Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni.(CIT) Eleanoor Roosvelt...

...E i miei sono fottutamente belli (CIT) Paolo Scotti

giovedì 22 maggio 2014

Trail dell’Orsa 2014, 48e più km, 3000 e più D+, Presente... a tratti!



        
 Sguardo che trasuda genialità


Eh sì cari amici, dopo una settimana contesa tra il mal di gola dello scorso week-end e una compagnona bronchite scassamaroni che mi ha tenuto a km 0 per tutta la settimana, domenica  mattina, ero carico al punto giusto per affrontare a “bomba” questo trail, descritto dai più come “molto carino”.
 La voce, dopo l’ultima pippata di Aerosol di sabato sera, non era nemmeno troppo roca…

Sveglia ore 3:30 (tre e trenta porca troia) recupero Diego alle 4:32 esatte (Di di no Mister Brown?) ritrovo con Martina e l’Orso a ViOvest , Claudione ha paccato (cancellato dalla lista “Amici della crostata”) puntualissimi alle 4:45 siamo in autostrada, si aggiunge all’allegra compagnia anche Heinz, suo fratello, il Taglia e Andrea,  “viaggio” regolare ( a parte il flash di Martina nello specchietto retrovisore che ci fa saltare il bivio per Brentino).
 Ritiro pettorali, Taac!
Vestizione, Taac!
Ore 6:40, chiedo: “Martina e Diego (svaccati in macchina) venite a vedere la partenza? Cerrrrrrrto”. Taac!
 “Non Pervenuti” Taac!

 Pacca sulla spalla a Fat  il quale saggiamente mi dice: “Usa i bastoncini che tra un mese saranno i nostri migliori amici…” Pensieri LUT-erani invadono la mia desertica distesa di neuroni... Marcello è un Vecio, è saggio, decido di ascoltare la vecchia volpe della Val Pantena  e li raccatto al quart'ultimo minuto utile dal bagagliaio della macchina.

 6:57: a chi ci chiede il materiale obbligatorio alla spunta pettorali, il Taglia mostra il suo fucile d’assalto che misteriosamente ci fa superare ogni controllo, selfie al volo con Paolo impegnato nei 30km, semaforo verde, 3-2-1, via!

  
Paolo e me!


Taglia e me!


Primi metri sul pavè, in leggera salita, mi sento bene, respiro anche bene, gambe leggere, 300m e su, via, sulla scalinata a sx che ci porterà lassù in alto a rimirar la bella Val d’Adige, 2-3-4km, bevo più o meno (forse più meno che più) regolarmente, al ristoro del 7°km siamo già a 900m, tolgo la maglia a maniche lunghe la temperatura è perfetta per correre quassù, giù per la prima discesa , raggiungo e sorpasso la seconda donna ancora prima dei 670m dei “Piani di festa”, battute nell’aria con i ragazzi del ristoro ci fanno adeguare alla toponomastica del luogo, siamo ancora freschissimi, leggeri saliscendi di una noia mortale, tagliano un lungo pendio in cui bisogna tenere gli occhi incollati per terra per non incespicare, comincia qualche salitaccia, in alcune servono quasi le mani per arrampicarsi, si arriva ai 1000m di "Valle dei Fo’", (di Dario nessuna traccia... come Dario chi?) sono ancora col gruppetto della seconda donna,  vuoi che il single track sia a panorama zero o che mi sto un po’ annoiando a guardare le New Balance del tipo che mi precede,  il primo black-out di giornata mi agguanta,  sento che sto forzando un po’ troppo, così, senza se e senza ma, con i primi accenni di demenza senile galoppante, decido di alzare il piede dall’acceleratore, mi faccio da parte, faccio passare davanti il gruppetto che mi ha traghettato fino a qua, sudo, bevo, ma non sono felice, mi volto, dietro di me…  il nulla!!!


Riparto a ritmo tranquillo, tra il bosco di faggi, perdo terreno dai miei ex accompagnatori, sono solo e senza punti di riferimento, gambe leggermente appesantite, bevo regolare (ma forse troppo poco), scrutando l’altimetria stampata sulla borracia, tiro dritto ad un tornantino, fuori percorso, faccio 5-6m in mezzo al cespugliame maldisposto, un angelo che mi segue mi  grida “Oh!!! Dove vai di là???” Io… ”ah niente, tranquillo, cercavo di tagliare” “Verso Trento?” mi fa lui.
Usciamo finalmente  dal bosco, qualche foto,


  Un paio di km e scolliniamo  ai 1370m di Malga Cerbiolo, non prima di aver rischiato di tagliare di 4km il percorso per andare a vedere il panorama dall’altra parte del passo, fortunatamente, la vista di un nastro biancorosso a terra e di bipedi  viaggianti al doppio della mia migliore andatura, mi fa capire che quella è gente molto più avanti di me, in tutti i sensi…. 


 Discesina sterrata, arriviamo al ristoro dei 18km dove il mio cervello cade in modalità “Energy Saving” Adelaide, la volontaria, mi fa:” Vuoi qualcosa?” io (sguardo idiota): “si, sedermi” mi piazzo lì sulla panca, due minuti, a vedere chi viene e vedere chi và, “quanta energia ragazzi… mi violento per mangiare almeno qualcosa” riparto, voglia zero, il mio cervello non si sblocca dal suo stato, subisco qualche sorpasso, non me ne preoccupo, mi riaffianca l’angelo di prima e mi fa “tu sei Alvin?””Certo” rispondo, mi dice anche altre varie cose tipo il suo nickname su runningforum… o era spirito trail??, gli rispondo che probabilmente tra nemmeno 300m non me lo ricorderò già più ma in realtà, non ne passeranno più di 100… il tipo allunga il passo ripromettendomi che ci saremo ribeccati da lì alla fine… (Sono certo  intendesse la fine del mondo).




Dopo Malga Prazagano ci sono 5 km di corribilissima discesa, lo stato di rincoglionimento perdura, ogni 3-400m me la cammino una cinquantina, non ci sono di testa, quanto vorrei qualcuno al mio passo che mi motivasse un po’ “Fulmine" dove seiiiiii???  sorpasso e mi faccio risorpassare almeno 5-6 volte dall’amico di Paolo, Giancarlo, inspiegabile, arriviamo al ristoro dei 998m di Pian della cenere, il ristoratore non fa che spiegarci che ci aspetta la salita più dura di giornata fino ai 1600m di "Punta Redutte"… qualcuno è preoccupato, io invece sono felicissimo che la discesa sia finita, tanto, non andavo manco se mi avessero spinto, meglio faticare un po’ in salita và!!! E così, prima di alimentare Pian della Cenere con le mie stesse ceneri, riparto al passo deciso, da lì alla sommità, non mi passerà più nessuno, a parte Gabriele, amico di Fat, il quale mi raccatta nel su e giù prima delle slavine che danno un tocco extreme a questo trail alle pendici del Baldo, sorpasso per l’ultima volta Giancarlo, chiedo a Gabriele: "Sei tu l’amico di Fat che si è sposato l’anno scorso?""No", mi dice lui! "Ah, allora sei quello che ha fatto la LUT a coppie con lui due anni fa giusto?" "No" mi dice lui… ma allora chi cazzo è sto Gabri? mi racconta delle sue scorribande per maratone in giro per il mondo e del suo incazzatissimo 2:58 di Roma, prima di arrivare a Cima Paloni troviamo anche “Il Fenomeno”… quando sente Gabriele dire “Ah, per me,( al momento) Berlino è stata la più bella maratona  che ho corso” il tipo si gira e contrariato fa “No no, guarda, io le ho fatte tutte, ho corso 350 maratone in giro per il mondo e se mi dici che Berlino è la più bella del mondo… bla bla bla…” giro talmente gli occhi all’indietro che vedo il mio passato….OooOOoooOOoooOOooohhhh mollami!!!!
 Arriviamo chiaccherando  al ristoro del ristorante Novezza dove assaggio "La qualunque", ultimi 200m D+ tra le trincee e i miliardi di bucaneve di cima Paloni , il lago di Garda è laggiù, nascosto dalla foschia.



35° km, termina la salita,si scende ripidi tra i verdi prati, la caviglia sn da un po’ fastidio ma finalmente corro un po’ più deciso... è solo un illusione, si  torna sulla carrareccia che scende passando per “Fontana Teja” fino al Passo del Casello (1055m) la discesa spiana un po’ e mi ripianto a rialternare passo e corsa, niente da fare, oggi  io e la discesa  sembriamo essere due rette parallele che non vogliono incontrarsi mai, non ho punti di riferimento, quando corro sorpasso facile in discesa ma appena non ho nessuno davanti rallento al passo, vorrei picchiare la testa da qualche parte per svegliarmi da questa situazione ma evito, son già sul rincoglionito di mio…


Festeggio con un Ollllllllèèèè ogni 100m D-, si ripassa ai 670m dei “Piani di  festa” come al mattino, la musica al di qua del tavolo è visibilmente cambiata, mi verso 5 bicchieri d’acqua in testa, breve pianoro, tre km, più impegnativi per la stanchezza accumulata che per la loro vera difficoltà ci separano dal fondovalle.


Il Garmin segna 46-47km ormai è fatta penso, 200m di altitudine, la discesa finisce e appare un enoristoro autogestito con un cartello che a caratteri cubitali indica 3 Km, non tiro un porcone, solo perché lo penso solamente intensamente, ribecco Gabri che in discesa ha un po’ rallentato, ci mangiamo tutti i pomodori disponibili sul vassoio e ripartiamo, o meglio “riparte” solo lui… quante volte ho corso 2 fottuti km di fila? Quante ripetute sui 2000m sotto i 4 al km ho corso in allenamento? Dai su, basterebbe correrli anche a 6\km… macchè, la testa alla vista del cartello è passata allo status “Attenzione, ricollegarsi alla rete elettrica, il dispositivo sta per essere  spento” così, tocca solo alle gambe accennare a qualche breve pseudo corsetta, ci sono anche due o tre salitelle per tornare su in paese a Brentino, nella penultima  bituminosa quanto odiosa, mi metto a camminare all’indietro eeeee

Eeeee….

Eeeee….

Eeee…

Eeeee…

Eeee…

Eccheccazzo ma quello è “Il Taglia” il quale mi pianta un sorriso a 64 denti… grande corsa la sua oggi, l’opposto della mia, controllo che abbia un gancio traino al quale appendermi per gli ultimi 2 km ma niente, mi dice “Dai dai, che arriviamo insieme” leggo il cartello un km all’arrivo (altro porcazzo...) passiamo accanto ad una tavolata imbandita a cui gridiamo un "buon appetito", ultima salitina, 300m ritroviamo il pavè, un runner ci sbuca dalle spalle di soppiatto, gli grido "Sparagli Taglia sparagli!!!!" il Taglia imbraccia il fucile e lo giustizia sul posto… cose che capitano, ultimi metri "frocissimi” mano nella mano, (GrazieFratelloCheMiHaiTrascinatoNegliUltimi2CazzoDiKilometri) bellissima foto di Diego sulla Finishline.




Tagliamo il traguardo, fatta, anche questa! Paolone è in fila alla cassa per le birre e me ne porge un bicchiere che sembra uscito dalla pubblicita della Dreher , freschissimo, pieno di goccioline di condensa per l’insita  freschezza, “commovente” è poco,



 mi  guardo un po’ attorno per capire se ci sia un ambulanza con medico a bordo disponibile ad un trapianto di diaframma… oggi la bronchite è stata un nemico silente,non so nemmeno se se la sia  presa più con le gambe con la testa o coi polmoni…



 Cmq sia, un bel Trail, accompagnato da amici che condividono la mia stessa passione, Martina, Diego il Taglia, Fat, Paolo, Heinz e gli altri, un altro bel lungo sulla via della LUT di fine Giugno e quella si, sarà durissima, anche solo portarla a termine… Martina, me la farai trovare una fettina di torta in Finish-line???

#NonSiMollaUnCazzo



                                             Gabri, Fat (La Vecchia volpe della Val Pantena) e me!


MEMENTO AUDERE SEMPER... RICORDA DI OSARE SEMPRE

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