Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni.(CIT) Eleanoor Roosvelt...

...E i miei sono fottutamente belli (CIT) Paolo Scotti

lunedì 10 aprile 2017

Per assaporare l'Ultra Jungle, c'è poco da fare, bisogna correrla il 30 Aprile!!!


Oggi ci stava una bella SchioUltraJunglata con Christian, alle 6:44 dalla Fabbrica Alta di Schio, prendiamo di bozzo buono i primi 2km che ci accompagneranno verso il primo brevissimo single track di giornata, fino alla croce nel punto di arrivo della famosa Via Crucis di Poleo, breve discesa tra il ghiaino e i fedeli (ancora a letto) e curva in derapata per intraprendere la lunga salita ombreggiata nel bosco dove a 5km dal via c’è il bivio tra Ultra e il City,  Formalaita, Ultra a Sx, City a Dx, impossibile sbagliare il giorno gara, è previsto l’impiego di un tiratore scelto (Carlo) posto sul tetto dell’ultima casa a sx, incaricato di “cecchinare” chi della corta, proverà a migrare sulla lunga, tranquilli, è un eutanasia anticipata per uno abituato alla corta, inoltrarsi sulla lunga, sarebbe un lungo e lento suicidio. Grazie Carlo. Spiego a Christian, scopa della lunga, che fino a lì, non sbaliseranno nulla, pena, perdere tutti quelli della corta nei bivi precedenti!!!

Il sentiero da lì prosegue con su e giù sempre corribili alle pendici di Mote Faedo e Monte Guizza versò contrà “Marsili” senza mai raggiungerla, perché dal Coston del Varo, il sentiero scende deciso bordeggiando le  ridenti acque del neonato torrente Gogna, 1km prima di risalire ed arrivare all’11esimo km a contrà Corobolli, sede del primo ristoro dello Schio Ultra Jungle. Con Christian, riempiamo le borracce e ci mangiamo una barretta, un largo sentiero ci accompagna alle faldei del Monte Enna, prima impegnativa salita di questa ultra. Ci aspettano 500 D+ in 3km su un impegnativo sentiero che dopo aver intercettato il sentiero delle Rogazioni, corre in falsopiano passando per la panoramica croce dell’ Enna, con una magnifica vista sulla sottostante Val Leogra che spazia dal Pasubio a Cima Marana passando per il Gruppo del Carega ed il Sengio Alto, poesia per gli occhi da un punto di vista inedito. 

                                                                                     Foto del 27 Dicembre

Un km e si giunge nel paradisiaco Osservatorio del Monte stesso, la vista è completamente diversa da quella precedente, il Novegno al di là della vallata si erge maestoso di fronte a noi, roba da secchezza oculare da quanto c’è da strabuzzare gli occhi, si scorge tutta la salita che tra pochi km andremo ad intraprendere per conquistare quello che l’impero Austroungarico ha da sempre soprannominato “L’ultimo Monte” da superare ad ogni costo, prima di dilagare nella sottostante pianura Vicentina “Il Monte Novegno”.

Foto del 27 Dicembre

Passaggio tecnico in cresta, Jungle Puro, 500m e siamo al Forte, doveva essere un anello fondamentale della difesa italiana dello sbarramento Agno  Assa  per proteggere la Val Leogra dall’ eventuale  scavallamento (mai avvenuto) di Pian delle Fugazze da parte Austroungarica. L’imponente costruzione si rese tristemente  famosa invece durante la battaglia d’arresto del Giugno 1916 per aver bombardato le linee italiane  già battute dal fuoco nemico nelle trincee di Monte Giove, tragico epilogo che causò il disarmo e il parziale smantellamento del forte stesso. Con Christian seguiamo il percorso di gara, frontale in testa e dopo averlo assicurato e sbagliato per 4 volte sulla corretta entrata e relarivo giro tra i corridoi del Forte, riusciamo nell’impresa.

Si, si Christian è di quà fidati

 Discesa tra i faggi, un paio di km veloci e siamo pronti a risalire nell’erta che ci porterà al monumento di Vallortigara, non prima di aver zigzagato tra le caratteristiche 8 case dell’ omonima contrà.


Giungiamo al Monumento dove il 30 aprile verrà allestito ristoro e il cambio per le staffette, ci aspettano 17 km e 1500m d+ prima del prossimo punto idrico, ci sarà l’obbligo di partire con un litro d’acqua e il caldo consiglio di portare con se una banana… d’altra parte, è o non è un Jungle? Se no che avventura sarebbe?


 Mangiamo, beviamo e facciamo il pieno alle borracce, la prossima salita è di quelle che  fanno selezione come all’entrata delle discoteche a metà anni 90, se non mangiate e bevete nulla a Vallortigara, su, a Forte Rione, arriverete strisciando sui gomiti. Salitona, mi procuro un bellissimo paio di bei bastoni di “pesso” (Abete Rosso) adesso c'è da spingere, Punto!

Fortuna vuole che tutta questa impegnativa salita di 4km dagli 880m di Vallortigara ai 1592 della “selletta del dubbio”, che vedremo più avanti, sia inframezzata da due, tre, splendidi punti panoramici sui quali rifiatare ed ammirare l’orizzonte, una su tutte i 1300 panoramici m di Malga Rocchetta, luogo nel quale sarebbe da piazzare uno sdraio e stare li ore ad ammirare pianura e montagne con una birretta in mano.

                                                                                    Foto del 27 Dicembre

Saliamo tranquilli, giunti alla “selletta del dubbio” a quota 1592m dirimiamo velocemente il dubbio, visto panorama e vicinanza (200m) una puntatina su Monte Calliano 1640m la facciamo di sicuro, il giorno gara, a  tutti coloro che mostreranno un selfie con pettorale e croce dal Calliano, una birra al banco,vi verrà offerta dai Summano Cobras. 

Calliano'sView

Un km e siamo su quello che è già stato nominato dai Cobras come il “Terrazzo dell’estate Due Zero Uno Sette”. Un Rifugio stagionale sapientemente gestito dall’Associazione 4 Novembre, con Vista a 360 gradi su tutto, il 30 aprile portatevi del buon collirio per gli occhi, vi si seccheranno spesso se vi dimenticate di batterli.

4 chiacchiere con il gestore Maurizio che ci promette un piatto di pasta per l’indomani, quando andremo a ripristinare l’agibilità e ripulire da 100 anni di abbandono la Trincea di raccordo del Vaccaresse, ripartiamo, ci attendono  2 km in discesa, uno dei quali in una trincea della  prima guerra mondiale impeccabilmente restaurata che trafora in più punti una montagna a sbalzo sulla vallata sottostante, ancora frontale in testa, ancora tanta roba.



 Al termine della trincea il percorso gara devia 40 m prima di un altro osservatorio ridiscendendo  serpeggiando la succitata  trincea di raccordo  lunga 500m con 100 d- fino alla carrareccia che una volta risalita, svoltando a sinistra porterà gli atleti a Passo Campedello.

 Io e Christian dobbiamo andare a recuperare i figli all’asilo, così optiamo per tagliare a malincuore l’altra panoramica zona fortificata di Cima Alta zigzagando tra i prati disseminati di crochi bianchi e viola  fino alla croce di Cima Novegno dove un gigantesco nuvolone ci copre tutta la vista sulla pianura ai nostri piedi. 



27 Dicembre, dalla croce del Novegno

Non ci resta che ridiscendere il crinale che dopo 400d- si tuffa nel bosco prima di atterrare al 36esimo km del Cerbaro (penultimo ristoro), - 11 all’arrivo, un paio di km e andiamo ad intercettare in contrà Cerbaro il percorso del City Jungle, che non lasceremo più  fino a Fabbrica Alta, prossima sede del più apocalittico e delirante Terzo tempo della storia dell’Ultratrail, non ci credete? Il 30 Aprile sarà uno spettacolo, fidatevi!

1 commento:

Diego Caldieraro ha detto...

Grande Alvin, poesia per me, mi prometto di andarci sul Caliano.
Ciao

MEMENTO AUDERE SEMPER... RICORDA DI OSARE SEMPRE

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