Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni.(CIT) Eleanoor Roosvelt...

...E i miei sono fottutamente belli (CIT) Paolo Scotti

martedì 21 febbraio 2017

Aim Energy Ultra 2017 La Resilienza, l'assenzia, l'emissario e il veterinario.


"Fra, Architetto Portapettorale"

Summano Cobras in Start line.

"Lalara"

E comunque sono arrivato TERZO, dopo i primi 50, ma terzo, quindi, muti, tutti!

Un’altra tacca, un’altra Ultra, un’altra ramenata fotonica.

Al trentottesimo Kilometro volevo buttarmi sotto una macchina da quanto stavo bene di testa e di gambe ma c’erano solo sentieri e Fabio Lipstik sarebbe arrivato prima di me al traguardo, quindi, ho desistito. #QuestioneDiLame.

Fabio Lipstik il palestrato accoltellato da Matteo Nocciolata S.

Comunque sia, alle 6:30, la parte peggiore della giornata, ossia mangiare 180g di pasta integrale con olio e parmigiano, era già alle spalle, no dico, ma avete mai annusato l’odore del mix: “PASTA INTEGRALE-OLIO D’OLIVA-FORMAGGIO GRANA”? Forse solo Matteo Nocciolata S. ne conosce gli aromi, lui che in corsa tiene nello stesso sacchettino, frutta secca e Parmigiano Reggiano, roba che spacca, fidatevi.

Se state ancora leggendo, significa che:
 A: Non avete nulla di meglio da fare, che triste esistenza ragazzi, ma perché non guardate pomeriggio 5?
B: Siete seduti sul Water (Tutti dicono di no, ma siate sinceri almeno una volta, per bacco, e quando li trovereste sennò 6 minuti di pace per leggere ste boiate?).
C: Il vostro è amore (questo era per mia moglie).
D: Avete lo stomaco forte e molta “resilienza” che in queste settimane come parola va di modissima, c’era gente che sudava resilienza domenica, d’altra parte la resilienza è forse la miglior qualità di noi pazzi che zaino in spalla e scarpette da trail, andiamo ad ammazzarci di km su e giù per i monti, giurando nel mentre che: “No vaffanculo, questa è l’ultima” per poi iscriverci puntualmente mezz’ora dopo l’arrivo ad una ancora più lunga e ancora più dura, segnatevi “30 aprile, SCHIO ULTRA JUNGLE”.

Eppure stavolta, pareva mi fossi allenato anche discretamente, ero pure partito giudizioso, senza andare in affanno, senza rincorrere Paolo Emme, senza mettere il cellulare in  “silenzioso” e senza avere la certezza di avere impostato correttamente  la deviazione di chiamata per la reperibilità, l’ANSIA!

Tutto va per il meglio fino alla graziosa chiesetta di "San Valentino", sono concentratissimo, ritmo facile, “op op op” e poi mi appare lei, bellissima, la giornalista di "TVA Vicenza" intenta a produrre un servizio sulla corsa, noto subito delle grandi potenzialità in lei ma non chiedetemi di che colore abbia avuto il piumino, non sono arrivato così in alto nell’osservazione, qualcosa mi ha fatto soffermare nella risalita…

Intndevo il laccio pericolosamente allentato cmq.

Il classico colpo di fulmine, mi sconcentro, perdo il passo giudizievole e penso ad altro, mi ridesto nei pressi del 13°km quando.: “eih ma, eih ma”, quello è il Lek, sulla prima discesa utile, raggiungo  il pornodivo dei Summano Cobras, e inizia il “darsea e torsea” con lui che mi brucia in salita ed io che lo recupero in discesa.

Chiacchieriamo del più e del meno nei pochi momenti di corsa in comune, lo vedo contratto: “Stavo ancora digerendo la pizza  Cipolla, Verde, Funghi e Salsiccia di ieri sera” mi dirà a fine corsa dopo avermi dato 30 minuti in 20 km. Me lo segno, per  la vigilia dell’Ultrabericus, tanto per arrivare a stomaco vuoto all’ultimo ristoro.

Cmq sia, il Lek è un signore e mi lascia cuocere nel mio brodino km dopo km, poi arriva la discesa verso Priabona, lui è piantato a 6 al km fisso, che sia il 24% di discesa o il 53% di salita, LUI, oggi, CORRE,  sempre e SOLO a 6 al km!

21esimo km, "Goodstone" (Priabona)  ristoro, passando sotto la curva della tifoseria “Durona” capitanata da quel veterinario di Marco M.  tra i vari incitamenti che intuisco, uno svetta su tutti è un caloroso:“Merdaaaaaa” prendo nota… mentre Federica M. mi mette in guardia con un “Oh guarda che Tommy è già passato da 5 minuti… pff tranquilla, tanto non mi può finire la birra dopo l’arrivo.

Riparto, Lek in discesa è temibile come un vecchio col cappello che guida un camper, freno motore tarato ai 6/km, inamovibile.

Breve salita, si scollina e si arriva a Campipiani di sotto, anche se siamo chiaramente  di sopra, il sentiero sbocca su una carrareccia con un cartello che indica “Campipiani di sopra” mi si confondono le idee, falsopiano, adesso ancora di più, si corre, dopo 200m  mi sorpassa  una mercedes bianca, il tipo ferma la macchina e spalanca la porta chiudendomi la strada, mi fermo, il signore (sicuramente un emissario di Fabio Lipstik)  in lingua madre mi fa “A te ghe sbaja, te ghe da nare a campipiani de sora, so pena sta vedare i to soci, torna indrio!” io,  un po’ sul rincoglionito ma vigile, gli rispondo con un:“No guardi,c’erano le balise che indicavano di qua” e lui “Chi?” io: “I nastri biancorossi” lui senza capire: “A te ghe sbajà, te ghe da nar su par de à” Dio vuole che nel mentre sopraggiunge una coppia del luogo a passeggio  che si aggiunge all' allegro teatrino e riconoscendolo gli fa “No no Franco, xe giusto, i li fa tirar dritti nea curva qua de sora zo pal sentiero  e i fa ndar zo ai campipiani de sora” io non capisco più un cavolo (ma vrei voluto dire CAZZO), campi piani di sotto, andare in su per scendere in giù, ma, ma ,ma, ma:“Be tusi basta che ve mettì d’accordo!” esclamo.
 La coppia: “Ma si Franco, asseo nare, xe giusto de qua” fatto sta che Franco scusandosi all’infinito, risale in macchina e mi lascia andare, non prima di affiancarmi di nuovo, aprire il finestrino riscusandosi all’infinito e rispiegandomi per la terza volta che “No, parchè mi, so pena sta a campi piani de sora a vedare i to soci eeee….

24esimo km “campi sopra di piani” o come cavolo si chiama è alle spalle, parte la salita che porta ai 202 scalini che sale a Monte Nudo, sento nominare qualche santo da dietro, con calma arrivo su.

"La Grande Bellezza" foto di Lorenza Visentin

Al 26esimo km non sto affatto male ma soffro probabilmente di allucinazioni, sulla sinistra c’è il “baldacchio” il “camietto” coi panini onti (farciti), che ci mangiavamo con una fame indicibile (chimica?)  xmila anni fa quando si usciva dalla discoteca la mattina…

L’anno scorso a questo punto ero già bello che andato, mi raggiunge subito  Lek il metronomo, mi dice “Guarda il ragazzo laggiùùùù è Tommy vestito di bluuuuu”, raggiungo anche Kela assalito dai crampi, corricchio e raggiungo "Tommaso Guenot Bassa", partito un po’ troppo in pompa oggi… “So ragazzi si faranno e allora ci stracceranno”.

Intorno al 27esimo km, subito dopo la croce abbattuta della Trinca (me l’ha detto Matteo P.) ci raggiunge  e sorpassa il veterinario capoultras alla rincorsa di Sharon, sua moglie, confonde i sorpassati infilandosi i pantaloni tra le chiappe chiedendo permesso con voce acuta,  fingendo di correre in perizoma, una brutta immagine, alla sola vista  Tommaso viene colto dai crampi, una signora che passeggia contromano prova ad infilargli anche 5 euro nelle vesti ma l’individuo si divincola abilmente, ah questiGGiovani!

Cos’è o cosa non è, sedotto e abbandonato dal Masiero di turno, perdo Tommy, il sentiero  prima scende e poi risale in un su e giù serpeggiando su di una bella cresta  alberata (mannaggia alla foschia) passando accanto alla croce di Stomita prima, fino alla croce di Massignan poi…. quella dove c’erano Daniele R. e Matteo P. dai?! Quelli che incitavano tutti daiiii?! Quelli che facevano foto a tutti quelli che passavano di corsa:

 Quelli forti

  Lek

Tutte foto di Matteo Pretto

Scusate era un CocaHavana, non potevo rifiutare,vero Matteo? 
Grazie del pensiero.

“Tranquillo, adesso cambia e si inizia a scendere”mi grida Matteo P. , lo stesso Matteo P che 48 ore dopo la corsa, via messenger mi vuole convincere  che dopo di quella non abbiamo incontrato nessun altra croce fino alla fine, mah, io sono ancora convinto mi voglia nascondere qualcosa ma fingo di crederci ;) !!!

Poco più avanti inizio a pensare a cosa abbiano pensato Remo e Giulio per farci evitare quel tratto di asfalto di cui molti si lamentarono nella scorsa edizione; tranquilli, al 37esimo km e mezzo arriva la risposta: 1,5km e 150 d+ di salita su una stradina sterrata, corribilissima per chi è nel pieno delle proprie facoltà mentali, ma io non lo ero, punto.

La svogliatezza mi assale, mi  passano almeno in 7-8, gigante, colui che mi dice il classico “Tu sei Alvin vero?” e se ne va sghignazzando, o Stefano F. che mi passa a velocità tripla, e che dire di Massimo P. che mi sorpassa esclamando “Sto sorpassando la special guest” e giù a ridere, mi tolgo lo zaino per controllare di non aver un foglio con inciso l’hashtag  #CoglionatemiPure. 

Il mio potere di reazione è pari a zero, so piantà, la resilienza? E che diavolo è sta roba? smetto, basta Ultrabericus, fanculo il DXT, par carità la TDH e il Bianco? E il Bianco? Cazzo l’ UTMB, quello devo farlo, poi smetto davvero.

44 esimo km, annuso la profumata scia della quarta donna della lunga e di una ragazza della staffetta che  tirano dritte ad un tornante, gli grido un “Nooooo ragazzeeeee di quaaaa”,  mi ringraziano, passo, fanno retromarcia e ripartono,  corro per un po’ davanti a loro per 500m in discesa orfano del loro profumo, mi fermo sulla destra guardandomi attorno, “Hai perso qualcosa mi chiede la quarta donna” io: “Si la voglia di correre”.
Ampi sospiri, riparto, Monte di Malo, ultimo ristoro, 6 km alla fine, non mangio nulla, svuoto le borracce, bevo a canna 2 bicchieroni di coca cola “Voglio ruttare fino all’arrivo” mi sento in dovere di comunicarlo ai volontari del tavolo che mi francobollano come i camion che trasportano miscele esplosive.

 Per due km sarà così veramente, gli zuccheri della cola vanno in circolo veloci, corro, rutto e sono felice, sono un uomo rinato, ah la droga, mi raggiunge un Kela rigenerato nel corpo e nello spirito, mi dice, dai forza, 3km e arriviamo insieme come all’Ultrabericus Winter, gli rispondo, "Guarda, grazie del pensiero ma non so nemmeno se arrivo correndo fino alla prossima curva”, Kela va nel futuro, un km dopo trovo Cello, (“Colui che sverna in cornetto” il suo nome Sioux) che mi tira per un po’.


Video By Marcello

Mi passa anche la quinta donna, me ne fotto, spianerei con la dinamite anche il “Montecio” pur di evitare quei 6m D+ che mancano all’arrivo, per non parlare dell’ultimo zig zag tra le vie sul bitume, avrei deturpato Malo con una sopraelevata dritta dritta  per entrare nel parco, ma, ma, ma, a 200m dal gonfiabile raggiungo la staffettista di prima, profuma ancora, glielo devo chiedere:“Ma come minchia fate a profumare ancora anche dopo 30 km?”  ultimi metri, gonfiabile, Cadel, La Betta, L’Arianna, Giulio, Matteo P, Arriva Tommy, applausi, vado in doccia, crampazzo al polpaccio, Kela mi presta le ciabatte, l’acqua è ancora calda, libidine, Terzo Tempo Summano Cobras, amici, birra,amici e ancora birra e ancora amici, tutto il resto? Non esiste!

Bravi Giulio, Remo, Mattia e Tino, per non parlare di tutto il Gruppo Sportivo Aim, applausi per tutti, Rigo terzo assoluto sul podio è la ciliegina Cobras sulla torta, ma Christian Modena con la maglia Finisher dello “Schio Ultra Jungle”, non ha prezzo, grazie Campione!









MEMENTO AUDERE SEMPER... RICORDA DI OSARE SEMPRE

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