Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni.(CIT) Eleanoor Roosvelt...

...E i miei sono fottutamente belli (CIT) Paolo Scotti

domenica 18 settembre 2016

DOLOMITI EXTREME TRAIL 2016 "DECESSUS DOCET"

... fino al decessus...

Tre mesi per imparare a scrivere un titolo in latino e per metabolizzare un ritiro possono bastare? Io dico di si.

Dolomiti Extreme Trail 2016, 103 km (che poi erano 107) con 7150D+. Una scampagnata.

La immaginavo dura ma non più dura della mia testa e della voglia di terminarla, almeno, fino alla vigilia.

Questo racconto è tutta colpa di Ileana, oramai il DXT 2016 era quasi digerito del tutto, ma venne il Dolomiti di Brenta Trail e…

25 esimo km, accendo la Gopro, ipnotizzato da oltre un km dal logo (o il culo?) della ragazza che zampetta dinnanzi a me, perché diciamocelo, voi correte davvero le ultratrail per guardare le montagne? Ma per favore!!! Mi accorgo che ha un bellissimo paio di pantaloncini kalenji, (allora vedete che guardavo il logo?)  “Tommy, ti procuro io una gigantografia da appendere in negozio” sussurro al mio compagno di avventura, fu così, che tra le varie foto venute male, ne feci una quasi meritevole e poi vabbè… associ il pettorale ad un nome, la cerchi sui social (si, confesso è roba da maniaci), gliela invii, vede che hai un blog in cui scrivi cazzate, ti ringrazia e ti messaggia la fatidica domanda: “Ma eri al Dxt anche tu quest’anno?” Risposta mia: “Si cazzo, primo ritiro della storia” E mi parte l’embolo.


Zoldo, Venerdì 10 Agosto 2016.

Lavoro fino alle 13, vado a casa, mangio, parto,e in due ore e 15 sono a Zoldo, ritiro il pettorale, preparo lo zaino, foto con uno dei TANTISSIMI fan scarsi di passaggio:

SCUSA MARCO OLMO, STAVO SCHERZANDO

Non riesco a dormire, vado a cena con Adriano ed Enrico. Provo a distendermi 20 minuti in macchina ma nulla, #AGITESCION. 



Abbraccio Larry in Start line e conosco Michele, 330 frontali si accendono, 3-2-1, si va.


La partenza è di quelle che adoro, 2 km e mezzo di discesa su asfalto, l’ideale per andare in temperatura con zero impegno fisico, galleria, svolta a destra, ponte, single track, salita fotonica, bosco, radici, sassi come saponette, umidità tropicale. Benvenuti al Dolomiti Extreme Trail.

Si sale facendo una mezzaluna attorno ad un monte invisibile, fluttuo in un nero interrotto solo dai fasci luminosi delle frontali bianche  e dagli illuminatori rossi che ciondolano dagli zaini, le nubi si addormentano poggiate sulle cime, ovattando  tutto ciò che supera quota 1900m, non c’è luna, non ci sono stelle, il buio più buio che c’è, silenzio, rumore di passi,  fiatone e salita vera, “Antò fa caldo” diceva una pubblicità anni fa, passo un  AlbertoZan che par dis-orientato ma in realtà è dis-idratato. Arriviamo fino ai 1940m di forcella piccola,  ah che fresco, finalmente, scendiamo veloci fino al Rifugio Sommariva al Pramper,(15°km)  super, mega, iper tavolata con qualsiasi cosa sopra… mi fiondo ignorante sul pane e nutella… una fetta, due fette, tre fette, quattro fette, cinque fette… non mangerò più nulla da qui allo Staulanza.

Riparto, l’altimetria del percorso dice che tra 500m sarà discesa, lo sarà, ma sarà discesa cattiva, 30 minuti per fare 4km con 300m d- in un sottobosco di radici coperto di foglie (bagnate), io, usando la tattica Lut 2015 ho fottutamente sbagliato scarpe, una mina, due mine tre mine, sta roba è incorribile e mi fa uscire di testa, inizio a pensare di aver problemi di labirintite, non sto in piedi, poi, dalle parti di Malga Pramper, 4km su di una stradina sterrata mi illudono di riprendermi un po’, ma po’, molto po-co.

Ricadiamo nel bosco afoso e inizia un lungo tratto molto caratteristico, si, caratteristico, perché se si chiama Dolomiti Extreme, lo capisci proprio adesso, salite e discese brevissime con dei corti tratti attrezzati, destra su, sinistra giù, corda qua, cordino di là, è davvero un peccato che sia buio pesto ma forse per chi soffre di vertigini è pure meglio così…

Mi viene spesso da ridere ascoltando i porcazzi che scaglia al cielo il toscano che mi precede, deve avere un Dio Egiziano da come li nomina…

E’ la peggior notte podistica della mia vita, o almeno me lo auguro, gli ultimi 10km li ho corsi in due ore e passa, il cielo è nuvoloso e pare non albeggiare mai, Passo Duran devono averlo spostato nella valle al di là, per Dio, non arriva più, è al 30°km a 6 ore e 16 minuti dalla mia partenza , robe da matti, non sono stanco, ma sudo pessimismo, poi, finalmente, il cielo rischiara e ho l’illuminazione: “mi ritiro al Duran…” 

Al ristoro, siamo in pochi, zero appetito, brutto, bruttissimo segno, guardo una navetta terribilmente vuota, non c’ho fame, bevo e basta, penso di essere ancora sazio dal pane e nutella di 3 ore prima, mi dicono che siamo passati solo in 80 con il cancello che chiude tra 2 ore… ma dov’è finita la gente? MISTERI, roba da Vojager. No scherzavo, non mi ritiro.

Al 32esimo km inizia la salita al Bivacco Grisetti, salita, non è l’aggettivo esatto, è un vertical di 1700m e 450d+ tra i mughi e le nuvole basse, vado talmente piano che mi si chiuduno gli occhi, vorrei salire a gatto miao ma potrei addormentarmi in quella posizione, sonno, tanto sonno, arrivo al Bivacco con qualche nube che pare dissolversi, per la prima volta lo sguardo può spaziare un po’, un po’ è cmq esagerato, le nuvole coprono il cielo “Sono tra le dolomiti e non si vede quasi un cacchio” #tristevolezza, se ci aggiungiamo stanchezza e sonno, si capisce perché, con sguardo disperso, chiesi ai due volontari del bivacco “Eilah, si può fare una dormitina in Bivacco?” si guardano e mi guardano, uno mi fa “ma son le 7:30, vuoi dormire adesso?” “Giuro, so drio rabaltarme dal sonno” gli rispondo…. Clappete clappete, clappete clappete, da dietro arriva un runner, (mai visto prima) i volontari  si guardano, mi guardano, il runner guarda tutti, i volontari mi dicono “certo, vai pure”, mezzo cervello  cade tra le braccia di Morfeo all’istante, come una trota che dorme in corrente in un torrente, ma arriva il runner che come un bimbo minkia, vede la trota, prende il sasso più grosso che c’è e lo lancia in acqua. Il suo sasso è un  “Noooo” che mi coglie alle spalle,  “Non puoi fermarti a dormire, vieni via con me, dai, è discesa e ci divertiremo un sacco, vedrai che ti passa il sonno” sono sul rincoglionito andante, annuisco, sono caratterialmente MOLLO, alla mercè degli eventi.

Partiamo, ci raccontiamo della notte passata, mi dice che si è divertito un sacco, mi sento incompreso, taccio, mi limito a seguirlo, forse si droga.

 6e40, la sveglia sul cellulare del bimbo minkia inizia a suonare, ha la stessa suoneria della mia radiosveglia, armeggia per spegnerla…  suona talmente tanto che ad un certo punto mi sto quasi per auto convincere di essere davvero nel mio letto, potrei aprire gli occhi, alzarmi ed andare a lavorare… e invece no, più li apro e più vedo foschia, discesa maledetta e radici bastarde che zigzagano sotto i miei piedi, ah, come cambiano le cose a seconda delle situazioni. 400 d- in 1500m con questo fondo, sono davvero un brutto sogno.

36 esimo km, arriviamo a Malga Grava, nel frattempo, dopo l’ennesimo scivolone mi passano in 3 oltre il bimbo minkia, incedo ad intermittenza, 2km di voglia e 4 di agonia, non penso a quanti km mancano, provo a mangiare un paio di fette biscottate con la marmellata ma niente, non vanno giù, bevo the e riparto con Enrico, l’amico di Adriano, vecchia conoscenza del Summano Gimmy Five, lui sta da Dio, infilo “2km di voglia” e gli sto dietro ma rimango fedele all’interval trail di prima e così, nei successivi 4km che ci devieranno dal “Sentiero Tivan” fino allo scollinamento ai piedi del Civetta, lo perderò di vista, per sempre.

Si scende, ultimo tratto sulla pista da sci fino all’abitato di Pecol, 42 esimo km, ai tempi d’oro sul piano impiegavo massimo 3 ore e 3 minuti per correrli… da ieri sera ne son passate 8e40, (#Maccheccazzomivieneinmenteincertimomenti?) 

Sono sfattissimo, a parte i tre volontari, non c’è un cane,  mi distendo sulla panca del ristoro, provo a mangiucchiare qualcosa ma non va giù niente, guardo il ragazzino 18enne che mi guarda come dire “Poveretto non stai troppo bene, ma chi te lo fa fare?” e gli dico… e ieri sera? discoteca? Annuisce, gli dico ridendo “ha ha ha, averlo saputo,ci venivo anch’io” la gentilissima sciura addetta al ristoro mi sorride, gli dico,  basta, allo Staulanza “e gli faccio il gesto dello sgozzato” si fa seria e mi dice, dallo Staulanza si fa più buona, guardo l’altimetria “Oh Jesus” e mi vien da vomitare.



Da lontano scorgo Larry, lo saluto, “ci vediamo in salita” gli grido, si sale, tengo un andatura nemmeno malvagia, a metà dell’erta mi passa (a velocità doppia) risaltiamo sulla pista da sci sotto “Pian dei Sec” mi passa il primo della 53km… pare avanzare sullo skate di ritorno al futuro, io penso solo allo “Staulanza”, sarà il mio arrivo e nulla potrà farmi avanzare oltre lo “Staulanza” , così è deciso, l’udienza è tolta.

La modifica al percorso per evitare il  Tivan innevato mi ha probabilmente salvato la vita ma ha incasinato i km, siamo sbagliati di 2, così quando dopo 47 km scollino ai 1900m di Col dei Baldi scopro di avere anche problemi di matematica, 47 + 2  fa 49, ma se era al 52esimo lo staulanza ne mancan 3 ma laggiù non c’è! È troppo un casino, il sole fa capolino dalle nubi, a tratti è un afa opprimente, lungo il percorso, coppie di anziani a passeggio probabilmente paracadutati dall’organizzazione applaudono il nostro passaggio, l’elicottero del DXT sorvola a bassa quota il tracciato, tutto si fa corribile ah… la meteopatia, caspita ma sai che quasi quasi, non mi fermo allo Staulanza???



Scendiamo e risaliamo, scendiamo e risaliamo, mi passano il secondo e il terzo della 53, il primo ha un vantaggio incredibile, 52esimo km, siamo accanto all’anticima sud del Monte Crot, laggiù in fondo c’è davvero Passo Staulanza, guardo bene l’altimetria, e il profilo della salita del 70esimo pone fine ai miei sogni di avanzata, parte la discesa, la corro tutta, sorpasso un bel po’ di gente, i turisti a passeggio ti incitano e ti danno una carica incredibile, facendomi appannare gli occhi dall’emozione, sapendo che oggi, questa, sarà la mia ultima discesa…



1780m, finisce la discesa e finisco io, tendone, speaker, ristoro, 11 ore e 50 minuti, 2 ore e 10 sulla chiusura del cancello, ci sarebbe tutto il tempo di provare a ragionare e pensare a cosa fare, mi siedo con Larry, 6 piatti di minestra scendono come l’acqua, non mangiavo seriamente dal 14°km, Larry è fresco che pare appena partito, gli dico che abbandono, che non è stata nottata e che non sarà giornata, voglio riconsegnare subito il chip ma gentilmente i volontari mi dicono “no dai aspetta, magari ti torna la voglia”, vado a cambiarmi, rimango li a bighellonare tra la consegna sacche e il ristoro, poi decido, ciao DXT.

Ad un’ora dalla chiusura sono passati 95 concorrenti… mi chiedo se i cancelli li abbiano calcolati sul passo di chi?lian, Jornet Burgada o di chi… com’è possibile che a metà gara, la metà dei concorrenti rimanga fuori tempo massimo al cancello?

Bah, salgo sul pulmino con altri 4, un km e dormiamo tutti, sfiniti, come i bambini dopo una giornata sul bob in montagna.

Allungheranno il cancello di un’ora, passeranno in 140 e finiranno solamente in 129. EROI…

Il DXT non è uno scherzo, i primi 40km sono di una durezza e crudezza incredibile, 56km e 4200 D+ con discese a tratti davvero incorribili, corde, tratti attrezzati,radici e foglie sono state davvero una mazzata… correre sempre contratto in discesa per paura di scivolare per aver sbagliato scarpe poi è stata la cosa peggiore.

A 4 ore dal ritiro con AlbertoZan al pasta party però, abbiamo già deciso, nel 2017 si torna e si fa giustizia, non esiste lasciare le cose  metà, il DXT lungo è roba che se lo finisci lo puoi raccontare orgoglione agli amici ed ogni volta che lo racconti, ci puoi aggiunger dislivello, km e tratti attrezzati… tanto, in pochi sapranno mai di cosa stai parlando.

Pensieri in libertà:
Il primo ritiro non si scorda mai… che novità no?
La gara è figlia dell’allenamento… ah però… continua continua…
L’alimentazione in gara è importantissima…. Ma dai?
Non uscite nelle ore più calde… (ok questa non è mia ma di Studio Aperto)
Di notte è anche bello dormire... ma anche al Grisetti, avrebbe avuto il suo perchè.
Le gare definite Extreme… a volte lo sono davvero.
Nulla è più forte di una persona motivita ed io allo Staulanza, non lo ero affatto.

Ed infine, grazie ad Ileana che mi ha ridato il là per mettere agli atti e sistemare i pensieri rimasti di questa ennesima avventura che rischiava di perdersi ingiustamente nel tempo… e poi si sa, dagli errori, si impara molto di più che dai successi.

#DXT2017
#OBIETTIVOFINISHER

#NONSIMOLLAUNCAZZO

martedì 13 settembre 2016

Dolomiti di Brenta Trail, 64 meno 3Km di pazzie DOLO-Mitiche.





5:45, Briefing prepartenza,  guardo in cielo, c’è una stellata da paura, preludio di una giornata super, il direttore di corsa secondo me, se non parla di meteo, non può di certo dire cose importanti in una gara di ultratrail, lo ascolto solo con “la coda dell’occhio” perché la coda dell’orecchio non l’ho mai sentito come modo di dire… ricordo giusto qualche flash del tipo: “Abbiamo attrezzato il ghiaione che sale a Bocca di Brenta per evitare il tratto attrezzato”  “E’ stato spostato il bivio di 100m rispetto a dove si trovava lo scorso anno, al bivio si gira a destra e bla bla bla…” e chi c’era l’anno scorso? Io ho visto solo il video di presentazione, seguo la massa, mica sarò solo ai bivi, ma dai su, fischia che partiamo!!!!


5:59 Così, senza un countdown, una musica di sottofondo, quando meno te lo aspetti, si parte.

Cobras in tour composti da: me,  Ale a caccia di punti UTMB, Emme che corre forte solo in Val di Fieno,( in discesa), Tommy, el bocia, in miglioramento perenne e Matteo che come dice Sara, a 13 mesi dalla sua prima 10km a causa delle sue nuove brutte amicizie, si è ritrovato iscritto a questi bellissimi e disintegranti 64km.

Per quanto mi riguarda, dalla TDH  in avanti, a parte aver sistemato un paio di segmenti Strava ai quali tenevo particolarmente, il registro delle attività “Trail Running” dice che non ho più fatto una beata mazza… Un po’ le ferie, un po’ il fisiologico recupero della caviglia, un po’ un improvvisa infiammazione al tendine d’achille, un po’ perché non avevo tempo, un po’ perché non posso millantare scuse incredibili del calibro di: “Io non ci volevo venire, è colpa di mia moglie, mi ha iscritto lei” alla fine, mi ritrovo qua, assieme ad altri 299 pronti a scendere in battaglia come i più famosi  300, di Sparta ma puntando a finirla meglio.

Primi km di trasferimento verso Andalo, temperatura splendida, si attraversa il centro e si inizia a salire, dopo la schifosissima colazione fatta di due barrette al gusto (e solo quello) di banana e una sciacquata di bocca con la brodaglia descritta come “caffè” del pacco gara, al ristoro dell’ottavo  km , mi sparo subito un gel, oramai il cielo è di un azzurro accecante,intorno ai 1700m il sentiero svolta a destra, sbuca dal bosco e imbocca sinuoso la “Val dei Cavai” spruzzandoci in faccia le fantasmagoriche pareti rocciose che ci accompagneranno per i successivi 50 km.

Il gruppo cobras si ricompatta ai 2329m di “Sella del Montoz”, primi  13,5km e 1500 D+ andati, sono già in stato confusionale, non capisco come possa essere così  vicino a Graziano che di solito mi da un ora al traguardo( ma poi lo capisco, ha la bronchite e va come una macchina che va a due pistoni invece che a 4) alle mie spalle non c’è più Christian che vedevo pimpante fino a pochi km prima ma soprattutto non riesco a capacitarmi di come Emme sia riuscito nell’ordine a comprare e ad indossare quell’orrendo costume da bagno con Hot-dog e hamburger serigrafati.


Si ridiscende tra i boschi e i veloci sentieri sopra la “Val di Non” fino al 18° km dove arriva un minivertical tra i mughi di un centinaio di metri giusto giusto per imbalsamarmi le gambe, ormai corro fisso con Tommy, avanza leggero con  talmente tanta facilità e spensieratezza che per almeno una dozzina di volte da qui al trentesimo km mette i piedi a caso tra sassi,radici e baratri solo per farmi esclamare ogni volta un “EEEEEEEcccolooooo” oppure un “Occccccccccciiiiiioooo” (#StiggiovaniSenzaRispetto)



Proseguiamo aggirando bassi tra i boschi la Loverdina, ammirando laggiù in basso la macchia blu del lago di Tovel che risalta nel fondovalle ricoperto di abeti.

Malga Termoncello, ristoro,fettazza di crostata, bicchiere di succo di mela e via, salutiamo gli altri Cobras e ripartiamo.


Intorno al 25 esimo km con l’aumentare della quota usciamo definitivamente dai bassi strati boscosi,




Siamo in una vallata immensa, verde e stupenda, Tommaso, dà i nomi alle montagne, “quella è la torta” “quello è il condominio” inciampando qua e la tra gli ultimi mughi… è talmente ammaliato dal panorama che si disfa del bradipo che l’ha inseguito finora (IO) e parte sparato all'insù fino al trentesimo km, dove la corta e la lunga (i due percorsi) si fondono insieme per scollinare ai 2442m del passò del Grostè al quale giungo spento nelle gambe, nella testa e nel GPS… fu proprio lì, mentre “angagnavo” ed inveivo contro il Suunto che vidi una silhouette familiare “Cazzo ma quella è  Kristel”esclamai!

In carica il Suunto, start e via, un centinaio di metri di discesa sulla pista da sci senza sci e la raggiungo, una breve chiacchierata mi risveglia dal rincoglionimento  e siamo giù in un lampo al Rifugio Graffer, dove saluto Kristel e mi lancio sul ristoro.

Zero sali, mannaggia, altra fetta di crostata… lì per lì, l’unica cosa che mi faccia un minimo di voglia, riempio le borracce, Tommy mi saluta, Kristel idem, arriva “La Fra” le dico, ci vediamo dopo, mi giro, vedo un gruppetto di persone tra le quali un bel fondoschiena e parto convinto, noncurante di nulla.

Si sale… ma, caspita, siamo appena scesi da quì, vuoi dirmi che ci fanno risalire ancora un pò per poi discendere come si vede nell’altimetria del percorso sul pettorale??? Mi volto, vedo in lontananza altri 3 che pare abbiano il pettorale rosso della lunga come il mio… “si dai, son giusto”penso, “vedrai che si scende adesso” dopo circa un km  il percorso effettivamente inizia a scendere ma poco convinto, tra sassoni e curve che  nascondono il proseguire del percorso, mi passano 4 o 5 della corta poi sento uno che da lontano mi fa “Eih ma… questo è il percorso della corta??? A me vien da ridere e gli rigiro la domanda: “Penso proprio di si, ma quindi non è quello della lunga?” Ma si si, lo è… ne ho passati 5-6 poco fa” mi dice.

Per me c’è qualcosa di strano, faccio altri 300m e decido di fermarmi finchè non vedo un altro pettorale rosso…10 secondi e fortuna vuoe che ne arriva 1 subito, gli chiedo “Siam giusti di qua?” mi guarda come se gli avessi chiesto se l’acqua calda è davvero calda e mi dice “certo, non vedi le balise?” bah… altri 500m di su e giù e appena aggiriamo il Torrione di Vallesinella si scorge un Rifugio, chiedo ad un turista proveniente dal senso opposto una domanda con una risposta scontatissima… “Scusi ma è il Tuckett quello?” mi dice “certo, dai che c’è il ristoro”


Lammmmmmmerdaaaaaa… si, è ufficiale, ho tagliato 3 fottuti km e almeno 400 d+.
Di fare retromarcia per 2 km e 200 d+ fino al Graffer  per tornare di nuovo qui dopo 5 km non se ne parla nemmeno… di gambe potrebbe essere fattibile, di testa è assolutamente impensabile, mi dirigo al Rifugio ripetendomi “No col cazzo che torno indietro” “No col cazzo che torno indietro”… arrivo al ristoro, 10 secondi e arriva Eros… uno che quando gli va male, su un kilometraggio del genere mi da minimo minimo un ora e mezza… lo vedo decisamente sorpreso di trovarmi lì… lui ha una faccia sconvolta, gli dico “Scusa ma tu, da dove caspita sei arrivato da lì? Indicandogli la mia provenienza, “No da là” indicandomi il baratro di una discesa infinita percorsa in senso inverso… e aggiunge “Guarda, na roba terribile” gli spiego lo sbaglio, mi vergogno come un ladro beccato con le mani in pappa e mi sale na paranoia infinita. Eros per tirarmi su il morale mi fa… “no beh, assa stare, non te poi tornare indrio desso sito matto? Go ancora le gambe che me trema” una secchiata di benzina sull’inferno della squalifica… Ma sì, cazzo mi frega ormai è l’anno delle corse cannate… proseguiamo nel disastro.
Da lì in poi è un lento peggiorare fisico e mentale, ho anche mal di pancia, da qui alla fine, 2 bicchieri di the caldo ad ogni ristoro e basta, vedere del cibo mi fa venire il voltastomaco, arrivo al Rifugio Brentei, mi aspetto un casello con la sbarra del Telepass per pagare il pedaggio, da quanto è figo sto posto… si apre una vallata di un altro pianeta, un lunghissimo traverso sulla sinistraci condurrà alla base del ghiaione della Bocca di Brenta… Eros si è preso con faciltà almeno 300m, oramai è un puntino lontano, incrocio una coppia di turisti, lui ha un bambino sulle spalle e mi fa “Ciao Alvin, bravo” io lo guardo e lo riconosco “Caspita, ciao Armando, come andiamo?” mi guarda strano e mi fa…” ma io non sono Armando” aggiungendo “ ho solo letto il nome sul pettorale” “oh scusa”, aggiungo io, (Figura de merda).
Fine della vallata, muro di ghiaia sulla sinistra, ferrata sulla destra e penso “Si dai, ci deve essere una galleria, mica potremmo salire da lì no?” e invece si.


I PUNTINI SONO ESSERI UMANI

Saranno i km, l’amarezza, la scarsezza ma sto giro di pista zigzagato sulla ghiaia mi disintegra del tutto… sorpasso solo i turisti , mi raggiungono e sorpassano Mary che immersa nel suo Ipod non viene nemmeno sfiorata dalle mie urla che ridestatano mezza valle, fino a quando il buon Michele non gli da una bastonata sulla schiena per  distrarla dal suo "tunz tunz tunz"  Michele mi dice, “cavolo, ma è un pakstall di ghiaia” mentre intorno a noi la gente sembra annaspare nella ghiaia col moonwalk di Michael Jackson…


2552m Bocca di Brenta… ma quanto è bello da quassù?


Breve discesa fino al Rifugio Pedrotti:



 49km alle spalle, il più è davvero fatto, ringrazio la forza di gravità per attirarmi a se con sittanto amore raggiungendo Mary e Michele all’inutile Rifugio Selvata, 900 d- andati, ne mancano altri 800… mi viene il vomito a pensarci… un paio di km e siamo giù al Rifugio Croz dell’Altissimo, la discesa che ti maciulla le gambe è finita, 4 km morbidi ci riportano in vista del lago e ci accompagnano fino a Pradel…. Quanto vorrei salire su quella funivia per risparmiarmi i prossimi 5 km, solo Dio lo sa… nel frattempo bordando un praticello all’inglese, rimembro ai miei compagni di avventura che ieri ero proprio lì, spaparazzato sullo sdraio all’ombra di quel pino a “copar l’ocetto”  Mary, Michele e Francesco sorridono, hanno un altro passo, loro corrono, io ci provo, a tratti ci riesco anche, termina un odiato breve tratto di discesa in cemento e ne inizia uno di peggio, più ripido, tra il bosco… troppo, decisamente troppo per la mia testa, le gambe resistono stoiche mentre me la cammino a sprazzi, mi raggiunge Walter, gli dico dello sbaglio e del taglione, mi saluta, vivo in un rallenty interiore dove tutti mi sorpassono a velocità 2x…

Stazione bassa della funivia, 100m e passo a fianco al mio Hotel, mi prometto di correre almeno fino all’inizio del Lungo lago, miracolo, ce la faccio, lungolago, STOP…. E che cazzo, avevo detto, lungolago, mica l’arrivo… mancheranno 800m? ne camminerò probabilmente 500 e solo perché era pieno di gente e mi vergognavo come un pirla a camminare proprio adesso… 200m all’arrivo, la mia inimitabile amica MINA in attesa del marito Mario mi accoglie con uno spettacolo dei suoi, 20m e trovo Ruben… son circa 2 ore e 20 che si sta riscaldando per fottermi in volata negli ultimi 200m, come sempre…. arriva anche Anita a rincarare la dose, mia moglie e Sara sulla Dx hanno il dito sul grilletto pronte a scattare, si corre, bimbi felici, sangue che torna ad affluire al cervello e un insalata di gioia mista ad amarezza.


Dieci ore e quindici minuti di gioia oculare,61km dice il Gps… ho tagliato proprio un brutto pezzo, un'altra ora, se ne sarebbe andata sicura, mi riconsegno al direttore di corsa spiegandogli della mia modifica al percorso… precipita dalle nuvole, dice al cronometrista di togliermi dalla classifica, mi chiede come possa essere successo, gli do la mia versione dei fatti… “gli dico che forse bastava una persona li, a smistare i rincoglioniti come me” fa spallucce, faccio spallucce.

Alla spicciolata arrivano “La Fra” quinta assoluta, dopo la squalifica della terza donna che come me, ha dormito al bivio, arriva Tommy ,felice come una pasqua 


ed Ale al quale tiro sassi e acqua pur di fargli tenere i piedi per terra nel suo volo verso il traguardo,


 arriva perfino Emme che dal rettilineo finale sfilandomi la birra di mano mi dice anche “Brutto baro, hai anche tagliato, vergognati!!!!”




e dopo un po’ arriva anche Teo…. 


Si, quello che 13 mesi fa aveva corso la sua prima 10km, su strada, quello che oggi per non farsi mancare niente, alla prima discesa, ha pensato bene di fare un tuffo a volo d’angelo tra le rocce, lo stesso che due giorni prima siccome doveva riposare e non poteva correre ha pensato bene di fare una serie di 1216 addominali che non faceva da 14 mesi con ovvi strascichi muscolari… Ebbene si ragazzi, loro se li sono proprio sciroppati tutti questi bellissimi 64km… se non sapete che gara fare l’anno prossimo… questa merita un weekend, è davvero da urlo.

Pensieri in libertà:
Mancano meno di 365 giorni al prossimo UTMB, gara dei sogni, da quel lontano 2007 in cui per sbaglio su youtube vidi il video di un certo Marco Olmo che a 59 anni in 21 ore e 31minuti, tra due ali di folla, partì ed arrivò da Chamonix girando attorno al Monte Bianco… 
Dopo 2 lotterie sfortunate, ho i punti e il diritto di entrata per l'edizione 2017… la certezza di poter essere in start line ma con la testa di oggi, non si arriverebbe nemmeno a metà, devo fare un piccolo rewind, capire cosa si è rotto e del perché davvero non riesco più a divertirmi come mi divertivo a correre fino a pochi mesi fa…
Ho sempre pensato e nessuno convinto che il motore di tutto è la passione e la motivazione, alla TDH di quest’anno sembrava fosse tornata l’una e anche l’altra dopo la disavventura del DXT…

Eh si, mancava solo la cappella dello sbaglio di oggi ed il nulla mentale per cercare di recuperarla infondo:

 “2 miseri km. tanto bastava fare per tornare indietro e mettere tutto a posto” mai e poi mai li avrei fatti…” li avevo percorsi già 16 volte fino a lì (33esimo km) e li ho percorsi altri 14 volte da lì alla fine(28 km)…

“Adda passà a nuttata”, dissi a qualcuno qualche giorno fa… speriamo passi anche la mia e in fretta… nel frattempo:


#NonSiMollaMicaUnCazzo
MEMENTO AUDERE SEMPER... RICORDA DI OSARE SEMPRE

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