Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni.(CIT) Eleanoor Roosvelt...

...E i miei sono fottutamente belli (CIT) Paolo Scotti

lunedì 28 luglio 2014

Apripista alla Trans d'Havet 2014 "Running a CANNONE in the storm"



No no amici, non c’è un ca@@o da ridere!!!

A 6 km dall’arrivo ero primo, chiarissimamente primo…. Come dite? Ah si, è vero, non ero in gara, facevo l’apripista ed ero partito almeno 2 ore forse 3 prima del passaggio dei primi concorrenti… ok ok, sono le solite bazzecole che usate per sminuirmi, ma se stiamo lì a guardare tutto allora…

Ore 4:00 Pian delle Fugazze (1163m), sono l’ultimo apripista a partire in solitaria per il controllo del balisaggio della seconda parte della Trans d’Havet, gara di 80km e 5900m D+  nelle piccole dolomiti… in teoria dovrei solo distendere il tappeto rosso ai Top runner che presto, secondo i miei calcoli, faranno un sol boccone della mia fuga solitaria ma finacchè non avranno il mio scalpo, la correrò: #ComeNonCiFosseUnDomani!!!!

Saluto i volontari della Protezione Civile che stanno allestendo il ristoro sul passo che divide il Veneto dal Trentino Alto Adige, mi incammino verso selletta Nord Ovest, il meteo come da previsioni non è dei migliori, un acquazzone mi da il benvenuto da subito nella prima salita, il bosco di faggi è spettinato dai primi scrosci di pioggia, il kway non serve ancora, ai 1600m si scollina, inizio lo stretto sentiero in discesa che nei giorni di sole ti “smeraviglia” davanti agli occhi la vallata con la “Strada delle Sette Fontane” e tutto il gruppo del” Carega”. Il “Monte Cornetto”, con il gruppo del “Sengio Alto”, fanno da barriera alle nuvole che dal versante Est  vogliono saltare all'Ovest a riposarsi e distendersi  sui prati sottoforma di nebbia... Nella vallata, è calma piatta, in discesa mi fermo per “tirare le orecchie” alla ricerca di qualche rumore esterno alla mia corsa…  il nulla, è un silenzio che mi riempie le orecchie, è :“La quiete, prima della tempesta”, faccio un bel respiro e mi tuffo in discesa tra la fitta nebbia, sui prati verso Malga Boffetal , corro bene finchè ci vedo, il sentiero si allarga su una vasta radura, non si vede a più di 10m di distanza, la luce della frontale crea uno schermo bianco a 4-5m dalla punta del naso, l’erba è poco calpestata, perdo l’orientamento (la ragione no, quella latita da un pezzo) non vedo fettucce segnaletiche, vedo solo coppie di grandi occhi luccicanti che brillano a una trentina di metri dinnanzi a me… “Oddio gli alieni “esclamo, no, non sono loro e fortunatamente non sono nemmeno gli orsi M1-2-3-5, amici del più famoso M4 che scorrazza sull’altopiano di Asiago facendo incetta di Mucche, trattasi di semplici erbivori appartenenti alla specie "Bos Taurus" (Vacche), ghiottissime a quanto pare di balise… (Presto su Voyager un interessantissima puntata diretta da Sandro Giacobbo sul perché le Mucche del Boffetal si nutrano avidamente dele fettucce colorate!!!).

 Zero riferimenti visivi, cammino in una direzione il più logica possibile (a caso) e mi imbatto su una fettuccia a una settantina di metri di distanza dalla precedente, evidentissima  con Sole, 22° umidità del 58% e leggera brezza da ovest alle 16 di un qualsiasi estivo martedì pomeriggio, ma invisibile, con la nebbia e il buio momentanei, così, visto che ne sono forbitamente provvisto,  ingrano la retro e butto giù altre 3-4 fettucce, cantando la ninna nanna alle mucche, sperando che  non le rimangino e si riaddormentino beate….

Al 5°km, breve discesa e… “Cristo Santo sto calpestando l'asfalto", al di là del bitume e del muro di nebbia, un'unica fioca luce, segnala il dormiente “Rifugio Campogrosso” 1456m, la voce di un volontario con un “Oh” coglie la mia attenzione, gli comunico di essere l’ultimo apripista, 200m dopo il Rifugio, scorgo due frontali incerte al di là del filo antimucca che costeggia la strada, gli grido un “Eih” (prima che faccia giorno avrò sicuramente imparato tutte le vocali me lo sento)  una luce si avvicina, sono altri due dei 300 e più volontari sul tracciato, mi dicono che devono raggiungere la postazione n°26 ma che non trovano il sentiero per la nebbia, gli chiedo se abbiano visto balise al di là della recinzione e li invito a tornare al di qua del filo e a seguirmi fino al cancelletto perfettamente balisato  100m più avanti.

 5 in punto, le cataratte del cielo si spalancano di colpo, è un nero diluvio, è ancora buio pesto, mi infilo sotto ad un mugo per indossare l’antipioggia, il tempo di sfilarmelo dallo zaino e sono fradicio, la visibilità sul "Boale dei Fondi" non va oltre i 5-10m, sorpasso 3 del soccorso alpino destinati alla postazione di “Bocchetta fondi”, il ticchettio della pioggia sul cappuccio del Kway, viene surclassato solo dal rumore di qualche sasso che ogni tanto si sente rotolare da qualche parte, al di là del muro della frontale senza percepirne provenienza e direzione. 

#TogliamoilCu@oDaQuiilPrimaPossibile

 Il balisaggio  fortunamente è ottimo, non ci sono punti di riferimento a parte i sassi sotto ai piedi, la salita passa veloce, prendo il più rapidamente possibile l’esposto tratto semipianeggiante tra i 2040m di Bocchetta Fondi e l’attacco della salita al Rif. Fraccaroli, grandina fino ma in maniera sconsiderata, le raffiche di vento frontali  riescono a sfilarti perfino il cappuccio della giacca, i fulmini fortunatamente sono ancora lontani, sono quasi le 6, l’alba se l’è presa comoda stamattina… la statua del Grifone lungo la mulattiera costruita dagli austroungarici nella grande guerra è spettrale, arrivo ai 2230m dove il sentiero  a 30m dal Rifugio Fraccaroli curva a sinistra e scende, della costruzione, nessuna traccia, solo il crepitio della grandine sulle lamiere del tetto ne segnala una probabile presenza, la nebbia per qualche attimo sembra levarsi con il vento ma appena si salta dal sentiero 108 al 108 Bis nel “Vallone della Teleferica” si ripiomba nel bianco abbagliante, sbaglio sentiero, dopo 30 secondi senza veder fettucce, decido di fermarmi e tornare sui miei passi, in salita, dopo un centinaio di metri trovo una fettuccia, ne metto altre 3 tra i mughi, se non ho visto io le balise che non sono un Fulmine (della notte… ndr) figurati i velociraptor che mi braccheranno tra breve… mi fiondo giù ai 1767m di Rifugio Scalorbi , non grandina più ma è come correre su un tapis roullant in un box doccia, un anziano volontario mi guarda stranito mentre sbuco dalla nebbia e gli esce un venetissimo “Ciò e ti? Viento dae nuvoe?” ebbro di me, dopo essere stato confuso per un angelo del cielo con i "Compressport", corro tutti i successivi km tra i 1730m del passo della Lora e della Zevola, ai 1820m di quest’ultimo, “ aria mista a vento” e “acqua mista a pioggia” sono le uniche compagne di viaggio, non uso più la borraccia per bere da Bocchetta Fondi, per farlo basta aprire la bocca “Acqua mista a ghiaccio dal cielo, sgrondante dalla faccia mi sorseggia in bocca… mmm, basterebbe un po’ di menta pestata, rum bianco, zucchero di canna, succo di lime,soda, e sarebbe un mojto coi controca@@i…"

La modifica al percorso con la discesa al Rifugio Bertagnoli (1250m) da Forcella Scagina, è una vera chicca che aggiunge pepe al tracciato, si entra in un sottobosco a tratti cupo, ripido e stretto in un canalone piantumato stile foresta tropicale, il sentiero disegna  stretti  tornanti scalinati, bello e molto divertente, “Rido” (colpa del mojto penso) si risale e si arriva al grigio Rifugio,  un km noioso di strada sterrata e più avanti, sul sentiero verso Malga  Campodavanti(1720m) trovo Darietto, altro apripista (il primo) partito a mezzanotte, se la cammina tranquilla, mi racconta di come abbia perso un ora a rimpiazzar balise sullo stesso punto in cui le avevano mangiate le mucche … (troie) mi chiede dove ho sorpassato gli altri 2 apripista, sgrano gli occhi e gli rispondo “Quali altri 2 apripista???” giungiamo alla Malga, lo saluto, il solo passare dalla corsa, al passo, mi sta congelando, a “Sella del Campetto” ci sono due Panda della P.C,mi fermano e mi dicono che la gara è sospesa, dopo 5 minuti a pensare sul fatto se farmi salire in macchina o no, li saluto e proseguo, la croce di Cima Marana (1545m) è scossa dalla furia degli elementi, scendo per il toboga fangoso a tutta, mi diverto un sacco, “Rido” (sarà ancora il mojto?) accendo la frontale nel tenebroso sottobosco pregno di fango e radici, esco dalla boscaglia pluviale.

 #VoglioUnTergicristalloPerGliOcchi #NonSiVedeNaCippa!!! 

 Malga Rialto (1049m),34,5km percorsi 2888m D+,  5,5km all’arrivo,il sentiero sbuca su un tornante su strada sterrata, GAME OVER, 2 fuori strada della  PC bloccano la via, hanno l’obbligo dalla direzione di corsa di fermare tutti, infilarmi in macchina e riaccompagnarmi a Valdagno, inutile dirgli… “Su dai nooooo, adesso che sono primo nooooo!!!!” corsa fermata, anche per noi apripista, stessa sorte toccherà a Darietto, in macchina dalla radio apprendo dell’incidente sul Pasubio… dove 3 sono stati "miracolati" da un fulmine (non della notte.. ndr) caduto a 3 metri di distanza….  Cose che possono accadere in montagna con il temporale, figuriamoci con 600 persone che sprizzano energia da tutti i pori e 200 volontari in più tra i sentieri esposti… al momento del mio transito in quota, e forse anche successivamente, i fulmini penso non abbiano  mai interessato direttamente il “Carega”, tuttavia la nebbia era fittissima e imperversava una pioggia monsonica… anche in caso di una banale storta, avrebbero dannato non poco i soccorsi per il recupero degli  infortunati…  senza contare la temperatura più vicina ai 5 che ai 10° pericolosa aggravante in caso di fermata obbligatoria!!!

Sospensione Condivisa non c’è che dire, la sicurezza di atleti e volontari viene prima di tutto.

C’è poco da fare, di fronte alla natura, siamo piccoli piccoli, si vocifera comunque che l’organizzazione nel pacco gara del 2015 abbia previsto di inserire un utilissima gabbia di Faraday… in tal caso dei fulmini ce ne infischieremo e ci godremo tutti la poesia della vista delle frontali sul sentiero delle creste e le dolomitiche guglie del Pasubio del Fumante e i Vaji del Carega!!!!

#LungimiranzaA1000!!!
#TDHdaCorrere
 #NonSiMollaUnCazzo
 #AdoroilProfumoDellaGrandineAllAlbaAlFraccaroli


Foto di Skyrunningitalia

10 commenti:

Ronnie.Au ha detto...

Geniale come sempre!

carlo chiappin ha detto...

Sei il poeta montano per eccellenza! Grande come sempre. Kkkiapsenior

El_Gae ha detto...

Non so se riuscirò mai a farla (l'idea ci sarebbe) ma pensare di correrla dentro un gabbiotto tipo le giostre che c'erano una volta in sagra mi solletica non poco ;)
Sembre un gusto leggerti.

ag ha detto...

Ciao...gli altri due apripista tra Te e Darietto, eravamo io e Franco, probabilmente sei passato quando eravamo dentro il Rifugio Fraccaroli, dove ci siamo rifugiati un po per il diluvio beccato proprio a cento metri dal rifugio e per avvertire (via radio dei volontari del soccorso..."ancora a letto", ma erano solo le cinque) la direzione gara che non era il caso di mandar su di la i concorrenti per l'evidente pericolo.... noi ci hanno fermato a Cima Marana, ma siamo scesi a Recoaro 1000 per la pista di discesa, tanto per cambiare sport...
Ciao..sei un Fulmine...

Alvin ha detto...

tutto si può fare... basta tempo e salute

Alvin ha detto...

Peccato non esserci conosciuti "in pista"... vi ho tra gli amici su FB per caso?

Alvin ha detto...

Ultimamente scrivo quasi meglio di come corro... è che ogni tanto mi parte un embolo e mi scordo la punteggiatura....

Alvin ha detto...

Ronnie n°1

Mauro Battello ha detto...

sapere che anche un tRop Runner come te rischia di perdersi, mi fa capire che allora posso provarci!
appena finito di leggerti mi sembra sempre di aver fatto un viaggio come poche altre volte! Gajardo ALVIN

Pimpe ha detto...

sei fuori , ma non tempo massimo :D

MEMENTO AUDERE SEMPER... RICORDA DI OSARE SEMPRE

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