Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni.(CIT) Eleanoor Roosvelt...

...E i miei sono fottutamente belli (CIT) Paolo Scotti

martedì 22 marzo 2016

ULTRABERICUS 2016 66 DELIRANTI KM DI PAZZIA COBRAS


 Prendetevi una birra, una tisana o qualcosa che vi disseti, la storia è lunga, non vorrei vi disidrataste durante la lettura.


Il  Suunto dice che il viaggio è stato di  66,2 km oggi… scorrendo il calendario delle attività su Strava, mi accorgo che sono gli stessi corsi in allenamento dall ''Aim Energy Ultratrail" (un mese fa) fino alla vigilia di questa  “Ultrabericus”,  un po’ poco per aver ambizioni under 8 ore, ma in 8 ore e mezza potrei anche farcela, caviglia permettendo.

Parto dal fondo, così capite l'andazzo, ringrazio Davide B. da me sconosciuto fino a quel momento, probabilmente un angelo, inviato negli spogliatoi del Patronato nel dopo gara, il quale, dopo aver assistito al mio sesto tentativo, si è offerto di togliermi calzini e tubolari compressivi... giuro, sarei ancora lì, Davide Lista può confermare... "VERGOGNA AL MASSIMO ”... correre 66km e non essere nemmeno in grado di sfilarsi un paio di calzini per i crampi è da mollissimi.

Anno pari, giro orario, il più duro, ma personalmente parlando, il più bello, dall'inizio alla fine, oggi, si limona in profondità con un sole primaverile che irradia l’aria di ormoni impazziti… come quelli dei quindicenni che "roccolano" avvinghiati su una panchina fuori da scuola aspettando l'autobus alle due del pomeriggio [bene,qui mia moglie sta pensando oltre al fatto che le nostre scuole distassero 10km anche al fatto che “prendessimo il tram" (per noi vicentini) addirittura in orari diversi... ma non preoccuparti amore mio, come cantava Noemi "Sono solo paroleee".

Foto di Aldo Zanini


Pioggia di saluti tra amici mentre il Lek si spalma con abbondante vasellina le zone erogene… roba da set di film porno, altro che partenza di un Ultratrail, trasferimento in Piazza e si parte, il “Desfo di gente” è come una sbornia a base di vino rosso, ci mette un sacco a passare, tanto che la “Valletta del silenzio” da lontano, in discesa, sembra una variopinta e infinita collana di perle… (o erano pirla?).https://ssl.gstatic.com/ui/v1/icons/mail/images/cleardot.gif



Noi Cobras (quelli diversamente veloci) ci controlliamo a vista, mentre Lek e il Prof sono più avanti a sgomitare con i big, Emme si ferma al volo per una fischiata e io, ne approfitto per “salare” una borraccia con una busta di Sali.
 Emme, reduce da una notte “impegnativa”, mi racconta cose che voi umani, non potete nemmeno immaginare… indossa degli occhiali orrendi, probabilmente rubati in spiaggia al peggior marocchino e una maglia rosa shocking, pegno (Schio City Trail) e pregno (vedi notte precedente) d’amore, tale mise, lo renderà visibile come una foca sulla banchisa a miglia di distanza, miglia e non km, foca=mare e quindi, le distanze si misurano in miglia... (WikiAlvin finisce qui,#sapevatelo).

 Il Romeo di Schio mi chiede se ci sono fiorerie aperte nel tratto da Monte Berico a Piazza dei Signori, stasera, lo guardo con la stessa ammirazione di quando sentii per la prima volta mia figlia a due anni dire "zucchilicchelo" per chiedermi lo "zucchero", gli dico: "EMME dei fiori all'arrivo non ti pare di esagerare???" … "Eh te savessi, le donne va matte pai fiori..."replica lui... che romantico... si, compagni Cobras, il suo cuore non batte più solo per noi !!!



 A due km da Torri di Arcugnano, lo avverto che al primo ristoro tiro dritto, da bere e da mangiare ne ho da vendere, sto molto bene, la caviglia collabora, nella sconfinata steppa tra il paese e il lago mi passa un tipo, mi chiede  come mai quest’anno non abbia il fucile come lo scorso anno… gli dico “no… non più, tengo famiglia e sono diventato una persona seria ormai” ride, nonostante la mia serietà... devo aver perso credibilità ultimamente...

 Scorrono i km e trovo Marcello, altro Cobras, anche oggi, come del resto  accade spesso, gli è scappato il cane, solitamente va a riprenderlo tra le erte di Cima Summano, a volte fino a Rifugio Papa, a volte in Cornetto, oggi stranamente è quaggiù… Grazie Cello e grazie cane, siete ottimi spacciatori di carica agonistica.



18esimo km, inizia la prima vera salita che porta a Villa Balzana,  "Calma e gesso" non lanciamoci in andature possibili ma inconcepibili per il kilometraggio finale, al passo, sorpasso e mi sorpassano, raggiungo Christian, febbricitante, mi comunica del suo prossimo ritiro, ha la febbre e i brividi, KO tecnico, un saluto e una preghiera, ciao fratello, lo rivedrò lavato e stirato all’arrivo.



 All'ultimo tornante  mi sporgo a controllare il rettilario Cobras e ma... ma.. “Cazzo, un orsetto del cuore rosa fluo???” No, è Emme, 100m dietro di me, passano i km, lungo tratto di mangia e bevi, morbido praticello, casetta "da feste" sulla destra, una compagnia di ragazzi chitarra alla mano, musica il nostro ancora spumeggiante incedere verso il secondo ristoro, mi raggiungono Diego, Alfo e Nik, Emme oramai è sicuro  prossimo protagonista di "Chi l'ha visto?" provo a  tirare un po' le orecchie ma niente, fidatevi... se fosse stato in un raggio di  200m si sarebbe sentito benissimo. 
Mi faccio riempire la borraccia e nel rimetterla a posto sgomito una bottiglia di Cocacola che cade a terra e praticamente esplode inondando scarpa e calzino di uno che mi sta a fianco… Giuro,avessi avuto un badile mi sarei sepolto lì!!! Lui è un Signore (probabilmente quello vero) e non dice una parola, io mi scuso prima e mi riscuso poi mentre ripartiamo assieme, mi dice,” tranquillo, ti ho tirato una mezza maledizione ma non ti preoccupare”…”MASSIMA VERGOGNA 2, IL RITORNO”



Si riparte, piacevoli su e giù tra boschi e radure con Diego e Nik, ci portano fino alla palestra di roccia (forse sopra Mossano?) dove quattro ragazze in arrampicata ci mostrano il meglio dei loro profili, “discesella” in single track, raggiungo Baston,  oggi corre con un cilindro in testa in onore della birra, di San Patrizio e di Cesare Ragazzi (gli marciranno di sicuro i capelli da qui alla fine con sto caldo), ingurgito il primo GEL (buah) discesa verso "Villaga" da mille e una bestemmia, fortunatamente breve, ma ripida, fottutamente ripida...


Welcome to VILLAGA CITY, lassù invece, alla nostra destra, una chiassosa macchia bianca ci indica "San Donato" luogo di cambio per le staffette e ristoro per noi.



 All'angolo prima della salita c'è una fontana con su scritto a caratteri cubitali "ACQUA NON POTABILE"  deve essere la stessa fontana a cui si riferiva Enrico il direttore di gara, durante il briefing precorsa, specificando di non berci assolutamente... è il primo caldo di stagione, nessuno è abituato, c'è gente che arriva  all'inattesa oasi con l'atroce dubbio tra il continuare con la borraccia vuota temendo di morire per disidratazione a 200 metri dal ristoro, o bere lí, rischiando di star seduti sul cesso il giorno dopo... io opto per la seconda, ho ancora mezza borraccia ma fanculo, la rabbocco di acqua fresca, tanto poi, se è vero che le birre hanno l'erbicida inside, tra poco a San Donato mi do na bella diserbata.



 2km di salita, Diego prende il largo, trovo uno che si lamenta dicendomi "Cazzo oh, ma io in tutte le gare ti trovo sempre quando sono in crisi?" Me ne fotto abbastanza spensieratamente,un altro tipo davanti a me pensa di essere in preda alle allucinazioni "Un cavallo Cristo Santo, vedo un cavallo" "No no ti sbagli” dico io, “Sono ben due,  li vedo anche io e quella che li ha in balia sembra essere un amazzone a due tette", li raggiungiamo, chiedo alla signorina se è disponibile ad un noleggio dei quadrupedi ma niente... cazzo, ho sempre sognato di arrivare a San Donato al galoppo montando a pelle un cavallo bianco... devono essere i batteri patogeni dell'acqua non potabile che hanno raggiunto l'encefalo immagino...



 Va beh, facciamola breve, sta cazzo di salita termina e a 300m dal ristoro parte un falsopiano in cui potrebbe correre anche mia nonna, il pirla che scrive lo prende gasatissimo, dai su, passiamo ste 10-20 lumache che poi a San Donato ci beviamo na birretta con calma e si riparte... "Oddio, mi hanno sparato, lo sento, dev'essere così che ci si sente quando ti gambizzano, mi partono istantaneamente due crampi sui vasti mediali di entrambe le gambe, caspita, corro "robocoptizzato", sembro il rallenty di un rallenty,  ma camminare? "MAI, PER DIO" corri che sciogli, corri che sciogli.

Passo a fianco del pulmino dei ritirati... ha un fascino qasi irresistibile, sembra farmi perfino i fari da quanto è invitante, ma è vuoto, troppo vuoto, chissà quando partirà, e poi, l'apparizione! GLORIAAAAAAA!!! Oddio lo vedo, lo vedo, posso vederlo, è San Donato, il ristoro di San Donato, solita bolgia di gente che aizza gli atleti e ti fa passare i crampi alla sola visione, saluto gli amici, mi autoproibisco di bere birra, un po' vorrei piangere, potrei essere cacciato dai Cobras per questa gravissima inottemperanza, il nostro regolamento interno parla chiaro, Articolo 2 comma 4 "La birra specie se offerta va sempre tracannata" ma sul verbale di fine corsa a Taglia, io dichiarerò  "birra ai ristori? Mai vista".



 Mangio e viaaaa, breve salita alla sommità del monte e giù a salutare gli amici del "Sojo" campeggiati al "Bike park Valle Verde" ancora saliscendi, verso i "Mulini di Calto", mi raggiunge Darietto, due battute e via, al 40 esimo km mi sorpassa il culo più bello di tutta l'Ultrabericus... è di una giovane staffettista, guardo i due tre zombie che mi seguono e capisco che non è un miraggio... ma come tutte le  cose belle, svanisce in fretta... “ciao tesoro è stato bellissimo inseguirti per quei 137 metri prima della salita”, mi passa Gerry, gli spiego ciò che ho visto, lo imploro di raggiungerla per fare una foto valida come prova, lo vedo sparire all'orizzonte galvanizzato dal nuovo obiettivo, mi passa anche Mary, COLONNA DEL “DURONA TRAIL TEAM” CHE CORRE CON UN BERRETTO DA PICACHU INVERNALE PIANTATO IN TESTA,  AURICOLARI E MUSICA A PALLA....PER QUESTO STAVO URLANDO DA MEZZ'ORA PER SALUTARLA SENZA CHE LEI MI SENTISSE, CIAO MARYYYYY CIAOOOOOO!!!!



 "Pederiva", via Gazzo, 43esimo km “E mo so  Gazzi”, quelli seri, ultima vera asperità, 2 km di salita da camminare tranquilli, spengo tutti gli accessori a bordo non utili all’ascesa per non sprecare nulla... mi passa solo un tipo che mi fa "ma tu sei quello che ha fatto la STRAFEXPEDITION e ha caricato quel bel video su YouTube?  cerrrrrrrto che si, "Massima soddisfazione" molto piacere, chiamami pure…. Steven…. o Spielberg, come vai meglio fratello… e aspetta di vedere quello di oggi (se arrivo vivo) ciao ragazzo, vai che non ti sto dietro.

Sono in cima, l'ultimo spauracchio è andato, un altro kilometro e mezzo e c'è il penultimo ristoro, 150m quasi in piano, pfff dai su, sorpassiamo sti morti, va che anda che hanno, va che anda! Non arriveranno mai... 63m di fluide falcate, e SCRATATUNFALABA,  grippaggio istantaneo, CRAMPI, ad entrambi i vasti mediali, ancora, resisto nella corsa con un andatura ingiudicabile… DUROOOOO,  rallento in maiera inguardabile, 83esimo metro, i morti di prima mi hanno sorpassato, TUTTI.

"E poi e poi…. e poi sarà come morireeee" canto io e cantava Giorgia, sudando tristezza e con una mano nelle palle per la citazione sovvenuta, arrivo finalmente a trangugiare l’agognata coca cola del ristoro di San Gottardo, ritrovo Gerry, gli chiedo se sia riuscito nell'impresa affidatagli ma scuote il capo triste, "mi siedo un attimo per riposarmi" dice, lo assalgo con un"NO TI PREGO NON FARLO, O NON TI RIALZERAI MAI PIÙ" vorrebbe offendermi ma con garbo, perché sa, che lo sputtanarei qui tra le righe, quindi rinuncia e si incammina poco dopo di me.

Riparto gaudio spacciando buonumore tutto attorno, mi sa che aveva ragione Pablo (Escobar) nel dire che ogni euro investito nella Coca ti viene ripagato 1000 volte tanto… sono gasatissimo, rutto alla grande, da qui alla fine sono solo 20 km, tranquilli, da freschi. Mi sento bene, il peggio è alle spalle, per 5 km corro sereno e ringiovanito nell'animo, chiedo alla mia coscienza di come vadano le cose adesso che abbiamo la strada quasi spianata fino a Monte Berico ma mi accorgo che sono solo, ha abbandonato il mio corpo ancora diversi km fa, laggiù  a bere birra al posto mio al ristoro di San Donato...la troia.



 Incontro Mina e Luca poco prima di "Perarolo”  arrivo quasi a schiantarmici addosso prima di riconoscerli, mi fanno la lista di tutto ciò che hanno da offrirmi, Luca mi offre anche una birra, fresca,capite? Una birra fresca? Ma ligio alla campagna “-Alcool + Gusto” di qualche anno fa, come durante la cerimonia del battesimo esclamo "Rinuncio"!



12km alla fine, zona Canile, il "flow" dei km precedenti è scomparso, di colpo non riesco più a correre, mi partono  crampi da dietro il ginocchio in giù sui polpacci in zone dove non mi risulta ci siano nemmeno muscoli… non so se mi sento da cani più io o quelli al di là della rete e visto che non c'è modo, ne di saperlo e ne di correre, inganno i prossimi metri scorrendo i 163 messaggi non letti della chat "Summano Cobras Official" rispondo a Christian e ad Ale.... I crampi passano e arrivo con una postura da idiota all'ultimo ristoro,  rassicuro Miriam sul fatto che oramai è finita, conosco quasi ogni sasso da qui alla fine... "BASTA MENARGLIELA,LASCIALA STARE QUELLA POVERA RAGAZZA" mah meh moh, muh, da dove proviene questa voce? Nooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo un minuto di noooo, cosa vedono i miei occhi? Sua maestà "O' Professó Francesco IDOLO Rigooooodanzaaaaa”, ha una magnifica coperta griffata "ULSS 6" e l'aria di uno che non ha passato dei bei momenti oggi ma che adesso, su quella seggiola, sta da Dio, con la giacca indossata sotto la coperta, in attesa della riesumazione con ripatrio del suo corpo (39 di febbre)... mi "dispiACQUO"  con lui (rammarico è bruttissimo) dell'accaduto, (ANGOLO TRISTEZZA COBRAS ON mi dice che anche il Lek era un pó sul marcio quando si è fermato lí 10 minuti, mezz'ora prima, ma poi è arrivato Diego e son ripartiti... Dopodiché, inizia il triste elenco dei nostri compagni alcolizzati che hanno preferito la Birra di San Donato al caldazzo... ricchioni! ANGOLO TRISTEZZA COBRAS OFF).



 7km e rotti all'arrivo, penultima salita "BREVE MA INTENSA"  c'è un pó di piano, due cose sotto di me si muovono inspiegabilmente veloci, un signore dinnanzi sulla traccia si sposta e mi fa "vai vai, che tanto io ho fatto la corta" rallento e gli dico... “la corta son sempre trenta km, mica na camminata per far pisciare il cane, complimenti Signore” riparto... cioè... ci provo, ma, 40 metri prima dell'asfalto c'è una rampetta non più ripida di una rampa di scale come inclinazione, nulla di più, la percorro praticamente a gatto miao, mi par di avere due rottweiler attaccati ai polpacci, in cima, una ragazza mi dice "ma tu sei Alvin vero?, son curiosa di leggere il prossimo racconto..." “Anch’io” penso, perché significherebbe che sono arrivato vivo, le sorrido ma vorrei vomitare, un altro spettatore aggiunge qualcosa del quale non ricordo minimamente, so solo che gli rispondo con estrema convinzione un "Perché noi non molliamo mai" giù in discesa tipo: “Occhio spento e  viso di cemento, tu sei il mio piccione e io il tuo MO-NU-ME-NTOoooo cantava Elio”.



 Breve asfalto, scorgo Claudio,”Ultrabericus team”, una Lut in compagnia nei nostri annali, gli tiro un urlo disumano, son proprio felice di vederlo, tenta di farmi una foto al volo ma gli dico, no tranquillo, tranquillo, ho tempo, ho appuntamento in piazza per le 18:15 con la moglie e i figli, facciamoci una bella foto.


 Ultimissimissima salita,il sorriso ebete si ricompone sul mio volto, Ex Parco di Villa Bedin, monumento all'incuria tenuto vivo solo dai volontari e dai runner che l'attraversano per allenarsi, grandi potenzialità ma zero soldi investibili dal comune per svilupparle. 

 Oramai è fatta (disse il cane nell'aiuola), figurati se corro, No! c'ho corso anche domenica scorsa, qui, con Alfo... No, oggi si cammina, chiamo mia moglie,e gli dico “10 minuti e son giù...” mentre mi sorpassano rispettivamente Gerry, Adriano e mi raggiunge "QUELLO DEL FORMAGGIO" dell'Aim Ultra, grande  chiaccherata, riprendo a correre con lui per non rallentarlo troppo, “Dovremo pensare di sposarci”, mi dice, poi aggiunge: "il caso non esiste" e poi "dai, due finali di gara insieme non possono essere un caso" gli prometto che se vuole l'anno prossimo la rifacciamo in staffetta Lui&Lei e poi decidiamo, mi saluta con una pacca sulla spalla e mi dice "comunque io sono Giancarlo" piacere Giancarlo, e se ne va.



 Basilica di Monte Berico, caccio la GoPro dal taschino e segna 1h55m di filmato  (il porta borraccia più filmato della storia) mi sfugge un porcazzo, davanti a Monte Berico, robe da sconsacrare la scalinata per sempre... e adesso, se mi si spegne la GoPro sul rettilineo finale mentre inseguo i bambini fin sotto il gonfiabile? Nooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo


 Discesa, balconata di Viale D'Azeglio verso le scalette, 10 secondi di video si "DEVONO" fare, la città ai tuoi piedi e i rimasugli del sole che vanno a morire dietro la "Trans d'Havet" celata dalla foschia, CARTOLINA.



Sono in overdose di sensazioni, il cervello va come le luci dell'albero di natale, ho solo fotografie in testa, scalette, giù, incrocio, nastro rifrangente giallo  a terra sul marciapiede, cammino, un bambino caffelatte con nonna mi grida un "CORRIIIIII" che contiene tutta l'energia dei sui cinque presumibili anni, è un calcio in culo fortissimo verso il traguardo, non prima di aver rincontrato per la quarta volta Lorenzo, mi grida "Dai Alvin che è finita" cammino, sono MORTO, tornano i crampi, anche i due signori lí con Lorenzo, si sgolano per darmi l'ultima carica, solo dopo, facendo mente locale, capisco che i due sono " Doriana ed Enrico" genitori del mio amico Diego...  Ponte San Michele, discesa, "Il Taglia" è lì al varco per l’ultima graditissima pacca sulle spalle, ho la sensibilità di una donna incinta al nono mese di gravidanza, mi dice "Corro ad avvertire i ragazzi che stai arrivando" gli farfuglio qualcosa che non ricordo, Piazza Biade, si va,  è finita, davvero finita, adesso ho più adrenalina che sangue in vena e al solo riscriverlo oggi, mi par di tornare tra le transenne, mia moglie mi attende 10 metri più avanti con i bambini, gli dico andiamo, andiamo, curva di 90 gradi, grido ai bimbi, "GARA GARA GARA" (Perché l'agonismo va insegnato da piccoli, cazzo!) Ruben, il maggiore, domani farà 7 anni, su Anita (5) non ho dubbi, ci sto dietro, ma l'altro, mi piazza giù un allungo da finale dei 200 metri alle Olimpiadi, rettilineo sgombro e urla di amici pazzi, tutti per noi... a dieci metri dal gonfiabile Ruben si volta a controllare la situazione con na faccia del tipo "Dove cavolo si è disciolto mio padre? avrò mica sbagliato strada???" Taglia il traguardo, primissimo, arrivo fingendo scioltezza con Anita, la seconda donna della mia vita... mi congratulo con Ruben per la vittoria, gli dico "Bravo, nessuna pietà, mai e per nessuno sul rettilineo finale"... ma almeno con quello scarso di tuo padre cazzo!!! Niente cartoni per una settimana, tié!



Titoli di coda su un altra ULTRABERICUS, Vicenza invasa dagli ultratrailer è una città strafica, arrivare e partire dalla sua piazza è sempre emozionante, come la nostra passione, da pazzi, ci sfondiamo di km per la gloria di quegli indimenticabili 200 metri finali, tornare a casa, buttare giù quattro cazzate in un blog da rileggere tra qualche mese, o tra qualche anno per provare la stessa identica emozione...Che viaggio ragazzi, che immensa fortuna abbiamo a permetterci queste cose!!!

Grazie davvero a tutti per la fantastica giornata a chi è stato citato e chi no, a chi è comparso nel video e a chi no, ho i vostri sorrisi stampati in testa, grazie ai SUMMANO COBRAS miei compagni di squadra, pazzi, a chi si è fatto 30 km solo per venire a tifare, grazie a tutti, siete delle belle persone… (Cobras Boari barbuti a parte ovviamente).



 

Foto di Aldo Zanini











sabato 27 febbraio 2016

Aim Energy Ultratrail... che quasi me la dimenticavo...



L'autostrada scivola veloce ma a Malo (15 km da casa mia) ci vado per strada normale... Scusate, ma ho sempre sognato di iniziare un post così!

Dicevamo, si, Malo, un timido sole riscalda l'aria frizzantina dei 500 che tra poco  lanceranno corpo e anima nella prima edizione di questo "AIM ENERGY ULTRA TRAIL" organizzato dagli amici Remo e Giulio.

Sono tranquillissimo, il percorso lo conosco almeno per 3/4 e ad errori son già  messo benone: 
1: Non ho mangiato la consueta pastasciutta pregara, 
2: Ho zero cose da mangiare oltre a quelle che fortunatamente troverò ai ristori,
3: Ho scordato le ciabatte per la doccia e ad occhio e croce anche i guanti... io, che i guanti li uso anche con 10-12 gradi, ma fermi tutti, fermi tutti, cosa ridete cosa?… Ho le batterie di riserva per la lampada frontale previste dal regolamento…. Provo ad usarle come materiale di scambio, tanto, figurati se gli altri le han portate per un Ultratrail di 48km che parte alle 8 del mattino, chiedo ad Achille se ha qualche Gel in più ma dice di averne solo 4... #Esticazzi idem con Christian, li  minaccio prospettandogli un controllo materiale pilotato, là, sulla finish line ma niente da fare…vogliono rischiare. AMICISSIMISSIMI.

Christian l'Amicissimo

Bene, dopo questo bellissimo preambolo, tenendo a mente e a cuore tutte queste belle certezze, mi dirigo in start line, foto con i Cobras, saluti di qua, saluti di là, pim pum pam e si parte, oggi voglio un lungo tiratissimo PRO Ultrabericus..


La strategia è solo una “Partenza allegra e ritmo folle.. "Ritmo cazzo, in italiano"!!!!”


All’attaccoooooooooooo, parto coi compagni Diego e Cave, il secondo, febbricitante, capisce che abbiamo fretta e ci lascia andare subito, un km e mezzo e troviamo una SBISTIAF (Salita Boschiva In Single Track Impaltanà A Fogo) zero problemi con le Wings Lab, mi volto e vedo Diego salire in retrorunning col Moonwalk di Michael Jackson… #altolivello!

Al sesto km con le mani gelate, mi rendo conto che sto andando in contro al suicidio perfetto, sorpasso “La Kristel” oggi in giornata no, meniamo duro, dobbiamo andare a prendere quel pirla di Emme che è rimasto nascosto in griglia per non darmi riferimenti, oggi gli avevo promesso battaglia, o almeno finchè ne avrò.

Quando il pendio ce lo concede, con Diego si parla del più del meno, del diviso, del per e della strategia di gara, mi chiede di salite e altro ma l’ossigeno attualmente disciolto nel mio sangue non permette ragionamenti e risposte sensate, così gli rispondo: “A cannone fino al 23°, poi remi in barca, si cala e si sta tranquilli fino al 33°, discesa a bomba, crampi e arrivo” 
Diego capisce subito i miei problemi mentali e non affronterà mai più l’argomento, salutiamo un super Cadel, gommonato con accappatoio rosso e parrucca gialla fosforescente che dirige il traffico ad un bivio…Andrea N°1!!!!
Al tornante prima del 10°km arriviamo in un ora e tre minuti,  raggiungiamo “La Francy” gli dico…(mentre sputo un polmone) "Ti piacciono le partenze soft eh?" ristoro e via rapidi in discesa verso sentieri mai corsi, baciati dal sole, verso "Montepulgo", peccato per la leggera foschia che offusca le piccole dolomiti, ma non si può avere tutto... 

Nella salita successiva ci raggiunge Graziano, in formissima, mi dice che la Francy è dietro a due passi, avverte me e Diego sulle asperità del percorso dal prossimo ristoro in avanti… gli dico che Diego sarà prossimo sposo a Settembre, gli dice, “Ah beh…allora puoi farti anche tutto il resto in ginocchio e sarà sempre più facile della futura vita matrimoniale” io rido chiassoso, Diego ci ringrazia per il nostro “tatto” nel dirgli le cose… eh  la vita, la vita ragazzo!!!

Iniziano i 3km di discesa verso "Priabona" anche se il  fondo non è impegnativo, la mia caviglia destra inizia a lanciare sinistri messaggi… (che poi non è detto che la sinistra li lanci destri vero???) breve tratto di benedetto asfalto, ho una fame vergognosa, come se avessi fatto una mezza con 900m D+ (e infatti…) 

21°km, ristoro, mi infilo 3 pezzi di crostata in bocca, ne tengo in mano altri 3 e ci bevo dietro 3 tazze di thè… il tutto facendo  incetta di uva passa, parlo con Ronnie oggi in modalità “Sojo’s Ultras”.
Arriva “La Francy” pare in fuga dai cani antidroga, raccoglie due cose da mangiare e parte a canna verso l’orizzonte e il suo meritatissimo secondo posto, scortata da "Vecchio Leone" Graziano, suo compagno di squadra… Rimango basito da come affrontano i ristori “quelli forti” al solo guardarli mi si  blocca la masticazione…
Saluto Ronnie bofonchiando e riparto con Diego, autolimitato  per tenermi compagnia fino almeno all’attacco dei 202 scalini dove passo Emanuele fermo con un amico, intento, in pieno "Spirito Trail" a scattarsi qualche foto, li saluto esortandoli a lasciare un fiore sul mio corpo nel caso mi trovassero esanime poco più in alto…(lo faranno ma un km dopo).

Al termine della scalinata, conto 199 scalini, la questura diceva 202 non so perché ma desisto dal tornare giù a ricontarli… il dubbio disturberà probabilmente i miei sonni da qui alla fine dei miei giorni ma "Col cazzo che torno giù a ricontarli) 

 Diego oramai è un ricordo, so che la salita peggiore è alle spalle ma invece di prendere morale, mi abbacchio, riesco addirittura a perdere terreno da chi mi sta davanti, cerco di bere regolarmente, passiamo accanto alla roulotte mia e di Alfo


Foto di repertorio (na settimana fa)

...ho le mani gelate e una crisi mistica.. un paio di guanti, un caffè e potrei stare qui ore a guardarmi il panorama.

Passiamo il punto più alto del percorso, mi passa un tipo di nero vestito il cui unico equipaggiamento obbligatorio è dato dal pettorale attaccato in vita… spettacolo.

28°Km, nella discesa di un km che scende verso Faedo prendo male un paio di sassi con il piede destro che vanno a martoriare la solita caviglia, il fondo è bello smosso e decido di camminarmela un centinaio di metri, mi passano in 5 o 6 e prima del trentesimo km mi passa anche mio cugino "Roccia", Germano… oggi, primo di categoria,”56 years old” chapeau!!! 

"My Uncutchable  Cousin" 

Germano rallenta un filo per chiacchierarmela un po’, gli dico che in discesa mi vien quasi da vomitare dal dolore, mi esorta a tener duro e andare avanti ma il continuo saliscendi fino al 34° km è un autentica via crucis,  sul piano e in salita mi difendo, mentre in discesa, non vado proprio avanti, corro malissimo, arriva un pò di asfalto e devo dire che mai come oggi, l’ho amato davvero, appoggio regolare, e via, prima  dell'ultimo ristoro di Monte di Malo, si passa per "Contrà Scarsi" (lo giuro, esiste) e quale rappresentante in corsa della qualità, vengo invitato a  tenere un discorso su: "Come organizzare, condurre e curare nei minimi particolari un Ultratrail per non avere mai problemi in corsa"... ovazione della folla, è li che ho perso un sacco di tempo tra autografi e foto, credetemi!

Ultimo ristoro, a Monte di Malo, mangio mangio mangio, un concorrente mi saluta come se mi conoscesse da una vita, io non ho idea di chi cacchio sia, the caldo, mani blu e riparto.

42,5km, il sentiero abbandona secco l’asfalto svoltando a sinistra, in molti sbaglieranno qui, tre davanti a me, proseguono diritti, urlo e fischio per attirare la loro attenzione ma sembrano dei Titanic senza freni diretti verso l’infinito. Ciao ragazzi è stato bello mangiarsi l'impossibile pochi minuti prima con voi al ristoro.

 Io non sbaglio e svolto con Larry, adesso non mi spiace abbandonare per un pò l’asfalto in questi ultimi 7 km, il fondo è bello regolare ma forzare l'appoggio sempre di sinistra per tenere scarico il più possibile il destro mi sta ammazzando, sento un pizzichio accanto al ginocchio,  dove parte il vasto mediale, mi fermo, penso “adesso provo a tirarlo un po” suona anche il mio allarme interiore che mi dice “No, No, No, che poi ti parte un crampo sul retro coscia come accadde all’Ultrabericus 2 anni fa”... troppo tardi, ho già alzato il tallone e il bicipite femorale con una fitta, pare si raggomitoli  come una palla da tennis…

Dolore Dolore Dolore!
Coglione Coglione Coglione!

Oramai son vecchio e i crampi li conosco, calma, tranquillità, stringere i denti e correrci sopra… Et voilà, bastano 200m e son come nuovo, riesco perfino a stare dietro a Larry, adesso, poi termina lo sterrato e ricomincia l’asfalto, Larry vola, io mi trascino.

46°km, ne mancherebbe uno e mezzo ma un giro inutile ce ne farà fare due, che poi, cosa saranno mai 500m in più???  Corro a fianco di uno che da quando abbiamo girato a destra invece che proseguire diritti, sta cavando porchi di ogni taglia e modello per quei 500m, ha un pezzo di grana in mano dall’ultimo ristoro e mi dice che vorrebbe darlo ad un cane, (se lo trova), perché gli par brutto tagliare il traguardo con un pezzo di grana in mano, gli dico che non ha cuore e che quel cane a meno che non sia senza naso, il suo formaggio sudato non lo mangerà mai…. Ma aspetta aspetta, vede una cuccia e che fa? Urla: “Tobiiiiii, ciapa qua el formajoooo” e lo lancia, il cane ci guarda con la gioia di un rockettaro che ascolta “Rosso relativo” di Tiziano Ferro dopo il concerto degli ACDC.

 250m al traguardo, mi dice “scatta pure se vuoi eh” mi volto per vedere con chi cavolo stia parlando ma non c’è nessuno, lo guardo e gli dico, "Fidati, che è già un miracolo l’aver sempre corso questi ultimi 2 km, ma se vuoi possiamo tagliare il traguardo abbracciati come vecchi amici!" Detto, fatto, taglio il traguardo abbracciato ad uno che non ho mai visto prima e che mi sta spalmando la sua mano che puzza di formaggio putrefatto sulla spalla… proprio un gran finale, insomma.

Conclusioni: Tutto molto bello, percorso, ristori ben forniti, spogliatoi volontari ecc… Remo e Giulio mi hanno cacciato fuori un grande evento, solo una pecca, il loro lavorone, meritava una partenza ed un arrivo in centro a Malo, arrivare con praticamente nessuno al di là delle transenne è stato un po’ triste ma sono cose risolvibili e Remo ha già preso sicuramente nota per l’edizione 2017.

Muscolarmente parlando l’ho tenuta bene, peccato per il patatrak alla caviglia. Mi aspettano 15 o 20 giorni di nulla podistico, sperando si sistemi il tutto, dopodiché, se davvero ci credete e volete vedermi in start line all’Ultrabericus, ripetete con me: Ave o Maria, piena di grazia….

Ah, scusate, qualcuno ha visto Emme???



Mezzora dopo nello spogliatoio: “aspetta aspetta… no ma, cazzo è sta roba nello zaino??? Noooooo i guantiiiiii!!!!!”…. Ave o Maria, piena di grazia….


 La Carissimissima Francy seconda classificata, SUPERDONNE

Skirunner le vigne, il loro motto "Correre forte e bere di più"

domenica 13 settembre 2015

STRAFEXPEDITION 2015 Mega giornata sui sentieri della grande guerra



  Asiago Ore 5:47

A 13 minuti dal via mi ejetto fuori dalla macchina, ci sono 5° e provo a stare al caldo il più possibile, in start line faccio appena in tempo a salutare Monica, Achille (4° nella Marathon) e Lek (6° nella lunga) pochi minuti al via e come nella scorsa edizione viene suonato “il silenzio”, il luogo e la Storia lo richiedono, ultime note, lungo applauso, musica che parte a cannone, conto alla rovescia e si parte, sotto un cielo impallinato di mirtilli bianchi (le stelle) cannoneggiato per l’occasione da una pirotecnica manciata di fuochi d’artificio, si parte!

Viste le previsioni meteo e il mio scialbo allenamento post Trans d’Havet, propendo per una saggia andatura “Take it easy” “Alto Godimento” “Cazzo mannaggia” quindi, GoPro in pugno e via, un km e si lascia l’asfalto, il cielo rischiara da Est, il nero e gli sfavillanti mirtilli hanno i minuti contati, cielo terso, aria frizzante, visibilità pressoché infinita, sta per accendersi uno di quei giorni in cui capisci che lasciare l’asfalto per i panorami che ti riempiranno gli occhi tra qualche km è stata una delle scelte più sagge della tua vita.



4km e in compagnia di Andrea C. (col quale condivisi gli ultimi km della LUT) arriviamo a Forte Interrotto, i primi 400d+ sono messi in granaio, luce da cinema e le brulicanti luci di Asiago ai nostri piedi, bellissimo, ci rituffiamo tra i boschi dove in discesa raggiungiamo a fondovalle il ristoro di “Basa Senocio” 10°km, Irene (prima nella Marathon) che avevo baldanzosamente sorpassato nella discesa nel bosco, riparte subito pimpante nella strada bianca che ci conduce al sentiero che in breve ci porterà in alto dove i pini lasciano il posto ai mughi e ai lunghi panorami di oggi, da Monte Meatta il sentiero pressoché rettilineo sovrasta la verdissima Val di Portule, perdo il contatto visivo con Irene che pesta decisa, qualche km e siamo al secondo ristoro di Bocchetta Portule, 1700D+ e 20km andati, mangio, bevo, riempio le borracce e parto filmando qua e là… vi risparmio il video in cui nel bel mezzo di una panoramica esclamo “Porca troia ho lasciato i bastoncini al ristoro” anzi no, eccolo qua:




 500m in discesa e li recupero, da qui in avanti è goduria per gli occhi, si percorrono 3 km in cresta tra i rimasugli della prima neve di stagione caduta nella notte da una parte e il vertiginoso versante Ovest della dorsale del Portule dall’altra. In breve siamo ai 2307m della Cima, panorama fenomenale, questo:



 guardando ad ovest si riconoscono “Lo Spitz di Vezzena” “ Cima Mandriolo” e “Cima Larici” più in basso  i laghi di Levico e Caldonazzo a una quindicina di km , accendo “Peak Scanner” sullo smartphone et voilà: mi evidenzia  il gruppo dell’Adamello (a 70km in linea d’aria) , il gruppo del Brenta (più vicino) le Cime della Val Senales (a 90km), mentre subito a Nord a 23km di distanza par quasi di poter metterci una mano sopra ai 2847m di Cima D’Asta, quindi, la Marmolada a 60km,  le Pale di San Martino a 45km, e via verso Est verso il sole, guardo in giù e con un occhiata par di abbracciare tutta la Valsugana, discesa, faccio un volo carpiato raccolto in avvitamento oblungo laterale, il tipo dietro di me preoccupatissimo si ferma in mio soccorso, gli dico “tranquillo, lo faccio sempre, l’ho fatto per testare il tuo senso civico\spirito trail…. ero prontissimo a chiedere la tua squalifica in caso fossi passato disinteressato senza soccorrermi…”  bocchetta  Kempel, lungo traverso corribile alle pendici di Monte Trentin e inizia la salita verticale di Cima XII, la cima più alta di tutta la Provincia Vicentina, da lassù il panorama a 360° è da pelle d’oca, oltre le montagne, e la pianura, un riflesso aranciato coglie l’attenzione di tutti, è il sole che si specchia sulla laguna Veneziana con le sue isole, et voilà:




Ancora più in là, le coste dell’Istria sono una spennellata offuscata sopra la linea dell’orizzonte …. Cazzo, se la terra non fosse tonda, un altro po’ e potrei vedermi dietro alle orecchie!!!
Cima XII and now, discesa wild, si, perchè se uno affronta Cima twelve preoccupato per la salita, quando vede la sua discesa firma il nulla osta per la donazione degli organi, mughi, rocce, buchi, bisogna avere mille occhi, oggi, figuriamoci 100 anni fa con chi ti mitragliava dall’altra parte della valle… arriviamo al ristoro (30°km) al quale l’anno scorso arrivai con due tronchi al posto delle gambe,  sto molto bene, non sono nemmeno stanco, mi rifocillo per bene per intraprendere la parte del percorso che fu teatro delle peggiori battaglie dell’altopiano, la zona compresa tra Monte Campigoletti, il Vallone dell’ Agnela e lo stesso Monte Ortigara… 2105m oggi 2113 m nel 1914, prima della guerra dice Wikipedia, demolito da tonnellate di bombe e altare sacrificale di migliaia di vite umane italiane e austroungariche.




Da lì, ammaliato dal contesto, dopo aver suonato la campanella e aver raggiunto la colonna mozza, mi lancio in discesa sul percorso dello scorso anno, straconvinto di vedere uno che corre tra i molti escursionisti che risalgono l’erta in senso contrario… solo 500m e 100m D- dopo, mi accorgerò di aver sbagliato strada…. provo un traverso per capire dove in realtà scendesse il sentiero ma non scorgo nessuno, così ritorno in su, di nuovo alla campanella, seguo le balise fino al monumento austroungarico e giù per la ferrata e le trincee che ridiscendono verso il vallone dell’Agnellizza ai piedi del Monte Campanaro… poco più in la ci aspetta la salita a Cima Caldiera, luogo di ammassamento delle truppe prima dell’assalto all’Ortigara… l’ultimo riparo prima dell’inferno.



38°km, al ristoro di Piazzale Lozze, chiedo una birra, nada,mangio, bevo e faccio il pieno, si scende tra i boschi in rapidi su e giù in cui “ad averne” si potrebbe davvero guadagnare minuti, ma non è giornata per correre impegnati, corricchio e me la prendo comoda, tentando un colloquio a distanza a base di belati con un gregge di pecore, la strada per l’ultimo ristoro pare infinita, mi sparo gli ultimi buonissimi “shottini” powerbar alla cola, 51°km, finalmente il ristoro, da circa 20km praticamente corro da solo, nessuno mi ha più sorpassato, pace assoluta, 10 km alla fine,canno per l’ennesima volta un bivio mentre la quinta donna che mi segue mi grida un “No, fermo è di quaaaaaa” “Grazie cara”, museo all’aperto di Monte Zebio, si corre dentro alle trincee dalle quali mi affaccio per ammirare gli ultimi sprazzi di panorama prima di immergerci definitivamente nel bosco che ci accompagnerà fino ai pascoli a 3 km da Asiago.



Discesa fino al bitume, ultimo km, si ripercorre a ritroso il primo km del mattino, si arriva in centro, famiglie e fighetti a passeggio ovunque,curva a destra, sinistra, ancora a destra, striscioni powerbar e sono all’arrivo, 61km, 3000D+ 9 ore e 50 minuti dopo la partenza, oggi volevo godermela, missione compiuta, calcolo di aver perso più di mezzora tra errori di percorso (miei) dimenticanze di bastoncini, e ammirazione del paesaggio, non cambierei nulla, mi complimento con Achille e Lek per i loro temponi, grande giornata, spettacolo puro.


Complimenti all’organizzazione, balisaggio impeccabile a parte i sabotaggi sugli ultimi 5km della corta, ristori ben forniti (birra a parte)e percorso fantastico, sono luoghi in cui bisognerebbe accompagnare i nostri figli e i nostri politici, per fargli capire il significato della parola sacrificio… “Per Non Dimenticare” sta scritto sulla colonna mozza dell’Ortigara, dopo aver visitato questi luoghi, NON DIMENTICARE è il minimo che si possa fare.


giovedì 30 luglio 2015

Trans d'Havet 2015 i Cobras i Fulmini e Jovanotti


Da dove comincio? Già, da dove comincio?

La Trans d’Havet, per chi non lo sapesse è un’ Ultratrail di ottanta chilometri e cinquemilacinquecento metri di dislivello positivo ma se parlaste con qualcuno che prima di domenica avesse già corso una di queste gare classificate come “Ultratrail” vi direbbe che si, effettivamente, i Trail sono Trail e le Ultratrail sono Ultratrail ma la TDH, edizione numero quattro, è stata di più, molto di più, merito dell’Ultrabericus Team e del suo intreccio di volontariato locale che si muove efficiente sul territorio radioguidato al millimetro da chi 6 anni fa, dal “Piazzale della Vittoria” di Monte Berico, ammirando le montagne al tramonto disse… “va che Skyline dal Summano a Cima Marana…  il Novegno, Il Pasubio il Sengio Alto, il Carega e le Tre Croci… sai che c’è? Perché non ci facciamo una gara? Disse Enrico Pollini picchettando sulla spalla di Claudio Cunegatti… Fu una grande e splendida intuizione che ha regalato al popolo degli ultratrailer una delle più dure e selettive Ultratrail del panorama italiano.

23:00 gli autobus provenienti da Valdagno scaricano sulla piazza di Piovene Rocchette 8 velenosissimi  Cobras, parte integrante dei 22 pazzi atleti de “La Fulminea Running Team” impegnati in questa due giorni di gare.

                                                                Foto By Aldo Zanini


Foto di gruppo,foto con gli amici, in bocca al lupo distribuiti a destra e a manca, i nostri compagni di squadra arrivano alla spicciolata a caricarci come molle pronte a scattare rapide in Startline…

Foto By Aldo Zanini

Mezzanotte spaccata, una tiepida  brezza tesa da Ovest spazza i 271, chi più, chi meno, aspiranti ultratrailers al via, countdown e si va, a 50m dallo start raggiungo la nostra “serpentella” Martina, “indotta” (dice lei) dal sottoscritto qualche mese fa ad abbandonare l’idea della corta per buttarsi corpo e anima nella lunga, la signorina suda grinta, la affianco, la vedo tesa come una corda di violino e ad un metro di distanza le grido come il sergente “Hartman” gridererebbe a “Palla di lardo” in “Full Metal Jacket”: “Vai Martina cazzo, ci sei cazzo, quest’anno ci seiiiiiii!!!” è come gettare una sigaretta nella sua autostima già caricata ad idrogeno…. Boom, ciao a tutti, si salvi chi può, non inciampate dinnanzi a lei, o vi travolgerà come una valanga, arriverà a Valdagno e vi spolvererà via come un granello di polvere dalla sua spalla.
Per il ciclo “Facciamoci del male” 50m più avanti, rischio di tirare una mina assurda inciampandomi da solo sul quicklace (mai allacciato) delle mie scarpe, STOP, mi passano tutti, mi raggiungono le scope che mi fanno “dai Alvin cavolo, muoviti, cosa fai qua?” io penso “Rigodanza parte da metà gruppo per arrivare primo, io parto dalla fine per arrivare a metà… sono un illuminato, non fa una piega o sbaglio?”

All’inizio dello sterrato ai piedi del Summano raggiungo i miei compagni di viaggio, Fulmine e Diego… primo obbiettivo: Cima Summano in un ora e mezza… pfff, “chevvelodicoaffare”, grandi chiacchere, non guardiamo mai l’orologio, 1h29’ e siamo su… “El tempo Tambura sul Novegno”, lampa alla grandissima, provo a convincere i miei compagni che il brutto sia più in là sul Pasubio mentre le prime gocce cadono calde dal cielo, il vento rinforza da Ovest e il temporale ci travolge in pochi istanti, gagliardo, sul sentiero delle creste con tutta la sua forza, dal Novegno a Cima Summano il cielo è una fucina di saette che scaricano a terra ovunque, davanti, dietro e sopra di noi, non c’è alcun riparo...




 Il soccorso alpino dirotta chi non ha ancora raggiunto Cima Summano, sulla Strada del Colletto, più sicura e rapida in caso di incidente per i mezzi di soccorso, chi è passato invece prima dell’ora e 48 di gara è testimone di una delle più forti e spettacolari dimostrazioni di forza della natura… fingo tranquillità, sono iscritto alla “FULMINEA RUNNING TEAM”, sto correndo con un tipo che perfino sua madre chiama “FULMINE” chi può essere più sicuro di me su un sentiero di cresta a 1200m shakerato da una tempesta di FULMINI? C’è un bordello assurdo e quasi irreale, il sentiero è un torrente, qualcuno è fradicio e si ferma ad infilarsi la giacca, tutti corrono, corrono fortissimo guardando il cielo e sperando che il prossimo spazio tra lampo e tuono sia almeno superiore al mezzo secondo… gli grido “Teo, corri, corri,”  “SBANG,” un colpo secco, fortissimo un tutt’uno di luce blu accecante e il boato più secco che possiate immaginare, penso mi si sia fermato il cuore per due secondi, Fulmine si gira e a 3 cm dalla mia faccia con gli occhi iniettati di folgore mi grida un porcazzo che copre il rumore dei tuoni….”CORRI CAZZO CORRIIIIIIII”, qualcuno deve avermi svitato le ginocchia perché ballano incontrollabili, a 300 m dal ristoro del “Colletto” gli grido che non ho nessuna intenzione di salire verso il Novegno sotto quella pioggia di Fulmini, Fulmine fa una telefonata al creatore, gli spiega la situazione, altre due tre bombe dal cielo, raggiungiamo il ristoro sotto il diluvio e il temporale pare placarsi … “sto ragazzo ha agganci ovunque penso….”
13km sono volati  è il caso di dirlo in un lampo, ripartiamo dal ristoro a borracce piene, qualche tuono rumoreggia sul Novegno, ricomincia a piovere cforte, anzi no, diluvia, la frontale è quasi accecata dal riverbero della pioggia, buon passo, pare sballare un attimo sul “Brazome”, poi, da “Passo Campedello”, ricomincia la guerra di fulmini e pioggia, vien quasi da ridere da quanta ne scende, perdo un centinaio di metri dai miei compagni, ho improvvisamente schiena e gambe contratte, fatico un sacco, in mio soccorso arriva lo scollinamento verso “Busa Novegno” dove, dopo un secco tornante a destra mi si para davanti una mandria di placide mucche ruminanti, hanno un aria rilassata e incuriosita per quei bipedi che corrono impauriti verso il tendone del ristoro… all’interno è già bello popolato, assaggio tutto, fuori cadono due saette a poca distanza che fanno tremare i tavoli, qualcuno si infila sacchi dell’immondizia sopra le giacche, ci saranno 10° ma la tensione, l’acqua e l’adrenalina te ne fanno sentire si e no 5, il the degli alpini deve avere una droga fortissima, fantastico, ci lanciamo fuori dal tendone sulla variante al percorso (si salta Forte Rione, troppo esposto ai Fulmini) e si prende la via del bosco, altri fulmini e altri lampi fortissimi cecchinano Monte Alba, tutto si placa, 10 minuti e siamo immersi in una pace surreale, smette la pioggia e torniamo a sentire il rotolare rapido delle scarpe sulle rocce sotto i nostri piedi, saltellando in discesa verso il “Colletto di Posina”.
Guadagno qualche metro sui miei compagni di avventura, “Monte Alba” lo attraversiamo col buio pesto, folate di nebbia accecano la frontale, ad un km da “Colle Xomo” sorpasso un ragazzo con un taglio profondo al ginocchio, mi dice di andare avanti e di non preoccuparmi, che lui con calma arriverà al ristoro e si ritirerà alla postazione della croce rossa,  gli faccio un in bocca al lupo per i punti… ce ne vorranno un sacco, andrà a premio sicuramente L

Mangiamo e beviamo, chiediamo chi fosse il primo, ci  rispondono: “Questo qua,  mostrandoci il pettorale n° 285, si è ritirato terrorizzato dopo che la seconda saetta gli è caduta a pochi passi, ci dice il volontario al di là del tavolo. E il secondo? Rigodanza anche lui, ha detto che per oggi la sua dose di culo probabilmente l’ha già usata tutta…. Rimane solo la FEDE-rica, Boifava lei va come un aereo… non è “a terra” e quindi non ha problemi coi fulmini… me la vedo già… a bissare il DXT…. Grandissima…
Si riparte rifocillati verso Bocchetta Campiglia, albeggia, guardando all’insù si notano le frontali di chi ci precede sulla strada delle meravigliose 52 Gallerie, non sto a descrivervi di come sia questo luogo illuminato dalla luce del giorno che nasce … una bellezza che fa il pari con lo schifo della guerra che i nostri nonni hanno combattuto quassù 100 anni fa… un’ora e 29 minuti di chiacchere e siamo al Rifugio Papa, iniziamo la strada degli Eroi in discesa e incrocio Franz della “Folgorante” (come dite era destino? Lo penso anch’io) che sbuca saltellante dalla “Val Canale” un saluto al volo e via… mezz’ora e siamo giù a Pian delle Fugazze, 3 compagni Cobras sono li ad attenderci, sgranando classifiche e passaggi, Emme e Stefano fanno foto a scatto continuo, ristoro, raccontiamo della notte pazza, gli Alpini ci servono una minestra estratta direttamente dal centro della terra, i piatti sembrano di plastica ma sono certamente di una lega di Kevlar mista ad amianto bonificato per non sciogliersi  con quei 266°c del brodino… una bontà.



Siamo a metà strada, prendiamo di petto i 500m D+ di selletta Nord Ovest, il Carega è una meraviglia senza nemmeno una nuvoletta, raggiungiamo Larry, coapripista con me dell’edizione 3, si sta allenando per il Tor des Geants… massima invidia.
A Campogrosso incontriamo Federica, ci racconta della sua caduta e dell’inevitabile ritiro, quattro porcazzi mi giungono dal cuore, li deglutisco e la saluto dispiaciuto, Marcello, fratello Cobras, ha allestito una base vita coi fiocchi  con tanto di cambio scarpe e indumenti per chi ne avesse bisogno, riempio le borracce e mi siedo a bermi beato l’energetica Red Bull regalatami da Emme a Pian delle Fugazze… GLU GLU GLU,  ce ne stiamo li un quarto d’ora buono, è durissimo convincere Fulmine a smuoversi da quel luogo di perdizione, ripartiamo sfilacciati, Diego ha un altro passo, io tento di mediare ma Fulmine è un po’ impallato, ci avviciniamo all’inizio del magnifico “Boale dei Fondi”, dico a Diego di proseguire tranquillo col suo passo, odio che qualcuno mi debba aspettare, Fulmine è qualche centinaio di metri indietro… ci riincontreremo tutti e tre solo al traguardo,

                                               Foto By Tony Flagello 


 Bocchetta Fondi passa senza grossi patemi, i Lessini si distendono bel belli al sole aldilà della vallata, a 50m dal rifugio Fraccaroli vengo raggiunto dai primi 5 della “Corta” si lanciano in discesa come se fossero inseguiti dalla peste, io sto ancora discretamente bene, Diego è oltre il mio orizzonte, Fulmine è nel mio passato remoto, bella discesa verso il Rifugio Scalorbi, ristoro, si mangia si beve e mi raggiunge Achille (sarà 11° nella corta) quattro chiacchere e se ne va. Arriva anche Rigodanza, “Cazzo fai qua?” Mi dice che dopo il ritiro è tornato a Valdagno, ha fatto la doccia ed è ripartito per correre la corta, vorrei inginocchiarmi al cospetto della sua pazzia e della sua grandezza ma probabilmente rischierei di non rialzarmi mai più, mi invita a ripartire con lui, mi guardo dietro per capire se parli effettivamente con me…  pare di sì, gli dico:“No Francesco vai per carità, non vorrei tirarti troppo il collo”
Riparto un po’ di corsa e un pò racchettando verso il Passo della Lora, bel discesone tra i mughi dove sorpasso Roberto e Marco… o era Gianmarco?  Mi escono con  frasi del tipo “allora? A che punto siamo con la tela” robe da edizioni 2012, grazie ragazzi mi fanno sempre piacere questi incontri.
Sulla leggerissima discesa verso bocchetta Scagina  mi passa prima Gerry e poi la seconda donna della corta, è il mio Architetto preferito Francesca Pretto, che provvedo a caricare emotivamente per andare a riprendere l’ avversaria che la precede… fortissima, se ne corre leggera, arrivo a bocchetta Scagina da dove inizia la discesa verso il Rifugio Bertagnoli, inizio ad essere stanco di testa e ad ogni passo le mie ginocchia scampanano indolenzite, arrivo al ristoro presso il rifugio e dopo 66,5km sono ufficialmente stanco…
Mangio svogliatamente non assaggio mai niente che possa attirare attenzione, in particolare, solo per farsi mangiareeee(par di averla già sentita sta roba), vengo raggiunto da Alfonso impegnato sulla corta (altro Cobras) cerco un motivo per ripartire, mi dico “parti” mi viene in aiuto Jovanotti a concludere la frase:

 “prima che il vento si porti via tutto
e che settembre ci porti una strana felicità
pensando a cieli infuocati
ai brevi amori infiniti
respira questa libertà
ah ah ah ah
l'estate e la libertà”
Allè…. la ripartenza dal Bertagnoli è su di una stradina sterrata che, ad esser sani, si potrebbe correre in tranquillità, uno che mi arriva da dietro lo è, mi si ferma di fianco, ed esordisce con un: "Ciao Alvin, sono il solito" ah bene, continua il circo penso, gli guardo il pettorale... è uno della corta, ride, mi fa "bene, ciao allora eh"  fingendo di ripartire... gli dico "vai vai, non dirmi come ti chiami che tanto me lo dimentico" noto con sorpresa che non ha una goccia di sudore e ha scarpe ed abiti come appena usciti dall'armadio, potrebbe fare la pubblicità del Dixan, facciamo due chiacchiere, gli chiedo quanto manchi all’arrivo, non lo sa, mi dice che legge le mie cavolate e che si chiama Tommaso piacere ragazzo, ora vai e cerca di sudare un pò però perché se arrivi così a Valdagno non ti crede nessuno che hai corso 42km... passano  pochi metri, mi raggiunge un signore sulla sessantina senza pettorale, chiedo anche a lui quanti km manchino alla fine, non lo sa, mi girano le palle, è incredibile quanto uno possa attaccarsi a particolari inutili quando è stanco, vabeh, mi rassegno, il signore è simpatico mi fa da cicerone su tutto ciò che vediamo, abbandoniamo la strada per un ripido sentiero sulla sinistra, chiedo se vuole passare, mi dice no no tranquillo, sto in compagnia, 100m e si accodano altri due ragazzi della corta mentre io comincio a raccontare della mia ultima LUT al signore, chiedo ai ragazzi se vogliano passare, macchè, niente, si esce dal bosco sui prati sotto malga Campo Davanti e i due ragazzi dietro ci passano baldanzosi, il primo mi fa, “Complimenti per la Lut  Alvin, dovrebbero arrestarti per istigazione alla corsa” mai.. ricevetti miglior complimento in corsa…  il secondo mi saluta anche quello chiamandomi per nome, alchè il signore se ne esce con un, “Caspita ma allora sto correndo con una celebrità” hua hua hua, quanto ridere….
Meno di un km e mi sorpassa la quarta donna della corta, è Valentina, vorrei tanto stare con lei, ma ha un gran bel passo… e non solo quello, le mando un in bocca al lupo e le dico, “Vai a prendere la terza Valeeeee!!!” nel frattempo prima di Cima Marana sorpasso e mi risorpassa uno dei due ragazzi di prima, Daniele, mi dice che è amico di Lek (altro Cobras) e che è stato lui a indirizzarlo verso la corsa… eh forte il Lek gli dico, ma ora accelera che con sta andatura a intermittenza stile albero di Natale a Valdagno non ci arrivi più… detto fatto, ciao ciao e anche lui, sparisce all’orizzonte.
66°Km Sella del campetto, stravaccato a terra ritrovo un’assonnatissimo Rigodanza, gli dico, dai andiamo, vieni… “No, no, ho sonno e voglio dormire mezzoretta” mi dice, aaavanti, altri su e giù tranquilli, Cima Marana, panoramissimo, ora inizia “LA” discesa, i primi km per uno che ha le ginocchia un po’ sbattute sono duri, molto duri, mi passa Christian che mi dice di aver ancora mal di testa e le orecchie tappate dai fulmini di stanotte, arriviamo al ristoro di Malga Rialto, guardo spaesato le bottiglie sul tavolo, l’addetto al ristoro mi chiede cosa voglio, scrollo la testa incerto, aspetta un attimo gli dico, devo ben capire dove mi trovo prima, bevo, acqua e coca, riparto con i volontari che sparano a caso sul numero di km da lì al termine 6-8-9…. Tombola!!
Sofferenza pura, non tento di capire quale sia Valdagno tra i paesi infondo alla valle ma lo si capisce bene, “Cazzo non può essere così lontano” colline, collinette, prati, piscine incredibili, sparuti gruppetti di case, una ragazzina offre una spruzzata gratuita con un innaffiatoio, fantastica, altri saliscendi e arriva “LA” fontana, unica mitica ed inequivocabile punto di riferimento, da qui mancano 2,5km spaccati alla finishline… ci ficco dentro testa e braccia rimanendo in immersione per un po’, emergo, saluto il ristoro abusivo offerto dai gentilissimi locali e inizio a correre in discesa, penso “2,5km uomo, quante volte hai corso due chilometri e mezzo?” Mi rispondo “vaffanculo un sacco di volte cazzo” quindi cammino un pò devo aver preso l’intermittentite di Daniele di prima,continuo ad alternare corsa e passo, a 300m dall’arrivo mi raggiunge Francesco (Rigodanza) dopo la dormita, prendendomi per il culo mi dice “caspita ho sempre sognato di tagliare il traguardo con un Cobras” mi dispiace deluderlo ma gli spiego che ho moglie e bimbi pronti a darmi filo da torcere sul rettilineo finale, così lo ringrazio e lo saluto… penso mi abbia dato due minuti in 200m… ultima curva, striscioni, i miei bambini sono li in mezzo ad attendermi “Siamo pronti a fare la gara? “ gli dico, ma oggi sono buoni, prendono per mano il loro vecchio e lo trascinano verso l’arrivo, tappa obbligata il tunnel umano Cobras, birra a canna dalla caraffa, riprendo i pupi per mano e passiamo sotto il gonfiabile… sempre emozionante concludere così, 



Foto di Andreas Gad


                                                                     Foto di Andreas Gad

anche questa TDH è diventata realtà, ambivo ad un 14:59 ma non ho nulla da recriminare, per andare di più, bisogna allenarsi meglio o meglio, basterebbe allenarsi, la TDH non ti regala nulla ma quando attraversi quel traguardo, sottopelle ti si conficca un virus e l’anno prossimo le proverai tutte per evitarlo ma al richiamo dell’ultimo sabato di Luglio, sulle Piccole Dolomiti per noi che le vediamo ogni giorno… sarà difficile rinunciarci e ti cade di nuovo a fagiolo l’ultima strofa della canzone di Jovanotti
l'estate addosso
un anno è già passato
vietato non innamorarsi ancora
saluti dallo spazio
le fragole maturano anche qua
respira questa libertà
l'estate e la libertà
ah ah
ah ah
ah ah
l'estate la libertà

Lunga vita alla Fulminea running Team e a noi poveri “Nati disidratati” Summano Cobras, in un solo giorno abbiamo contribuito a rilanciare del 10% il PIL del bar in piazza a Valdagno… “Summano Cobras per il sociale”

Saluti dallo spazio.






MEMENTO AUDERE SEMPER... RICORDA DI OSARE SEMPRE

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