Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni.(CIT) Eleanoor Roosvelt...

...E i miei sono fottutamente belli (CIT) Paolo Scotti

mercoledì 27 luglio 2016

TRANS D'HAVET 2016 LA TEMPESTA PERFETTA, LA CAVIGLIA BIONICA, MOSE' E LAURA PAUSINI.

Foto di Nadia Petrobelli

Da dove ve la racconto stavolta? Dalla mina tirata in Val di Fieno ad una settimana dal via che mi ha lasciato uno zampone al posto della caviglia sinistra, o dal magheggio del Dottor Busin dello studio di Fisioterapia “Abila” che mi ha rimesso in sesto a una manciata di ore dal via?


Una settimana di pediluvi: caldo-freddo, glutine-senza glutine, con sale, senza sale,impacchi, pinzimoni, suffimigi, applicazioni di argilla, un cucchiaio alla volta, (una carriola circa in totale) bacinelle, ciotoline, pennelli, estreme unzioni eee

Foto di Elisabetta Cappellari

Piovene Rocchette, 23:19, di un caldo venerdì da TDH:

L’attenzione della gente normale al di là delle transenne che si gode la Sagra di Piovene, viene catturata da un orda di gente in maglietta, pantaloncini e zaino, tutti qui con un solo unico e grande obbiettivo, spararsi gli ottanta km che dividono Piovene Rocchette da Valdagno attraversando la fantasmagorica Skyline che corre da Cima Summano a Cima Marana… per chi di corsa non ne capisce troppo è solo un Ultratrail, ma per chi sa cosa davvero sia un Ultratrail questa è “Sua Maestà la Trans d’Havet”.



Al mio polso un braccialetto rosso, “Marchio” del ritiro al DXT, ci sta scritto “DXT lascia il segno” “porca troia” avrei voluto aggiungerci a penna, l’idea sarebbe quella di strapparlo coi denti all’arrivo di Valdagno ma le cose non vanno sempre come sembra e stac… la fatalità e il destino fanno si che in uno “stac” si rompa da solo e mi lasci lì quasi a rimpiangere il suo funerale programmato. Lì per lì non lo prendo come un buon presagio ma oh, è giunta l’ora di passare la spunta pettorali, tra un attimo si parte.
 Il pazzo Speaker Andrea  ci tiene ad informare  che tra i 280 partenti ci sono tutti i suoi amici (citandoli per nome e cognome) tra facce di podisti immigrati (da fuori provincia) che sembrano dire: eh? Ma chi è Fulmine della Notte?, chi è Mary boschetto? Cazzo sono sti “Summano Cobras?” io me la chiacchiero con AlbertoZan e il Fat a due metri dalla “scopaline”, Fat (immigrato) mi dice “eih, ma ti hanno appena nominato” rispondo “si si, tranquillo è Cadel, gli devo delle birre” ci facciamo un in bocca al lupo, countdown, musica e via!
Due ali di folla salutano la partenza dei cavalcatori di sogni, il gruppo si allunga subito tra le vie di Piovene, non sono per nulla emozionato e un po’ mi dispiace, il percorso lo conosco praticamente a memoria, i pensieri sono tutti per le discese, nessuna ambizione cronometrica ed un solo scopo: correre gli ultimi 200m con Ruben e Anita in piazza a Valdagno l’indomani pomeriggio, tutto ciò che accadrà nel mezzo sarà la mia TDH 2016.
 Direzione Cima Summano, ci sono talmente tanti volontari lungo il percorso che ne hanno piazzati due a indicare la presenza di due pozzangherone che ricoprono la carrareccia che ci porta in breve verso “l’Angelo”… l’andatura a mio avviso è tosta, i forti se la corrono, gli umani se la camminano… mancano 78km… figuriamoci se posso correre. Con Fulmine, riferendomi agli altri Cobras,discorro sul fatto che: “O i ragazzi sono partiti a bomba o io e lui sentiamo tutti i 365 giorni passati dalla scorsa edizione” aggiungo un: “Fulmine, qui ci sorpassò per la prima volta la spagnola monobastone 3 anni or sono” 10 passi e chi ci segue esclama: “Ma allora tu sei Alvin quello del Blog, del racconto della TDH 2013? Ah la Spagnola…Huà Huà Huà Huà.” Il suo lato maniaco se ne esce con un “ho cercato anche la sua foto nei giorni dopo la gara, ma era gnocca?” No tranquillo, gli risponde, Fulmine, fosse stata  gnocca ci saremmo fatti le magliette con la sua foto!!!”
Mardifaia, 7°km, il caldo e l’umidità allentano la presa, la panchina con la vista più bella delle prealpi vicentine dorme beata baciata dalla luna, c’è gente che sbuffa in maniera preoccupante, conosco Francesco, un mio quasi collega alla sua prima TDH, tanti amici in comune, raggiungo Giulio e saluto Christian, in crisi di panza dopo la branzinata del mezzogiorno…
 #UnOraEtrentatrè e sono in croce, peggior timing di sempre e 1000m d+ in tasca, panorama sulla pianura? Mitico. Si scende sulle creste, Pater Filio et Siprito Santo… mando una benedizione allo zampone in cartoccio in basso a sinistra, lascio passare i soliti 2-3 che vedono nel colletto di velo il probabile arrivo e scendo cauto, niente luci stroboscopiche quest’anno, la fasciatura funzionale mi salva da due tre appoggi alla cazzo tra i sassi smossi nascosti dall’erba tagliata a bordo sentiero.
#DueOreEdieci, Colletto grande di Velo, 890m s.l.m  prima discesa andata, bene, molto bene, festeggio provando una nuova miscela idrica: Borraccia 1, Metà acqua e metà Sali. Borraccia 2, metà acqua, metà Coca e un cucchiaio di semi di Chia. APPROVATA AD OLTRANZA.
Riparto di corsa con Giulio, in direzione Novegno,  si sale, si sale e non fa male, Passo Campedello, 200m davanti a me, 4 personaggi se la ridono e se la godono in corsa… che siano i fantastici 4 Cobras in fuga?
 Malga Campedello: Volgo lo sguardo ad Est ed è la solita roba da pelle d’oca, le Creste del Brazome sono uno scintillio di frontali #chevvelodicoaffare.

Nei pressi di Passo Campedello foto di Marco Venturini

A 200m dallo scollinamento di Busa Novegno, trovo il Dem con l’idrante a mano che annaffia l’erbetta, con lui in 500m siamo alle spalle degli altri 3 fuggitivi… li richiamo con un amichevole e amorevole “Brutte merdeeee… brutte merdeee” i tre si girano, sono Ale, Tommy e il Kiapp… “Partiti tranquilli eh?” dico io, con loro c’è anche Luca, pettorale 114, mi fa: “Ma tue sei... e bla bla bla”, aggiunge “Ero terzo, ma siccome sapevo che arrivavi ho rallentato per farmi raggiungere per farmi citare in uno dei tuoi racconti…”  tranquillo aggiungo io, solitamente i miei racconti sono BREVISSIMI ma un posticino anche per te lo trovo... Fammi un po’ vedere… pettorale 1,1,4, registrato.
Sotto il tendone del ristoro ci saranno 26°,una decina di Alpini spettacolari e qualsiasi cosa da mangiare. Indìco subito una riunione Cobras per definire la situazione: Partiamo con i Big: Lek, Alessio e Matteo saranno oramai allo Xomo, Nik al colletto di Posina, Fabio e Fulmine poco dietro a una decina di minuti da noi e il Presidente? (Emme)   E’davanti a noi, in maniera direttamente proporzionale alla percentuale di sangue che ha disciolto nell’Adrenaline (e non viceversa). Con Nik sono stato perentorio, “Qualsiasi cosa accada, ti voglio un minuto avanti ad Emme e ricordati di sorpassarlo offendendolo…” adoriamo il nostro Presidente.
 Breve abbuffata e si riparte, fuori c’è il venticello dei 7 minuti, tanti quanti ne hai per infilarti un antivento prima che, nei seguenti 49minuti (multiplo di 7) ti colpisca lo squarauz che ti fa passare le successive 3,5 ore (metà di 7) a cercare cespugli devastato dai crampi intestinali ogni 7 fottuti minuti… chiedete alla  Francy se non è vero!
Una manciata di minuti e tra una cavolata e l’altra i 5 Cobras+uno (Giulio) passano Forte Rione, inizia la discesa, i ragazzi prendono il largo, io scendo cauto con Antonella e “LA” Roby alla quale dopo un km di discesa, in scia, non resisto alla tentazione di chiedere come faccia una donna, dopo 22km e 1800 D+ ad impreziosire ancora l’aria che l’accarezza  con inebrianti fragranze esotiche rilasciate dalla sua pelle, mentre io a due km dal via, puzzo come uno spezzatino di capra coi crauti lasciato ad agosto sotto il sole di mezzogiorno… na roba brutta alla vista… figuriamoci al naso.
E’ proprio in quel mentre, che dietro di me, Antonella, probabilmente stordita dall’aria che accarezza la mia di pelle,mette un piede in fallo e capitombola, me ne accorgo però solo 50m più avanti, al primo tornante, mi dice “Tutto bene tranquillo” con Roby proseguo ma lo spirito “crocerossino”di quest’ultima prende il sopravvento e la fa fermare 500m più avanti, gridando a squarciagola “Antooooo” “Antooooo”.

Termina  così la mia discesa profumata e ricomincia la caccia ai fantastici 4, impiego un paio di km a riprenderli, a furia di star concentrato un passo si e uno no a dove metto i piedi, mi sento più stordito del solito, senza contare che la mia postura, tipo “Vecchia zoppa con borse della spesa in discesa dalla Maistrack scalza” non è per nulla comoda, la gamba destra si sta facendo carico di tutto il peso che lo zampone sinistro non vuole prendersi... pista pistaaaaa, urlano da dietro, sopraggiungono  due caccia torpedinieri, bandiera azzurra dal muretto, faccio passare. Poco più in là trovo Marco e GianMarco a bordo sentiero che imitano me in Val di Fieno una settimana prima… ciao amici, forza sù!!!

La discesa al Colletto di Posina pare infinita, per darmi morale penso a quella volta che dopo 40km me la sparai al contrario, in salita… aiuto, ad un km dal colletto, una frontale a centro sentiero ondeggia qua e là alla  ricerca di qualcosa, con Ale mi fermo, scopriamo che è il 114 di prima, uno dei caccia torpedinieri che inciampando Dio solo sa come, ha perso gli occhiali lanciando a Valli del Pasubio (3 km di distanza in linea d’aria) uno dei due bastoncini, con Ale investiamo 27 dei nostri preziosissimi secondi nelle ricerche, inutili,rammaricati, una pacca sulla spalla lo salutiamo e lo lasciamo alla sua infruttuosa caccia al tesoro…maddai… 52km con un bastone solo cosa vuoi che siano?

26°km, ritorna l’amata salita, il carissimo Monte Alba, denigrato e remoto promontorio sospeso nel limbo tra Pasubio e Novegno, i cui sentieri sono tenuti vivi dalla TDH e da due o tre baracche di cacciatori. Tommy fa il passo, Giulio controlla, Ale shottizza Powerbar, il Kiapp porcheggia, il Dem porcheggia di più e con un tocco di umiltà esclama: “Il giorno non troppo lontano in cui sarò padrone del mondo, farò spianare e asfaltare questo luogo dimenticato da nostro signore (pronunciato in minuscolo e con disprezzo)” in realtà la frase conteneva molti più soggetti, aggettivi e sostantivi non trascrivibili in questo “Lordiano” blog.

29°km Passo Xomo, ristoro, raggiungiamo il papà di Rigo, Rigodanza, abbuffata, riempimento borracce e via sospinto dal rindondare del campanaccio Valdostano di Federico, verso bocchetta campiglia, seguono 300m di asfalto e la “calcestruzziana” entrata del sentiero delle 52 gallerie ci da il benvenuto al tratto più magico e caratteristico del percorso. Sono le 5 e 31 minuti, mando un sms a mio compare Matteo che mi dovrebbe aspettare al Papa “La fatica non esiste, alle 7, sono su”.

Il cielo impallidisce ad est al grido “Torna il sole ma il tempo no” un rosso alone si arrampica sul pallido orizzonte, trovo il 114 di prima, anche lui monobastone dopo il tuffo di un ora prima, mi dice che si chiama Luca e che questa TDH è il regalo di compleanno dei suoi 50 anni, tenta di convincermi per 10 gallerie della sua teoria secondo cui, le gallerie, hanno una numerazione sbagliata in proporzione alla loro lunghezza, mando giù senza lasciarlo uscire un “MCCSD” che altro non è che un “Ma che cazzo stai dicendo?” lo assecondo, in fondo,  mica gli posso rovinare il regalo di compleanno no?  Incontriamo la famosa Francy, colpita dal venticello dei 7 minuti, la saluto e la lascio nelle buone mani dell’amico Ivan, il 114 si ferma con altri 3 non so se a cacciare Pokemon con lo smartphone o a fotografare l’alba, proseguo, alla diciannovesima galleria raggiungo “La Fra” le dico “Anche tu partenza sciolta eh?” aggiungo “Chissà dove sarà Paolo eh?” il tempo di finire la galleria e ho la risposta davanti agli occhi, c’è proprio Paolo, gli dico “Ho appena trovato una tipa ansimante in galleria” mi dice “ah si e chi è?” “La Fra gli dico io” nell’aria risuona il  “bittolsiano” (questo vi mancava, ammettetelo) ritornello di Stranamore “LOVE LOVE LOVE”… gli dico “Esploso eh Emme?” risponde “No no, non vedi, sto andando piano per far vedere bene i posti a lui, un amico della Fra, è di Genova, bla bla bla…” “vabbè, ti aspetto al Papa” gli dico.

Luca,il “cinquantenne stuntman monobastone” mi ripiglia, me la racconta appassionatamente di buon passo fino in cima, l’uomo è uno Sportivo con la S maiuscola, mi dice di come, svariate volte, sia partito dal Grappa in parapendio, abbia percorso tutte le prealpi fino a Piovene, sorvolato tutta la TDH per poi ritornare al punto di partenza (in grappa)… mi cadono per terra gli occhi da quanto li sbarro… che spettacolo, mi racconta di termiche che ti sparano in cielo a velocità ascensionali di 6-7m al secondo tra questi pendii e di come a 3300m di altezza, il Pasubio si faccia piccolo come il Novegno… sbavo al pensiero di ciò che hanno visto i suoi occhi come sbava un lattante che sta cacciando i primi dentini.

 In men che non si dica, sbuchiamo fuori dall’ultima galleria, trovo mio compare Matteo con fratello e cognata, venuti fin quassù a vedere i passaggi, 6:53 spaccate, me la racconto con loro  aspettando Emme, “mojo bombo fa un freddo can”, 7-8-9 minuti finchè dico a mio compare “Quando vedi uno in maglia grigia diversamente bello, seguito da una ragazza decisamente bella ma in maglia arancio, gli dici che Alvin si è rotto i maroni di aspettarlo ed è appena partito”… faccio per partire e il diversamente bello sbuca dalla galleria,ci facciamo una TAC al volo, io bene, Emme in stato di shock, La Frà in netta ripresa, partiamo, invito Emme a seguirmi, mi dice “No #IoStoConLaFra” gli dico “#BugiardoSeiScoppiato”, mi risponde con un “#SegmentoValDiFienoInDiscesa”? Lo respingo con un “#FattiLaValCanalein49Ciccio…” e via di ashtag come i migliori bimbi minchia, li saluto, tanto al Pian ci si ribecca.


7:38 Pian delle Fugazze, un sacco di facce conosciute, Martina, Remo, Claudio, Larry e Tiziana, mi danno il benvenuto, sto bene, decisamente bene, nell’ultima discesa la caviglia ha cessato ogni fastidio, eccezionale, minestra, crostata e cambio abiti al volo, saluto Nik altra vittima del venticello, arrivano gli altri Cobras uno dopo l’altro, 18 minuti dopo e 5 minuti dopo Emme e consorte, riparto anche io, a ruota dell’amico AlbertoZan.

Io e lo scarso di EMME foto di Martina Faccin
Selletta Nord Ovest passa via facile, due chiacchiere con Alberto e due con Ennio, Mosè dell’Ultabericus,  in cima raggiungo Emme e la Fra ma in discesa mi danno 400m come ridere,oggi va così..e probabilmente andrà sempre così, ma appena si torna sul corribile, dopo aver salutato il caro Massimo Rabito, metto la freccia e me ne vo, correndo quasi sempre fino a Campogrosso, straconvinto di poter farmi con la guida dei luoghi “Ivan” il tratto Campogrosso, Fraccaroli.

 Arrivo al ristoro, acqua, sali, coca e via, passo senza accorgermene Ivan, fermo in rifugio. Corro quasi sempre fino all’attacco del Boale dei Fondi, raggiungo l’attuale quarta donna, boale, un minuto e mezzo di sole e par di essere in amazzonia, 2 minuti dopo, nuvola, nebbia e vento fresco, buono, molto buono.

Un suo amico l’accompagna, fa domande, vuol sapere, tra un po’ mi chiederà anche il colore dei sassi del Boale immagino, ma quando si scollina, ma com’è dopo? Ma avevi detto 100m! Ma si è alzata la montagna?  #MachedueCo... alzo leggermente il piede dall’acceleratore… si insomma, cammino più piano di quando si cammina piano e li lascio andare avanti 30 m, inizia a piovere, si scollina, gocce enormi, mi fiondo nella galleria sulla bocchetta per infilarmi la giacca, esco 5 minuti dopo con nebbia, vento gelido pioggia monsonica, tempesta e nuvole tonanti… un peccato per chi non ha mai visto che roba sia il panorama dolomitico ches gode da quassù, ma piuttosto del sole a picco, va bene anche così.

Il tipo che apre i rubinetti da lassù deve aver udito il mio “Va bene anche così” e apre a tutta, diluvia in un modo che fa quasi ridere ma non posso ridere, perché se quello lassù mi sente, sto giro mi annega, corro con l’acqua gelida alle caviglie e vabbè, rido, l’altro mi sente e butta giù anche la grandine… non rido più, corro il più possibile per tenermi caldo, nei lunghi tornanti verso il Fraccaroli cammino con le mani dietro la schiena per proteggermele dalla grandine, a 2200° ci saranno si e no 7-8° vorrei prendermi una barretta dalla tasca dietro lo zaino ma ho talmente le dita congelate che non distinguo la cerniera dal bordo della tasca…

 Arrivo al ristoro del Fracca turgido e tremante, una volontaria vedendomi, (per via del tremante) vorrebbe offrirmi del the caldo ma la sua compagna non è della stessa idea e mi liquida con un “Se vuoi, allo Scalorbi c’è the e brodo caldo…” penso a come le avrebbe risposto il Dem e penso sia stata fortunata ad aver incontrato Lord Alvin oggi, non proferisco verbo e mi lancio in giù. Dopo 10 minuti mi passano i primi della corta, faccio due chiacchiere al volo e do un in bocca al lupo a Mirko Righele impegnato nella corta e in breve il brodino caldo ai 1767m dello Scalorbi è tra le mie mani… che goduria ragazzi!!!
Da qui il Passo della Lora e la Zevola sono due cazzabubbole rispetto a quello che abbiamo fatto finora, verso Campodavanti poi, a cavallo di Passo Ristele, c’è la discesa dei sogni, un lungo tappeto di morbida erba verde in leggera discesa, paradisiaca per le gambe  e per la mente. Al 67° km sono all’ultimo ristoro, mi raggiunge Davide Lista con Marta, terza ragazza della corta, brodino caldo, melone,pomodori, speck cioppini e datteri, a Campodavanti? Sempre sta fatti.

 "Davide... ma cosa gonti ditto de mae?"

Riparto e in breve i due amici mi passano come fulmini, rimango con uno che dopo un po’ inizia a cantare canzoni di Laura Pausini “Tu lo sai cosa può fareeee una donna innamorata….” Aiuto… bastaaa ma il vero problema è che il suo repertorio spazia senza che io riesca a togliermelo di dosso fino alla discesa di Cima Marana… agonia pura.

68,5 km, Sella del Campetto.. ma che spettacolo di posto è? Non a caso Rigo, l’anno scorso, si fermo un’ora qui, a dormire sul prato (e ancora riuscì in 15 km a raggiungermi a 500m dall’arrivo)!!! Un km e mezzo che sembra infinito di su e giù tra il bosco e sono sul terrazzo di Cima Marana, fantastico, laggiù in basso, si vede chiaramente Valdagno, 270°di panorama dalla pianura Vicentina a quella Veronese.

 13 ore e 20 dal via, l’anno scorso impiegai 2 ore buone per scendere, quest’anno, SMS alla moglie: “1 ora e mezza e sono giù” 13 km da fare, 2 di discesa ripida e bastarda ma con le Salomon Wings Lab ai piedi è difficile scivolare anche quando si “VUOL” scivolare, quindi, sto in una botte di ferro, sorretto da una caviglia che oggi pare d’acciaio.

Passano i km, l’Ultrabericus team fa un opera Pia a favore dei concorrenti piazzando i cartelli kilometrici da qui alla fine… non avete idea di quanto possa far bene alla testa sapere davvero “Quanto manca”. Ai -7 trovo Marcello, altro Cobras in gita contromano per salutare i compagni in corsa, probabilmente si accorge che sono sul cotto e decide di scortarmi fino a Valdagno, 6-5-4-3… “Cello… non so se ce la faccio a star sotto le 15.. sono un po’ stanchino”… Marcello: “Son le 14:20, stai scherzando? ce la faresti anche camminando!!!” 

Fontana mitica, foto:

Foto di Marcello Saccardi

2,5km all’arrivo,certificati. Corro fino al cartello -1km, tutta la stanchezza è arrivata di colpo e cammino, Marcello mi dice, “Cazzo ma cammini adesso che sei arrivato”? Ed io Cello ma quanto manca cazzo??? Risposta:


 Riparto per altri 200m, più per fare un piacere a Marcello che per me stesso “no Cello, non ce la faccio” ricammino, Marcello mi prende la Gopro dallo Zaino, corro, cammino, corro, cammino.

600m all’arrivo, squilla il telefono… ne sono certo, è mia moglie… “No cara, no, non ce la faccio a fermarmi e a rispondere al telefono… metti giù ti prego” penso “se per caso arrivo e non ci sono, rifaccio l’arrivo coi bimbi in differita più tardi ma col cavolo che mi fermo adesso”.

400 m all’arrivo,non suona più, Marcello mi da la sua benedizione, mi dice, “Vai, vai a prenderti la gloria”curva a destra, bar sulla sinistra, parlo da solo alla GoPro che Filma…



Ma eih ma, ma… quello è Ruben, mio figlio, da solo a bordo strada, mi fermo, lo saluto e dalla gelateria escono di corsa nell’ordine: mio padre, Anita, mia madre e mia moglie (tutti senza pagare ovviamente) dai dai dai Anita andiamo, attimi di pazzia generale, mia moglie che grida “Aspetta, devo pagareeeeeeeeeeee” io parto con i bambini, loro non aspettavano altro dal giorno prima, Ruben è già nel futuro, Anita è un po’ fuori allenamento e rimane indietro, rallento per aspettarla, i soliti grandi amici al di là delle transenne, l’emozione che ti sale dal cuore e ti offusca fottutamente gli occhi, quanto l’ho voluta questa TDH, quanto ho temuto di non correrla fino al giorno prima o di non finirla oggi stesso… termino la corsa abbracciando e complimentandomi con il papà  ti tutto ciò, Enrico Pollini, testa di ponte dell’Ultrabericus Team gente che brilla e si atteggia poco, ma che lavora un sacco, che ogni anno rende possibile e alla portata di QUASI tutti, il sogno di correre da Est ad Ovest le nostre bellissime prealpi… ALLA TDH 2017 MANCA MENO DI UN ANNO!!! L’ULTRATRAIL, L’ULTRAVIAGGIO.

Foto di Federico Bruttomesso
 Foto di Federico Bruttomesso
                                                        Foto di Federico Bruttomesso


martedì 24 maggio 2016

SUMMANO GIMME FIVE 2016, 55KM E 5450D+ PARTIRONO IN 46 E ARRIVARONO IN 4....


Il mio “Summano Gimme 5” inizia in una sera di un paio di mesi fa, poche ore prima, Ale, Mister PaperMoustache mi parlò dell’idea del Kiapp di spararsi il Summano  5 volte di fila… gli risposi senza dire nulla con uno sguardo quasi schifato per l’idea a dir poco strampalata.

Ma “CheIdeaDiMMerda” è, spararsi 5 volte di fila il Summano? Ma dai su… 55 km e 5450m D+ attorno ad un monte, su 5 salite diversissime una dall’altra…

4 ore più tardi,” Uazzappai” al Kiapp un… “Vecio ma, c’è un GPX del fantomatico Summano Gimme 5?” passarano 37 secondi netti dal suo “CERTO” e altri 41 dal suo “Hai posta, ma non farti strane idee… lo facciamo in compagnia”.



Tasto destro, apri file: 37 secondi,  tasto sinistro sulla crocetta in alto a destra, tasto destro sul file GPX, “elimina”, perentorio, per dirla alla Fantozzi  pensai “IL SUMMANO GIMME 5 PER ME, E’ UNA CAGATA PAZZESCA”.

Passarano i giorni e i due soci a delinquere, Ale e  Kiapp, con la scusa della LUT, la mettono giù sporca sparando nella chat Summano Cobras un messaggio che recitava più o meno così: “Perché non ci facciamo il "Summano Gimme Five" in  un TA, in notturna, tirando su un po’ di gente?” fu l’unico giorno in cui quella chat rimase muta per più di 3 ore… Fulmine non commentò, scese dallo scavatore e andò da quegli artisti di Papermoustache  per il logo dell’evento… Taglia inviò una mail di precetto a tutti i COBRAS, chi non fosse venuto, avrebbe dovuto presentare il certificato medico di NON idoneità fisica… o presentare una dichiarazione dove avesse dichiarato di  seguire una  tabella blindatissima per farsi l’UTMB sotto le 30 ore… chi ha orecchie per intendere…

Giovedì 19 MAGGIO:

"Arpav" da un METEO che chi sta al campo Base del K2 se lo sogna tutta la vita e venderebbe anche la casa pur di averlo, 36 ore di precipitazioni nulle e temperature quasi da primavera-VERA.
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D-Day, 21:45:

Il quarantaseiesimo ed ultimo ad arrivare, visto che negli appuntamenti “Trail Project” porta sempre bene, sono io:
 Foto di gruppo:

 Foto By Sara Lando

Consegno la mia sacca di viveri alla Camaleontica, Benemerita, Presidentessa, Cobras ad Honorem,  Sara, moglie di Ale, oggi, ricoperta dalla leggerissima responsabilità  di essere la responsabile di tutto, rancio, foto, trasporto sacche Cobras e radio corsa… il tutto, sola, in un auto stracolma di sostanze che se la ferma la GDF “Ciao Ninì”, un libro, una colazione da mille e una notte offerta dal “PANIFICIO CAZZOLA” di MARANO VICENTINO e sul sedile del passeggero, i primi 4 vestiti che ha trovato nell’armadio prima di partire. IDOLO.

Si parte, Giro 1, BiG Valley, Croce e giù su Via Crucis:
Vediamo di risolvere da subito il problema zecche, piazzando Cesco (Rigodanza) a fare l'andatura, funziona, le zecche vanno pazze per i Prof, arriviamo in vetta tutti “Zecca Free”, lui, ne ha 8, il ragazzo trabocca di spirito trail e si fa in 4 per i compagni… Quasi come la donna invisibile… (questa la capiamo solo noi Cobras) . #TiVogliamoUnSaccoBene Fra!!!
 Un ora e twentyfive e siamo su, perfettissimissimi, foto di gruppo al grido “Ghimmi Uan” e giù a “pene di segugio” (Cazzo di cane).

 Lo spettacolo della pianura illuminata è ammaliante, foto foto foto.


La Pianura ai piedi del Summano, Foto di Francesca Pretto

 Nei pressi di Prà minore, presi dal paesaggio, Fulmine salta il tornantino della Via Crucis e ci porta a fare un giro tra l’erba alta di Zeccaland… questi sono momenti speciali in cui sei felice di aver tagliato i Sali della borraccia con AUTAN PLUS.
 
 Siamo in un TA (trail autogestito) zero balisaggio, autogestione pura, c’è chi prova i bastoncini nuovi, chi lo zaino, chi l’alimentazione, Adriano, prova un "Grat-Test" passare dai 4:20 al km  della Via Crucis in discesa  ai 0:00/km usando solo la legge fisica dell ”attrito radente”, frenando di pancia, puntando solo una  mano e un ginocchio a terra tanto per non strisciarsi anche la faccia… 3 metri e 27cm, paura tantissima un po’ di sangue qua e la ma meglio di un ABS, STUNTMAN professionista!



Adriano.... 8 ore dopo, l'uomo Cicatrene.

Inseguendo Fabio e Aldo in discesa e fermandomi 3 volte per rispondere al telefono a Roby e ad Emme, imparo persino un taglio nuovo per tornar giù al capitello, dove Sara, ha già indossato il primo abito da sera, un pelusciosissimo coniglio rosa da urlo.



The Pink Rabbit.... foto di Davide Lista

Silenzio, l'altoparlante, tlintinna un ” Dun Din Dun Dan”: “L’ASD Summano Cobras, sostituisce "Il numero 1 Francesco Velociraptor  Rigodanza", con la numero 47 "Francescaaaa Costaaaa" applausi, cori “gnocca-gnocca-gnocca-gnocca”   poi lo speaker aggiunge: ed il numero 18, il “Moviemaker Cobras”, Aldo Zanini con il numero 48 "Paolo EmmeTiEsse Francoooo" applausi per Aldo, fischi, fiaschi, sputi, cori per Emme: “Cialtrone Cialtrone Cialtrone”(in controtendenza, accendo un bengala ed espongo lo striscione “Emme Ti AMO”!!!) roba da Champion’s league, è così che, in un clima da curva Sud, salutiamo Cesco, Aldo e gli altri 7-8 che ci han fatto compagnia per poter dire “Summano Gimme 5, IO C’ERO”, grazie ragazzi, numeri uno tutti.

"I sostituiti e la massaggiatrice" foto di Sara Lando

Giro2, una sciocchezza: Maistrack, Croce, giù fino a Prà Minore, variante delle Cave e giù fino a Fabbrica Saccardo. Siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii, parteeeeeeeeeeeeee… Faccio comunella con Emme la Francy e Fulmine, la signorina, esponendole le mie performance cronometriche in piscina mi conferma che sono effettivamente una mezzasega, sia in acqua che tra i sentieri… (ho sempre pensato di essere una persona molto equilibrata) ma #chissenefotte,  penso, “ma dai su, che vuoi che ne capisca di nuoto  una che viene dal mare???!!!”
Andatura sciolta, sono ultimissimo, giro un documentario  con Fulmine sulla riproduzione delle lucciole all’altezza del primo taglio vertical, della Maistrack, qui, il video.

Narrazione di Matteo Fulmine della Notte Tizian, riproduzione rumori ambientali di Alvin Dotto

 Ripartiamo, davanti ho un ragazzo con dei variopinti tatuaggi sui polpacci senza bastoncini… la pendenza sfiora l’assurdo, gli dico “oh non sai quanto bene si vada con i bastoncini” si volta, è grigio in volto, ansima ma non mi uccide, grazie.

Risalgo salmoneggiando la corrente di skyrunner fino a raggiungere Emme che in compagnia della sua bella ha continui attacchi di romanticismo che lo portano addirittura a spegnere la frontale  ed elargire consigli del tipo: “Alvin hai provato a spegnere la frontale? Con la luna piena si vede benissimo lo stesso” vabeh, per non inquinare di luce la sua\loro intimità, la spengo anch’io, salvo riaccenderla 300m più avanti dopo il terzo inciampo in 100m.
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Nel frattempo, Emme discute animatamente con la Francy sul fatto che: “Si, bello correre a Genova col mare ai tuoi piedi ma di notte è più figo a Santorso: "Guarda Francesca, guarda che luci, Francy, và che figo”! E poi continua con: “E poi dai, di notte il mare dall’ alto… di notte non si vede” io taccio, penso abbia quasi bestemmiato ma non ci metto lingua, da Prà Minore illumino Jesus su in vetta e lo vedo chiaramente abbassare il braccio levato al cielo nell'atto della resurrezione per coprirsi gli occhi” la Francy  con 4 parole stira ammira e da di appretto ad Emme come mai avevano sentito le mie orecchie… ah il potere delle donne.

Lascio ai loro problemi famigliari i succitati e mi lancio in su, c’è un gruppetto in fuga, formato da gente in formissima e capitanato da quel pazzo di Luca Abanera, d’ora in poi sarà soprannominato  l’ “Aba Group”,da Prà Minore si vedono benissimo, sono 50 metri sotto la cima, raggiungo Cello poco sopra malga Summano, a pochi metri dalla vetta incrociamo gli “Aba group” che ridiscendono, in croce tira aria frizzante, dicono: “Ci vediamo giù”.

Croce, alla spicciolata, arrivano altri Cobras, altri Summaner, altri Predators… gente normale “NON NE ABBIAMO”  foto, video: “Ghimmi Ciù” scendo anche io, mi impongo di raggiungere l”Aba group” per non farli attendere troppo e provare a guidarli in Val dell’Orco, per fare ciò, scendo giù diritto per la Maistrack, trovo Fabio Summaner De Marchi che invece di fare il primo giro con noi ha preferito farlo al pronto soccorso col figlio che ha provato a scendere le scale di casa senza tuta alare… mi permetto di scrivere ciò, solo dopo aver  sentito dalla bocca di Fabio… che per fortuna è stata solo una bella botta ma niente di rotto… ah i bambini!!!

Dicevamo: “Prà Minore” a bombissima, la rugiada con il riflesso della luna piena, imperla d'argento i fili d’erba della spianata, guardo il Suunto, il navigatore dice: “ freno a mano, destra due, giù per le cave abbommba” , prova speciale, mi sento primo, primissimo, solo, solissimo, figata, “Tlin” “in arrivo a punto B dice il Suunto”, “Ferma Navigazione” “Attiva Navigazione” “Seleziona itinerario”  “SummanoGimme5 Giro 3” il Suunto tlinneggia spavaldo, guardo la traccia, sono sceso di 200m fuori rotta, PIRLA! Freno a mano, sinistra 1, apri tutto al grido “Prendiamooo gli Abaneraaaaaa”.

Giro 3, 13 km previsti, Val dell’Orco, Colletto Grande di Velo, creste, croce, giù per le antenne, capitello, 462 e Meda, ma andiamo con ordine: arrivo nei pressi  di Fabbrica Saccardo, la macchina di Sara è lì sulla destra, degli “Abanera” nessuna traccia, dall’auto non scende Sara, scende un Orso che probabilmente si è mangiato il coniglietto rosa che precedentemente aveva mangiato Sara, o mio dio, la sua testa spunta ancora dalle sue fauci spalancate…

Sara con Fulmine, mentre cerca di risalire dall'esofago del plantigrado.

 Son talmente sul rincoglionito andante che la noto si, ma non la noto più di tanto… dando quasi per scontato la sua multi varietà in ambito faunistico abbigliamentale (abbigliamentale per me è una figata pazzesca altro che “petaloso”). Mi complimento per la mise, gli chiedo “Quando son passati gli altri”? mi dice “Le altre, 20 minuti fa” riferendosi alle due “super Roberte” “Naish e Peron”, apripista ultratrailer con classe e grinta da vendere… non capisco dove “ho passato” gli altri gli dico, boh!

Sara spalanca il bagagliaio, riempio le borracce, incredibile di cosa disponga il menù della casa, in una Yaris ha lo stesso assortimento del ristoro di “Pian delle Fugazze” alla TDH… pesco dalla mia sacca 6 fette di “puttana” (una torta) la saluto e parto a caccia delle due leprotte.

Val de l’Orco, una valle dimenticata da Dio, scavata da un torrente di acqua invisibile per limpidezza e percorso da un sentiero che va a fondersi su una lingua di frana larga una decina di metri… è la seconda volta che ci passo, un anno fa, con il compagno Lek, proprio alla frana, cannammo l’attraversamento e finimmo per  percorrere una Val de l’Orco meno wild, sulla stradina sterrata poco sopra al sentiero.
 Arrivo allo smottamento, zero impronte, le ragazze non sono sicuramente passate di qui mi dico, lo attraverso e il sentiero muore su un ponticello marcio e abbandonato dall’umanità chissà quanti anni or sono . Naaa impossibile, illumino a destra, illumino a sinistra, illumino in su, illumino in giù… il sentiero non c’è più.

Torno indietro, riattraverso la frana, sabbie mobili su un pendio del 40%, controllo di non esser sceso troppo prima e torno indietro di 100m, trovo solo un sentiero, quello che presi un anno prima col Lek “no, di là no,  stasera no, non voglio sbagliare” chiamo il mio cartografo Cobras di fiducia “Il Kiapp” “Segreteria Telefonica”, fanculo, chiamo Ale, suona, suona molto, suona un sacco, “Segreteria telefonica”  richiamo, ri-“Segreteria Telefonica” ri-richiamo, suona, risponde, corre a perdifiato per passarmi il kiapp il quale telegrafico conferma: “Attraversare frana STOP, mantieniti alto in costa STOP, lasciati ponte dimenticato da Dio sulla sinistra STOP e prendi il sentiero che sale ripido a destra STOP”… Riprende Ale la cornetta e aggiunge: “Oppure ci aspetti che fra 15 minuti siamo lì”.
Chiarissimo, torno allo smottamento, riattraverso, controllo e ricontrollo….”Per me si drogano” la mia possibilità di completare il Gimme 5 si infrange su uno smottamentuccio fangoso in val dell’Orco, impegni inderogabili mi vogliono a casa alle 10 in punto domani mattina. Riattraverso (e tre) lo smottamento cercando un posto riparato dal vento, spengo la frontale, è buio pesto, tetro ma bellissimo, atmosfera stile “The Blair Witch Project” rumore di acqua tumultuosa da una parte e canto del cuculo dall’altra… Passano si e no 10 minuti e a 100m da me lampeggiano tra gli alberi le frontali degli inseguitori “sono arrivate le forze speciali” mi dico. “TLIN” una lampadina mi si accende in testa.

90m al contatto, falsopiano, corricchiano, mi butto pancia a terra su una cunetta dietro ad un albero… 
70m, li sento ridere e chiacchierare ignari del loro ameno destino 60m, “Forse forse non mi vedono”,
50m, smetto di respirare,
40m, carico,
30m, punto,
20m,
10m,
 “SALTO” urlando un “Sono l’Orcoooooooooo” Fulmine prende un coccolone stile “Passeggiando sulle creste tra le saette alla TDH 2015” si ride alla grandissima, c’è gente a cui si è fermata la crescita (dirà Fulmine poco dopo) il Kiapp si offre di uccidermi a bacchettate lì, sul posto, e dare in pasto il mio cadavere alle salamandre nel torrente di sotto… Qualcuno grida: “Noo usiamolo come tappeto per passare sopra alle sabbie mobili della franaaaaaa…” imploro quindi il Kiapp di uccidermi subito a bacchettate ma niente, armistizio, Fulmine davanti alla frana si fa sfuggire un “Cazzo ma xe vegnù zo el monte” dicono: “attraversiamo e risaliamo”, dico: “Attraversate tanto poi non risaliamo, è IMPOSSIBILE”  con Cello sto a fine gruppo, gli dico “tranquillo, attraversano e tornano indietro… è IMPOSSIBILE  risalire … fu così che mettendo davanti il rocciatore professionista “LUCA ABANERA”, buttando nel fiume una racchetta del Kiapp per rappresaglia e tirando giù qualche porco da usare come ancoraggio nel fango, quel fottuto sentiero, 10m al di sopra, lo trovammo davvero… ennesima prova che non esistono cose impossibili finchè non arrivano 20 pazzi qualunque che non lo sanno e le fanno!

Sporchi come dopo un derby Vicenza Verona 3-3 sotto un monsone in un campo arato, il Colletto Grande di Velo si piega all’assalto Cobras, non prima di vedere Abanera entrare con una fiammante “ Sportiva Raptor Gialla” in una sabbia mobile e vederlo uscire con una “Salomon XT Wings S Lab” misteri fangosi della Val dell’Orco… abbiamo le immagini, vedete e credete.


Al Colletto ci facciamo una pausa, chi beve, chi mangia, io chiacchiero con le due leprotte che se la raccontano sul porticato del bar abbandonato… 3 Summano e 3mila e passa D+ per loro in saccoccia… altro che donne da vasca in centro. Le salutiamo, albeggia, il gruppo si divide, metà punterà alla cima dalla strada e l’altra metà dal sentiero delle creste, io vado con l“Aba group” sul sentiero, partiamo tranquilli per i primi 70m, poi, visto che è ancora buietto per scrutare il panorama della Valdastico, la mettiamo giù dura, sgranando ricordi saettanti della TDH 2015. L’unica pausa è per assaporare  un alba dal terrazzo con vista sulla Valdastico  da uno dei tanti belvedere del sentiero delle creste.


Arriviamo su in Summano in simultanea a chi è salito dalla strada, 5:45 circa, l’alba spaziale del Gimme 5 si è mangiata le stelle in un attimo, mentre, altarino nuovo di palla, messo dal Comune di Sontorso sott’occhio, interrogo i presenti sulla distanza in linea d’aria da lì, alle cime all’orizzonte… guardale là, le pale di San Martino  68,9 km in linea d’aria… MAGIE SUMMANIANE!!!


Arrivano tutti, "Ghimmi thriiii",  28,9km e 3150 D+ andati…  noi, la “Red Bull” la usiamo come detergente intimo!

Sippppppparte, discesa dalle antenne, ad ogni passo ringrazio il Kiapp per non averla tracciata in salita, capitello, panorama strepitoso, foto di gruppo,




Il nostro “Cartomante” ci dice che “da qui in giù la traccia è segnata a caso, ma a 520m di quota, c’è una strada bianca e si deve  svoltare a destra verso Meda” 
Quota 526m S.l.m. prendiamo alla bersagliera la lingua bianca che corre verso il fondovalle sulla destra… “Quel Chiappin le sa tutte”.

 Meda, parcheggio della pizzeria, auto di Sara all’orizzonte… temo di veder uscire dall’auto qualcosa capace di mangiarsi nell’ordine Sara, un Coniglio, e un Orso…. attimi concitati, si ode l’unlockettio  della chiusura centralizzata e…. e… e…. “Sara La Direttrice di Corsa” se ne esce con un sacco a pelo a tutona integrale che pare un cimelio dell’apollo 11 (si quello che è atterrato sulla luna) si apre il bagagliaio… “Benvenuti alla Sagra di Meda” si mangia, si beve e ci si spruzza di antizecca… si narra di persone scomparse sul Summano mangiate dalle zecche in questi giorni…

Ingurgito un gel Mela-Banana, non dev’essere ciò di cui è composto che mi fa rabbrividire… è proprio il dolciastro frizzante sabbioso gusto di Spik Span piatti che mi shakkera in un fremito da testa a piedi; Fulmine si beve un Adrenaline, io opto per una bustina intera di orsetti gommosi del prix,tutti in bocca, tutti in una volta… siamo dei professionisti dell’alimentazione fuoriporta!



 "Ingurgitando gli orsetti del Prix" foto di Sara Lando

 Sipparte… dirottiamo Sara all’arrivo, il Gimme 4 si avvicina e oramai i morti sepolti superano a dismisura i vivi ancora in corsa, si sgancia ancora gente, uno ci lascia con un “Ciao ragazzi, devo andare a lavorare”…che Dio ti abbia in gloria fratello.

Costa Rancina, “Summano’s  North Face” cespugli impenetrabili delimitano il tracciato,  il serpentone degli ultimi 12 resilienti risale l’erta, Fulmine davanti fa l’andatura, “Abanera” è colto da intermittenti colpi di sonno, Fulmine per tenerci svegli ci racconta di come si sia trovato bene con la sua tabella per preparare la sua prima TDH 5 anni fa…. “2 mesi di birre al Bar, 3 summano di fila in una notte tra sabato e domenica e uno ogni sera dal lunedì al giovedì” tutto bene, non fosse che ancora non si capacita della mancanza di voce  il venerdì notte in STARTLINE.

Sbuchiamo sulla carrareccia proveniente “dall’Angelo” da qui, la conosco, con Alberto del Sojo, andiamo di allungo, il gruppo si sgrana, col vantaggio preso andiamo a fare i turisti sulle stupende trincee di Bocca di Lovo: Video:




Quando torniamo sul sentiero siamo ultimissimi, raggiungo Ale che mi parla col linguaggio dei segni, chiacchero con Adriano “traiettorie impossibili” Genisi, prossimo mio compgno al DXT lungo… non tocchiamo nemmeno l’argomento… il sentiero sale a zig zag tra un meraviglioso bosco di faggi, Ale ricaccia fuori l’anziano del grappa che dorme in lui e si lamenta di tutto… è sintomo di stanchezza ma sa controllare benissimo il suo sdoppiamento di personalità in questi momenti, sorpasso anche Alberto #DisceseAtomiche, amico di Luca e dello Spartatlonissimo Darta di Venezia, lamenta problemi di stomaco, mi dice “ho lasciato a casa i panini sopra il tavolo in cucina…”  a me, il  solo pensiero di mangiare un panino adesso mi provoca un blocco intestinale.

200 D+ a Cima Summano, sorpasso Fulmine e il Kiapp che mi offende per l’andatura fintamente brillante, Belvedere, croce per la quarta volta,  et voilà, “Summano Ghimmiiii Fooooor”


 arriviamo tutti sgranatissimi e sgasatissimi come una mezza bottiglia di coca tenuta a saltare qua e la nello zaino sotto il sole, l’umidità dell’aria non appanna solo le cime più lontane, appanna anche i nostri occhi, guardo l’ora, 8:40, impossibile per me un Gimme 5, sondo il terreno per una discesa  sulla Via crucis fino a Prà Minore e ritorno alla Cima via Maistrack, "Aba" è categorico “NO, le cose a metà non si fanno, si era detto 5 e io ne faccio 5, INTERE ” rincalza Fulmine con un “Son le 8:40, devi essere a casa alle 10…. #DoveCazzoVuoiAndare??!!!” Quanta gioia, è bello avere gli amici sinceri di “Amaro Montenegro, sapore vero” al proprio fianco… arrivano Ale e il Kiapp… il primo parla da ubriaco e dice “No Kiapp, io adesso scendo tranquillo fino a giù, mi cambio e senza la fretta di nessuno, con calma torno su, magari per la via crucis, tranquillo, ma torno su”.

“Aba”, scalcia come un puledro impazzito, Alberto del Sojo decide di seguirlo, saranno gli unici assieme ad Ale e al Kiapp a completare l'epico “Summano Gimme Five”. Io Matteo, Adriano  ed Enrico  decidiamo di lanciarci in una discesa fotonica giù per il "Sass dea Poja", la discesa a cannone per i tagli verso "Mardifaia" con 4300 D+ sulle gambe  è di quelle che ti bruciano i quadricipiti, giunti sulla tagliafuoco io e Matteo siamo sul paralitico, Adriano lo abbiamo perso, Enrico sta ancora bene e ci stacca sulle salitelle verso la via crucis, io e matteo arriviamo al bivio in discesa con la "Big Valley" e ci buttiamo giù spremendo fino all’ultima goccia di energia le nostre povere gambe… 45,1 km 4 volte il Summano 4385D+, massima soddisfazione e massima invidia per i quattro che hanno avuto il tempo, la perseveranza e il coraggio di portare a termine il bellissimo Summano Gimme Five.



 Il Kiapp e Ale I FINISHER



Luca e Alberto i FINISHER

Grazie al Kiapp che l’ha pensata e a tutti quelli che anche solo per un giro, sono stati con noi ad illuminare le erte del nostro caro Summano… per la seconda edizione, mancano meno di 365 giorni, allenatevi!!!

martedì 22 marzo 2016

ULTRABERICUS 2016 66 DELIRANTI KM DI PAZZIA COBRAS


 Prendetevi una birra, una tisana o qualcosa che vi disseti, la storia è lunga, non vorrei vi disidrataste durante la lettura.


Il  Suunto dice che il viaggio è stato di  66,2 km oggi… scorrendo il calendario delle attività su Strava, mi accorgo che sono gli stessi corsi in allenamento dall ''Aim Energy Ultratrail" (un mese fa) fino alla vigilia di questa  “Ultrabericus”,  un po’ poco per aver ambizioni under 8 ore, ma in 8 ore e mezza potrei anche farcela, caviglia permettendo.

Parto dal fondo, così capite l'andazzo, ringrazio Davide B. da me sconosciuto fino a quel momento, probabilmente un angelo, inviato negli spogliatoi del Patronato nel dopo gara, il quale, dopo aver assistito al mio sesto tentativo, si è offerto di togliermi calzini e tubolari compressivi... giuro, sarei ancora lì, Davide Lista può confermare... "VERGOGNA AL MASSIMO ”... correre 66km e non essere nemmeno in grado di sfilarsi un paio di calzini per i crampi è da mollissimi.

Anno pari, giro orario, il più duro, ma personalmente parlando, il più bello, dall'inizio alla fine, oggi, si limona in profondità con un sole primaverile che irradia l’aria di ormoni impazziti… come quelli dei quindicenni che "roccolano" avvinghiati su una panchina fuori da scuola aspettando l'autobus alle due del pomeriggio [bene,qui mia moglie sta pensando oltre al fatto che le nostre scuole distassero 10km anche al fatto che “prendessimo il tram" (per noi vicentini) addirittura in orari diversi... ma non preoccuparti amore mio, come cantava Noemi "Sono solo paroleee".

Foto di Aldo Zanini


Pioggia di saluti tra amici mentre il Lek si spalma con abbondante vasellina le zone erogene… roba da set di film porno, altro che partenza di un Ultratrail, trasferimento in Piazza e si parte, il “Desfo di gente” è come una sbornia a base di vino rosso, ci mette un sacco a passare, tanto che la “Valletta del silenzio” da lontano, in discesa, sembra una variopinta e infinita collana di perle… (o erano pirla?).https://ssl.gstatic.com/ui/v1/icons/mail/images/cleardot.gif



Noi Cobras (quelli diversamente veloci) ci controlliamo a vista, mentre Lek e il Prof sono più avanti a sgomitare con i big, Emme si ferma al volo per una fischiata e io, ne approfitto per “salare” una borraccia con una busta di Sali.
 Emme, reduce da una notte “impegnativa”, mi racconta cose che voi umani, non potete nemmeno immaginare… indossa degli occhiali orrendi, probabilmente rubati in spiaggia al peggior marocchino e una maglia rosa shocking, pegno (Schio City Trail) e pregno (vedi notte precedente) d’amore, tale mise, lo renderà visibile come una foca sulla banchisa a miglia di distanza, miglia e non km, foca=mare e quindi, le distanze si misurano in miglia... (WikiAlvin finisce qui,#sapevatelo).

 Il Romeo di Schio mi chiede se ci sono fiorerie aperte nel tratto da Monte Berico a Piazza dei Signori, stasera, lo guardo con la stessa ammirazione di quando sentii per la prima volta mia figlia a due anni dire "zucchilicchelo" per chiedermi lo "zucchero", gli dico: "EMME dei fiori all'arrivo non ti pare di esagerare???" … "Eh te savessi, le donne va matte pai fiori..."replica lui... che romantico... si, compagni Cobras, il suo cuore non batte più solo per noi !!!



 A due km da Torri di Arcugnano, lo avverto che al primo ristoro tiro dritto, da bere e da mangiare ne ho da vendere, sto molto bene, la caviglia collabora, nella sconfinata steppa tra il paese e il lago mi passa un tipo, mi chiede  come mai quest’anno non abbia il fucile come lo scorso anno… gli dico “no… non più, tengo famiglia e sono diventato una persona seria ormai” ride, nonostante la mia serietà... devo aver perso credibilità ultimamente...

 Scorrono i km e trovo Marcello, altro Cobras, anche oggi, come del resto  accade spesso, gli è scappato il cane, solitamente va a riprenderlo tra le erte di Cima Summano, a volte fino a Rifugio Papa, a volte in Cornetto, oggi stranamente è quaggiù… Grazie Cello e grazie cane, siete ottimi spacciatori di carica agonistica.



18esimo km, inizia la prima vera salita che porta a Villa Balzana,  "Calma e gesso" non lanciamoci in andature possibili ma inconcepibili per il kilometraggio finale, al passo, sorpasso e mi sorpassano, raggiungo Christian, febbricitante, mi comunica del suo prossimo ritiro, ha la febbre e i brividi, KO tecnico, un saluto e una preghiera, ciao fratello, lo rivedrò lavato e stirato all’arrivo.



 All'ultimo tornante  mi sporgo a controllare il rettilario Cobras e ma... ma.. “Cazzo, un orsetto del cuore rosa fluo???” No, è Emme, 100m dietro di me, passano i km, lungo tratto di mangia e bevi, morbido praticello, casetta "da feste" sulla destra, una compagnia di ragazzi chitarra alla mano, musica il nostro ancora spumeggiante incedere verso il secondo ristoro, mi raggiungono Diego, Alfo e Nik, Emme oramai è sicuro  prossimo protagonista di "Chi l'ha visto?" provo a  tirare un po' le orecchie ma niente, fidatevi... se fosse stato in un raggio di  200m si sarebbe sentito benissimo. 
Mi faccio riempire la borraccia e nel rimetterla a posto sgomito una bottiglia di Cocacola che cade a terra e praticamente esplode inondando scarpa e calzino di uno che mi sta a fianco… Giuro,avessi avuto un badile mi sarei sepolto lì!!! Lui è un Signore (probabilmente quello vero) e non dice una parola, io mi scuso prima e mi riscuso poi mentre ripartiamo assieme, mi dice,” tranquillo, ti ho tirato una mezza maledizione ma non ti preoccupare”…”MASSIMA VERGOGNA 2, IL RITORNO”



Si riparte, piacevoli su e giù tra boschi e radure con Diego e Nik, ci portano fino alla palestra di roccia (forse sopra Mossano?) dove quattro ragazze in arrampicata ci mostrano il meglio dei loro profili, “discesella” in single track, raggiungo Baston,  oggi corre con un cilindro in testa in onore della birra, di San Patrizio e di Cesare Ragazzi (gli marciranno di sicuro i capelli da qui alla fine con sto caldo), ingurgito il primo GEL (buah) discesa verso "Villaga" da mille e una bestemmia, fortunatamente breve, ma ripida, fottutamente ripida...


Welcome to VILLAGA CITY, lassù invece, alla nostra destra, una chiassosa macchia bianca ci indica "San Donato" luogo di cambio per le staffette e ristoro per noi.



 All'angolo prima della salita c'è una fontana con su scritto a caratteri cubitali "ACQUA NON POTABILE"  deve essere la stessa fontana a cui si riferiva Enrico il direttore di gara, durante il briefing precorsa, specificando di non berci assolutamente... è il primo caldo di stagione, nessuno è abituato, c'è gente che arriva  all'inattesa oasi con l'atroce dubbio tra il continuare con la borraccia vuota temendo di morire per disidratazione a 200 metri dal ristoro, o bere lí, rischiando di star seduti sul cesso il giorno dopo... io opto per la seconda, ho ancora mezza borraccia ma fanculo, la rabbocco di acqua fresca, tanto poi, se è vero che le birre hanno l'erbicida inside, tra poco a San Donato mi do na bella diserbata.



 2km di salita, Diego prende il largo, trovo uno che si lamenta dicendomi "Cazzo oh, ma io in tutte le gare ti trovo sempre quando sono in crisi?" Me ne fotto abbastanza spensieratamente,un altro tipo davanti a me pensa di essere in preda alle allucinazioni "Un cavallo Cristo Santo, vedo un cavallo" "No no ti sbagli” dico io, “Sono ben due,  li vedo anche io e quella che li ha in balia sembra essere un amazzone a due tette", li raggiungiamo, chiedo alla signorina se è disponibile ad un noleggio dei quadrupedi ma niente... cazzo, ho sempre sognato di arrivare a San Donato al galoppo montando a pelle un cavallo bianco... devono essere i batteri patogeni dell'acqua non potabile che hanno raggiunto l'encefalo immagino...



 Va beh, facciamola breve, sta cazzo di salita termina e a 300m dal ristoro parte un falsopiano in cui potrebbe correre anche mia nonna, il pirla che scrive lo prende gasatissimo, dai su, passiamo ste 10-20 lumache che poi a San Donato ci beviamo na birretta con calma e si riparte... "Oddio, mi hanno sparato, lo sento, dev'essere così che ci si sente quando ti gambizzano, mi partono istantaneamente due crampi sui vasti mediali di entrambe le gambe, caspita, corro "robocoptizzato", sembro il rallenty di un rallenty,  ma camminare? "MAI, PER DIO" corri che sciogli, corri che sciogli.

Passo a fianco del pulmino dei ritirati... ha un fascino qasi irresistibile, sembra farmi perfino i fari da quanto è invitante, ma è vuoto, troppo vuoto, chissà quando partirà, e poi, l'apparizione! GLORIAAAAAAA!!! Oddio lo vedo, lo vedo, posso vederlo, è San Donato, il ristoro di San Donato, solita bolgia di gente che aizza gli atleti e ti fa passare i crampi alla sola visione, saluto gli amici, mi autoproibisco di bere birra, un po' vorrei piangere, potrei essere cacciato dai Cobras per questa gravissima inottemperanza, il nostro regolamento interno parla chiaro, Articolo 2 comma 4 "La birra specie se offerta va sempre tracannata" ma sul verbale di fine corsa a Taglia, io dichiarerò  "birra ai ristori? Mai vista".



 Mangio e viaaaa, breve salita alla sommità del monte e giù a salutare gli amici del "Sojo" campeggiati al "Bike park Valle Verde" ancora saliscendi, verso i "Mulini di Calto", mi raggiunge Darietto, due battute e via, al 40 esimo km mi sorpassa il culo più bello di tutta l'Ultrabericus... è di una giovane staffettista, guardo i due tre zombie che mi seguono e capisco che non è un miraggio... ma come tutte le  cose belle, svanisce in fretta... “ciao tesoro è stato bellissimo inseguirti per quei 137 metri prima della salita”, mi passa Gerry, gli spiego ciò che ho visto, lo imploro di raggiungerla per fare una foto valida come prova, lo vedo sparire all'orizzonte galvanizzato dal nuovo obiettivo, mi passa anche Mary, COLONNA DEL “DURONA TRAIL TEAM” CHE CORRE CON UN BERRETTO DA PICACHU INVERNALE PIANTATO IN TESTA,  AURICOLARI E MUSICA A PALLA....PER QUESTO STAVO URLANDO DA MEZZ'ORA PER SALUTARLA SENZA CHE LEI MI SENTISSE, CIAO MARYYYYY CIAOOOOOO!!!!



 "Pederiva", via Gazzo, 43esimo km “E mo so  Gazzi”, quelli seri, ultima vera asperità, 2 km di salita da camminare tranquilli, spengo tutti gli accessori a bordo non utili all’ascesa per non sprecare nulla... mi passa solo un tipo che mi fa "ma tu sei quello che ha fatto la STRAFEXPEDITION e ha caricato quel bel video su YouTube?  cerrrrrrrto che si, "Massima soddisfazione" molto piacere, chiamami pure…. Steven…. o Spielberg, come vai meglio fratello… e aspetta di vedere quello di oggi (se arrivo vivo) ciao ragazzo, vai che non ti sto dietro.

Sono in cima, l'ultimo spauracchio è andato, un altro kilometro e mezzo e c'è il penultimo ristoro, 150m quasi in piano, pfff dai su, sorpassiamo sti morti, va che anda che hanno, va che anda! Non arriveranno mai... 63m di fluide falcate, e SCRATATUNFALABA,  grippaggio istantaneo, CRAMPI, ad entrambi i vasti mediali, ancora, resisto nella corsa con un andatura ingiudicabile… DUROOOOO,  rallento in maiera inguardabile, 83esimo metro, i morti di prima mi hanno sorpassato, TUTTI.

"E poi e poi…. e poi sarà come morireeee" canto io e cantava Giorgia, sudando tristezza e con una mano nelle palle per la citazione sovvenuta, arrivo finalmente a trangugiare l’agognata coca cola del ristoro di San Gottardo, ritrovo Gerry, gli chiedo se sia riuscito nell'impresa affidatagli ma scuote il capo triste, "mi siedo un attimo per riposarmi" dice, lo assalgo con un"NO TI PREGO NON FARLO, O NON TI RIALZERAI MAI PIÙ" vorrebbe offendermi ma con garbo, perché sa, che lo sputtanarei qui tra le righe, quindi rinuncia e si incammina poco dopo di me.

Riparto gaudio spacciando buonumore tutto attorno, mi sa che aveva ragione Pablo (Escobar) nel dire che ogni euro investito nella Coca ti viene ripagato 1000 volte tanto… sono gasatissimo, rutto alla grande, da qui alla fine sono solo 20 km, tranquilli, da freschi. Mi sento bene, il peggio è alle spalle, per 5 km corro sereno e ringiovanito nell'animo, chiedo alla mia coscienza di come vadano le cose adesso che abbiamo la strada quasi spianata fino a Monte Berico ma mi accorgo che sono solo, ha abbandonato il mio corpo ancora diversi km fa, laggiù  a bere birra al posto mio al ristoro di San Donato...la troia.



 Incontro Mina e Luca poco prima di "Perarolo”  arrivo quasi a schiantarmici addosso prima di riconoscerli, mi fanno la lista di tutto ciò che hanno da offrirmi, Luca mi offre anche una birra, fresca,capite? Una birra fresca? Ma ligio alla campagna “-Alcool + Gusto” di qualche anno fa, come durante la cerimonia del battesimo esclamo "Rinuncio"!



12km alla fine, zona Canile, il "flow" dei km precedenti è scomparso, di colpo non riesco più a correre, mi partono  crampi da dietro il ginocchio in giù sui polpacci in zone dove non mi risulta ci siano nemmeno muscoli… non so se mi sento da cani più io o quelli al di là della rete e visto che non c'è modo, ne di saperlo e ne di correre, inganno i prossimi metri scorrendo i 163 messaggi non letti della chat "Summano Cobras Official" rispondo a Christian e ad Ale.... I crampi passano e arrivo con una postura da idiota all'ultimo ristoro,  rassicuro Miriam sul fatto che oramai è finita, conosco quasi ogni sasso da qui alla fine... "BASTA MENARGLIELA,LASCIALA STARE QUELLA POVERA RAGAZZA" mah meh moh, muh, da dove proviene questa voce? Nooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo un minuto di noooo, cosa vedono i miei occhi? Sua maestà "O' Professó Francesco IDOLO Rigooooodanzaaaaa”, ha una magnifica coperta griffata "ULSS 6" e l'aria di uno che non ha passato dei bei momenti oggi ma che adesso, su quella seggiola, sta da Dio, con la giacca indossata sotto la coperta, in attesa della riesumazione con ripatrio del suo corpo (39 di febbre)... mi "dispiACQUO"  con lui (rammarico è bruttissimo) dell'accaduto, (ANGOLO TRISTEZZA COBRAS ON mi dice che anche il Lek era un pó sul marcio quando si è fermato lí 10 minuti, mezz'ora prima, ma poi è arrivato Diego e son ripartiti... Dopodiché, inizia il triste elenco dei nostri compagni alcolizzati che hanno preferito la Birra di San Donato al caldazzo... ricchioni! ANGOLO TRISTEZZA COBRAS OFF).



 7km e rotti all'arrivo, penultima salita "BREVE MA INTENSA"  c'è un pó di piano, due cose sotto di me si muovono inspiegabilmente veloci, un signore dinnanzi sulla traccia si sposta e mi fa "vai vai, che tanto io ho fatto la corta" rallento e gli dico... “la corta son sempre trenta km, mica na camminata per far pisciare il cane, complimenti Signore” riparto... cioè... ci provo, ma, 40 metri prima dell'asfalto c'è una rampetta non più ripida di una rampa di scale come inclinazione, nulla di più, la percorro praticamente a gatto miao, mi par di avere due rottweiler attaccati ai polpacci, in cima, una ragazza mi dice "ma tu sei Alvin vero?, son curiosa di leggere il prossimo racconto..." “Anch’io” penso, perché significherebbe che sono arrivato vivo, le sorrido ma vorrei vomitare, un altro spettatore aggiunge qualcosa del quale non ricordo minimamente, so solo che gli rispondo con estrema convinzione un "Perché noi non molliamo mai" giù in discesa tipo: “Occhio spento e  viso di cemento, tu sei il mio piccione e io il tuo MO-NU-ME-NTOoooo cantava Elio”.



 Breve asfalto, scorgo Claudio,”Ultrabericus team”, una Lut in compagnia nei nostri annali, gli tiro un urlo disumano, son proprio felice di vederlo, tenta di farmi una foto al volo ma gli dico, no tranquillo, tranquillo, ho tempo, ho appuntamento in piazza per le 18:15 con la moglie e i figli, facciamoci una bella foto.


 Ultimissimissima salita,il sorriso ebete si ricompone sul mio volto, Ex Parco di Villa Bedin, monumento all'incuria tenuto vivo solo dai volontari e dai runner che l'attraversano per allenarsi, grandi potenzialità ma zero soldi investibili dal comune per svilupparle. 

 Oramai è fatta (disse il cane nell'aiuola), figurati se corro, No! c'ho corso anche domenica scorsa, qui, con Alfo... No, oggi si cammina, chiamo mia moglie,e gli dico “10 minuti e son giù...” mentre mi sorpassano rispettivamente Gerry, Adriano e mi raggiunge "QUELLO DEL FORMAGGIO" dell'Aim Ultra, grande  chiaccherata, riprendo a correre con lui per non rallentarlo troppo, “Dovremo pensare di sposarci”, mi dice, poi aggiunge: "il caso non esiste" e poi "dai, due finali di gara insieme non possono essere un caso" gli prometto che se vuole l'anno prossimo la rifacciamo in staffetta Lui&Lei e poi decidiamo, mi saluta con una pacca sulla spalla e mi dice "comunque io sono Giancarlo" piacere Giancarlo, e se ne va.



 Basilica di Monte Berico, caccio la GoPro dal taschino e segna 1h55m di filmato  (il porta borraccia più filmato della storia) mi sfugge un porcazzo, davanti a Monte Berico, robe da sconsacrare la scalinata per sempre... e adesso, se mi si spegne la GoPro sul rettilineo finale mentre inseguo i bambini fin sotto il gonfiabile? Nooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo


 Discesa, balconata di Viale D'Azeglio verso le scalette, 10 secondi di video si "DEVONO" fare, la città ai tuoi piedi e i rimasugli del sole che vanno a morire dietro la "Trans d'Havet" celata dalla foschia, CARTOLINA.



Sono in overdose di sensazioni, il cervello va come le luci dell'albero di natale, ho solo fotografie in testa, scalette, giù, incrocio, nastro rifrangente giallo  a terra sul marciapiede, cammino, un bambino caffelatte con nonna mi grida un "CORRIIIIII" che contiene tutta l'energia dei sui cinque presumibili anni, è un calcio in culo fortissimo verso il traguardo, non prima di aver rincontrato per la quarta volta Lorenzo, mi grida "Dai Alvin che è finita" cammino, sono MORTO, tornano i crampi, anche i due signori lí con Lorenzo, si sgolano per darmi l'ultima carica, solo dopo, facendo mente locale, capisco che i due sono " Doriana ed Enrico" genitori del mio amico Diego...  Ponte San Michele, discesa, "Il Taglia" è lì al varco per l’ultima graditissima pacca sulle spalle, ho la sensibilità di una donna incinta al nono mese di gravidanza, mi dice "Corro ad avvertire i ragazzi che stai arrivando" gli farfuglio qualcosa che non ricordo, Piazza Biade, si va,  è finita, davvero finita, adesso ho più adrenalina che sangue in vena e al solo riscriverlo oggi, mi par di tornare tra le transenne, mia moglie mi attende 10 metri più avanti con i bambini, gli dico andiamo, andiamo, curva di 90 gradi, grido ai bimbi, "GARA GARA GARA" (Perché l'agonismo va insegnato da piccoli, cazzo!) Ruben, il maggiore, domani farà 7 anni, su Anita (5) non ho dubbi, ci sto dietro, ma l'altro, mi piazza giù un allungo da finale dei 200 metri alle Olimpiadi, rettilineo sgombro e urla di amici pazzi, tutti per noi... a dieci metri dal gonfiabile Ruben si volta a controllare la situazione con na faccia del tipo "Dove cavolo si è disciolto mio padre? avrò mica sbagliato strada???" Taglia il traguardo, primissimo, arrivo fingendo scioltezza con Anita, la seconda donna della mia vita... mi congratulo con Ruben per la vittoria, gli dico "Bravo, nessuna pietà, mai e per nessuno sul rettilineo finale"... ma almeno con quello scarso di tuo padre cazzo!!! Niente cartoni per una settimana, tié!



Titoli di coda su un altra ULTRABERICUS, Vicenza invasa dagli ultratrailer è una città strafica, arrivare e partire dalla sua piazza è sempre emozionante, come la nostra passione, da pazzi, ci sfondiamo di km per la gloria di quegli indimenticabili 200 metri finali, tornare a casa, buttare giù quattro cazzate in un blog da rileggere tra qualche mese, o tra qualche anno per provare la stessa identica emozione...Che viaggio ragazzi, che immensa fortuna abbiamo a permetterci queste cose!!!

Grazie davvero a tutti per la fantastica giornata a chi è stato citato e chi no, a chi è comparso nel video e a chi no, ho i vostri sorrisi stampati in testa, grazie ai SUMMANO COBRAS miei compagni di squadra, pazzi, a chi si è fatto 30 km solo per venire a tifare, grazie a tutti, siete delle belle persone… (Cobras Boari barbuti a parte ovviamente).



 

Foto di Aldo Zanini











MEMENTO AUDERE SEMPER... RICORDA DI OSARE SEMPRE

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