Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni.(CIT) Eleanoor Roosvelt...

...E i miei sono fottutamente belli (CIT) Paolo Scotti

martedì 31 luglio 2012

Trans d'Havet 2012 La corta, Chantal e la cintura sadomaso... un racconto per tutti ma non per il Bress...

Alvin e Zanze a caccia del Drugo...

Bang, un fragoroso colpo di pistola coglie di sorpresa la “GANG DEL BOSCO” ossia, 65 rilassatissimi runner (gli iscritti alla corta di 40 km) confinati nella “gabbia” di partenza al Magna e Bevi di pian delle Fugazze… intenti, fino a qualche secondo prima, a scambiarsi saluti e a rimembrare di post corsa alcolici, più duri della corsa, passati in codesto luogo dopo la famosa “Staro-Campogrosso”… mai, vidi lo Zanze (mio compagno di squadra e d’avventura)così coinvolto e commosso nel raccontare un postgara…

E quindi Via! Si parte, un po’ alla volta si entra in clima gara (il bello del Trail) i primi 3-400m son tutti un urlo, un grido, dei soliti burloni, all’indirizzo dei primi, partiti come missili terra aria alla conquista delle vette “Fermi! a sinistra! No! a destra!!!” e giù a ridere, un km in leggera discesa, poi, si esce dal cono d’ombra del “Cornetto” , il sole ci indica la via verso la prima asperità di giornata “Selletta Nord Ovest” gli ululanti pazzi si chietano subito, il fiatone prende il posto della loro voce, dal secondo km, in un sottobosco diviso tra il verde delle fresche chiome e il marrone delle foglie della scorsa stagione, capiamo subito che con l’umidità odierna, in salita, ci sarà da lottare su ogni metro, si prosegue in fila indiana, sorpassiamo qualche Ultra degli 80km, ci dicono che la notte è stata dura e l’alba ancora peggio… mi passa perfino Chantal, chi è Chantal? Boh, so che è Olandese, so che si chiama Chantal perché ce l’ha scritto nella maglia sopra il culo e che non spiaccica una parola di italiano a parte dire “no friZante” quando cheide l’acqua ai ristori.

In 2km saliamo di 450m è un bel salire, il ritmo è altino e a dispetto dell’altezza c’è afa e se “Sudo ma godo” era il nome della più nota geisha Giapponese” Sudo e patisso” è il mio nome Oggi!

32minuti di corsa e conquistiamo i 1600m di Selletta NordOvest (ai piedi del”Cornetto”), si aprirebbe pure un fantastico panorama sulla “Vallarsa e sul Carega” ma nuvole basse e foschia, celano il nostro orizzonte, bella discesa, all’inizio un po’ tecnica ma poi corribilissima, sul prato, ai piedi del “Baffelan”, dei “Tre Apostoli” e della “Sisilla”, un fantastico sperone di roccia affacciato su passo “Campo Grosso” della quale allego meritata foto:

"La Sisilla" baciata dal sole

54minuti dalla partenza e i primi 5,6km sembrano esser volati, c’è da santificare il primo ristoro, bevo, bevo bevo, sento uno che mi chiama è “IL FULMINE” gli dico, “cavolo, speravo di non trovarti così presto” “anch’io” mi risponde lui, impegnato nella lunga,mi dice “sono un po’ stanchino e non ho più voglia di correre” “Ah benon” penso io… mancano solo 35km… un in bocca al lupo e riparto con Zanze, chippatura e via verso “la grande salita” 2,5km e 200m di dislivello per rifiatare, dopodiché “Bocchetta Fondi” in concomitanza dell’ottavo km di gara, ci fa vedere subito di che pasta è fatta, nel mentre, una Sciura affannata chiede allo Zanze “Scusa ma, quanto manca da qui al Fraccaroli” lo Zanze ridacchia e le fa “un bel po’ signora” il Po’ dello Zanze significa 1km e 450m con 450m di dislivello come antipasto, 2km mangia e bevi su un sentiero panoramico a strapiombo sul “catino” del “Carega” di primo e di secondo un altro km e 300m con 200m D+….dopodichè signora, il caffè lo può bere al rifugio guardando il panorama (se ci arriva viva)!

Bocchetta Fondi dall'alto

Bocchetta Fondi dal basso

Bocchetta Fondi mi fa sputare l’anima, bisogna stare attenti a dove si poggiano i piedi e per buona metà della salita anche le mani da quanto è ripida,passo Chantal, i molti turisti si fanno da parte e ci fanno passare incitandoci (grandissimi) lo Zanze mi chiede come mai non abbia portato con me i bastoncini… gli rispondo che ero combattuto sul loro effettivo aiuto in salita… (ma come li avrei voluti in quel momento, Dio solo lo sa)… sudo, sudo, sudo, da quando son partito che sia in discesa, o che sia in salita ogni 5 minuti mi sono imposto tassativamente di bere almeno una sorsata dal camelbag, so che l’avevo letto da qualche parte e faceva bene, non posso che confermarlo!

Lascio passare lo Zanze, in salita ne ha di più, svalichiamo a 2039m una folata di aria gelida ci avvolge, Chantal esclama “oh my god it’s beautiful” (riferita al panorama) io le rispondo in italiano (tanto è olandese e non capisce na mazza) “dovresti vedermi con la barba fatta, sono un figurino sai” mi sorride, tanto so che non ha capito niente,via via via, se stiam qui a guardare il panorama muoriamo congelati, si rifiata un po’, Zanze sembra aver preso metri preziosi, seguo solo il mio fiato e Chantal con la sua maglia Orange, poco prima della salita finale al Rifugio Fraccaroli, tento di metterla definitivamente dietro ma niente da fare non molla un cm la signorina, continuerà a ripresentarsi da qui a fine corsa come una peperonata durante la mattinata mangiata alle 7 del mattino.

Verso il Fraccaroli Following Chantal

Ultimo strappo prima del punto più alto di oggi Rif.Fraccaroli, sorpasso una mamma sulla 40ina che sul porta bimbo,dietro le spalle sta portando un bimbo di almeno 13kg, a repirare aria buona in altura, le faccio i complimenti mentre un pensiero per il “Fulmine”mi esce spontaneo “ragazzo se arrivi fin qui è quasi fatta”.

Rifugio Fraccaroli

Via, discesa, dapprima un po’ tirata, sorpasso 2 o 3 della corta e almeno 4 o 5 della lunga con un bel po’ di staccate alla Rossi dei tempi d’oro, riacciuffo lo Zanze, dopo 13 km 2h e 32m di “goduria alpina” siamo al ristoro di Rifugio Scalorbi, lo Zanze si lamenta di un fastidio al tibiale destro, penso che nulla in quel momento sia peggio di “un fastidio al tibiale destro” con altri 27km da correre dei quali 23 in discesa… Zanze mi chiede se ho un Aulin… figurati, non ho nemmeno un gel gli dico… per fortuna lo trova da un altro trailer, lo prende, non gli farà praticamente nulla ma siccome è un Fulmineo non mollera di un mm.

Ripartiamo dopo aver chiesto alla signora del ristoro se non abbiano mai pensato di organizzare banchetti nuziali in alta quota, da quanto il buffet era fornito e delizioso, ho ingurgitato una quantità indefinita di Speck, formaggio grana, acqua e dulcis infundo un bel pomodoro con un pizzico di sale….DI-VI-NO!!!

Sben, verso le ultime due cazzabubbole di giornata, con la pancia piena e lo spirito rinfrancato, andiamo spediti, la salita ai 1700m del “Passo della Lora” è facile facile, in discesa comincia a piovere, le radici dei pini mughi e i sassi, sono delle ottime piste da pattinaggio, non ho la minima intenzione di fermarmi a indossare il kway, sfilo il copri zaino per riparare almeno quello, in discesa incrocio due signore sulla sessantina col poncho, vedendomi scendere a canna si fanno da parte, le grido “grazie grazie, sto tornando in macchina a prendermi l’ombrello” le pensionate ridono allegramente e mi incitano con un “bravo bravo”, la discesa è breve, si risale per l’ultima volta, 100m d+ e siamo a Passo della Zevola 1800m ho perso Zanze, che in discesa a causa del tibiale scende più accorto, 2 km, un gregge di pecore fa ostruzionismo ma scendiamo ai 1550m di Passo Ristele, da qui inizia un pezzo salvavita e salvagambe 7-8km di falsopiano spettacolare, tra nuvole dense che ti avvolgono nei vagli più stretti e sole cocente che par di essere in sicilia da quanto scalda… dopo questo ripetuto processo termico caldo\freddo\secco\umido siamo perfettamente temprati e ronti a tutto, la coppia Zanze e Sudo e patisso è ricomposta, a Sella del Campetto distiamo solo qualche centinaio di metri ma al ristoro di “Malga Campo Davanti” facciamo squadra anche perché il vecchio detto dice “Chi non magna e beve in compagnia o lo ga curto o non lo ga mia” vi risparmio la traduzione, comunque sia, rimirando a fondo il banchetto presieduto dalla protezione civile, faccio notare ai volontari che manca lo spek… la ragazza del ristoro mi tranquillizza subito e mi dice, “No no, c’è.. sei il primo che me lo chiede stamattina”mmm bene, e giù di spek, giù di grana e giù di pomodoro, lo Zanze chiede un po’ di ghiaccio spray agli Alpini ma gli rispondono che l’unico ghiaccio che hanno è in cubetti e gli serve per tenere in fresca il vino… Via, un gruppo di turisti fermi a sbevacchiare in malga ci applaude e ci indica, con il gesto del calice alzato usando la borracia gli grido “alla salute” nel frattempo Chantal ci riprende, maremma assassina è un incubo, corricchiamo un po’ gli ultimi 3-4km di falsopiano, breve salita, un’ultimo controllo, 3 giovani della Crew della trans d’Havet sono stravaccati su un enorme cippo,prendono nota dei pettorali di chi passa, li guardo e gli dico “Uè ma non era qui che doveva esserci la stazione della funivia?” Ridono e mi indicano l’arrivo (nel monte a fianco) della vera funivia, li salutiamo e ripartiamo, breve discesa, riprendiamo Chantal e arriviamo sull’ultimo terrazzo di giornata “Cima Marana” 1545 di panorama quasi a 360° sulle prealpi, le valli e la pianura Vicentina, Chantal riesclama “Ohhh beautiful” penso sia troppo abituata alla nebbia delle sue terre d’origine per definire beautifull un panorama purtroppo offuscato da una dannata foschia… un peccato, non sprechiamo altro tempo qui e giù per l’ultima inesauribile discesa,dapprima infima tra il bosco (complimenti a chi a Balisato questo tratto) via via più morbidosa mano a mano che si scende verso valle, l’arrivo è 1300m e 12km sotto di noi, risorpasso Chantal (certo che sia l’ultima volta) dopo 7-8km usciamo dal bosco tra le malghe, c’è un punto di partenza per parapendio con 4-5 paraglider in attesa del vento buono per partire, gli grido “Oh, avete posto???” mi rispondono “ si, si, vieni” grandissimi, un giorno o l’altro devo provare anche quello.

Rientriamo tra le fresche frasche, la calura si fa sentire, sorpassiamo diversi ultratrailer dell’80km abbastanza cotti, entriamo in un pascolo attraverso un piccolo cancello in ferro, una 50ina di metri dietro di me c’è un runner con il quale mi sarò sorpassato almeno 6 o 7 volte negli ultimi 20km lo aspetto, faccio finta di armeggiare sul cancello e faccio il gesto di gettar le chiavi tra i rovi e guardandolo esclamo “Noooo, le chiavi, mi son scivolate” il tipo si fa una risata, lo saluto, lo rivedrò (almeno lui) solo dopo l’arrivo.

A 4km dalla fine mi perdo in chiacchere con un ultratrailer il quale mi dice di avere le ginocchia a pezzi, gli dico che ormai è fatta, che è stato un grande e che se anche ha le gambe a pezzi si farà gli ultimi 200m volando, mi ringrazia, lo saluto, mi squilla il telefono, è lo Zanze, a suo dire si è perso, gli chiedo come diavolo sia riuscito a farlo con un balisaggio a prova di cieco… (giungerà al traguardo con una fantastica Birra media Fulminea in mano, non prima di aver seminato il panico vestito da marziano in un camposcuola di pischelli, facendo orienteering in un bosco valdagnese segnato solamente dai solchi lasciati da qualcuno in moto da cross con un solo pensiero in testa “Oddio, morirò fuori dal percorso, sarò squalificato e i miei cari non avranno mai una tomba su cui deporre un fiore e venire a piangere la mia prematura dipartita” nel frattempo alle mie spalle si materializza con uno sgranocchiare di ghiano, il mio incubo “LEI”, Chantal…. L’olandese stavolta è decisa a darmi la stoccata finale ma non ci sto, soffre molto le discese ripide, io invece faccio finta di no e la distacco abbastanza da dimenticarmela…2km alla fine, una fontana, di quelle che usavano le massaie 50 anni fa per fare il bucato, non so se hanno dipinto il fondo della stessa di azzurro o sia l’effetto dell’acqua cristallina, appena la vedo,per 10 secondi ci immergo la testa con cappello, occhiali e tutto fino al mento, un fiotto di acqua gelida mi entra a testa capovolta dal naso, esco con un principio di annegamento in corso, con l’acqua che mi esce da ogni pertugio, fresco freschissimo, ho bbassato la mia temperatura corporea di almeno 8° mi volto, a fianco a me,c’è LEI, Chantal, ha un sorriso da orecchio ad orecchio, mi dice “Is too hot today”… i successivi 200 incolmabili metri che si instaureranno tra noi, rimarranno tali sino all’arrivo, non ne avevo davvero più, Olanda 1 Italia 0… come prendere un gol al 93° in contropiede dopo aver tenuto le redini del gioco per tutta la partita, che coglione!

All’arrivo trovo il comitato di accoglienza della Fulminea running Team il Bress, Giò Busin, Doctor House Peo el Roverso e Drugo che ha già brillantemente terminato la sua prova da 2 ore buInserisci linkone con un tempo stratosferico e un piazzamento ancora migliore, 32° assoluto e 7° di categoria… COMPLIMENTI COMPLIMENTI COMPLIMENTI, nel mio piccolo nonostante lo scarso allenamento colgo il miglior piazzamento in classifica di sempre 20° assoluto sui 40km e udite udite 3° di categoria… non accadrà mai più ne sono certo, peccato aver centrato il podio in una delle poche gare in cui premiano solo i primi di categoria!!!

Un cenno all’organizzazione, quanto a Buona volontà, Ristori, Volontari, Percorso e Balisaggio secondo me siamo al Top, unica pecca il ristoro finale un po’ scarsino, senza Spek (hua hua hua) e una maglia da finisher Montura non all’altezza del logo che la orna, inutile dire che grida vendetta…. (per quanto riguarda il pacco gara, a parte le bellissime mutande, qualcuno mi spiega come si usa la cintura sadomaso compressport in esso contenuta???)

P.S. Al pasta party ritrovo Lei, Chantal, si avvicina al tavolo del ristoro e l’alpino gli fa “Dimme bea cosa vutto na caressa?” lo guardo e gli dico “lascia stare non è “nostra” non capisce niente”… sorrido a Chantal vorrei dirle: “You can eat anything so I'm paying, you win today” ma non mi fido del mio inglese, soprattutto dopo 40 km… mi sorride, 5 minuti dopo dall’altro lato del tavolo mi fa il pollice verso e mi dice “pasta is good” stavolta le sorrido io, le rispondo anch’io col pollice verso pensando…pff.. che ne capirà un’olandese di pasta poi…

Sulla strada verso casa in macchina guardo ripetutamente lo specchietto, di Chantal fortunatamente, nemmeno l’ombra!

Io e Sua Maestà il Drugo

martedì 10 luglio 2012

Cortina Trail 2012 tanta roba… almeno il doppio di quanto avrei potuto reggerne…


Foto By Cris
Già Già, circa 6 mesi fa, la Cris, con un messaggino su FB mi aveva inoculato senza che me ne accorgessi il virus della LUT… essendo scarso di mio e in un periodo della vita tutt’altro che incline a buttarmi in imprese faticose, abbassai subito l’asticella e “scelsi” la sorella minore… non della Cris che mi pare che sia pure figlia unica ma la sorella minore della Signora “Lavaredo Ultra Trail” (120km 5500m D+) la “Cortina Trail” solo 46km e solo 2500m di dislivello…. Il passo successivo, fu di buttare mezza parola a quel farfallone del Drugo e il resto, è storia di ieri l’altro…. Na roba infinita, per bellezza e per me anche di fatica.
Stasera ho scorso per caso il diario degli allenamenti svolti per preparare questo trail ed ho scoperto che dalla maratona di Milano, sono andato a correre 6 volte…. Ma non sto parlando di 6 allenamenti specifici in salita… sto parlando di 6 volte in tutto, per un totale di 60,8km…. l’avessi scorso 2 settimane fa… probabilmente non sarei nemmeno partito ma col senno di poi, devo dire che alla luce degli allenamenti svolti, sabato tra le montagne che il mondo ci invidia ho fatto oltre che una cazzata pazzesca, anche un’impresa probabilmente irripetibile…
Se volete sapere il pregara, leggetelo da Drugo, io so solo che a 10 minuti dal via dopo aver conosciuto gabydicorsa di running forum, fatto un po’ di foto con gli amici, Drugo, AlbertoZan e Andrea Bolz, mi alzo da una panchina e mi accorgo di aver il fondo dello zaino completamente fradicio e gocciolante… la guarnizione pizzicata sul tappo del mio camelback ha fatto si che lo stesso mi si svuotasse completamente sul vestiario obbligatorio presente nello zaino…5km, 400m D+ e le mie scorte idriche iperglicidiche e ipersaline, a fronte di 2 bicchieri bevuti, sono già terminate… bel colpo al morale, vista la giornata irta e caliete che mi si prospettava… da li in avanti, ogni torrente sarà mio, inutile dire che la borracia obbligatoria mi ha letteralmente salvato la giornata, il road book, sciolto, nella tasca esterna dello zaino, inondata dal camelback.
Dopo 7km siamo 600m sopra Cortina e stiamo correndo in un sentiero fantastico, largo, liscio e come lo definisce drugo, Mangia e Bevi, ossia pieno di saliscendi, sono ancora fresco, raggiungo Andrea Bolz, gli dico che ho bucato (il camelback) e lui mi guarda come se avessi bestemmiato in chiesa, io lo guardo e faccio spallucce, ho la borracia tranquillo…c’è acqua ovunque!!!
Dopo 2,5km di su e giù a 9,5km dalla partenza si scende, e si scende decisi (purtroppo), in un km e mezzo perdiamo circa 200m di dislivello si curva ai piedi delle “Tofane” e all’11°km imbocchiamo l’incanto, è la val Travenanzes, che ci condurrà 8km dopo e 700m D+ al col dei Bos a 2330m, che luoghi incantati, vallata fantastica, dalle pareti a strapiombo scendono cascatelle le cui acque non toccheranno mai terra, tanto sono alte, poesia pura, io intanto gioco a Jojo con Andrea Bolz, prima lo sorpasso io, poi mi sorpassa lui, e così e cosà, si scende di nuovo (purtroppo) siamo ad un tiro di schioppo dal passo Falzarego, 1,5km in linea d’aria ad esser precisi, m’è venuta na fame pazzesca, l’organizzazione ha spalmato qui un ristoro fantasmagorico, io voglio assolutamente qualcosa di salato e così dopo 6 fette di salame (si si avete letto bene… sembravo in preda a fame chimica) una manciata di grana (lì per lì il più buon grana mai assaggiato), una manciata di cioccolata (che neanche in svizzera la fanno così) crostata, coca cola, ruttazzo stile fantozzi e via, inseguento Andrea Bolz…200m e passiamo a fianco alla torcida Mercuryus, che ragazzi gli amici di Andrea e Alberto Zan, una ragazza mi riconosce pure e mi saluta(penso sia il Dobermann) per girarmi a momenti sbaglio un ponticello in legno… avere chi ti incita in questi frangenti ha del miracoloso…
Con la pancia piena sono inarrestabile… ci penseranno i successivi 2,7km con ben 400m di dislivello che ci porteranno ai 2314m di Rifugio Averau… a dare la stilettata finale alla mia corsa, durante la salita scherzo con una runner, chiedendole se anche lei avesse prenotato la discesa in seggiovia un volta giunti al rifugio... la tipa mi sorride e stando allo scherzo mi fa: "Oh no, mi son scordata di fare la prenotazione" io restando sulla corda le dico: "Beh dai tranquilla,se non ti dispiace, ci stringiamo un po' e ci stiamo lo stesso" dopo questa pillola che allevia un po' la fatica, arrivo lassù dopo soli 25,5km a pezzi e con crampi da vendere, prima agli adduttori, poi, un po' ovunque dall'ombelico in giù. Arriva persino la grande idea: “dai corricchio sciolto in discesa, vedrai che si sciolgono da soli i crampi” basta un piede messo male e quello dopo messo peggio, mi par di aver pestato un cavo dell’alta tensione, sembro pinocchio, anche i polpacci sono andati, cammino mesto, tentando di sciogliere i muscoli inturgiditi, sorpasso uno degli alieni che stanno correndo la Lut di 120km, è fermo su di un masso, sembra sconsolato e con un paio di continental ai piedi (incollato all’asfalto) fingo una corsa balzata leggera, mi fermo accanto a lui, gli poggio una mano sulla spalla indicandogli il suo pettorale e gli dico: “Non sai quanto ti stimo già solo per esser arrivato fino a qua” mi sorride, riparto, i crampi sembrano definitivamente andati, dopo 200m mi giro, il tipo sul sasso è ripartito, comincia l’inesorabile conto dei km mancanti, i 3km e mezzo per arrivare a passo Giau non sono troppo impegnativi, sono io che sono morto, altro ristoro, ci sono un sacco di turisti che guardano e chiedono furiosi, mi si avvicinano 3 tedeschi ed in perfetto inglese mi chiedono qualcosa, io che non so manco come mi chiamo gli rispondo, Be quiet, wait a moment…. Si guardano strani, poggio lo zaino sulla panca e mi preparo una miracolosa borracia con i Sali, infinite domande, perché, per come, dove abbiano dormito i trail runner stanotte ecc ecc ecc tiro fuori un inglese da quinta elementare ma convincente, mi fanno un in bocca al lupo e via.
L’ultimo ostacolo di giornata oramai è andato, peccato non aver fatto i conti con la vera ultima cannonata di giornata, la salita a forcella Giau… sono ancora ai piedi della salita quando passa l'elicottero del soccorso Alpino, mi sbraccio gli urlo "Zia fermati, Zia, sono qui, dove vai???" un momentaneo compagno di corsa mi guarda, scrolla il capo ridendo e mi fa "mi sa che aveva l'eliradio troppo alta e non t'ha sentito"risate, giusto per sollevare il morale di fronte a quel muro, guardiamo la salita, è ripida, talmente ripida che per guardarla tutta si deve guardare in due volte tanto è irta, si e no 500m nei quali mi sarò fermato almeno 3 o 4 volte, ma più probabilmente 5 o 6, ho davvero raschiato il barile, 2364m, 31,5km corsi! è andata, ora si scende, almeno di un po’, un centinaio di metri per poi risalire “morbidi” sull’ultimo gradino, forcella Ambrizzola, trovo un gruppetto di (3) turisti della domenica, hanno giusto appunto il mio passo, si lamentano del caldo, della salita ecc ecc, gli chiedo perchè con una così bella giornata non avessero deciso di andare al mare invece che venire a far fatica lì, mi rispondono che al mare han mandato mogli e figli, li guardo e aggiungo "non dovete aggiungere altro, ho già capito tutto, massimo rispetto" una volta "sforcellati", da qui alla fine è discesa, per gran parte corribilissima e chi ne ha, può letteralmente volare, dopo 10 minuti di slalom corricchiato mi chiama Drugo, dicendomi che dopo 6 ore e 17 minuti i suoi 46km tra la terra e il cielo sono conclusi, gli do del farabutto pensando “avrà tagliato sicuramente” ma il ragazzo gode di forma straordinaria ultimamente, gli dico," mettiti comodo, mi mancano 11 km", “beh dai" fa lui, "un oretta e un quarto e sei qua”….
Rifugio Croda da Lago, altra opera d’arte, un lago spennellato ai piedi di pareti che esistono solo nei qui e nei sogni, fantastico, ultimo ristoro, un gruppo che suona… tutto molto bello, un peccato esser troppo cotti per poterselo godere appieno ma va bene, andiamo avanti, vi dico solo che gli ultimi 10 corribilissimi km li ho “””corsi””” in 2 ore buone, a 5km dalla fine dico basta, non corro più, dietro di me ad una ragazza suona il cellulare, mi volto e le dico: "ecco ecco, il fidanzato...e dove sei, con chi sei ecc ecc" la ragazza (Silvia) si mette a ridere e arrossisce come un lampone, camminerò gli ultimi 4 interminabili km con lei, raccontandocela del più e del meno, arriviamo quasi insieme, lei mi precede di circa 60m..tanto riesce a darmi nelle ultime tre rampe di scale che ti immettono nel salotto bene di Cortina, Corso Italia, termino divelto come non mai, faccio i miei complimenti a Silvia, ringrazio Drugo che mi ha portato la borsa al traguardo e le mie gambe che mi hanno portato in doccia, giuro ad Andrea Bolz che da qui a fine anno farò solo ed esclusivamente il papà e invece, 2 settimane dopo mi ritrovo iscritto alla “corta” della Transd’Havet, 40km 2500m D+, giuro che mi è perfino balenata in testa l’idea di far la lunga di 80km, ma il forfait per buoni motivi di fratello Fat, mi ha fatto sanamente desistere e propendere per una ragionata 40km…ma si, che vuoi che siano 40 km, a due passi da casa mia poi, potevo rinunciarci?

Ah, correre in montagna, che vita!
MEMENTO AUDERE SEMPER... RICORDA DI OSARE SEMPRE

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