un casello con la sbarra del Telepass per pagare il pedaggio, da quanto è figo sto posto… si apre una vallata di un altro pianeta, un lunghissimo traverso sulla sinistraci condurrà alla base del ghiaione della Bocca di Brenta… Eros si è preso con faciltà almeno 300m, oramai è un puntino lontano, incrocio una coppia di turisti, lui ha un bambino sulle spalle e mi fa “Ciao Alvin, bravo” io lo guardo e lo riconosco “Caspita, ciao Armando, come andiamo?” mi guarda strano e mi fa…” ma io non sono Armando” aggiungendo “ ho solo letto il nome sul pettorale” “oh scusa”, aggiungo io, (Figura de merda).
Fine della vallata, muro di ghiaia sulla sinistra, ferrata sulla destra e penso “Si dai, ci deve essere una galleria, mica potremmo salire da lì no?” e invece si.


I PUNTINI SONO ESSERI UMANI

Saranno i km, l’amarezza, la scarsezza ma sto giro di pista zigzagato sulla ghiaia mi disintegra del tutto… sorpasso solo i turisti , mi raggiungono e sorpassano Mary che immersa nel suo Ipod non viene nemmeno sfiorata dalle mie urla che ridestatano mezza valle, fino a quando il buon Michele non gli da una bastonata sulla schiena per  distrarla dal suo "tunz tunz tunz"  Michele mi dice, “cavolo, ma è un pakstall di ghiaia” mentre intorno a noi la gente sembra annaspare nella ghiaia col moonwalk di Michael Jackson…


2552m Bocca di Brenta… ma quanto è bello da quassù?


Breve discesa fino al Rifugio Pedrotti:



 49km alle spalle, il più è davvero fatto, ringrazio la forza di gravità per attirarmi a se con sittanto amore raggiungendo Mary e Michele all’inutile Rifugio Selvata, 900 d- andati, ne mancano altri 800… mi viene il vomito a pensarci… un paio di km e siamo giù al Rifugio Croz dell’Altissimo, la discesa che ti maciulla le gambe è finita, 4 km morbidi ci riportano in vista del lago e ci accompagnano fino a Pradel…. Quanto vorrei salire su quella funivia per risparmiarmi i prossimi 5 km, solo Dio lo sa… nel frattempo bordando un praticello all’inglese, rimembro ai miei compagni di avventura che ieri ero proprio lì, spaparazzato sullo sdraio all’ombra di quel pino a “copar l’ocetto”  Mary, Michele e Francesco sorridono, hanno un altro passo, loro corrono, io ci provo, a tratti ci riesco anche, termina un odiato breve tratto di discesa in cemento e ne inizia uno di peggio, più ripido, tra il bosco… troppo, decisamente troppo per la mia testa, le gambe resistono stoiche mentre me la cammino a sprazzi, mi raggiunge Walter, gli dico dello sbaglio e del taglione, mi saluta, vivo in un rallenty interiore dove tutti mi sorpassono a velocità 2x…

Stazione bassa della funivia, 100m e passo a fianco al mio Hotel, mi prometto di correre almeno fino all’inizio del Lungo lago, miracolo, ce la faccio, lungolago, STOP…. E che cazzo, avevo detto, lungolago, mica l’arrivo… mancheranno 800m? ne camminerò probabilmente 500 e solo perché era pieno di gente e mi vergognavo come un pirla a camminare proprio adesso… 200m all’arrivo, la mia inimitabile amica MINA in attesa del marito Mario mi accoglie con uno spettacolo dei suoi, 20m e trovo Ruben… son circa 2 ore e 20 che si sta riscaldando per fottermi in volata negli ultimi 200m, come sempre…. arriva anche Anita a rincarare la dose, mia moglie e Sara sulla Dx hanno il dito sul grilletto pronte a scattare, si corre, bimbi felici, sangue che torna ad affluire al cervello e un insalata di gioia mista ad amarezza.


Dieci ore e quindici minuti di gioia oculare,61km dice il Gps… ho tagliato proprio un brutto pezzo, un'altra ora, se ne sarebbe andata sicura, mi riconsegno al direttore di corsa spiegandogli della mia modifica al percorso… precipita dalle nuvole, dice al cronometrista di togliermi dalla classifica, mi chiede come possa essere successo, gli do la mia versione dei fatti… “gli dico che forse bastava una persona li, a smistare i rincoglioniti come me” fa spallucce, faccio spallucce.

Alla spicciolata arrivano “La Fra” quinta assoluta, dopo la squalifica della terza donna che come me, ha dormito al bivio, arriva Tommy ,felice come una pasqua 


ed Ale al quale tiro sassi e acqua pur di fargli tenere i piedi per terra nel suo volo verso il traguardo,


 arriva perfino Emme che dal rettilineo finale sfilandomi la birra di mano mi dice anche “Brutto baro, hai anche tagliato, vergognati!!!!”




e dopo un po’ arriva anche Teo…. 


Si, quello che 13 mesi fa aveva corso la sua prima 10km, su strada, quello che oggi per non farsi mancare niente, alla prima discesa, ha pensato bene di fare un tuffo a volo d’angelo tra le rocce, lo stesso che due giorni prima siccome doveva riposare e non poteva correre ha pensato bene di fare una serie di 1216 addominali che non faceva da 14 mesi con ovvi strascichi muscolari… Ebbene si ragazzi, loro se li sono proprio sciroppati tutti questi bellissimi 64km… se non sapete che gara fare l’anno prossimo… questa merita un weekend, è davvero da urlo.

Pensieri in libertà:
Mancano meno di 365 giorni al prossimo UTMB, gara dei sogni, da quel lontano 2007 in cui per sbaglio su youtube vidi il video di un certo Marco Olmo che a 59 anni in 21 ore e 31minuti, tra due ali di folla, partì ed arrivò da Chamonix girando attorno al Monte Bianco… 
Dopo 2 lotterie sfortunate, ho i punti e il diritto di entrata per l'edizione 2017… la certezza di poter essere in start line ma con la testa di oggi, non si arriverebbe nemmeno a metà, devo fare un piccolo rewind, capire cosa si è rotto e del perché davvero non riesco più a divertirmi come mi divertivo a correre fino a pochi mesi fa…
Ho sempre pensato e nessuno convinto che il motore di tutto è la passione e la motivazione, alla TDH di quest’anno sembrava fosse tornata l’una e anche l’altra dopo la disavventura del DXT…

Eh si, mancava solo la cappella dello sbaglio di oggi ed il nulla mentale per cercare di recuperarla infondo:

 “2 miseri km. tanto bastava fare per tornare indietro e mettere tutto a posto” mai e poi mai li avrei fatti…” li avevo percorsi già 16 volte fino a lì (33esimo km) e li ho percorsi altri 14 volte da lì alla fine(28 km)…

“Adda passà a nuttata”, dissi a qualcuno qualche giorno fa… speriamo passi anche la mia e in fretta… nel frattempo:


#NonSiMollaMicaUnCazzo

mercoledì 27 luglio 2016

TRANS D'HAVET 2016 LA TEMPESTA PERFETTA, LA CAVIGLIA BIONICA, MOSE' E LAURA PAUSINI.

Foto di Nadia Petrobelli

Da dove ve la racconto stavolta? Dalla mina tirata in Val di Fieno ad una settimana dal via che mi ha lasciato uno zampone al posto della caviglia sinistra, o dal magheggio del Dottor Busin dello studio di Fisioterapia “Abila” che mi ha rimesso in sesto a una manciata di ore dal via?


Una settimana di pediluvi: caldo-freddo, glutine-senza glutine, con sale, senza sale,impacchi, pinzimoni, suffimigi, applicazioni di argilla, un cucchiaio alla volta, (una carriola circa in totale) bacinelle, ciotoline, pennelli, estreme unzioni eee

Foto di Elisabetta Cappellari

Piovene Rocchette, 23:19, di un caldo venerdì da TDH:

L’attenzione della gente normale al di là delle transenne che si gode la Sagra di Piovene, viene catturata da un orda di gente in maglietta, pantaloncini e zaino, tutti qui con un solo unico e grande obbiettivo, spararsi gli ottanta km che dividono Piovene Rocchette da Valdagno attraversando la fantasmagorica Skyline che corre da Cima Summano a Cima Marana… per chi di corsa non ne capisce troppo è solo un Ultratrail, ma per chi sa cosa davvero sia un Ultratrail questa è “Sua Maestà la Trans d’Havet”.



Al mio polso un braccialetto rosso, “Marchio” del ritiro al DXT, ci sta scritto “DXT lascia il segno” “porca troia” avrei voluto aggiungerci a penna, l’idea sarebbe quella di strapparlo coi denti all’arrivo di Valdagno ma le cose non vanno sempre come sembra e stac… la fatalità e il destino fanno si che in uno “stac” si rompa da solo e mi lasci lì quasi a rimpiangere il suo funerale programmato. Lì per lì non lo prendo come un buon presagio ma oh, è giunta l’ora di passare la spunta pettorali, tra un attimo si parte.
 Il pazzo Speaker Andrea  ci tiene ad informare  che tra i 280 partenti ci sono tutti i suoi amici (citandoli per nome e cognome) tra facce di podisti immigrati (da fuori provincia) che sembrano dire: eh? Ma chi è Fulmine della Notte?, chi è Mary boschetto? Cazzo sono sti “Summano Cobras?” io me la chiacchiero con AlbertoZan e il Fat a due metri dalla “scopaline”, Fat (immigrato) mi dice “eih, ma ti hanno appena nominato” rispondo “si si, tranquillo è Cadel, gli devo delle birre” ci facciamo un in bocca al lupo, countdown, musica e via!
Due ali di folla salutano la partenza dei cavalcatori di sogni, il gruppo si allunga subito tra le vie di Piovene, non sono per nulla emozionato e un po’ mi dispiace, il percorso lo conosco praticamente a memoria, i pensieri sono tutti per le discese, nessuna ambizione cronometrica ed un solo scopo: correre gli ultimi 200m con Ruben e Anita in piazza a Valdagno l’indomani pomeriggio, tutto ciò che accadrà nel mezzo sarà la mia TDH 2016.
 Direzione Cima Summano, ci sono talmente tanti volontari lungo il percorso che ne hanno piazzati due a indicare la presenza di due pozzangherone che ricoprono la carrareccia che ci porta in breve verso “l’Angelo”… l’andatura a mio avviso è tosta, i forti se la corrono, gli umani se la camminano… mancano 78km… figuriamoci se posso correre. Con Fulmine, riferendomi agli altri Cobras,discorro sul fatto che: “O i ragazzi sono partiti a bomba o io e lui sentiamo tutti i 365 giorni passati dalla scorsa edizione” aggiungo un: “Fulmine, qui ci sorpassò per la prima volta la spagnola monobastone 3 anni or sono” 10 passi e chi ci segue esclama: “Ma allora tu sei Alvin quello del Blog, del racconto della TDH 2013? Ah la Spagnola…Huà Huà Huà Huà.” Il suo lato maniaco se ne esce con un “ho cercato anche la sua foto nei giorni dopo la gara, ma era gnocca?” No tranquillo, gli risponde, Fulmine, fosse stata  gnocca ci saremmo fatti le magliette con la sua foto!!!”
Mardifaia, 7°km, il caldo e l’umidità allentano la presa, la panchina con la vista più bella delle prealpi vicentine dorme beata baciata dalla luna, c’è gente che sbuffa in maniera preoccupante, conosco Francesco, un mio quasi collega alla sua prima TDH, tanti amici in comune, raggiungo Giulio e saluto Christian, in crisi di panza dopo la branzinata del mezzogiorno…
 #UnOraEtrentatrè e sono in croce, peggior timing di sempre e 1000m d+ in tasca, panorama sulla pianura? Mitico. Si scende sulle creste, Pater Filio et Siprito Santo… mando una benedizione allo zampone in cartoccio in basso a sinistra, lascio passare i soliti 2-3 che vedono nel colletto di velo il probabile arrivo e scendo cauto, niente luci stroboscopiche quest’anno, la fasciatura funzionale mi salva da due tre appoggi alla cazzo tra i sassi smossi nascosti dall’erba tagliata a bordo sentiero.
#DueOreEdieci, Colletto grande di Velo, 890m s.l.m  prima discesa andata, bene, molto bene, festeggio provando una nuova miscela idrica: Borraccia 1, Metà acqua e metà Sali. Borraccia 2, metà acqua, metà Coca e un cucchiaio di semi di Chia. APPROVATA AD OLTRANZA.
Riparto di corsa con Giulio, in direzione Novegno,  si sale, si sale e non fa male, Passo Campedello, 200m davanti a me, 4 personaggi se la ridono e se la godono in corsa… che siano i fantastici 4 Cobras in fuga?
 Malga Campedello: Volgo lo sguardo ad Est ed è la solita roba da pelle d’oca, le Creste del Brazome sono uno scintillio di frontali #chevvelodicoaffare.

Nei pressi di Passo Campedello foto di Marco Venturini

A 200m dallo scollinamento di Busa Novegno, trovo il Dem con l’idrante a mano che annaffia l’erbetta, con lui in 500m siamo alle spalle degli altri 3 fuggitivi… li richiamo con un amichevole e amorevole “Brutte merdeeee… brutte merdeee” i tre si girano, sono Ale, Tommy e il Kiapp… “Partiti tranquilli eh?” dico io, con loro c’è anche Luca, pettorale 114, mi fa: “Ma tue sei... e bla bla bla”, aggiunge “Ero terzo, ma siccome sapevo che arrivavi ho rallentato per farmi raggiungere per farmi citare in uno dei tuoi racconti…”  tranquillo aggiungo io, solitamente i miei racconti sono BREVISSIMI ma un posticino anche per te lo trovo... Fammi un po’ vedere… pettorale 1,1,4, registrato.
Sotto il tendone del ristoro ci saranno 26°,una decina di Alpini spettacolari e qualsiasi cosa da mangiare. Indìco subito una riunione Cobras per definire la situazione: Partiamo con i Big: Lek, Alessio e Matteo saranno oramai allo Xomo, Nik al colletto di Posina, Fabio e Fulmine poco dietro a una decina di minuti da noi e il Presidente? (Emme)   E’davanti a noi, in maniera direttamente proporzionale alla percentuale di sangue che ha disciolto nell’Adrenaline (e non viceversa). Con Nik sono stato perentorio, “Qualsiasi cosa accada, ti voglio un minuto avanti ad Emme e ricordati di sorpassarlo offendendolo…” adoriamo il nostro Presidente.
 Breve abbuffata e si riparte, fuori c’è il venticello dei 7 minuti, tanti quanti ne hai per infilarti un antivento prima che, nei seguenti 49minuti (multiplo di 7) ti colpisca lo squarauz che ti fa passare le successive 3,5 ore (metà di 7) a cercare cespugli devastato dai crampi intestinali ogni 7 fottuti minuti… chiedete alla  Francy se non è vero!
Una manciata di minuti e tra una cavolata e l’altra i 5 Cobras+uno (Giulio) passano Forte Rione, inizia la discesa, i ragazzi prendono il largo, io scendo cauto con Antonella e “LA” Roby alla quale dopo un km di discesa, in scia, non resisto alla tentazione di chiedere come faccia una donna, dopo 22km e 1800 D+ ad impreziosire ancora l’aria che l’accarezza  con inebrianti fragranze esotiche rilasciate dalla sua pelle, mentre io a due km dal via, puzzo come uno spezzatino di capra coi crauti lasciato ad agosto sotto il sole di mezzogiorno… na roba brutta alla vista… figuriamoci al naso.
E’ proprio in quel mentre, che dietro di me, Antonella, probabilmente stordita dall’aria che accarezza la mia di pelle,mette un piede in fallo e capitombola, me ne accorgo però solo 50m più avanti, al primo tornante, mi dice “Tutto bene tranquillo” con Roby proseguo ma lo spirito “crocerossino”di quest’ultima prende il sopravvento e la fa fermare 500m più avanti, gridando a squarciagola “Antooooo” “Antooooo”.

Termina  così la mia discesa profumata e ricomincia la caccia ai fantastici 4, impiego un paio di km a riprenderli, a furia di star concentrato un passo si e uno no a dove metto i piedi, mi sento più stordito del solito, senza contare che la mia postura, tipo “Vecchia zoppa con borse della spesa in discesa dalla Maistrack scalza” non è per nulla comoda, la gamba destra si sta facendo carico di tutto il peso che lo zampone sinistro non vuole prendersi... pista pistaaaaa, urlano da dietro, sopraggiungono  due caccia torpedinieri, bandiera azzurra dal muretto, faccio passare. Poco più in là trovo Marco e GianMarco a bordo sentiero che imitano me in Val di Fieno una settimana prima… ciao amici, forza sù!!!

La discesa al Colletto di Posina pare infinita, per darmi morale penso a quella volta che dopo 40km me la sparai al contrario, in salita… aiuto, ad un km dal colletto, una frontale a centro sentiero ondeggia qua e là alla  ricerca di qualcosa, con Ale mi fermo, scopriamo che è il 114 di prima, uno dei caccia torpedinieri che inciampando Dio solo sa come, ha perso gli occhiali lanciando a Valli del Pasubio (3 km di distanza in linea d’aria) uno dei due bastoncini, con Ale investiamo 27 dei nostri preziosissimi secondi nelle ricerche, inutili,rammaricati, una pacca sulla spalla lo salutiamo e lo lasciamo alla sua infruttuosa caccia al tesoro…maddai… 52km con un bastone solo cosa vuoi che siano?

26°km, ritorna l’amata salita, il carissimo Monte Alba, denigrato e remoto promontorio sospeso nel limbo tra Pasubio e Novegno, i cui sentieri sono tenuti vivi dalla TDH e da due o tre baracche di cacciatori. Tommy fa il passo, Giulio controlla, Ale shottizza Powerbar, il Kiapp porcheggia, il Dem porcheggia di più e con un tocco di umiltà esclama: “Il giorno non troppo lontano in cui sarò padrone del mondo, farò spianare e asfaltare questo luogo dimenticato da nostro signore (pronunciato in minuscolo e con disprezzo)” in realtà la frase conteneva molti più soggetti, aggettivi e sostantivi non trascrivibili in questo “Lordiano” blog.

29°km Passo Xomo, ristoro, raggiungiamo il papà di Rigo, Rigodanza, abbuffata, riempimento borracce e via sospinto dal rindondare del campanaccio Valdostano di Federico, verso bocchetta campiglia, seguono 300m di asfalto e la “calcestruzziana” entrata del sentiero delle 52 gallerie ci da il benvenuto al tratto più magico e caratteristico del percorso. Sono le 5 e 31 minuti, mando un sms a mio compare Matteo che mi dovrebbe aspettare al Papa “La fatica non esiste, alle 7, sono su”.

Il cielo impallidisce ad est al grido “Torna il sole ma il tempo no” un rosso alone si arrampica sul pallido orizzonte, trovo il 114 di prima, anche lui monobastone dopo il tuffo di un ora prima, mi dice che si chiama Luca e che questa TDH è il regalo di compleanno dei suoi 50 anni, tenta di convincermi per 10 gallerie della sua teoria secondo cui, le gallerie, hanno una numerazione sbagliata in proporzione alla loro lunghezza, mando giù senza lasciarlo uscire un “MCCSD” che altro non è che un “Ma che cazzo stai dicendo?” lo assecondo, in fondo,  mica gli posso rovinare il regalo di compleanno no?  Incontriamo la famosa Francy, colpita dal venticello dei 7 minuti, la saluto e la lascio nelle buone mani dell’amico Ivan, il 114 si ferma con altri 3 non so se a cacciare Pokemon con lo smartphone o a fotografare l’alba, proseguo, alla diciannovesima galleria raggiungo “La Fra” le dico “Anche tu partenza sciolta eh?” aggiungo “Chissà dove sarà Paolo eh?” il tempo di finire la galleria e ho la risposta davanti agli occhi, c’è proprio Paolo, gli dico “Ho appena trovato una tipa ansimante in galleria” mi dice “ah si e chi è?” “La Fra gli dico io” nell’aria risuona il  “bittolsiano” (questo vi mancava, ammettetelo) ritornello di Stranamore “LOVE LOVE LOVE”… gli dico “Esploso eh Emme?” risponde “No no, non vedi, sto andando piano per far vedere bene i posti a lui, un amico della Fra, è di Genova, bla bla bla…” “vabbè, ti aspetto al Papa” gli dico.

Luca,il “cinquantenne stuntman monobastone” mi ripiglia, me la racconta appassionatamente di buon passo fino in cima, l’uomo è uno Sportivo con la S maiuscola, mi dice di come, svariate volte, sia partito dal Grappa in parapendio, abbia percorso tutte le prealpi fino a Piovene, sorvolato tutta la TDH per poi ritornare al punto di partenza (in grappa)… mi cadono per terra gli occhi da quanto li sbarro… che spettacolo, mi racconta di termiche che ti sparano in cielo a velocità ascensionali di 6-7m al secondo tra questi pendii e di come a 3300m di altezza, il Pasubio si faccia piccolo come il Novegno… sbavo al pensiero di ciò che hanno visto i suoi occhi come sbava un lattante che sta cacciando i primi dentini.

 In men che non si dica, sbuchiamo fuori dall’ultima galleria, trovo mio compare Matteo con fratello e cognata, venuti fin quassù a vedere i passaggi, 6:53 spaccate, me la racconto con loro  aspettando Emme, “mojo bombo fa un freddo can”, 7-8-9 minuti finchè dico a mio compare “Quando vedi uno in maglia grigia diversamente bello, seguito da una ragazza decisamente bella ma in maglia arancio, gli dici che Alvin si è rotto i maroni di aspettarlo ed è appena partito”… faccio per partire e il diversamente bello sbuca dalla galleria,ci facciamo una TAC al volo, io bene, Emme in stato di shock, La Frà in netta ripresa, partiamo, invito Emme a seguirmi, mi dice “No #IoStoConLaFra” gli dico “#BugiardoSeiScoppiato”, mi risponde con un “#SegmentoValDiFienoInDiscesa”? Lo respingo con un “#FattiLaValCanalein49Ciccio…” e via di ashtag come i migliori bimbi minchia, li saluto, tanto al Pian ci si ribecca.


7:38 Pian delle Fugazze, un sacco di facce conosciute, Martina, Remo, Claudio, Larry e Tiziana, mi danno il benvenuto, sto bene, decisamente bene, nell’ultima discesa la caviglia ha cessato ogni fastidio, eccezionale, minestra, crostata e cambio abiti al volo, saluto Nik altra vittima del venticello, arrivano gli altri Cobras uno dopo l’altro, 18 minuti dopo e 5 minuti dopo Emme e consorte, riparto anche io, a ruota dell’amico AlbertoZan.

Io e lo scarso di EMME foto di Martina Faccin
Selletta Nord Ovest passa via facile, due chiacchiere con Alberto e due con Ennio, Mosè dell’Ultabericus,  in cima raggiungo Emme e la Fra ma in discesa mi danno 400m come ridere,oggi va così..e probabilmente andrà sempre così, ma appena si torna sul corribile, dopo aver salutato il caro Massimo Rabito, metto la freccia e me ne vo, correndo quasi sempre fino a Campogrosso, straconvinto di poter farmi con la guida dei luoghi “Ivan” il tratto Campogrosso, Fraccaroli.

 Arrivo al ristoro, acqua, sali, coca e via, passo senza accorgermene Ivan, fermo in rifugio. Corro quasi sempre fino all’attacco del Boale dei Fondi, raggiungo l’attuale quarta donna, boale, un minuto e mezzo di sole e par di essere in amazzonia, 2 minuti dopo, nuvola, nebbia e vento fresco, buono, molto buono.

Un suo amico l’accompagna, fa domande, vuol sapere, tra un po’ mi chiederà anche il colore dei sassi del Boale immagino, ma quando si scollina, ma com’è dopo? Ma avevi detto 100m! Ma si è alzata la montagna?  #MachedueCo... alzo leggermente il piede dall’acceleratore… si insomma, cammino più piano di quando si cammina piano e li lascio andare avanti 30 m, inizia a piovere, si scollina, gocce enormi, mi fiondo nella galleria sulla bocchetta per infilarmi la giacca, esco 5 minuti dopo con nebbia, vento gelido pioggia monsonica, tempesta e nuvole tonanti… un peccato per chi non ha mai visto che roba sia il panorama dolomitico ches gode da quassù, ma piuttosto del sole a picco, va bene anche così.

Il tipo che apre i rubinetti da lassù deve aver udito il mio “Va bene anche così” e apre a tutta, diluvia in un modo che fa quasi ridere ma non posso ridere, perché se quello lassù mi sente, sto giro mi annega, corro con l’acqua gelida alle caviglie e vabbè, rido, l’altro mi sente e butta giù anche la grandine… non rido più, corro il più possibile per tenermi caldo, nei lunghi tornanti verso il Fraccaroli cammino con le mani dietro la schiena per proteggermele dalla grandine, a 2200° ci saranno si e no 7-8° vorrei prendermi una barretta dalla tasca dietro lo zaino ma ho talmente le dita congelate che non distinguo la cerniera dal bordo della tasca…

 Arrivo al ristoro del Fracca turgido e tremante, una volontaria vedendomi, (per via del tremante) vorrebbe offrirmi del the caldo ma la sua compagna non è della stessa idea e mi liquida con un “Se vuoi, allo Scalorbi c’è the e brodo caldo…” penso a come le avrebbe risposto il Dem e penso sia stata fortunata ad aver incontrato Lord Alvin oggi, non proferisco verbo e mi lancio in giù. Dopo 10 minuti mi passano i primi della corta, faccio due chiacchiere al volo e do un in bocca al lupo a Mirko Righele impegnato nella corta e in breve il brodino caldo ai 1767m dello Scalorbi è tra le mie mani… che goduria ragazzi!!!
Da qui il Passo della Lora e la Zevola sono due cazzabubbole rispetto a quello che abbiamo fatto finora, verso Campodavanti poi, a cavallo di Passo Ristele, c’è la discesa dei sogni, un lungo tappeto di morbida erba verde in leggera discesa, paradisiaca per le gambe  e per la mente. Al 67° km sono all’ultimo ristoro, mi raggiunge Davide Lista con Marta, terza ragazza della corta, brodino caldo, melone,pomodori, speck cioppini e datteri, a Campodavanti? Sempre sta fatti.

 "Davide... ma cosa gonti ditto de mae?"

Riparto e in breve i due amici mi passano come fulmini, rimango con uno che dopo un po’ inizia a cantare canzoni di Laura Pausini “Tu lo sai cosa può fareeee una donna innamorata….” Aiuto… bastaaa ma il vero problema è che il suo repertorio spazia senza che io riesca a togliermelo di dosso fino alla discesa di Cima Marana… agonia pura.

68,5 km, Sella del Campetto.. ma che spettacolo di posto è? Non a caso Rigo, l’anno scorso, si fermo un’ora qui, a dormire sul prato (e ancora riuscì in 15 km a raggiungermi a 500m dall’arrivo)!!! Un km e mezzo che sembra infinito di su e giù tra il bosco e sono sul terrazzo di Cima Marana, fantastico, laggiù in basso, si vede chiaramente Valdagno, 270°di panorama dalla pianura Vicentina a quella Veronese.

 13 ore e 20 dal via, l’anno scorso impiegai 2 ore buone per scendere, quest’anno, SMS alla moglie: “1 ora e mezza e sono giù” 13 km da fare, 2 di discesa ripida e bastarda ma con le Salomon Wings Lab ai piedi è difficile scivolare anche quando si “VUOL” scivolare, quindi, sto in una botte di ferro, sorretto da una caviglia che oggi pare d’acciaio.

Passano i km, l’Ultrabericus team fa un opera Pia a favore dei concorrenti piazzando i cartelli kilometrici da qui alla fine… non avete idea di quanto possa far bene alla testa sapere davvero “Quanto manca”. Ai -7 trovo Marcello, altro Cobras in gita contromano per salutare i compagni in corsa, probabilmente si accorge che sono sul cotto e decide di scortarmi fino a Valdagno, 6-5-4-3… “Cello… non so se ce la faccio a star sotto le 15.. sono un po’ stanchino”… Marcello: “Son le 14:20, stai scherzando? ce la faresti anche camminando!!!” 

Fontana mitica, foto:

Foto di Marcello Saccardi

2,5km all’arrivo,certificati. Corro fino al cartello -1km, tutta la stanchezza è arrivata di colpo e cammino, Marcello mi dice, “Cazzo ma cammini adesso che sei arrivato”? Ed io Cello ma quanto manca cazzo??? Risposta:


 Riparto per altri 200m, più per fare un piacere a Marcello che per me stesso “no Cello, non ce la faccio” ricammino, Marcello mi prende la Gopro dallo Zaino, corro, cammino, corro, cammino.

600m all’arrivo, squilla il telefono… ne sono certo, è mia moglie… “No cara, no, non ce la faccio a fermarmi e a rispondere al telefono… metti giù ti prego” penso “se per caso arrivo e non ci sono, rifaccio l’arrivo coi bimbi in differita più tardi ma col cavolo che mi fermo adesso”.

400 m all’arrivo,non suona più, Marcello mi da la sua benedizione, mi dice, “Vai, vai a prenderti la gloria”curva a destra, bar sulla sinistra, parlo da solo alla GoPro che Filma…



Ma eih ma, ma… quello è Ruben, mio figlio, da solo a bordo strada, mi fermo, lo saluto e dalla gelateria escono di corsa nell’ordine: mio padre, Anita, mia madre e mia moglie (tutti senza pagare ovviamente) dai dai dai Anita andiamo, attimi di pazzia generale, mia moglie che grida “Aspetta, devo pagareeeeeeeeeeee” io parto con i bambini, loro non aspettavano altro dal giorno prima, Ruben è già nel futuro, Anita è un po’ fuori allenamento e rimane indietro, rallento per aspettarla, i soliti grandi amici al di là delle transenne, l’emozione che ti sale dal cuore e ti offusca fottutamente gli occhi, quanto l’ho voluta questa TDH, quanto ho temuto di non correrla fino al giorno prima o di non finirla oggi stesso… termino la corsa abbracciando e complimentandomi con il papà  ti tutto ciò, Enrico Pollini, testa di ponte dell’Ultrabericus Team gente che brilla e si atteggia poco, ma che lavora un sacco, che ogni anno rende possibile e alla portata di QUASI tutti, il sogno di correre da Est ad Ovest le nostre bellissime prealpi… ALLA TDH 2017 MANCA MENO DI UN ANNO!!! L’ULTRATRAIL, L’ULTRAVIAGGIO.

Foto di Federico Bruttomesso
 Foto di Federico Bruttomesso
                                                        Foto di Federico Bruttomesso


martedì 24 maggio 2016

SUMMANO GIMME FIVE 2016, 55KM E 5450D+ PARTIRONO IN 46 E ARRIVARONO IN 4....


Il mio “Summano Gimme 5” inizia in una sera di un paio di mesi fa, poche ore prima, Ale, Mister PaperMoustache mi parlò dell’idea del Kiapp di spararsi il Summano  5 volte di fila… gli risposi senza dire nulla con uno sguardo quasi schifato per l’idea a dir poco strampalata.

Ma “CheIdeaDiMMerda” è, spararsi 5 volte di fila il Summano? Ma dai su… 55 km e 5450m D+ attorno ad un monte, su 5 salite diversissime una dall’altra…

4 ore più tardi,” Uazzappai” al Kiapp un… “Vecio ma, c’è un GPX del fantomatico Summano Gimme 5?” passarano 37 secondi netti dal suo “CERTO” e altri 41 dal suo “Hai posta, ma non farti strane idee… lo facciamo in compagnia”.



Tasto destro, apri file: 37 secondi,  tasto sinistro sulla crocetta in alto a destra, tasto destro sul file GPX, “elimina”, perentorio, per dirla alla Fantozzi  pensai “IL SUMMANO GIMME 5 PER ME, E’ UNA CAGATA PAZZESCA”.

Passarano i giorni e i due soci a delinquere, Ale e  Kiapp, con la scusa della LUT, la mettono giù sporca sparando nella chat Summano Cobras un messaggio che recitava più o meno così: “Perché non ci facciamo il "Summano Gimme Five" in  un TA, in notturna, tirando su un po’ di gente?” fu l’unico giorno in cui quella chat rimase muta per più di 3 ore… Fulmine non commentò, scese dallo scavatore e andò da quegli artisti di Papermoustache  per il logo dell’evento… Taglia inviò una mail di precetto a tutti i COBRAS, chi non fosse venuto, avrebbe dovuto presentare il certificato medico di NON idoneità fisica… o presentare una dichiarazione dove avesse dichiarato di  seguire una  tabella blindatissima per farsi l’UTMB sotto le 30 ore… chi ha orecchie per intendere…

Giovedì 19 MAGGIO:

"Arpav" da un METEO che chi sta al campo Base del K2 se lo sogna tutta la vita e venderebbe anche la casa pur di averlo, 36 ore di precipitazioni nulle e temperature quasi da primavera-VERA.
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D-Day, 21:45:

Il quarantaseiesimo ed ultimo ad arrivare, visto che negli appuntamenti “Trail Project” porta sempre bene, sono io:
 Foto di gruppo:

 Foto By Sara Lando

Consegno la mia sacca di viveri alla Camaleontica, Benemerita, Presidentessa, Cobras ad Honorem,  Sara, moglie di Ale, oggi, ricoperta dalla leggerissima responsabilità  di essere la responsabile di tutto, rancio, foto, trasporto sacche Cobras e radio corsa… il tutto, sola, in un auto stracolma di sostanze che se la ferma la GDF “Ciao Ninì”, un libro, una colazione da mille e una notte offerta dal “PANIFICIO CAZZOLA” di MARANO VICENTINO e sul sedile del passeggero, i primi 4 vestiti che ha trovato nell’armadio prima di partire. IDOLO.

Si parte, Giro 1, BiG Valley, Croce e giù su Via Crucis:
Vediamo di risolvere da subito il problema zecche, piazzando Cesco (Rigodanza) a fare l'andatura, funziona, le zecche vanno pazze per i Prof, arriviamo in vetta tutti “Zecca Free”, lui, ne ha 8, il ragazzo trabocca di spirito trail e si fa in 4 per i compagni… Quasi come la donna invisibile… (questa la capiamo solo noi Cobras) . #TiVogliamoUnSaccoBene Fra!!!
 Un ora e twentyfive e siamo su, perfettissimissimi, foto di gruppo al grido “Ghimmi Uan” e giù a “pene di segugio” (Cazzo di cane).

 Lo spettacolo della pianura illuminata è ammaliante, foto foto foto.


La Pianura ai piedi del Summano, Foto di Francesca Pretto

 Nei pressi di Prà minore, presi dal paesaggio, Fulmine salta il tornantino della Via Crucis e ci porta a fare un giro tra l’erba alta di Zeccaland… questi sono momenti speciali in cui sei felice di aver tagliato i Sali della borraccia con AUTAN PLUS.
 
 Siamo in un TA (trail autogestito) zero balisaggio, autogestione pura, c’è chi prova i bastoncini nuovi, chi lo zaino, chi l’alimentazione, Adriano, prova un "Grat-Test" passare dai 4:20 al km  della Via Crucis in discesa  ai 0:00/km usando solo la legge fisica dell ”attrito radente”, frenando di pancia, puntando solo una  mano e un ginocchio a terra tanto per non strisciarsi anche la faccia… 3 metri e 27cm, paura tantissima un po’ di sangue qua e la ma meglio di un ABS, STUNTMAN professionista!



Adriano.... 8 ore dopo, l'uomo Cicatrene.

Inseguendo Fabio e Aldo in discesa e fermandomi 3 volte per rispondere al telefono a Roby e ad Emme, imparo persino un taglio nuovo per tornar giù al capitello, dove Sara, ha già indossato il primo abito da sera, un pelusciosissimo coniglio rosa da urlo.



The Pink Rabbit.... foto di Davide Lista

Silenzio, l'altoparlante, tlintinna un ” Dun Din Dun Dan”: “L’ASD Summano Cobras, sostituisce "Il numero 1 Francesco Velociraptor  Rigodanza", con la numero 47 "Francescaaaa Costaaaa" applausi, cori “gnocca-gnocca-gnocca-gnocca”   poi lo speaker aggiunge: ed il numero 18, il “Moviemaker Cobras”, Aldo Zanini con il numero 48 "Paolo EmmeTiEsse Francoooo" applausi per Aldo, fischi, fiaschi, sputi, cori per Emme: “Cialtrone Cialtrone Cialtrone”(in controtendenza, accendo un bengala ed espongo lo striscione “Emme Ti AMO”!!!) roba da Champion’s league, è così che, in un clima da curva Sud, salutiamo Cesco, Aldo e gli altri 7-8 che ci han fatto compagnia per poter dire “Summano Gimme 5, IO C’ERO”, grazie ragazzi, numeri uno tutti.

"I sostituiti e la massaggiatrice" foto di Sara Lando

Giro2, una sciocchezza: Maistrack, Croce, giù fino a Prà Minore, variante delle Cave e giù fino a Fabbrica Saccardo. Siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii, parteeeeeeeeeeeeee… Faccio comunella con Emme la Francy e Fulmine, la signorina, esponendole le mie performance cronometriche in piscina mi conferma che sono effettivamente una mezzasega, sia in acqua che tra i sentieri… (ho sempre pensato di essere una persona molto equilibrata) ma #chissenefotte,  penso, “ma dai su, che vuoi che ne capisca di nuoto  una che viene dal mare???!!!”
Andatura sciolta, sono ultimissimo, giro un documentario  con Fulmine sulla riproduzione delle lucciole all’altezza del primo taglio vertical, della Maistrack, qui, il video.

Narrazione di Matteo Fulmine della Notte Tizian, riproduzione rumori ambientali di Alvin Dotto

 Ripartiamo, davanti ho un ragazzo con dei variopinti tatuaggi sui polpacci senza bastoncini… la pendenza sfiora l’assurdo, gli dico “oh non sai quanto bene si vada con i bastoncini” si volta, è grigio in volto, ansima ma non mi uccide, grazie.

Risalgo salmoneggiando la corrente di skyrunner fino a raggiungere Emme che in compagnia della sua bella ha continui attacchi di romanticismo che lo portano addirittura a spegnere la frontale  ed elargire consigli del tipo: “Alvin hai provato a spegnere la frontale? Con la luna piena si vede benissimo lo stesso” vabeh, per non inquinare di luce la sua\loro intimità, la spengo anch’io, salvo riaccenderla 300m più avanti dopo il terzo inciampo in 100m.
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Nel frattempo, Emme discute animatamente con la Francy sul fatto che: “Si, bello correre a Genova col mare ai tuoi piedi ma di notte è più figo a Santorso: "Guarda Francesca, guarda che luci, Francy, và che figo”! E poi continua con: “E poi dai, di notte il mare dall’ alto… di notte non si vede” io taccio, penso abbia quasi bestemmiato ma non ci metto lingua, da Prà Minore illumino Jesus su in vetta e lo vedo chiaramente abbassare il braccio levato al cielo nell'atto della resurrezione per coprirsi gli occhi” la Francy  con 4 parole stira ammira e da di appretto ad Emme come mai avevano sentito le mie orecchie… ah il potere delle donne.

Lascio ai loro problemi famigliari i succitati e mi lancio in su, c’è un gruppetto in fuga, formato da gente in formissima e capitanato da quel pazzo di Luca Abanera, d’ora in poi sarà soprannominato  l’ “Aba Group”,da Prà Minore si vedono benissimo, sono 50 metri sotto la cima, raggiungo Cello poco sopra malga Summano, a pochi metri dalla vetta incrociamo gli “Aba group” che ridiscendono, in croce tira aria frizzante, dicono: “Ci vediamo giù”.

Croce, alla spicciolata, arrivano altri Cobras, altri Summaner, altri Predators… gente normale “NON NE ABBIAMO”  foto, video: “Ghimmi Ciù” scendo anche io, mi impongo di raggiungere l”Aba group” per non farli attendere troppo e provare a guidarli in Val dell’Orco, per fare ciò, scendo giù diritto per la Maistrack, trovo Fabio Summaner De Marchi che invece di fare il primo giro con noi ha preferito farlo al pronto soccorso col figlio che ha provato a scendere le scale di casa senza tuta alare… mi permetto di scrivere ciò, solo dopo aver  sentito dalla bocca di Fabio… che per fortuna è stata solo una bella botta ma niente di rotto… ah i bambini!!!

Dicevamo: “Prà Minore” a bombissima, la rugiada con il riflesso della luna piena, imperla d'argento i fili d’erba della spianata, guardo il Suunto, il navigatore dice: “ freno a mano, destra due, giù per le cave abbommba” , prova speciale, mi sento primo, primissimo, solo, solissimo, figata, “Tlin” “in arrivo a punto B dice il Suunto”, “Ferma Navigazione” “Attiva Navigazione” “Seleziona itinerario”  “SummanoGimme5 Giro 3” il Suunto tlinneggia spavaldo, guardo la traccia, sono sceso di 200m fuori rotta, PIRLA! Freno a mano, sinistra 1, apri tutto al grido “Prendiamooo gli Abaneraaaaaa”.

Giro 3, 13 km previsti, Val dell’Orco, Colletto Grande di Velo, creste, croce, giù per le antenne, capitello, 462 e Meda, ma andiamo con ordine: arrivo nei pressi  di Fabbrica Saccardo, la macchina di Sara è lì sulla destra, degli “Abanera” nessuna traccia, dall’auto non scende Sara, scende un Orso che probabilmente si è mangiato il coniglietto rosa che precedentemente aveva mangiato Sara, o mio dio, la sua testa spunta ancora dalle sue fauci spalancate…

Sara con Fulmine, mentre cerca di risalire dall'esofago del plantigrado.

 Son talmente sul rincoglionito andante che la noto si, ma non la noto più di tanto… dando quasi per scontato la sua multi varietà in ambito faunistico abbigliamentale (abbigliamentale per me è una figata pazzesca altro che “petaloso”). Mi complimento per la mise, gli chiedo “Quando son passati gli altri”? mi dice “Le altre, 20 minuti fa” riferendosi alle due “super Roberte” “Naish e Peron”, apripista ultratrailer con classe e grinta da vendere… non capisco dove “ho passato” gli altri gli dico, boh!

Sara spalanca il bagagliaio, riempio le borracce, incredibile di cosa disponga il menù della casa, in una Yaris ha lo stesso assortimento del ristoro di “Pian delle Fugazze” alla TDH… pesco dalla mia sacca 6 fette di “puttana” (una torta) la saluto e parto a caccia delle due leprotte.

Val de l’Orco, una valle dimenticata da Dio, scavata da un torrente di acqua invisibile per limpidezza e percorso da un sentiero che va a fondersi su una lingua di frana larga una decina di metri… è la seconda volta che ci passo, un anno fa, con il compagno Lek, proprio alla frana, cannammo l’attraversamento e finimmo per  percorrere una Val de l’Orco meno wild, sulla stradina sterrata poco sopra al sentiero.
 Arrivo allo smottamento, zero impronte, le ragazze non sono sicuramente passate di qui mi dico, lo attraverso e il sentiero muore su un ponticello marcio e abbandonato dall’umanità chissà quanti anni or sono . Naaa impossibile, illumino a destra, illumino a sinistra, illumino in su, illumino in giù… il sentiero non c’è più.

Torno indietro, riattraverso la frana, sabbie mobili su un pendio del 40%, controllo di non esser sceso troppo prima e torno indietro di 100m, trovo solo un sentiero, quello che presi un anno prima col Lek “no, di là no,  stasera no, non voglio sbagliare” chiamo il mio cartografo Cobras di fiducia “Il Kiapp” “Segreteria Telefonica”, fanculo, chiamo Ale, suona, suona molto, suona un sacco, “Segreteria telefonica”  richiamo, ri-“Segreteria Telefonica” ri-richiamo, suona, risponde, corre a perdifiato per passarmi il kiapp il quale telegrafico conferma: “Attraversare frana STOP, mantieniti alto in costa STOP, lasciati ponte dimenticato da Dio sulla sinistra STOP e prendi il sentiero che sale ripido a destra STOP”… Riprende Ale la cornetta e aggiunge: “Oppure ci aspetti che fra 15 minuti siamo lì”.
Chiarissimo, torno allo smottamento, riattraverso, controllo e ricontrollo….”Per me si drogano” la mia possibilità di completare il Gimme 5 si infrange su uno smottamentuccio fangoso in val dell’Orco, impegni inderogabili mi vogliono a casa alle 10 in punto domani mattina. Riattraverso (e tre) lo smottamento cercando un posto riparato dal vento, spengo la frontale, è buio pesto, tetro ma bellissimo, atmosfera stile “The Blair Witch Project” rumore di acqua tumultuosa da una parte e canto del cuculo dall’altra… Passano si e no 10 minuti e a 100m da me lampeggiano tra gli alberi le frontali degli inseguitori “sono arrivate le forze speciali” mi dico. “TLIN” una lampadina mi si accende in testa.

90m al contatto, falsopiano, corricchiano, mi butto pancia a terra su una cunetta dietro ad un albero… 
70m, li sento ridere e chiacchierare ignari del loro ameno destino 60m, “Forse forse non mi vedono”,
50m, smetto di respirare,
40m, carico,
30m, punto,
20m,
10m,
 “SALTO” urlando un “Sono l’Orcoooooooooo” Fulmine prende un coccolone stile “Passeggiando sulle creste tra le saette alla TDH 2015” si ride alla grandissima, c’è gente a cui si è fermata la crescita (dirà Fulmine poco dopo) il Kiapp si offre di uccidermi a bacchettate lì, sul posto, e dare in pasto il mio cadavere alle salamandre nel torrente di sotto… Qualcuno grida: “Noo usiamolo come tappeto per passare sopra alle sabbie mobili della franaaaaaa…” imploro quindi il Kiapp di uccidermi subito a bacchettate ma niente, armistizio, Fulmine davanti alla frana si fa sfuggire un “Cazzo ma xe vegnù zo el monte” dicono: “attraversiamo e risaliamo”, dico: “Attraversate tanto poi non risaliamo, è IMPOSSIBILE”  con Cello sto a fine gruppo, gli dico “tranquillo, attraversano e tornano indietro… è IMPOSSIBILE  risalire … fu così che mettendo davanti il rocciatore professionista “LUCA ABANERA”, buttando nel fiume una racchetta del Kiapp per rappresaglia e tirando giù qualche porco da usare come ancoraggio nel fango, quel fottuto sentiero, 10m al di sopra, lo trovammo davvero… ennesima prova che non esistono cose impossibili finchè non arrivano 20 pazzi qualunque che non lo sanno e le fanno!

Sporchi come dopo un derby Vicenza Verona 3-3 sotto un monsone in un campo arato, il Colletto Grande di Velo si piega all’assalto Cobras, non prima di vedere Abanera entrare con una fiammante “ Sportiva Raptor Gialla” in una sabbia mobile e vederlo uscire con una “Salomon XT Wings S Lab” misteri fangosi della Val dell’Orco… abbiamo le immagini, vedete e credete.


Al Colletto ci facciamo una pausa, chi beve, chi mangia, io chiacchiero con le due leprotte che se la raccontano sul porticato del bar abbandonato… 3 Summano e 3mila e passa D+ per loro in saccoccia… altro che donne da vasca in centro. Le salutiamo, albeggia, il gruppo si divide, metà punterà alla cima dalla strada e l’altra metà dal sentiero delle creste, io vado con l“Aba group” sul sentiero, partiamo tranquilli per i primi 70m, poi, visto che è ancora buietto per scrutare il panorama della Valdastico, la mettiamo giù dura, sgranando ricordi saettanti della TDH 2015. L’unica pausa è per assaporare  un alba dal terrazzo con vista sulla Valdastico  da uno dei tanti belvedere del sentiero delle creste.


Arriviamo su in Summano in simultanea a chi è salito dalla strada, 5:45 circa, l’alba spaziale del Gimme 5 si è mangiata le stelle in un attimo, mentre, altarino nuovo di palla, messo dal Comune di Sontorso sott’occhio, interrogo i presenti sulla distanza in linea d’aria da lì, alle cime all’orizzonte… guardale là, le pale di San Martino  68,9 km in linea d’aria… MAGIE SUMMANIANE!!!


Arrivano tutti, "Ghimmi thriiii",  28,9km e 3150 D+ andati…  noi, la “Red Bull” la usiamo come detergente intimo!

Sippppppparte, discesa dalle antenne, ad ogni passo ringrazio il Kiapp per non averla tracciata in salita, capitello, panorama strepitoso, foto di gruppo,




Il nostro “Cartomante” ci dice che “da qui in giù la traccia è segnata a caso, ma a 520m di quota, c’è una strada bianca e si deve  svoltare a destra verso Meda” 
Quota 526m S.l.m. prendiamo alla bersagliera la lingua bianca che corre verso il fondovalle sulla destra… “Quel Chiappin le sa tutte”.

 Meda, parcheggio della pizzeria, auto di Sara all’orizzonte… temo di veder uscire dall’auto qualcosa capace di mangiarsi nell’ordine Sara, un Coniglio, e un Orso…. attimi concitati, si ode l’unlockettio  della chiusura centralizzata e…. e… e…. “Sara La Direttrice di Corsa” se ne esce con un sacco a pelo a tutona integrale che pare un cimelio dell’apollo 11 (si quello che è atterrato sulla luna) si apre il bagagliaio… “Benvenuti alla Sagra di Meda” si mangia, si beve e ci si spruzza di antizecca… si narra di persone scomparse sul Summano mangiate dalle zecche in questi giorni…

Ingurgito un gel Mela-Banana, non dev’essere ciò di cui è composto che mi fa rabbrividire… è proprio il dolciastro frizzante sabbioso gusto di Spik Span piatti che mi shakkera in un fremito da testa a piedi; Fulmine si beve un Adrenaline, io opto per una bustina intera di orsetti gommosi del prix,tutti in bocca, tutti in una volta… siamo dei professionisti dell’alimentazione fuoriporta!



 "Ingurgitando gli orsetti del Prix" foto di Sara Lando

 Sipparte… dirottiamo Sara all’arrivo, il Gimme 4 si avvicina e oramai i morti sepolti superano a dismisura i vivi ancora in corsa, si sgancia ancora gente, uno ci lascia con un “Ciao ragazzi, devo andare a lavorare”…che Dio ti abbia in gloria fratello.

Costa Rancina, “Summano’s  North Face” cespugli impenetrabili delimitano il tracciato,  il serpentone degli ultimi 12 resilienti risale l’erta, Fulmine davanti fa l’andatura, “Abanera” è colto da intermittenti colpi di sonno, Fulmine per tenerci svegli ci racconta di come si sia trovato bene con la sua tabella per preparare la sua prima TDH 5 anni fa…. “2 mesi di birre al Bar, 3 summano di fila in una notte tra sabato e domenica e uno ogni sera dal lunedì al giovedì” tutto bene, non fosse che ancora non si capacita della mancanza di voce  il venerdì notte in STARTLINE.

Sbuchiamo sulla carrareccia proveniente “dall’Angelo” da qui, la conosco, con Alberto del Sojo, andiamo di allungo, il gruppo si sgrana, col vantaggio preso andiamo a fare i turisti sulle stupende trincee di Bocca di Lovo: Video:




Quando torniamo sul sentiero siamo ultimissimi, raggiungo Ale che mi parla col linguaggio dei segni, chiacchero con Adriano “traiettorie impossibili” Genisi, prossimo mio compgno al DXT lungo… non tocchiamo nemmeno l’argomento… il sentiero sale a zig zag tra un meraviglioso bosco di faggi, Ale ricaccia fuori l’anziano del grappa che dorme in lui e si lamenta di tutto… è sintomo di stanchezza ma sa controllare benissimo il suo sdoppiamento di personalità in questi momenti, sorpasso anche Alberto #DisceseAtomiche, amico di Luca e dello Spartatlonissimo Darta di Venezia, lamenta problemi di stomaco, mi dice “ho lasciato a casa i panini sopra il tavolo in cucina…”  a me, il  solo pensiero di mangiare un panino adesso mi provoca un blocco intestinale.

200 D+ a Cima Summano, sorpasso Fulmine e il Kiapp che mi offende per l’andatura fintamente brillante, Belvedere, croce per la quarta volta,  et voilà, “Summano Ghimmiiii Fooooor”


 arriviamo tutti sgranatissimi e sgasatissimi come una mezza bottiglia di coca tenuta a saltare qua e la nello zaino sotto il sole, l’umidità dell’aria non appanna solo le cime più lontane, appanna anche i nostri occhi, guardo l’ora, 8:40, impossibile per me un Gimme 5, sondo il terreno per una discesa  sulla Via crucis fino a Prà Minore e ritorno alla Cima via Maistrack, "Aba" è categorico “NO, le cose a metà non si fanno, si era detto 5 e io ne faccio 5, INTERE ” rincalza Fulmine con un “Son le 8:40, devi essere a casa alle 10…. #DoveCazzoVuoiAndare??!!!” Quanta gioia, è bello avere gli amici sinceri di “Amaro Montenegro, sapore vero” al proprio fianco… arrivano Ale e il Kiapp… il primo parla da ubriaco e dice “No Kiapp, io adesso scendo tranquillo fino a giù, mi cambio e senza la fretta di nessuno, con calma torno su, magari per la via crucis, tranquillo, ma torno su”.

“Aba”, scalcia come un puledro impazzito, Alberto del Sojo decide di seguirlo, saranno gli unici assieme ad Ale e al Kiapp a completare l'epico “Summano Gimme Five”. Io Matteo, Adriano  ed Enrico  decidiamo di lanciarci in una discesa fotonica giù per il "Sass dea Poja", la discesa a cannone per i tagli verso "Mardifaia" con 4300 D+ sulle gambe  è di quelle che ti bruciano i quadricipiti, giunti sulla tagliafuoco io e Matteo siamo sul paralitico, Adriano lo abbiamo perso, Enrico sta ancora bene e ci stacca sulle salitelle verso la via crucis, io e matteo arriviamo al bivio in discesa con la "Big Valley" e ci buttiamo giù spremendo fino all’ultima goccia di energia le nostre povere gambe… 45,1 km 4 volte il Summano 4385D+, massima soddisfazione e massima invidia per i quattro che hanno avuto il tempo, la perseveranza e il coraggio di portare a termine il bellissimo Summano Gimme Five.



 Il Kiapp e Ale I FINISHER



Luca e Alberto i FINISHER

Grazie al Kiapp che l’ha pensata e a tutti quelli che anche solo per un giro, sono stati con noi ad illuminare le erte del nostro caro Summano… per la seconda edizione, mancano meno di 365 giorni, allenatevi!!!
MEMENTO AUDERE SEMPER... RICORDA DI OSARE SEMPRE

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